Opinioni di un clown Opinioni di un clown

Opinioni di un clown

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La presentazione e le recensioni di Opinioni di un clown, opera di Heinrich Böll edita da Mondadori. Con pantomime teatrali, con telefonate e incontri, un clown lancia accuse feroci all'opulenta società della Germania occidentale, che sembra aver smarrito ogni valore. Un libro del '63, che suscitò polemiche e dibattiti.

Heinrich Böll (Colonia 1917 - Bonn 1985), premio Nobel nel 1972, è forse il narratore più popolare della letteratura tedesca contemporanea. Nelle sue numerose opere ha denunciato in feroce chiave satirico-grottesca la tragedia della guerra, la miseria del dopoguerra e le ipocrisie della nuova Germania capitalistica. Di lui si ricordano soprattutto Opinioni di un clown, Foto di gruppo con signora e L'onore perduto di Katharina Blum. Mondadori ha inoltre pubblicato Croce senza amore (2004).

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Opinioni inserite: 5

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Opinioni di un clown 2013-03-06 04:51:41 patrick
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patrick Opinione inserita da patrick    06 Marzo, 2013
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SITUAZIONI DI DISAGIO

Questo è uno dei libri non-classici che amo di più. Credo che la mia affezione in parte sia dovuta anche alla difficoltà di esprimere una condizione che solo chi ha vissuto in prima persona può veramente comprendere. Perciò, dato che ritengo coraggioso e onesto il lavoro dell’autore nell’esprimere una condizione di disagio (personale e anche nei rapporti con il mondo esterno) che certamente a molti può apparire lontana, la mia solidarietà (e affetto) è d’obbligo.
Quando un libro affronta argomenti “non per tutti”, è normale che non a tutti piaccia. Credo sia anche una questione di sensibilità verso certi temi e condizioni umane. Temi, in questo caso, affrontati al meglio: il testo è scorrevole, lo stile buono, insomma una lettura piacevole, coinvolgente e a tratti anche esilarante.
Chi si aspetta facili (e scontati) messaggi di rinascita, autocritica o rivalsa nei confronti della società o della propria condizione forse resterà deluso, giustamente deluso a mio parere. Chi invece ama indagare nelle possibili condizioni dell'animo umano, o anche solo avvicinarvisi invece no.

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Opinioni di un clown 2013-01-27 10:43:05 DieLuft
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DieLuft Opinione inserita da DieLuft    27 Gennaio, 2013
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La verità fa male

È un romanzo definito aristotelico quindi non aspettatevi grandi colpi di scena o altro ma una catarsi ci deve essere.
Questo romanzo si svolge nell'arco di poche ore, in un'unica stanza. Nonostante non ci sia azione è un libro che offre spunti di riflessione su temi come la coerenza con le proprie idee, il volta faccia delle persone e della società, il falso perbenismo.
Anche se Hans Schnier, il protagonista, può apparire un esaltato/viziato, questi suoi difetti vengono parzialmente "annebbiati" dalla grandissima coerenza che egli ha nei propri confronti rispetto ai personaggi secondari: falsi perbenisti tedeschi cattolici della Germania Ovest.
Originale l'idea dell'autore di non inserire nel romanzo un vero e proprio protagonista privo di qualsiasi difetto. Nel libro non esistono personaggi perfetti, totalmente retti nella morale ecc. È un libro che si dovrebbe apprezzare anche solo per il fatto che i personaggi sono umani: ognuno ha i suoi difetti.
Lo stile è sarcastico. Mi è piaciuto molto in modo in cui Hans si prende gioco dei suoi interlocutori senza offenderli con l'arricchimento di parolacce. Li prende in giro dimostrando una certa intelligenza.
Non è un libro da leggere così "a cuor leggero" ma se si hanno degli ideali diventa un testo piacevole.

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Opinioni di un clown 2013-01-08 11:09:53 cheneso67
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Opinione inserita da cheneso67    08 Gennaio, 2013

le ossessioni di un clown

Un libro monotono e ripetitivo in cui il protagonista, narcisista e presuntuoso, non riesce ad accettare l'abbandono da parte della donna amata e ne incolpa la società borghese e gli ambienti cattolici più estremisti. In 230 pagine non c'è ombra di autocritica o di volontà di lottare per cambiare una società indubbamente ipocrita.

