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Un giorno questo dolore ti sarà utile, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore. Peter ha 18 anni, e vive a New York. Nell'attesa di non andare al college, lavora in una galleria d'arte che tratta artisti di tendenza, e dove nessuno compra mai niente. È un lavoro duro, e in qualche caso - come in quello dell'Artista (per suo volere) Senza Nome, di cui è per definizione difficile parlare - scoraggiante. Per ingannare il suo non poco tempo libero, Peter discute, in rete, l'acquisto di una casa nel Midwest, che sfortunatamente per lui non può comprare, ma fortunatamente per noi gli immobiliaristi digitali cui si è rivolto descrivono senza risparmiare particolari. Poi, un giorno, Peter entra in un sito di cuori solitari proponendo al suo collega, che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio... I puntini di sospensione sono un espediente abusato, ma in questo caso raccontare qualcos'altro sarebbe fare un grave torto a uno dei pochi scrittori sulla scena che, come sa bene chi conosce Quella sera dorata, chiedono solo di essere letti. E insistere troppo sugli sviluppi dell'intreccio - che pure torna, nei romanzi di Cameron, ai fasti che la grande narrativa gli ha sempre tributato - rischierebbe di mettere in ombra la strana grazia che pervade questo libro, e da cui ci si lascia avvolgere molto prima di riconoscere, nell'effetto euforizzante che trasmette, qualcosa che pochi sanno raccontare: l'aria del tempo.

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-10-22 12:04:30 SARY
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SARY Opinione inserita da SARY    22 Ottobre, 2013
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James

Il protagonista è James, un ragazzo con gravi difficoltà a rapportarsi con gli altri, qualcuno lo definisce disadattato, altri disturbato, io preferisco definirlo particolare.
Vive nella città che non dorme mai, la sfarzosa New York, con la madre e la sorella. I genitori sono divorziati, il padre vive altrove e nella vita del figlio è una meteora. La situazione familiare è anomala, i rapporti sono freddi, i dialoghi sono superficiali, i contatti fisici inesistenti, il concetto di intimità familiare è fuori moda.
La madre gestisce una galleria d’arte moderna, una cinquantenne sentimentalmente instabile, fedele alle tendenze. Gillian, la sorella, è anch’essa moderna, infatti ha una relazione con un professore, già coniugato con una rispettabile signora aperta a relazioni a tre o più. Il padre è uno stimato avvocato, preoccupato in primis ad iniziarsi alla chirurgia estetica, i segni del tempo che passa non sono all’ultimo grido, bisogna per forza rimediare. E James? Deve sopravvivere in una realtà stretta e contorta. In questo contesto familiare allucinato spicca una figura positiva, la nonna materna, che inonda di speranza e luce l’animo del nipote.
Cameron descrive bene il malessere di James, la sua incapacità di adattarsi alle situazioni, il fastidio per l’imprecisione mondiale e l’uso scorretto delle parole. Involontariamente, il lettore, spiando questo ragazzo dotato di un’intelligenza superiore alla media, s’innamora del silenzio, perché a volte è davvero meglio tacere, le parole non pronunciate sono idee innocenti, una volta espresse ad alta voce diventano ingestibili, e James lo sa bene, è il suo mantra.
Seguire il protagonista è faticoso, ci si perde nel turbinio dei suoi ragionamenti, si alternano concetti artefatti a pensieri spogli di qualsiasi montatura, nudi e crudi; si respira pessimismo e depressione, a volte semplicemente ci si imbatte nella verità e la si accetta. Sfogliando queste pagine, si getta uno sguardo alla complessità della mente umana.
Il ritmo del libro è lento e non c’è azione. Sono le confessioni di James che tengono alto l’interesse, si sente il desiderio di tendere una mano per strapparlo a quelle pagine grigie, donargli colore e calore. Si arriva alla fine della lettura speranzosi di risolvere le questioni aperte lungo il tragitto, ma non è così. L’autore non spiega fino in fondo dei punti importanti, lascia un senso di incompiuto e di fastidio per la poca chiarezza. Non ci si può buttare con anima e corpo in una lettura, provando determinate sensazioni, soffrire o gioire e poi essere abbandonati a se stessi.
Nonostante la delusione per il mancato chiarimento, consiglio a tutti la lettura di questo libro, non semplicissimo, ma umano.

