Treno di notte per Lisbona
Editore
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 4
Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 2012
Top 10 opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Il lungo cammino della vita
Può un uomo che ha sempre vissuto in un suo mondo ristretto non solo in termini di spazio quanto di
sentimenti, di sogni e ideali, uno studioso di lingue morte, la cui anima sembra seguire il destino
dell'oggetto dei suoi studi, morire prima ancora del suo corpo, lasciare improvvisamente tutto per seguire
un'intuizione , un desiderio di conoscenza sorto da fattori e coincidenze che in altri momenti della sua
vita non lo avrebbero smosso di un solo millimetro ma che invece ora lo hanno intrigato ed attirato in
maniera irresistibile ?
Assolutamente Si. Il profer Gregorius, uomo poco incline alle fantasie e al rischio, parte per Lisbona portando con se le pagine di un misterioso libro di tale Amadeu Ignazio De Almeida Prado.
A Lisbona andrà in cerca di notizie sulla vita di questo autore praticamente sconosciuto e attraverso la
vita di Amadeu imparerà a farsi le domande più importanti riguardo la propria vita e a cercare le risposte
che non aveva mai trovato perchè appunto non aveva mai avuto il coraggio di chiedersi niente, di mettere in discussione niente.
E' come leggere un romanzo nel romanzo ma non solo , Gregorius si interroga su se stesso attraverso la vita di Amadeu e il lettore riflette su se stesso attraverso i dubbi di Gregorius, ad un ritmo compassato perchè Gregorius è tutto il contrario di un novello Indiana Jones, lui riflette, teorizza e per la prima volta in vita sua si avventura su terreni incolti della propria anima, per la prima volta "esce" da se stesso e prova a vedersi , ad interrogarsi se la persona in cui lui si è sempre identificato sia quella che le altre persone vedono incontrandolo.
E' una lettura da assaporare pian piano, molto colta, sottile, fa riflettere non poco, l'autore è un docente di filosofia e la sua narrazione ha parecchi spunti filosofici , ma Mercier sa anche descrivere meravigliosamente i personaggi ed i loro turbamenti. Gregorius, attraverso le vicende
tormentate e dolorose di Amadeu , capisce che non è mai troppo tardi per andare alla scoperta di se stessi, e che ripensare al passato, rigiudicarlo magari, può dare un senso ed aspettative diverse al futuro, il tutto fino alla rivelazione di quella che è stata forse l'inconscia paura che ha mosso la sua anima ingessata.
Mi ha ricordato una novella di Pirandello : "Il treno ha fischiato" . Molto ma molto bello.
Top 500 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Treno di notte per Lisbona
Il percorso personale di un uomo attraverso la conoscenza di un essere umano davvero speciale .Sullo sfondo di una atmosfera
magica e rarefatta l’autore ci porta a Lisbona , durante un viaggio molto introspettivo. Un senso profondo della parola scritta, un ritmo lento e pieno; mi sono sentita assorbita dalle raffinate riflessioni di questo scrittore, ma anche stupita di potermi ritrovare in alcuni dei suoi pensieri. Trovo che Pascal Mercier scriva in modo curatissimo e affascinante.
Un bellissimo libro, ve lo consiglio vivamente!!
Indicazioni utili
Un libro nel libro
Vi è mai capitato anche solo di pensare di lasciare all’improvviso tutto, di abbandonare la vostra routine quotidiana, le vostre abitudini, le vostre relazioni, in una parola la vostra vita per andare via senza sapere esattamente perché? Sentire ad un certo punto di dover fuggire senza aver minimamente pianificato la fuga?
Beh, Gregorius, professore di latino e greco in un liceo di Berna, lo fa veramente. Lui, la persona più prevedibile e abitudinaria di questo mondo, lui così visceralmente legato al suo insegnamento, così amato dai propri studenti, lui topo di biblioteca che vive per e dei suoi libri, che ogni mattina compie immancabilmente gli stessi gesti, lo stesso percorso alla stessa ora per andare a lavorare.
