Ogni mattina a Jenin
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La trama e le recensioni di Ogni mattina a Jenin, romanzo di Susan Abulhawa edito da Feltrinelli. Susan Abulhawa ha scritto un romanzo che tocca il cuore, un Cacciatore di aquiloni palestinese: di vibrante realismo e inesorabilmente diretto alla verità, racconta con pacatezza e sensibilità la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di “senza patria”. È la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abuleja, a raccontarci l’abbandono della casa ancestrale di Ein Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin, e la tragedia dei suoi fratelli che si ritrovano a combattere su fronti opposti. Amal ci racconta la sua di storia, l’infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il bisogno di condividere tutto quello che ha vissuto con sua figlia, il suo amore più grande. La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell’arco di quasi sessant’anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro: la tragedia dell’esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, da rifugiati che vivono “sospesi” in attesa di una svolta. Susan Abulhawa non cerca i colpevoli tra gli israeliani, che anzi guarda con empatia, rispetto e consapevolezza, perché sa chi sono i veri artefici di quella sofferenza umana, racconta invece la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all’amore.
Susan Abulhawa è nata da una famiglia palestinese in fuga dopo la "Guerra dei Sei giorni" e ha vissutoi suoi primi anni in un orfanotrofio di Gerusalemme. Adolescente, si è trasferita negli Stati Uniti, dove si è laureata in Scienze biomediche e ha avuto una brillante carriera nell'ambito della medicina. Vive in Pennsylvania. Autrice di numerosi saggi sulla Palestina, per cui è stata insignita nel 2003 del premio Edna Andrade, ha fondato l'associazione "Playgrounds for Palesatine", che si occupa dei bambini dei Territori Occupati. I suoi articoli sono apparsi su numerose testate, tra le quali "The Huffington Post", il "Chicago Tribune" e "The Christian Science Monitor". Ogni mattina a Jenin è il suo primo romanzo. Bestseller internazionale, è in corso di pubblicazione in ventidue paesi.
Susan Abulhawa è nata da una famiglia palestinese in fuga dopo la "Guerra dei Sei giorni" e ha vissutoi suoi primi anni in un orfanotrofio di Gerusalemme. Adolescente, si è trasferita negli Stati Uniti, dove si è laureata in Scienze biomediche e ha avuto una brillante carriera nell'ambito della medicina. Vive in Pennsylvania. Autrice di numerosi saggi sulla Palestina, per cui è stata insignita nel 2003 del premio Edna Andrade, ha fondato l'associazione "Playgrounds for Palesatine", che si occupa dei bambini dei Territori Occupati. I suoi articoli sono apparsi su numerose testate, tra le quali "The Huffington Post", il "Chicago Tribune" e "The Christian Science Monitor". Ogni mattina a Jenin è il suo primo romanzo. Bestseller internazionale, è in corso di pubblicazione in ventidue paesi.
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