“Io mi sento me stesso solamente quando sono solo. Il rapporto con gli altri non mi viene naturale: mi richiede uno sforzo.”

“Sii forte e paziente; un giorno questo dolore ti sarà utile”

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-09-25 12:19:48 Minuscola
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Minuscola Opinione inserita da Minuscola    25 Settembre, 2013
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un bel libro

Un bel libro, fa riflettere e indigna nel modo giusto.
James è un ragazzo introverso, ma intelligente e gran conoscitore della razza umana.
La trama la sapete, dico solo una cosa: perché una persona che la pensa diversamente dalla massa, ossia dalla maggior parte della gente, deve essere considerata malata?
Sembravo IO James, lettrice, solitaria e che non ama parlare con la gente soprattutto delle solite stupidaggini! Non parlo di scarpe con le donne e di militari con gli uomini, ho altri ideali così come James....
La società non è capace di accettare tutto, ci sono stereotpipi che s on d difficili da sfatare...se sei diverso...sei out. James ( e anche io) è felice di essere diverso! Ma non tutti i capiscono, nemmeno i genitori che lo mandano da una psicologa che ne sa meno di James. Bello smacco!
Libro interessante, da leggere!

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-07-19 09:36:47 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    19 Luglio, 2013
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A volte le brutte esperienze aiutano

L'adolescenza, si sa, è il periodo più complicato della vita di una persona. Può essere ancora più difficile quando si hanno diciotto anni e si detestano i propri coetanei. Diventa terribile se poi, anche tra gli adulti che ci circondano, le persone con cui si ha piacere a stare non sono più di un paio. Quando si è considerati disadattati, estraniati, problematici. E' quello che succede al protagonista di questo libro, James, un ragazzo che ha serie difficoltà a rapportarsi con gli altri, schivo, taciturno, solitario e disgustato dal mondo che ha intorno. James ha appena finito la scuola e lavora nella galleria d'arte della madre pluridivorziata in attesa di partire per l'università. Ma lui ha in mente altri progetti, l'università non lo attira, non vuole vivere in mezzo a tutti quei ragazzi così profondamente diversi dal suo modo di essere in compagnia dei quali ha già trascorso tutta la sua vita senza trovarli piacevoli né interessanti. Inoltre tutto ciò che gli serve può impararlo benissimo leggendo i suoi amati Trollope, Welch, Rohmer, senza spendere soldi in costosi corsi di studio di cui non gli importa niente solo per conformarsi ad una norma sociale. Sogna quindi di acquistare una vecchia casa nell'ovest e andarci a vivere da solo, imparare un mestiere e passare il tempo in compagnia dei suoi libri. Tra fughe, sedute psichiatriche, licenziamenti, guai a casa e disastrosi tentativi di conquista lo seguiamo in questo momento difficile e delicato, in cui potrà contare sempre sull'appoggio e l'affetto della persona che ama più al mondo, la nonna Nanette, l’unica che sembra capirlo, accettarlo e offrirgli un rifugio dalla stupidità, dall’intolleranza e dall’odio e che saprà fargli capire che i momenti difficili a volte possono trasformarsi in un dono. Caratterizzato da una buona analisi introspettiva del protagonista e da dialoghi incalzanti, questo libro di Cameron risulta piacevole e a tratti interessante, senza però entusiasmare più di tanto sia da un punto di vista stilistico, con la sua prosa fin troppo semplice e priva di qualsiasi virtuosismo, che dal punto di vista dell’originalità, con personaggi un po’ stereotipati e una storia che sa di già visto. Il romanzo infatti sembra fin troppo palesemente ripercorrere la trama e le tematiche de “Il giovane Holden”, senza riuscire ad avvicinare il carisma e l’estro che caratterizzano il capolavoro di Salinger, ma coinvolgendo comunque il lettore e lasciando un messaggio sempre valido che l’autore affida alle parole di Nanette: “A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono, un dono crudele, ma pur sempre un dono”.

