Tutti i nomi
Editore
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 3
Claustrofobia fisica e mentale.
Che amara delusione.
Sara’ che ho trovato esaltante il suo CECITA’ e quindi sono partita con aspettative altissime.
Sara’ che io Kafka non lo reggo e qui, diciamolo pure, l’atmosfera e’ decisamente kafkiana.
Sara’ quel che sara’ ma lo ho finito per auto imposizione , giusto perche’ era breve, senza alcun piacere.
Lo stile di scrittura e’ quello noto dell’autore, con un utilizzo decisamente suo personale della punteggiatura.
Ma mentre altrove scandisce il ritmo in maniera affascinante, qui toglie il fiato in una perenne apnea coatta, diventi paonazzo dalla fatica. Pesante, pesante, pesante.
Il linguaggio e’ volutamente ricercato, a buona ragione, per rendere l’ambientazione.
Il romanzo e’ infatti ambientato in una location alquanto inverosimile – come luogo di un racconto, perlomeno- ossia nella Conservatoria Generale dell’Anagrafe.
Muri alti, ambienti polverosi, infiniti corridoi, anche qui manca l’aria.
Una gerarchia fittissima ed intoccabile l'organizzazione del personale al suo interno.
Il signor Josè, impiegatuccio ai piedi della piramide gerarchica, lavoratore modello da piu’ di 25 anni, improvvisamente stravolgerà le sue abitudini in seguito al casuale ritrovamento di alcuni documenti di una donna, che diventera’ la sua ossessione.
Duecento e passa pagine di elucubrazioni che si fondono con discorsi reali facendoti perdere il senso dell’orientamento tra cio’ che effettivamente sta avvenendo e cio’ che e’ solo nella testa del signor Josè.
Tra i muri di quella claustrofobica Conservatoria.
Rincorrendo, arrancando, le manie morbose di quest’uomo.
Datemi un po’ d’aria, per favore, credo di meritarmela almeno oggi.
Indicazioni utili
Chi è il signor José?
Il signor José conduce una vita anonima, lavora tutto il giorno presso la Conservatoria Generale dell’Anagrafe, non ha amici, non ha una moglie. La sua vita trascorre tranquilla, senza grosse emozioni.
Il signor José ha un unico hobby: collezionare le notizie sulle persone note del paese in cui vive. Non gli interessano gli stranieri, non vuole pubblicare un libro. È la sua piccola passione, una passione senza ambizioni, un hobby forse un po’ bizzarro ma innocuo.
Poi gli capita tra le mani un fascicolo di una donna sconosciuta e lui, chissà perché, comincia a seguire le sue tracce. E il lettore lo segue in questo suo viaggio, lo vede mutarsi, da anonimo figuro comincia ad acquisire una sua peculiarità, legata alla lunga ricerca che il signor José sente di dover compiere, che lo porta a sconvolgere la sua routine quotidiana, a compiere gesti che mai avrebbe creduto di poter fare. E in questo suo viaggio il signor José cambia, e, senza volerlo, cambia il mondo intorno a sé, le persone coinvolte, consapevolmente o meno, nella sua ricerca.
Il signor José è l’unico ad avere un nome proprio in questo romanzo. C’è il vice, il conservatore, tutte persone, ma nessuno con un nome proprio, sono figure anonime, definite dal ruolo che ricoprono nella società.
Il signor José non è un eroe alla James Bond, egli ha forti dubbi prima di compiere le sue azioni che spezzano le consuetudini. Prima di chiedere ad un’altra persona informazioni sulla pista che sta seguendo immagina dentro sé cosa dire, come fare. Prima di introdursi in una scuola di nascosto, solo per trovare dei documenti che possono aiutarlo nella sua ricerca, pianifica tutto minuziosamente. Sì, il signor José è uno strano eroe, un normale essere umano, la cui unica peculiarità è quella di voler seguire la vita di una persona a lui sconosciuta senza motivo.
Il signor José ha anche un cognome, un cognome comune, uguale a quello di molti altri. Anche le persone con cui interagisce hanno un nome, anche la donna di cui il signor José segue le tracce ha un nome. Ma noi lettori non sapremo mai i nomi e i cognomi di questi altri personaggi, sapremo solo che c’è un signore, il signor José, che ha una storia straordinariamente ordinaria.
Recensione a cura del nostro Mauro Biancaniello (http://maurobiancaniello.blogspot.com)
per il nostro progetto di recensioni letterarie "Righe su righe"
(Per maggiori informazioni: http://fucinachi.blogspot.com)
Indicazioni utili
Surreale. Prekafkiano.
Ho richiesto di aprire le recensioni di questo libro in quanto lo ritengo assolutamente uno di quei romanzi che mi rimarranno impressi finchè avrò memoria! Per chi non avesse ancora letto il caro Saramago, questo potrebbe essere il giusto imput per iniziare!
Saramago si diletta nella ricostruzione di un romanzo dall'atmosfera ottocentesca, quasi cercando la scenografia falsamente naturalistica, una scenografia sotterrata, sepolta, prekafkiana.
Lo stile è spigoloso e quasi selvatico. La storia appare surreale.
E il lettore viene rapito dall'appassionata ricerca del protagonista, Josè,di una donna per lui misteriosa.
Saramago ci fa capire che non siamo noi a prendere decisioni, sono le decisioni a prenderci.