Un giorno impedisce ad una donna di gettarsi da un ponte (ma si sarà davvero voluta buttare?), è portoghese ed il semplice suono di questa parola “portugues” fa scattare in lui una molla. Va come sempre a scuola, ma questa volta è diverso, questa volta qualcosa è cambiato. In una libreria trova per caso un libro edito da una sconosciuta casa editrice e scritto da un misterioso medico portoghese, tale Amedeu Ignacio de Almeida Prado. Non può essere una coincidenza. E poi la donna prima di congedarsi gli ha lasciato un numero di telefono.
Un erudito amante delle lingue morte, sarcasticamente chiamato “papiro”, incapace di lasciarsi andare a qualcosa di diverso che non sia la passione per i libri, per la prima volta in vita sua si lascia guidare dall’istinto, da una (sana) incoscienza e prende il primo treno per Lisbona alla ricerca del fantomatico autore.
Per Gregorius comincia così un lungo percorso introspettivo grazie alla lettura del libro di Amedeu, che diventa una sorta di specchio in cui provare a conoscere il proprio vero “io”. Gli incontri con le persone vicine al medico portoghese gli faranno conoscere un uomo alla perenne ricerca di risposte, un uomo con un forte senso di inquietudine, e noi insieme a lui giriamo per Lisbona e leggiamo il testamento di Amedeu, l’orafo delle parole.
Amadeu amava i treni, per lui erano un simbolo della vita. Il suo magnetismo spingeva le persone a voler viaggiare con lui nel suo scompartimento, ma non era lì che lui le voleva. Le voleva sul marciapiede della stazione, voleva ogni volta poter aprire il finestrino e poter chiedere loro un consiglio. Credo sia questa la bella metafora che racchiude la psicologia del medico portoghese.
Un romanzo profondo, introspettivo, assolutamente mai banale che si interroga su molti aspetti della vita (non credo sia un caso che l’autore insegni Filosofia), da affrontare preparati perché non è una lettura per evadere, ma per riflettere. Più di una volta durante la lettura mi sono fermato a pensare alle mie esperienze, alle mie amicizie, a come mi vedo e a come credo che mi vedano gli altri.
E' stato proprio un bel "viaggio"!!
Indicazioni utili
Il viaggio come metafora della vita.
Dunque, vediamo un po' da dove cominciare.
C'è un professore bernese che è talmente colto da essere chiamato Mundus dai suoi discepoli.
Un giorno incontra una donna portoghese che vuole buttarsi da un ponte.
E la sua vita cambia.
Così, di colpo, d'infinito, cambia.
Sofferente di disturbi d'attacco di panico, Mundus prende il primo treno che partendo da Berna lo porterà, attraversando l'Europa, a Lisbona.
Non sa perché.
In realtà oltre al destino della donna portoghese c'è altro.
Un libro vecchio comprato, anzi, ricevuto in regalo dal suo antiquario di fiducia.
E' il libro di un medico.
Portoghese, membro della resistenza socialista sotto la dittatura di Salazar.
Sarà ancora vivo?
Perché Mercier (che non è altri che Mundus) attraversa l'Europa per scoprirlo?
Glielo diranno i tipi psicologici che incontrerà in una carrellata junghiana all'interno della capitale lusitana.
Padre Bartolomeu, il vecchio e colto gesuita.
Il fantasma del liceale che si ribellò al punto di essere soprannominato "sacerdote laico".
Il vecchio reduce da Tarrafal, l'ultimo lager di Capoverde del regime fascista portoghese.
Uomo particolare, questo, che ama giocare a scacchi con le dita rotte dalle torture di una vita e prive di unghie, come quelle di tutti i sopravvissuti .
Uomo talmente provato dalla morte da fumare la sigaretta fino a toccare con la brace le falangi, ormai insensibili.
Amedeu, il poeta, il medico...è vivo?
E ancora, quanto dista dal marciapiede di una stazione la Porta della Libertà?










Opinione inserita da Jan 09 Dicembre, 2010