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-06-30 20:16:41 carlito86
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carlito86 Opinione inserita da carlito86    30 Giugno, 2013
Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 2013
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Il giovane James

James Dunfour Sveck é un giovane neodiplomato di New York che lavora presso la galleria d'arte moderna di sua madre. Fuori dal comune, disadattato, lontano dai conformismi della società globale, James vive in una situazione famigliare complessa con un padre pressoché assente, una sorella che lo ritiene un pazzo, e una madre sfortunata nei matrimoni che ha appena lasciato il suo nuovo compagno dopo la luna di miele. Non ha assolutamente intenzione di andare all'università, a lui non piacciono gli ambienti con troppe persone o per lo meno quel tipo di persone. La sua condizione psicologica lo porta, nel corso della sua vita, ad assumere comportamenti folli che inevitabilmente lo esulano dalla società. Gli appuntamenti settimanali con la dottoressa Adler, mettono James di fronte alla sua condizione e lo portano ad aprirsi, seppur in modo intimo e personale. E consapevole della sua condizione, ma la difficoltà nell'esprimerla lo portano a complicare e a rendere inaccessibili i rapporti con gli altri. La sua omosessualità, anch'essa inespressa, lo porta ad incrinare i rapporti con il gestore della galleria d'arte dove lavora e di conseguenza a degenerare il rapporto, già labile, con la madre. L'unico riferimento solido è la nonna, Nanette. Le cene e le chiacchierate passate nella sua casa di Hartsdale sono per lui un sospiro di sollievo dal soffocamento della società e dalle oppressioni dei famigliari che continuamente gli chiedono spiegazioni e motivazioni. Da sua nonna arriva comprensione ma anche dolore. Dolore che porteranno finalmente James a prendere decisioni importanti.
Opera scritta in modo fluente e brillante. Dialoghi incalzanti e introspettivi pitturano personaggi interessanti ai quali ci si affeziona.

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Il giovane Holden
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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-06-17 13:28:09 leonard
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leonard Opinione inserita da leonard    17 Giugno, 2013
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nulla di emozionante

Avevo letto alcune recensioni del libro e mi sono tuffato di testa per riuscire ad ottenere il massimo risultato. Purtroppo non ci sono riuscito. Mi aspettavo di recepire emozioni e batticuori, ma nulla. E' un libro che si legge facilmente, ma al di fuori dello stile di scrittura non saprei connotarlo. Una trama come tante altre, di un "adolescente viziato" che non sa cosa farà da grande. Gli inizi dei paragrafi sono datati randomicamente, il che ti obbliga a stare molto attento all'asse cronologico ma al termine del libro ti viene da dire ma... "Questo libro avrei potuto scriverlo anche io". Mi spiace, ero anche tentato di non finirlo poi mi sono detto "Ogni libro vale la pena di essere letto" e con molta fatica l'ho terminato.

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-03-01 07:14:19 rossella.magli
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rossella.magli Opinione inserita da rossella.magli    01 Marzo, 2013
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Un giorno questo dolore ti sarà utile

Una lettura davvero piacevole, ricca di ironia e di tenerezza.
Il protagonista è un adolescente particolarmente profondo e curioso.
In alcuni tratti l'ho trovato esilarante.
Insomma lo consiglio!!!!

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-02-04 21:35:19 Francesca
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Opinione inserita da Francesca    04 Febbraio, 2013

SOPPORTA E RESISTI

Non avevo mai letto un libro di Cameron!
Il titolo del libro, letto in un momento particolare della mia vita, mi ha indotto all'immediato acquisto.

Una lettura fluida, veloce, incalzante e molto piacevole.

Gli stati d'animo, le emozioni, i pensieri, i sentimenti e le riflessioni di James non sono solo tipiche dell'adolescenza ma anche di molti passaggi della vita adulta.

