Narrativa straniera Romanzi Quando eravamo foglie nel vento
 

Quando eravamo foglie nel vento Quando eravamo foglie nel vento

Quando eravamo foglie nel vento

Letteratura straniera

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Da sempre Clare Moorhouse ama camminare nella folla di Parigi a primavera, fra i boulevard e gli stretti vicoli del quartiere latino. Solo in mezzo a completi sconosciuti si sente al sicuro. Nessuno può riconoscerla, nessuno può scoprire il segreto che da anni custodisce nel cuore. Ma oggi è un giorno speciale. Clare ha appena saputo di dover organizzare una cena importante per suo marito, un diplomatico in carriera. Forse è arrivato il momento di ottenere la tanto attesa promozione ad ambasciatore. Eppure oggi, un peso le tormenta l'anima. Perché l'incarico per suo marito si trova in Irlanda. E Dublino è la città che custodisce il segreto dal quale Clare sta cercando di fuggire.

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Quando eravamo foglie nel vento 2014-10-08 14:46:58 ombraluce
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ombraluce Opinione inserita da ombraluce    08 Ottobre, 2014
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E ARRIVERA' LA NOSTRA ESSENZA

Bel libro, che si presta tantissimo a diventare un soggetto cinematografico! La storia è scritta, infatti, in modo incalzante e dettagliato, sia nelle descrizioni che nei dialoghi, come fosse già sceneggiatura. All'inizio questo può risultare un po' eccessivo, quasi maniacale.... Poi, però, ho capito che è il modo della scrittrice per comunicarci il senso di smarrimento e la percezione di vuoto e vertigine provato dalla protagonista, Claire, che si trova, in una memorabile giornata della sua vita, a fare i conti con il suo passato, il presente imminente e la scelta del suo futuro. Quel che sarà o non sarà dipende da lei, soltanto da lei e dalle sue scelte.La storia si snoda nell'arco di una giornata, ma si sta sviluppando da ben venticinque anni..... e, poiché la vita, alla fine, risponde sempre mettendoci di fronte a noi stessi, Claire dovrà chiarire tutto a sé stessa per poi riuscire a vivere con pienezza e serenità il resto della sua esistenza. Il tema affrontato è la divisione netta della vita in due parti, un passato e un presente che non sono minimamente in contatto fra loro. Ma può esistere una divisione così netta dentro la coscienza delle persone? Non siamo noi stessi il punto di contatto? L'autrice riesce molto bene a far coincidere impegni presenti di Claire, impegnata nel ruolo di impeccabile moglie di un diplomatico in carriera, della quale nessuno deve avere dubbi neanche minimi, con i pensieri e le sensazioni procurate da un passato che non vuole essere cancellato, ma che lei non ha mai confessato a nessuno. Suspance assicurata fino alla fine del libro..... e soluzione che maturerà poco alla volta nella coscienza di Claire, imponendole di fare la sola cosa che sente come giusta, lei in prima persona e non più in balia di altri, come foglie al vento.

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Quando eravamo foglie nel vento 2013-10-06 16:48:32 luvina
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luvina Opinione inserita da luvina    06 Ottobre, 2013
Ultimo aggiornamento: 08 Ottobre, 2014
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Pessimo

Attenzione contiene spoiler!
Ho comprato on line questo libro nuovo di zecca e molto reclamizzato dalla casa editrice perché pensavo potesse essere interessante visto che in un certo senso parla dell’Irlanda, dell’IRA e di segreti.
Errore fatale! E’ invece come diceva il rag. Fantozzi una c….a pazzesca! Faccio presente che questa è semplicemente la mia modesta opinione che però esprimo dall’alto delle migliaia di libri che ho letto (anche quelli per cui non valeva la pena).
La storia si svolge nell’arco temporale di un solo giorno, da un’alba all’altra, ed è continuamente interrotta da flashback che riguardano vari periodi della vita della protagonista Clare: i tempi del suo amore per Niall, l’infanzia, il periodo in cui conobbe suo marito Edward e così via. Durante questa giornata assisteremo ai preparativi per una cena di gala in vece dell’ambasciatore che Clare deve organizzare a casa sua. L’inizio ricorda molto (copia di brutto??) “Mrs Dalloway” di Virginia Woolf ed è di una pesantezza inenarrabile; lei che esce, compra i fiori (e giù una lezione di botanica e linguaggi nascosti), va al Bon Marchè (e giù descrizioni di formaggi e prosciutti vari). Buona parte del libro contiene frasi in francese visto che la scena si svolge a Parigi e secondo me questo tende ad appesantire il tutto.
Tutto ruota intorno ad un presunto segreto che Clare si porta dietro da 25 anni e che l’ha costretta a mentire e dissimulare; quello che sconcerta è che questa protagonista è scialba, vuota, borghesuccia quasi quanto il marito Edward. Sono rimasta atterrita dalla sua stupidità: intorno a lei succede di tutto –attentati, morti, il figlio che scappa, la cuoca inviperita, il marito preoccupato, ecc.- e lei a cosa pensa? Ai segnaposto scritti con la grafia a riccioli e svolazzi!
Ma non è tutto: in questa interminabile giornata scandita da autisti e parrucchiere Clare rivede Niall che in realtà doveva essere morto; bè lei lo credeva morto il suo grande amore, lo rivede all’improvviso dopo 25 anni e di cosa parlano? Della statua e del personaggio di Andrieu d’Andres!!!!!
Per concludere e mettere una pietra tombale su questo volume voglio spendere una parola sulla scadente traduzione della quale fanno parte congiuntivi sbagliati e svarioni d’italiano; io sono molto attenta a traduzioni e refusi perché secondo me indicano una mancanza di rispetto nei riguardi del lettore, perché le paghiamo col prezzo non proprio economico dei libri e perché una traduzione sbagliata può indisporre verso la lettura del romanzo. Poi non capisco: perché un libro che si intitola in originale “L’ospite inatteso” viene venduto in Italia col titolo “Quando eravamo foglie nel vento?” (??????)


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