Prenditi cura di lei Prenditi cura di lei

Prenditi cura di lei

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La trama e le recensioni di Prenditi cura di lei, romanzo di Kyung-Sook Shin edito da Neri Pozza. Un pomeriggio qualsiasi in una stazione della metropolitana di un paese orientale, ma potrebbe essere ovunque, visto che la scena è ovunque la medesima: una grande ressa e la gente che si urta senza nemmeno scambiarsi un cenno di scuse… Una coppia di anziani si precipita verso il treno appena arrivato. L’uomo, la borsa della donna in mano, riesce a malapena a salire in carrozza. Non appena si volta, però, scopre con sgomento che i suoi occhi non vedono più la camicetta celeste, la giacca bianca e la gonna beige a pieghe della moglie. Della donna non vi è più traccia. Sparita, letteralmente inghiottita dalla folla. Così Park So-nyo, 69 anni, minuta, capelli argentati con permanente, scompare, senza denaro e senza documenti, nella sterminata marea umana della metropolitana di Seul. È arrivata nella grande città dal suo piccolo paese di campagna per il solito pellegrinaggio alle case dei figli, soprattutto a quelle del primogenito, appena diventato dirigente di un’impresa immobiliare, e della figlia che scrive romanzi che lei, Park So-nyo, provvede sempre puntualmente a farsi leggere. Conosce la metropoli. Tanti anni fa, quando il primogenito era ai primi passi della carriera e dormiva in ufficio, era rimasta addirittura da sola in città. Con amore materno, aveva dormito con lui in ufficio dividendosi un’unica coperta e, per evitare che il figlio potesse ammalarsi, aveva scelto il lato in cui una corrente gelida spirava dalla finestra. Ora, però, la sua scomparsa è per i figli non soltanto fonte di angoscia e di grave preoccupazione, ma anche di rimorsi e di sensi di colpa. Park So-nyo non è più, infatti, la stessa da qualche tempo. Una volta, rientrando in campagna dalla città, la giovane figlia scrittrice ha trovato la casa materna nel più totale disordine. Tazze in bilico sull’orlo del lavello, il cesto degli stracci rovesciato sulla stuoia in soggiorno, le camicie del padre gettate alla rinfusa sul divano. E la mamma che, seduta nel cortile, si stringeva la testa con le mani, il respiro affannoso, il volto smarrito e disperato, le membra afflosciate, come se non riuscisse più a sopportare lo sforzo di contenere il dolore. La verità è che Park So-nyo, la donna che è sempre stata forte, la madre che non sa leggere ma non è mai stata turbata da nulla, la figura familiare che è sempre stata dalla parte dei figli, che avessero torto o ragione, la persona che tutti potevano chiamare quando qualcosa li angosciava, ha bisogno per la prima volta dei figli. «Storia autentica, commovente» (Gary Shteyngart), Prenditi cura di lei ha conquistato il cuore dei lettori dei numerosi paesi in cui il libro è apparso, poiché «con la sua impeccabile ed essenziale prosa ci mostra che cosa significa essere una famiglia e quale sia la natura più profonda degli esseri umani» (Geraldine Brooks).

Kyung-Sook Shin è nata nel 1963 in una remota regione montuosa nella Corea del Sud. Ha esordito come scrittrice nel 1985 con il racconto Fiaba d’inverno, seguito poi nel 1993 dalla raccolta di racconti Dov’era un tempo l’harmonium. Con Prenditi cura di lei, un romanzo tradotto in tutti i maggiori paesi occidentali, ha ottenuto uno strepitoso successo internazionale.

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Prenditi cura di lei 2011-06-20 13:06:14 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    20 Giugno, 2011
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Davanti alla Pietà di Michelangelo:
"Non è facile osservare l'angoscia della Madonna che abbraccia il figlio morto dopo una lunga sofferenza.D'impulso allunghi le mani e appoggi i palmi sul vetro.Vorresti chiudere gli occhi colmi di dolore della Madonna...Riesci a sentire chiaramente il profumo di mamma, come se la notte scorsa vi foste addormentate sotto la stessa coperta, e l'avessi abbracciata svegliandoti al mattino...Fissi le labbra della Madonna,immerse nel dolore.Sono serrate,con una grazia imperturbabile.Ti sfugge un profondo sospiro.A differenza degli occhi,le labbra delicate della Madonna non rivelano sofferenza,ma compassione.Guardi di nuovo il figlio defunto.Braccia e gambe sono distese pacificamente sulle ginocchia della madre,che continua a quietarlo anche dopo la morte".
Chongup,Korea del sud Park So Nyo nata il 24 luglio 1939, statura bassa,capelli grigi,zigomi sporgenti, è scomparsa. L'ultima volta indossava una camicia celeste e una gonna beige a pieghe, si trovava presso la stazione di Seul.
Questa è la storia di una donna, anzi di più, una madre che scompare nel nulla.Come le migliaia di persone che siamo abituati a vedere in trasmissioni come "Chi l'ha visto?" che ogni anno scompaiono perse in quella immensa solitudine chiamata gente. Questa è la storia di figli che cercano l'unica persona che conta nella vita: la madre.
La più grande sconfitta che potete subire in questa vita è accorgervi dell'assenza di vostra madre quando è troppo tardi.La più grande vittoria è...sentirvi figli, quando l'età anagrafica e l'esperienza accumulata sembrerebbe proibirvelo, perchè non bisognerebbe mai dimenticare da dove o da chi si viene. Questo romanzo è una lunga,incessante,spasmodica,confusa,isterica ricerca che ha fine di fronte alla Pietà di Michelangelo e,credo, non poteva travare epilogo migliore.In nome della Madre.
di Luigi De Rosa

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