Le parole di nonna Nanette danno sollievo, speranza e forza anche ad un adulto tormentato:
"....Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono. Un dono crudele, ma pur sempre un dono"
"Le cose si metteranno a posto da sole, vedrai."
"SIAMO VIVI"

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2013-01-05 10:30:08 Nadiezda
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Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    05 Gennaio, 2013
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Un ragazzo tormentato

James è figlio di genitori benestanti, ha un’indole solitaria e inquieta, solamente sua nonna Nannette, che è una donna anticonformista riesce a parlare con lui ed a tranquillizzarlo e comprenderlo.
Da tutti è considerato un ragazzo psicologicamente disturbato e la madre lo spedirà da una psichiatra che cercherà di fargli esternare tutti i suoi problemi.
James lavora nella galleria d’arte della madre, in questo ambiente lui si annoia e decide di iscriversi ad una chat per farsi compiacere da qualcuno. Tutto ciò porterà altri problemi.

Attraverso le pagine di questo libro, lo scrittore vuole farci entrare nella mente di James, vuole farci comprendere il suo comportamento ed i disagi che vive.
In questo modo il lettore dopo poche pagine proverà affetto verso questo ragazzo che ha come problema la difficoltà di rapportarsi con gli altri.

James non riesce a vivere con tranquillità la sua giovinezza, è pieno di incertezze e perplessità.
James vuole intraprendere la sua strada per iniziare a vivere la sua vita al meglio.

Attraverso questo libro l’autore ci farà ricordare il periodo dell’adolescenza ed in alcune parti ci farà anche commuovere.
È un libro bellissimo da non perdere!

Buona lettura!

“Avrei tanto voluto che la giornata fosse tutta come la colazione, quando le persone sono ancora sintonizzate sui loro sogni e non è previsto che debbano affrontare il mondo esterno.”

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2012-11-01 07:51:16 mauriziocasamassima
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mauriziocasamassima Opinione inserita da mauriziocasamassima    01 Novembre, 2012
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Il viaggio della Vita

Il romanzo di Cameron traccia la linea sottile di una crescita...Lascia intravedere un percorso, quello della vita, in cui la dimensione del dolore accompagna lo sviluppo del viaggio verso la meta finale, in cui luce e buio si fondono nel mistero di ciò che viene dopo, nel mistero dell'eternità. Il dolore di cui parla è quello del distacco, dimensione ontologica del divenire. Il protagonista si sente inadeguato perché, in un momento fondamentale del passaggio dalla giovinezza alla maturità, non riesce ad accettare il distacco dal suo mondo, dalla sua vita, dai suoi affetti. Cameron ci fa conoscere il pittore Thomas Cole e i suoi quattro dipinti dal titolo "Il viaggio della vita", splendidamente descritti da James, appunto il protagonista (pag. 120). Nei quattro momenti fondamentali del viaggio la costante è sempre rappresentata dalla presenza di un Angelo. L'angelo di James è rappresentato dalla nonna Nanette, che riuscirà a far comprendere al nipote che in definitiva il distacco va sempre vissuto come un atto di amore. Solo in questo modo è possibile una crescita autentica. James guidato dal suo Angelo riuscirà a compiere il percorso verso la nuova tappa della sua esistenza, ma il libro si chiude insinuando un nuovo tormento, il dolore di un nuovo distacco, simbolicamente affrescato nella incapacità di disfarsi degli "oggetti" che gli ha lasciato la nonna, prima di affrontare l'ultimo e definitivo atto di amore, quello che, partito dalla nascita, chiude il viaggio della vita, consegnandosi alla promessa dell'eternità. Da leggere.
*
"...volevo essere nell'ultimo quadro, Vecchiaia, nella barca che andava verso il buio. Volevo saltare quella della virilità. L'uomo adulto era terrorizzato e non riuscivo a capire che senso aveva il suo viaggio..." (pag. 122)
"...i treni...una marea di persone che scappavano da una vita infelice verso un'altra...Il viaggio in treno era un piccolo intermezzo in cui potevano essere se stessi, niente capo, niente marito, niente moglie, niente colleghi, niente figli..." (pag. 177)
"...Pensavo a tutte le cose di mia nonna e a quanto le amavo. Stupidamente mi sembrava che se me le fossi tenute vicino, la mia vita non sarebbe stata infelice. Ma sapevo bene che non avevano tanto potere, anzi che non ne avevano per niente. Erano solo cose. Oggetti." (pag. 191)
"...Lei mi ha lasciato davvero tutte le sue cose. I miei volevano che le vendessi...Io però ho rifiutato...Tieni solo quelle che puoi usare...ma Come faccio a sapere cosa vorrò nella vita? Come faccio a sapere cosa mi servirà?" (pag. 206 epilogo)
"Perfer et obdura! Dolor hic tibi proderit olim (Ovidio)

