Tutto ciò che abbiamo amato
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La trama e le recensioni di Tutto ciò che abbiamo amato, romanzo di Jim Crace edito da Guanda. Il sogno è ormai finito, l’America come la conosciamo non esiste più. Da quando un’immane catastrofe ha cancellato ogni forma di tecnologia, le macchine si sono fermate, la popolazione è stata decimata da una misteriosa epidemia, gli elementi naturali hanno ripreso supremazia sull’uomo. Qua e là campeggiano rottami arrugginiti e mostruosi, memorie indecifrabili di una civiltà annientata in un lampo, precipitata in un Medioevo privo di futuro. Su strade in rovina e senza più legge si affollano schiere di migranti schiacciati dal bisogno, alla ricerca di nuove terre, oltre le montagne e l’oceano. Comincia così il lungo esodo verso la costa orientale di due fratelli, Jackson e Franklin, che abbandonano la fattoria di famiglia per andare in qualunque luogo che non sia l’America. Durante il viaggio, però, i loro destini si separano. Jackson, spietato epigono dei pionieri, va a cercare fortuna a Ferrytown, un villaggio che prospera come stazione di transito. Franklin, più fragile e sensibile, si ferma per far riposare una gamba dolorante, e in una casupola sulle colline incontra una donna giovane e bellissima, Margaret, colpita da una terribile malattia e isolata da tutti: decide di soccorrerla e di proseguire il cammino insieme a lei, nel disperato tentativo di non perdere in un colpo solo radici, patria e umanità.
Jim Crace è nato nel 1946 e vive a Birmingham. Ha collaborato con il Sunday Times e il Daily Magazine. Il diavolo nel deserto è stato finalista al Booker Prize 1997.
Jim Crace è nato nel 1946 e vive a Birmingham. Ha collaborato con il Sunday Times e il Daily Magazine. Il diavolo nel deserto è stato finalista al Booker Prize 1997.
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