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Suttree

Suttree

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura statunitense
Autore Cormac McCarthy
Sito autore Visita il sito di Cormac McCarthy

Editore

Casa editrice Einaudi


La trama e le recensioni di Suttree, romanzo di Cormac McCarthy edito da Einaudi. Il capolavoro di Cormac McCarthy, un romanzo spesso paragonato a quelli di Joyce, Steinbeck e Faulkner. Pubblicato, dopo vent’anni di lavoro, nel 1979, finalmente esce anche in Italia il libro di McCarthy piú forte, piú commovente. Cornelius «Buddy» Suttree è un uomo sulla trentina. Vive in una decrepita casa galleggiante sul Tennessee ancorata nei dintorni di Knoxville, ogni tanto pesca qualcosa per guadagnare giusto il necessario a sopravvivere. La sua unica ambizione sembra essere quella di bere, tanto da essere fermato spesso per ubriachezza molesta. Eppure non è sempre stato cosí: Suttree viene da un passato di privilegi fino a quando non ha ripudiato la famiglia benestante, gli agi in cui è cresciuto, una moglie e un figlio. Il romanzo prende le mosse dall’uscita di prigione di Suttree (è stato un anno dentro per un furto in una farmacia) e racconta della sua vita accanto ai balordi e agli esclusi del Sud degli Stati Uniti: «ladri, derelitti, puttane, bari, ubriaconi, truffatori, accattoni, assassini, pervertiti e tutta un’infinita varietà di debosciati». Tra questi spicca Gene Harrogate che Suttree ha incontrato in prigione, un vagabondo «che non ha mai fatto una doccia in tutta la sua vita», un personaggio indimenticabile, ingenuo e amorale allo stesso tempo, deciso a «conquistare» Knoxville o morire provandoci. Cosí, la storia di Suttree – che ha i tratti caratteristici di molti eroi di McCarthy: un solitario impenitente, vittima di un isolamento per molti versi incomprensibile – si converte nel ritratto di una vita anonima, senza compromessi, che gode dell’esistenza nelle sue forme piú dure, dove momenti di puro lirismo si alternano a una riflessione sull’identità e l’esistenza. Grazie a una struttura narrativa semplice, costruita con episodi che lasciano un’impronta indelebile nella memoria, questo romanzo – che è stato paragonato all’Ulisse di Joyce per la densità della sua prosa e alle Avventure di Huckleberry Finn per l’onnipresenza del fiume – è la conferma di quanto Cormac McCarthy sia a pieno titolo un classico della narrativa contemporanea.

Cormac McCarthy è nato nel 1933. Vive a El Paso, in Texas. Einaudi ha pubblicato Il guardiano del frutteto, Il buio fuori, Meridiano di sangue, Cavalli selvaggi, Oltre il confine, Città della pianura (raccolti anche nella Trilogia della frontiera), Figlio di Dio, Non è un paese per vecchi - portato sugli schermi cinematografici da Joel e Ethan Coen -, La strada (Premio Pulitzer 2007) e Sunset Limited.

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Sopravvivere sul fiume

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Il fiume scorre, e anche la vita sbandata di Suttree scorre, si reinventa ogni giorno con le magre opportunita' che il livido corso d'acqua fornisce al protagonista di questo epico affresco della vita misera e grigia della povera provincia americana degli anni '50.
Suttree sopravvive, dopo aver scontato la sua pena, in una fetida baracca ai bordi del fiume, ove si guadagna quel poco che gli basta per vivere pescando e barattando pesci gatto.
Sul suo cammino ecco apparire, quasi come portati dalla corrente, bizzarri ed inquietanti personaggi, tutti randagi e perdenti almeno come colui che li accoglie, li ascolta, li osserva ma non li giudica e non pretende di condizionarli, forse conscio della propria estrema ineluttabile marginalita' in un territorio gia' al confine da ogni civilta'.
Non e' certo un libro facile o piacevole, questo di McCarthy, ma quale libro di questo staordinario e apocalittico autore lo e' stato fino ad ora? Forse in quest'opera, corposa e composita piu' di altre, maturata in tempi creativi piuttosto lunghi, emerge definitvamente il senso epico di una categoria di miserabili e reietti finalmente protagonisti assoluti di un mondo disperato, eppur cosi' umano.

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suttree

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come tutti i libri di mc carthy ,anche questo risulta molto bello. con le sue atmosfere di un america del tempo che fù, di periferie squallide e povere e di cittadine piccole e grigie, ove si srotolano vite difficili, lotte fra bianchi e neri , miserie incredibili e il morire di fame o di freddo erano all'ordine del giorno. il fulcro del libro è la storia di questo ragazzo (suttree) , che vive da solo su una casa galleggiante ancorata al fiume, vive di pesca e si trova ada avere rapporti con personaggi quasi assurdi e a vivere vicende incredibili. bellissime le descrizioni di luoghi e personaggi. molto bello.

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Consigliato a chi ha letto... tutti i libri di mc carthy
 

Non è un paese per vinti

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Dall'autore di "Non è un paese per vecchi" un nuovo magnifico romanzo. La storia è quella di Suttree, un vinto dell'America di oggi.

Nella cittadina di Knoxville, uscito di prigione, "fuggito" da una vita borghese, da un matrimonio fallito e dalla morte del piccolo figlio (toccante la scena della sepoltura ), Suttrree si rifugia su una casa galleggiante sul fiume Tennessee.Sul suo schifo (tipica imbarcazione da pesca) attraversa il lungo e limaccioso fiume pescando grossi e gustosi pesci gatto da rivendere per qualche dollaro e un po' di whisky spaccabudella .