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2012-10-03 00:03:41 petra
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petra Opinione inserita da petra    03 Ottobre, 2012
Ultimo aggiornamento: 03 Ottobre, 2012
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siii forte e paziente...

...un giorno questo dolore ti sarà utile".
(Ovidio)

Mi è stato impossibile non provare un’immediata tenerezza per il protagonista del libro.
James ha diciotto anni, vive con la madre e la sorella, e lavoricchia in una galleria d’arte. Non ama molto la compagnia dei suoi coetanei, si sente diverso da loro, e si rifugia nei libri come in un mondo a parte, perfetto, “un mondo non ancora completamente sopraffatto dalla stupidità, dall'intolleranza e dall'odio”. La persona con cui è più in sintonia è Nanette, sua nonna, donna intelligente e saggia, l’unica dalla quale James si senta davvero amato e accettato per quello che è.

Il "dolore" cui si allude nel titolo è proprio questo sentirsi estraneo rispetto agli altri, alla stupidità universalmente accettata, al dover uniformarsi al gregge ; ma è anche, soprattutto, paura di entrare in contatto sincero e diretto con gli altri, paura delle proprie emozioni e della loro forza a volte dirompente.

Facile identificarsi in lui, così come sarebbe spontaneo catalogare come “età difficile” il periodo della vita in cui si affacciano spesso questi sentimenti,cioè lo sconforto, l’alienazione, l’estraneità di fronte a un mondo da cui non ci si sente protetti. Ma forse, rievocando la nostra adolescenza, un po’ di quella insicurezza, un po’ di quello spavento nel dover fare scelte decisive per il futuro sono stati vissuti anche da noi…chi più chi meno, e tutti con forme di difesa diverse; ma credo che l’inadeguatezza, nel passaggio all’età adulta, sia un sentimento assolutamente comune.

Mosso dalla confusione di idee e di sentimenti che gli frullano in testa, James , senza esserne pienamente cosciente, ferirà molto una persona cui tiene: questo sarà, per lui, un grosso dolore, ma, allo stesso tempo, sarà un punto di svolta per lui. E'un errore commesso con leggerezza, che però gli permetterà di riflettere su di sé, sulle proprie relazioni con gli altri, su cosa fare del proprio futuro.

“Hai agito. Stupidamente, ma hai agito, e questo è l'importante. E spesso le persone si comportano in modo stupido quando c'è di mezzo l'amore”.

Ci si affeziona immancabilmente a questo personaggio, timido e involontariamente comico, facendo il tifo per lui sino alla fine. La grazia, il garbo e l’ironia tipici di Cameron impreziosiscono la lettura, evitando derive stucchevoli o esageratamente intimiste. Considerazioni ironiche e a volte ferocemente sarcastiche sulla società in cui viviamo cesellano il racconto, strappando più di un sorriso.

Un libro che intenerisce, diverte e forse “castigat ridendo mores”.

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2012-05-15 10:08:45 websurfer78
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websurfer78 Opinione inserita da websurfer78    15 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2012
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TORMENTI DI UN ADOLESCENTE NEWYORKESE...

