Tropico del Cancro
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Tropico del Cancro, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore.
Apparso nel 1934 a Parigi, pubblicato da una piccola casa editrice, Tropico del Cancro conquistò subito notorietà più per i suoi presunti contenuti pornografici che per il suo straordinario e innovativo valore letterario. Proibito per oscenità in tutti i paesi anglosassoni, il libro divenne ben presto uno dei più ambiti souvenir di viaggio dei turisti inglesi e americani, che lo importavano di contrabbando. Questa fama scabrosa non impedì però ai suoi lettori - tra gli altri T.S. Eliot, Aldous Huxley, John Dos Passos ed Ezra Pound - di lodarlo e di avvertirne la sconcertante modernità. Romanzo in prima persona, o meglio vera e propria autobiografia con il ritmo narrativo di un romanzo, Tropico del Cancro racconta, con linguaggio fluidamente realistico, la vita e le imprese di Henry Miller e dei suoi amici, aspiranti artisti, nei quartieri poveri della Parigi degli anni Trenta. Una storia piena di alberghi modesti, di stanze infestate dalle cimici, di risse e di sbornie ricorrenti, di emigrati, di truffe e di postriboli, ma soprattutto un'avventura umana di straordinario spessore, un simbolico viaggio lontano da tutte le convenzioni, alla scoperta della propria identità.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 4
Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 2010
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Volgarità e disfacimento
Abbagliata da giudizi positivi e da critiche lusinghiere, e avendo il libro in biblioteca, mi sono impegnata in questa lettura che si è rivelata ostica e per nulla piacevole...
Sono le reminescenze dell'autore che descrive il suo vissuto e quello dei suoi amici in una Parigi povera e decadente...
Pur essendo dispiaciuta non mi sento di condividere tali giudizi...
Si tratta di un libro volgare e dai contenuti scialbi, privi di significato, orrende descrizioni sessuali che mi hanno indotto il vomito, linguaggio scurrile e privo di eleganza...
Non mi sento di consigliarlo a nessuno e mi spiace per l'autore Miller che ha scritto anche dei romanzi carini come ad esempio "Paradiso perduto", ma in questa squallida cronoca di sesso, pidocchi e ambienti sudici non ci trovo nulla di interessante.
Non lo consiglio agli adulti perchè c'è il pericolo di smettere di fare sesso per il disgusto, non lo consiglio ai ragazzi per ovvie ragioni di decenza, perchè è un romanzo imperniato di parolacce e quindi nulla può insegnare loro se non la volgarità e la decadenza...Se volete leggere un bel classico erotico vi consiglierei semmai "l'amante di lady Chatterley" che riporta alcuni esempi cristallini di amplessi sensuali molto eccitanti.
Per il resto, e scusandomi dei toni accesi...
Sconsigliato.
Saluti.
Ginseng666
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Tropico del Cancro
Lo stile è perfetto, il luogo dove si svolge la storia è perfetto, la storia è perfetta. Che dire è "perfetto"
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Inquietudine e disfacimento
Il motivo per cui leggere questo romanzo?
Uno di questi è lo stile. Miller riesce a coinvolgerti piano piano, in maniera quasi inoffensiva, ti balza alle spalle e, senza accorgertene, scopri che non puoi fare a meno di pensare con la sua testa, vedere le cose con i suoi occhi.
La realtà che dipinge è cruda, arida, priva di lirismo.
La Parigi descritta è una città-fantasma, e il narratore stesso è un fantasma, un uomo squattrinato che non ha niente da perdere, che ti trascina nei suoi deliri così veri, così spiazzanti...
E' una Parigi dei quartieracci, dei bordelli, una città polverosa a cavallo tra le due Guerre.
Quando si parla di Miller, la prima parola che viene in mente è "sesso". Inutile dire che il sesso c'è,ma è davvero così fondamentale? Quando leggo una scena di sesso in Miller la trovo sempre perfettamente calata nel contesto, sicuramente realistica, un po' cruda, ma per niente ipocrita.
I personaggi di Miller non sono spensierati acrobati del sesso, piuttosto sono mossi da una fame di vita che ha il sapore della disperazione. E' un sesso, quello di Miller, che porta,assieme alla soddisfazione momentanea, la sifilide, la gonorrea, il disfacimento interiore.E' anche un sesso visto con ironico cinismo, che in certi casi ti strappa un sorriso,come nelle scene in cui compare la sedicente principessa russa.
Un libro da leggere, possibilmente continuando con "Tropico del Capricorno", a mio avviso il vero capolavoro milleriano.
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pornofilosofia
E' un classico dell'erotismo metafisico. Alcuni passaggi surreali scardinano porte del cervello che si apre a considerazioni sugli istinti primordiali, sul rapporto animale tra uomo e donna, sull'effetiva portata dell'amore che vanno ben al di là della becera pornografia. Illuminante.









