Treno di notte per Lisbona Treno di notte per Lisbona

Treno di notte per Lisbona

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La trama e le recensioni di Treno di notte per Lisbona, romanzo di Pascal Mercier edito da Mondadori. Voleva veramente buttarsi dal ponte la donna trattenuta una mattina da Raimund Gregorius, insegnante svizzero di latino, greco ed ebraico? Gregorius non sa nulla della donna se non che era portoghese. basta però quella parola a dare un nome all'inquietudine in cui l'episodio l'ha precipitato. La mattina dopo, complice la scoperta in una libreria antiquaria del libro di un enigmatico scrittore lusitano, Amadeu Ignazio De Almeida Prado, l'altrimenti prevedibilissimo professore prende un treno diretto a Lisbona, dove spera di rintracciare 'autore. Da questo momento decolla una vicenda che costringerà Gregorius a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della Storia in un modo che mai avrebbe potuto immaginare nella sua rassicurante Berna. Il risultato è un "giallo dell'anima" in cui investigazione di un enigma irrisolto e introspezione interiore si intrecciano con risultati sorprendenti.

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Treno di notte per Lisbona 2012-04-16 08:23:30 leggere libri
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leggere libri Opinione inserita da leggere libri    16 Aprile, 2012
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Treno di notte per Lisbona

Il percorso personale di un uomo attraverso la conoscenza di un essere umano davvero speciale .Sullo sfondo di una atmosfera
magica e rarefatta l’autore ci porta a Lisbona , durante un viaggio molto introspettivo. Un senso profondo della parola scritta, un ritmo lento e pieno; mi sono sentita assorbita dalle raffinate riflessioni di questo scrittore, ma anche stupita di potermi ritrovare in alcuni dei suoi pensieri. Trovo che Pascal Mercier scriva in modo curatissimo e affascinante.
Un bellissimo libro, ve lo consiglio vivamente!!

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Treno di notte per Lisbona 2011-05-20 12:38:48 kobe
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kobe Opinione inserita da kobe    20 Mag, 2011
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Un libro nel libro

Vi è mai capitato anche solo di pensare di lasciare all’improvviso tutto, di abbandonare la vostra routine quotidiana, le vostre abitudini, le vostre relazioni, in una parola la vostra vita per andare via senza sapere esattamente perché? Sentire ad un certo punto di dover fuggire senza aver minimamente pianificato la fuga?
Beh, Gregorius, professore di latino e greco in un liceo di Berna, lo fa veramente. Lui, la persona più prevedibile e abitudinaria di questo mondo, lui così visceralmente legato al suo insegnamento, così amato dai propri studenti, lui topo di biblioteca che vive per e dei suoi libri, che ogni mattina compie immancabilmente gli stessi gesti, lo stesso percorso alla stessa ora per andare a lavorare.
Un giorno impedisce ad una donna di gettarsi da un ponte (ma si sarà davvero voluta buttare?), è portoghese ed il semplice suono di questa parola “portugues” fa scattare in lui una molla. Va come sempre a scuola, ma questa volta è diverso, questa volta qualcosa è cambiato. In una libreria trova per caso un libro edito da una sconosciuta casa editrice e scritto da un misterioso medico portoghese, tale Amedeu Ignacio de Almeida Prado. Non può essere una coincidenza. E poi la donna prima di congedarsi gli ha lasciato un numero di telefono.
Un erudito amante delle lingue morte, sarcasticamente chiamato “papiro”, incapace di lasciarsi andare a qualcosa di diverso che non sia la passione per i libri, per la prima volta in vita sua si lascia guidare dall’istinto, da una (sana) incoscienza e prende il primo treno per Lisbona alla ricerca del fantomatico autore.
Per Gregorius comincia così un lungo percorso introspettivo grazie alla lettura del libro di Amedeu, che diventa una sorta di specchio in cui provare a conoscere il proprio vero “io”. Gli incontri con le persone vicine al medico portoghese gli faranno conoscere un uomo alla perenne ricerca di risposte, un uomo con un forte senso di inquietudine, e noi insieme a lui giriamo per Lisbona e leggiamo il testamento di Amedeu, l’orafo delle parole.
Amadeu amava i treni, per lui erano un simbolo della vita. Il suo magnetismo spingeva le persone a voler viaggiare con lui nel suo scompartimento, ma non era lì che lui le voleva. Le voleva sul marciapiede della stazione, voleva ogni volta poter aprire il finestrino e poter chiedere loro un consiglio. Credo sia questa la bella metafora che racchiude la psicologia del medico portoghese.

Un romanzo profondo, introspettivo, assolutamente mai banale che si interroga su molti aspetti della vita (non credo sia un caso che l’autore insegni Filosofia), da affrontare preparati perché non è una lettura per evadere, ma per riflettere. Più di una volta durante la lettura mi sono fermato a pensare alle mie esperienze, alle mie amicizie, a come mi vedo e a come credo che mi vedano gli altri.

E' stato proprio un bel "viaggio"!!

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a chi vuol fare un bel "viaggio" (in senso fisico e metaforico)
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Treno di notte per Lisbona 2010-12-08 22:06:15 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    09 Dicembre, 2010
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Il viaggio come metafora della vita.

Dunque, vediamo un po' da dove cominciare.
C'è un professore bernese che è talmente colto da essere chiamato Mundus dai suoi discepoli.
Un giorno incontra una donna portoghese che vuole buttarsi da un ponte.
E la sua vita cambia.
Così, di colpo, d'infinito, cambia.
Sofferente di disturbi d'attacco di panico, Mundus prende il primo treno che partendo da Berna lo porterà, attraversando l'Europa, a Lisbona.
Non sa perché.
In realtà oltre al destino della donna portoghese c'è altro.
Un libro vecchio comprato, anzi, ricevuto in regalo dal suo antiquario di fiducia.
E' il libro di un medico.
Portoghese, membro della resistenza socialista sotto la dittatura di Salazar.
Sarà ancora vivo?
Perché Mercier (che non è altri che Mundus) attraversa l'Europa per scoprirlo?

Glielo diranno i tipi psicologici che incontrerà in una carrellata junghiana all'interno della capitale lusitana.

Padre Bartolomeu, il vecchio e colto gesuita.

Il fantasma del liceale che si ribellò al punto di essere soprannominato "sacerdote laico".

Il vecchio reduce da Tarrafal, l'ultimo lager di Capoverde del regime fascista portoghese.
Uomo particolare, questo, che ama giocare a scacchi con le dita rotte dalle torture di una vita e prive di unghie, come quelle di tutti i sopravvissuti .
Uomo talmente provato dalla morte da fumare la sigaretta fino a toccare con la brace le falangi, ormai insensibili.

Amedeu, il poeta, il medico...è vivo?
E ancora, quanto dista dal marciapiede di una stazione la Porta della Libertà?

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Letteratura Mitteleuropea.
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