James Sveck è un adolescente newyorkese,figlio di genitori benestanti (e separati),che lavora nella galleria d'arte della madre a Manhattan.
I suoi sognano per lui una folgorante carriera universitaria,James,invece,che si sente lontano ed estraneo rispetto ai propri coetanei,sogna una vita solitaria,in una casa in campagna,come l'adorata nonna da cui spesso si rifugia,passando le giornate a leggere i suoi libri preferiti.
Preoccupati dall'indole del figlio,i genitori di James lo costringono alla psicanalisi,nella quale emergono eventi del passato e tormenti del presente...
Il romanzo di Cameron è l'ennesimo racconto che ha per tema l'adolescenza,le sue turbe,la paura di crescere,i contrasti familiari.Ciò che lo rende piacevole e,comunque,degno di attenzione,è la grazia,la sensibilità con cui questo viene raccontato.James,a tal proposito,è sì un ribelle,ma la sua è una ribellione "silenziosa",che lo induce ad allontanarsi,piuttosto che a distruggere...Malgrado sia cresciuto e viva in ambienti abbienti e chic,se ne tiene distante,sognando una vita più semplice,a contatto con la natura e,soprattutto,con se stesso...Ammette la propria omosessualità,ma si sente ancora incapace di approcciarsi all'altro e,quando prova a farlo,a modo suo,combina un disastro (l'episodio del finto profilo in una chat per gay...)
Humour leggero,di stampo tipicamente anglosassone,personaggi ben caratterizzati e decisamente attuali (basti pensare ai genitori di James,ricchi,relativamente giovani,eppure così tremendamente tristi...),storia non originalissima,ma comunque ben oleata e scorrevole,rendono il libro di Cameron assolutamente piacevole e consigliabile a tutti,adulti compresi...

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2012-04-15 19:48:03 Annamaria Vargiù
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Annamaria Vargiù Opinione inserita da Annamaria Vargiù    15 Aprile, 2012
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un gioiello

Un vero gioiello della letteratura. Uno stile pulito, scorrevole , essenziale. La dimostrazione che un buon libro, in questo caso un ottimo libro, non deve necessariamente presentare un intreccio complicato o strabiliante. Una lettura che lascia il segno.

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Camus
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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2012-03-26 16:25:19 ARY_ARY
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ARY_ARY Opinione inserita da ARY_ARY    26 Marzo, 2012
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un giorno questo dolore ti sarà utile...

ritengo che sia un libro davvero bello, che tratta argomenti seri e molto attuali, ma senza diventare pesante o di difficile comprensione, grazie alla scrittura di Peter Cameron che a me è risultata semplice e scorrevole...

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2012-03-01 16:39:18 eleonora.
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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    01 Marzo, 2012
Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2012
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domani

La sensazione di sentirsi un pesce fuor d’acqua, di sentirsi diverso, di sentire un’insofferenza interiore difficile da gestire e da incanalare sono i sentimenti che Cameron sprigiona attraverso James, un ragazzo di diciotto anni protagonista del libro. Capire che un giorno il dolore che prova gli potrà essere utile, che le sofferenze e i dubbi che lo attanagliano potranno essere un domani un’arma per poter affrontare la vita in maniera consapevole, sarà un’impresa non troppo facile per James. Il lasso di vita raccontato in prima persona è circoscritto e breve, poco meno di un’estate, l’estate prima dell’inizio dell’università dove James ci racconta un po’ della sua famiglia, del suo lavoro estivo alla galleria della madre, del suo rapporto con i suoi coetanei e dell’amore per la nonna l’unica persona con la quale si sente a suo agio e l’unica persona in grado di non farlo sentire diverso. Perché è cosi che si sente James, si convince di essere disadattato non tanto perché lo sente, ma più per gli altri che lo definiscono tale.
James alle prese con la sua famiglia, con la sua sessualità, con le sue passioni letterarie e artistiche , con le sue domande sul futuro e il suo odio per i coetanei e per il pensiero stereotipato. Cameron mi ha raccontato l’attimo prima del cambiamento, senza darmi troppe informazioni del passato e senza coinvolgermi su come sarà il dopo, ha fermato, nelle pagine, il momento di vita di James prima del dopo. Il senso di inconcludenza che mi ha lasciato alla fine del libro, è stato necessario per concentrare l'attenzione sul quell'istante di vita, sul sentimento irrequieto e dubbioso di un giovane, che non trova risposta se non nel decidere di affrontare la vita stessa.
Ps ora sono curiosa di vedere il film.!