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Opinioni di un clown 2012-08-13 20:44:16 Maurizio.costa
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Maurizio.costa Opinione inserita da Maurizio.costa    13 Agosto, 2012
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Una maschera trasparente

''E gli atei?''
''Quelli mi annoiano perché parlano sempre di Dio.''
''E lei che cos' è, in conclusione?''
''Io sono un clown.''
(''Opinioni di un clown'' Heinrich Boll)
Essere un clown non è facile; non sai mai chi sei, l' uomo sotto il trucco o la maschera che ti sei creato da solo.
Il signor Schnier è il protagonista di questo libro. Professione: clown, cioè un comico che non paga tasse per la Chiesa. Dopo aver sfiorato il successo eseguendo spettacoli in giro per l' Europa, perde la moglie Maria, scappata con un cattolico, e quindi tutto il suo mondo.
Una storia di particolari incentrata soprattutto sull' amore-odio che si interpone quando pensa alla ex moglie. Molto spesso.
Il fallimento per un uomo è la cosa peggiore. Sentirsi morto, senza l' appoggio della tua vita, senza valere nulla, senza voler vivere se non per vendicarsi della perdita dell' amata. Amava il suo lavoro, si definiva un' artista, ma adesso nulla.
Il romanzo è incentrato sulla lontananza di Maria, sui ricordi indissolubili di un clown che ancora ama la sua donna. Una storia triste ma scorrevole, un attacco alla Chiesa cattolica, neanche troppo celato da allegorie.
La caratteristica che colpisce dell' intero libro è il notare del protagonista qualsiasi imbarazzo che si cela dietro le persone, quel diventare rossi in viso che è lo sfogo di parole non dette che però fuoriescono sotto forma di colore in volto.
Il nostro clown si definisce un' artista,è orgoglioso di quello che fa, ma questa insistenza sulla vergogna mi fa pensare a una consapevolezza ulteriore: il clown è una maschera, l' uomo al di sotto di essa, sotto il bianco del trucco, forse molto spesso arrossisce di un fallimento, della compassione del pubblico per un uomo fallito.
La maschera cela agli altri, non a se stessi.

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Opinioni di un clown 2012-03-29 19:47:02 topodibiblioteca
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topodibiblioteca Opinione inserita da topodibiblioteca    29 Marzo, 2012
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Opinioni in libertà

Riconosco che dopo avere letto questo libro sono rimasto abbastanza stupito nel constatare come certi argomenti che ruotano attorno alla religione siano considerati così importanti anche in un paese nordico come la Germania, peraltro patria della riforma protestante. Se infatti il libro fosse stato ambientato in l’Italia, certe invettive rivolte contro una società borghese-cattolica caratterizzata da un’aura di ipocrisia e sempre pronta a criticare chi non è allineato col sistema, mi avrebbero sicuramente meravigliato di meno.

Invece il personaggio creato da Boll, è un clown di professione, specializzato nella recitazione di monologhi e pantomime. Attraverso le opinioni espresse nella casa di Bonn dove si è rifugiato ed esternate sottoforma di pensieri, telefonate a parenti, presunti amici o conoscenti, e ricordi, dipinge un quadro a tinte piuttosto fosche della società tedesca degli anni sessanta, che pare volere celare gli orrori compiuti durante la guerra ed a chiedere timidamente scusa di ciò che è capitato.
Il nostro clown è un attore la cui carriera è ormai compromessa, in caduta libera, a causa del forte contraccolpo psicologico causato dalla sua ex compagna Maria che lo ha lasciato per sposarsi con un fervente cattolico praticante. Inoltre, come se non bastasse, un infortunio ad un ginocchio non gli permette di muoversi e recitare liberamente sul palcoscenico e rappresenta pertanto un’ulteriore motivo di difficoltà nella prosecuzione della sua professione. Ecco che l’insieme di queste cause, diventano quasi una scusa per abbandonarsi a sé stesso, per piangersi addosso e cominciare ad attribuire le colpe del suo stato ai cattolici di Bonn. Costoro sono accusati di avere convinto Maria, anche lei assidua praticante e frequentatrice di quella comunità, a lasciarlo in quanto non era concepibile che i due vivessero “nel peccato”, senza essere uniti dal vincolo del matrimonio. Oltre a Maria viene inoltre descritta una galleria di personaggi piuttosto folta, e risulta molto difficile trovarne uno che agli occhi del protagonista sia esente da qualche colpa o da qualche difetto, compresi i suoi genitori e suo fratello, anche lui convertitosi alla causa cattolica !

In definitiva si tratta di un libro indubbiamente non facile, che talvolta potrebbe risultare un po’ ripetitivo, ma che complessivamente rappresenta un’opera di indiscusso valore, tenuto conto dei temi affrontati.

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