In prigione ha conosciuto Harrogate, un ragazzino di colore, che una ne pensa e dieci ne fa; soprattutto sogna il grande colpo , con una piantina cartografica, scava, percorre e controlla centinaia di tunnel alla ricerca del tesoro dei sudisti o di un caveau da svaligiare.

Ci sono poi gli altri personaggi, come lo sfasciacarrozze alcolizzato, il pastore di anime, l'indiano moltitudini di vinti e vincitori del sud degli Stati Uniti le cui emozioni, sogni, umiliazioni e vittorie sono dipinti con la penna magistrale di Cormac.

Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso.(La Strada)

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Consigliato a chi ha letto... Uomini e Topi
 

Suttree, l'America e Dio

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Leggere un romanzo come "Suttree" rappresenta un'esperienza del tutto personale. Si tratta di una storia che, senza una vera e propria trama compiuta, si snoda attraverso un intreccio che fa perno esclusivamente sulle relazioni tra i personaggi.
Bisogna immaginare uno schema che vede il protagonista - Suttree - al centro della vicenda e tutti gli altri personaggi che di tanto in tanto mescolano le proprie dientità tra di loro e con lo stesso Suttree. Poco o nulla si sa del passato di Suttree, quello che ci viene dato di sapere è solo la fuga che lo stesso ha messo in atto per allontanarsi da quel misterioso passato e sciegliere una vita vissuta in uno stato ai limiti della povertà.
Lo stile dell'autore è fatto di sapienti digressioni descrittive che a prima vista potrebbero far risentire un lettore impaziente e più portato all'azione, ma quello che bisogna evidenziare è proprio la forza di queste descrizioni di attivare i recettori di tutte le sfere sensoriali del lettore. Personalmente, mentre leggevo il romnzo, avevo la sensazione di vedere volti scavati dei personaggi descritti, di assaporare i "succulenti" piatti cucinati dai pescatori, di annusare la sporcizia che impregna ogni pagina del libro. I dialoghi, scarni in rapporto al corposo compendio descrittivo, sono tuttavia incisivi come la me di rasoio, nel pieno rispetto della tradizione delle storie di Cormac McCarthy.Non mancano riflessioni sul significato di Dio e sul rapporto tra lo stesso burattinaio e la vita che sembra scivolare di mano a tutti i personaggi. A mio parere un classico sin d'ora. Da leggere con estrema attenzione e con poca precipitazione. In ogni caso, da leggere.

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Brutti sporchi e cattivi

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andrea70 Opinione inserita da andrea70
26 Settembre, 2010
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Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 2010
5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Ho letto questo libro incuriosito dalle recensioni entusiastiche e dal fatto di aver apprezzato "La Strada" dello stesso autore. Devo ammettere di essere rimasto sconcertato in senso positivo e succede raramente.
Non è un libro per tutti, McCarty in due righe arriva al cuore ma bisogna sedersi e ascoltare con calma perchè già le meravigliose pagine introduttive ti fanno capire che non sarà un libro comune.
Pochi autori hanno la capacità di rendere così bene le descrizioni dei luoghi , è una scrittura molto evocativa, piena di similitudini azzeccatissime e metafore che sfiorano la poesia, ma ad un ritmo lento, come lo scorrere del fiume Tennessee.
McCarty racconta la vita di una desolata piccola cittadina americana , triste, sporca, dimessa, sembra un orefizio del mondo, attraversato da un fiume malsano su cui protagonista fa il pescatore .
I personaggi che abitano questa cittadina sono degni di tanta pochezza, uomini macilenti e disillusi, ubriaconi, violenti, folli, che si trascinano da un posto all'altro ognuno con il proprio fardello di disillusioni e rabbia, come se vivere fosse una condanna da scontare senza possibilità di scampo.
Il fiume Tennessee è il simbolo della vita che scorre e va avanti,lentamente , tra gli avanzi del mondo, che ti nutre ma reclama il suo tributo di sangue , il tutto a dispetto delle singole vite dei personaggi per i quali sembra che niente cambi mai.
Lo stesso protagonista è un uomo che ha scelto di esiliarsi in questo luogo e vive alla giornata, partecipe delle piccole grandi tragedie che lo circondano ma in modo disincantato quasi avesse la consapevolezza di non avere le carte per cambiare il corso della "partita".
L'unico personaggio che pare avere iniziativa e volersi scrollare di dosso tutta quell'apatia è un giovane pazzo, come se solo la follia potesse dare la speranza e soprattutto la gioia di vivere e farci credere che non siamo marionette ma il burattinaio della nostra esistenza.
Questo romanzo di McCarty è l'antitesi di tanti libri che leggiamo sul grande sogno americano dove tutto è possibile , dove anche il più piccolo può diventare il più grande, Suttree e i suoi "amici" non ci credono più...

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Opinione inserita da maria luisa
25 Novembre, 2009
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1 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Fango, materia, lirismo. Personaggi a tutto tondo ancora un capolavoro!

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Consigliato a chi ha letto... faulkner e tutta la letteratura americana tradizionale ma soprattutto McCarty
 

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Opinione inserita da mario puoti
16 Novembre, 2009
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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Il romanzo dove tutti i confini sono sfumati , confusi, sovrapposti. Vita e morte....decomposizione.Suttree e Harrogate con le loro identità. Vita in prigione cadenzata e scomposizione del quotidiano nel continuo girovagare fuori. Fiume e fango che a stento lo delimita

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