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2012-02-26 09:42:00 kabubi81
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kabubi81 Opinione inserita da kabubi81    26 Febbraio, 2012
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Un giorno questo dolore ti sarà utile

Ad essere sincera le tante recensioni entusiaste che ho letto mi hanno un po' fuorviata... Sì, il libro non mi è dispiaciuto, ma neanche lo trovo così intenso e "necessario", non è uno di quei libri che consiglierò spassionatamente a tutti... James, il protagonista, è un adolescente un po' problematico, e tutto il libro ruota intorno al suo modo di vedere il mondo e cercare di interagire con esso il meno possibile... Di libri con i cosiddetti "ragazzi difficili" ne ho letti diversi e a mio parere migliori...Oskar di "Molto forte, incredibilmente vicino" è sempre irraggiungibile, ma anche senza arrivare a tanto ci sono i protagonisti dei libri della Picoult, o Christopher de "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte", o Annie de "Un certo tipo di intimità", e chissà quanti altri che non ho letto o non mi vengono in mente... Sinceramente ho trovato questo libro di Cameron un po' sopravvalutato.. Peccato!

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Lo strano caso del cane...
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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2011-08-23 14:58:50 alan smithee
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alan smithee Opinione inserita da alan smithee    23 Agosto, 2011
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Un dolore necessario (?)

Peter Cameron mostra ancora una volta uno stile dinamico, brillante, spiritoso gia’ dalla prima pagina di questo coinvolgente romanzo che si legge d’un fiato. Tutto cio’ non attenua certamente la drammaticita’ di fondo che si annida nell’esistenza del diciottenne simpatico e singolare protagonista di questo bellissimo romanzo. I disagi dell’eta’ adolescenziale e post-adolescenziale vengono vissuti e spesso superati con una certa fatica da tutti coloro che, per carattere o predisposizione interiore, trovano inaccettabile il doversi omologare a mode, tendenze e costumi che poco o nulla gli appartengono. Un fenomeno che riesco a capire piuttosto bene in quanto anche io da ragazzo provavo un orgoglioso fastidio ad accettare tutta una serie di vincoli e interessi “d’ufficio” per quell’eta’ (calcio/discoteca/cazzeggio per intenderci), correndo il rischio di figurare come un ragazzo introverso e dal difficile coinvolgimento nella vita di gruppo.
James , a differenza dello stereotipo spesso attribuito al ragazzo problematico, e’ tutt’altro che taciturno, e al lettore risulta persino simpatico e piacevole nel suo innocente candore che lo porta a prendere una facciata dietro l’altra.
Approfittando di un lavoro occasionale estivo presso il bizzarro atelier di antiquariato dell’altrettanto eccentrica madre - fresca di un terzo matrimonio gia’ fallito dopo un paio di giorni di luna di miele a Las Vegas - il ragazzo trova molto affiatamento e una certa complicita’ nel trentenne colto e raffinato collaboratore della genitrice. Ma anche nei confronti di quest’ultimo un maldestro tentativo di risultare interessante ai suoi occhi ne pregiudichera’ quasi irrevocabilmente il rapporto.
Per fortuna esistono le nonne e James ne possiede una saggia, adorabile e con la quale aprirsi in confidenze che mai potrebbe condividere ad esempio con un padre vanesio e superficiale, una madre quantomeno bizzarra e una sorella “iena” come da precisa definizione del protagonista.
Il ragazzo, catalogato lapidariamente addirittura dai giornali come un “adolescente disadattato” in seguito ad una tragicomica trasferta a Washington per un concorso scolastico vinto “per sbaglio”, rifugge l’idea di iscriversi alla prestigiosa universita’ imposta quasi per risarcimento da due genitori pieni di sensi di colpa, e preferisce valutare la possibilita’ di acquistare una casa vittoriana nel Nevada con i soldi che papa’ e mamma sarebbero disposti a dilapidare per iscriverlo nel prestigioso ateneo, e lavorare in un McDonald imparando nel frattempo un mestiere creativo e concreto, piuttosto che dedicarsi a sfondare nello spietato mondo capitalistico di oggi.
Tutti sogni, anche suggestivi e fantasiosi forse, ma che denotano una spiccata personalita’, che il giovane mostrera’ ancor di piu’ nei confronti della singolare psicologa presso la quale verra’ dirottato. E’ proprio in occasione di quelle inutili quanto spassose sedute che il romanzo brilla per vivacita’, candore e sfrontatezza spontanea, che sono poi le doti essenziali di questo fantastico protagonista.
In attesa fremente dell'imminente adattamento cinematografico, a cura di una insolita coproduzione italiana sotto la direzione di Roberto Faenza.

