Un viaggio chiamato vita Un viaggio chiamato vita

Un viaggio chiamato vita

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La trama e le recensioni di Un viaggio chiamato vita, romanzo di Banana Yoshimoto edito da Feltrinelli. La vita è un viaggio, e come tutti i viaggi si compone di ricordi. In questo libro, Banana Yoshimoto raccoglie preziosi frammenti di memoria e ci porta con sé, lontano nel tempo e nel mondo. Dalle emozioni del primo amore alla scoperta della maternità, dalle piramidi egiziane alla Tokyo degli anni settanta. Con la consueta leggerezza della sua scrittura, ricostruisce le emozioni dell'esistenza a partire da un profumo, da un sapore, da un effetto di luce o dal rumore della pioggia e del vento. E così che una pianta di rosmarino ci trasporta da un minuscolo appartamento di Tokyo al tramonto luccicante della Sicilia, e che un contenitore pieno di alghe diventa l'occasione per esplorare il dolore della perdita. I pensieri in libertà di Banana Yoshimoto ci accompagnano fino al centro del suo mondo letterario e lungo il nostro personale "viaggio della vita", fatto di promesse e di incontri, di stupore e di meraviglia, di malinconia e di sofferenza. Dalle pagine di questo libro, l'autrice ci invita a riappropriarci del nostro tempo e a non perdere mai la fiducia negli altri esseri umani, perché quello che rimane, al termine del più difficile dei viaggi, è il riflesso nella nostra memoria di ogni singolo giorno vissuto.

Banana Yoshimoto è nata a Tokyo il 24 luglio 1964. Suo padre Ryumey Yoshimoto è un celebre poeta scrittore e critico di formazione marxista, autore, tra l’altro, di un saggio sulla figlia. Il desiderio di scrivere e l’ambiente in cui è cresciuta hanno in breve tempo fatto emergere il grande talento della giovane Banana che a soli ventiquattro anni era già famosissima grazie al suo primo libro “Kitchen”. Il suo stile caratterizzato da un linguaggio intimo e semplice è particolarmente apprezzato dai giovani che bene sanno cogliere la solitudine e il dolore del crescere tra i temi affrontati nei suoi testi.

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Un viaggio chiamato vita 2011-07-09 08:43:26 Reppy
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Reppy Opinione inserita da Reppy    09 Luglio, 2011
Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 2011
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Si e No

Questo è stato il primo libro dell’autrice che ho letto e so che è stato un errore… ma non l’ho scelto io, mi è stato regalato. Credo che tutto dipendesse dal mio stato d’animo quando prendevo in mano il libro… libro che non è un romanzo ma una raccolta di pensieri e sensazioni ed esperienze…

Lo stile con cui è scritto questo libro non mi è molto piaciuto, sembrava un po acerbo anche se migliorava sul finale. Non è un libro che segue un filo logico quindi a volte sembra parecchio scollegato.
A volte sembra tutto molto delicato ma spesso invece il tutto risulta solo molto banale e superficiale e purtroppo è un’idea che mi si è riflessa anche sull’autrice, di cui in realtà non so nulla ma se dovessi farmi un’idea di lei su quello che ho letto in questo libro, non sarebbe sicuramente molto positiva. Se dovessi basarmi su questo libro per la scelta se leggere o no ancora qualcosa di suo… direi no. Ma ho letto anche che questo libro è consigliato a chi di lei ha già letto qualcosa. Credo che proverò almeno un suo romanzo.

C’è stato però verso la fine… il pezzo in cui racconta del cane, che mi ha veramente molto commossa. Quel pezzo mi è piaciuto davvero tantissimo.

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