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Quella sera dorata, Paura della matematica.
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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2011-07-01 11:52:27 Polly*
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Polly* Opinione inserita da Polly*    01 Luglio, 2011
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Perfer et obdura!Dolor hic tibi proderit olim.

Adoro questo libro. E' intenso,scorrevole,e affronta tematiche odierne e ricorrenti nella nostra vita. Il protagonista (accostato a Holden Caulfield de Il giovane Holden di J.D. Salinger),viene identificato come un ragazzo molto intelligente,al quanto singolare con problemi a relazionarsi con gli altri. L'ho trovato veramente un bel libro e lo consiglio vivamente a chiunque.

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2010-10-18 22:41:56 elenita
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elenita Opinione inserita da elenita    19 Ottobre, 2010
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un giorno questo dolore ti sarà utile

pieno di suggestioni, non si può che amare questo libro!
il protagonista, poi, cinico e goffo risulta straordinariamente adorabile!
bel libro!

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2009-05-01 00:07:19 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    01 Mag, 2009
Ultimo aggiornamento: 01 Mag, 2009
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Letteratura di qualità

Temi impegnativi : James 18 anni , genitori divorziati che si occupano più della carriera che dei figli e che affidano prontamente la ricerca di una soluzione al disagio del figlio presso una psicologa..., i rapporti difficili tra giovani coetanei, una sessualità complessa che si affaccia o si nasconde, il college/università visto come una gabbia. Il tutto trattato con grande garbo e intelligenza, senza forzare la mano con il sesso o il linguaggio volgare , perchè si possono descrivere la sofferenza, la diversità e la confusione anche senza creare personaggi che sputano invettive e sangue. Il dolore e la solitudine di chi si trova ad essere considerato un disadattato non è mai urlato ma ugualmente convincente, dolcissima la figura della vecchia nonna che è l'unica a capire il nipote , più ancora di quanto si capisca lui stesso , perchè è l'unica che ancora sia capace di ascoltare.

Davvero un bel libro!

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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2009-02-02 00:50:13 Asoka81
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Asoka81 Opinione inserita da Asoka81    02 Febbraio, 2009
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Delicato, fine. James è un personaggio che sicuramente piacerà a giovani e giovanissimi "intelligenti". poco adatto ai fruitori del ciarpame letterario che tanto viene strafogato da 90% dei lettori. Questa è narrativa di qualità, introspettiva, che regala nuovi punti di vista, o che forse semplicemente ci invita a risvegliare il ragazzo complessato che è in noi.

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Villa Ventosa della Fine Anne
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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2008-09-13 23:08:55 elena
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Opinione inserita da elena    14 Settembre, 2008

un giorno questo dolore ti sarà utile

è un libro abbastanza coinvolgente che ti fa immedesimare nel personaggio e nei suoi problemi!

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lo consiglio agli adolescenti che hanno tanti problemi!
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Un giorno questo dolore ti sarà utile 2008-01-07 12:13:13 poet
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poet Opinione inserita da poet    07 Gennaio, 2008
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Un giorno questo dolore ti sarà utile

Di sicuro un buon libro, ricco di pause, dilentezza, di quella piacevolezza che fa respirare l'aria del tempo. Una storia semplice per un libro davvero ben riuscito.

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