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Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti. Il più famoso romanzo popolare americano narra così le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi.

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Via col vento 2016-08-02 11:45:46 LaClo
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LaClo Opinione inserita da LaClo    02 Agosto, 2016
Ultimo aggiornamento: 02 Agosto, 2016
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Un altro punto di vista

L'aspetto che ho maggiormente apprezzato del romanzo è senza dubbio l'importanza della situazione storica e politica e la profondità di alcuni personaggi nonostante l'apparenza ingenuità e frivolezza presentate all'inizio.

Nonostante il forte elemento romantico che potrebbe far pensare al solito dramma sentimentale,l'autrice ci pone in un contesto difficile da affrontare e coglie perfettamente la differenza tra la generazione precedente costituita dai genitori di Rossella e Rossella stessa che vede sempre maggiormente allontanarsi il modello signorile della madre.

La guerra di Secessione non è solo uno sfondo lontano ma colpisce profondamente i personaggi che hanno l'opportunità di crescere interiormente e di capire la situazione storica in cui vivono. La storia è inoltre percepita attraverso l'ottica degli sconfitti, dei sudisti. Ho trovato il loro punto di vista interessante specialmente perché molto spesso ci viene proposta la versione ufficiale che non sempre coincide con la verità effettiva. Infatti, nonostante l'antischiavismo proposto dalla fazione nordista, le signore dell'alta società sono le prime a presentare i segni del razzismo attribuito soltanto ai sudisti. Queste infatti sostengono una parità solo apparente e non vogliono che sia una donna di colore ad occuparsi a pagamento dei propri figli. Chiaramente anche la versione dei sudisti mostra diversi elementi estremisti, ma unita alla versione ufficiale rappresenta sicuramente un completamento e permette di avere uno sguardo più chiaro in merito alla difficile condizione storica e politica di quegli anni.

Il personaggio di Rossella è la voce fuori dal coro ed è spesso criticata per la sua visione schietta e sincera della società ed è l'unica a non provare sentimenti patriottici e a non volere il sacrificio di quegli uomini idealizzati e trattati alla stregua di eroi dalle altre donne. All'inizio del romanzo appare subito a livello embrionale il carattere di Rossella che coniuga la fermezza e la testardaggine irlandesi con l'educazione materna seguita da Mamy che cerca di farla diventare una signora raffinata e dedita al prossimo. Rossella può sembrare antipatica a tratti ,ma alla fine è la sua sincerità e anche il suo disprezzo verso alcune persone a sancire la concretezza e la tangibilità del personaggio.

L'altro personaggio che mi ha colpito è Melania che sembrerebbe quella più convenzionale, la più ammirata dalle altre donne ed è spesso sottovalutata da Rossella che la giudica ingenua e inferiore rispetto alla sua bellezza e alla sua vivacità. Il lettore riesce a capire i sentimenti di Rossella e ad immedesimarsi con alcuni suoi pensieri anche se spesso non sono positivi, mentre Melania appare irritante, bigotta, quasi eccessiva nella sua positività e nella sua correttezza.
Al termine del romanzo però si scopre che Melania non così ingenua e che grazie alla sua rispettabilità riesce ad opporsi a suo modo alla società e a essere anticonvenzionale. Anche il suo affetto per Rossella non significa necessariamente che non sia a conoscenza dei suoi sentimenti per Ashley ma denota una grande maturità del personaggio e una sorta di intelligenza che fa difetto in Rossella decisamente più pragmatica e meno raffinata anche nei pensieri che escogita durante i romanzi.
Rhett è sicuramente l'emblema dell'emarginato e presenta differenti punti di contatto con Rossella poiché entrambi nonostante l'apparenza spregiudicata rimangono invischiati in un amore destinato a concludersi e il triangolo che si forma non è così convenzionale e non è banale, infatti entrano in gioco sentimenti complessi e lo spessore psicologico dei personaggi è esaltato e non stereotipato.

Lo stile della Mitchell è molto gradevole e rende gli eventi in maniera precisa e delinea i personaggi in modo interessante lasciando che il carattere si sveli a poco a poco mediante le loro azioni e il loro sviluppo. Il libro è pertanto scorrevole ma non banale e presenta tematiche ben sviluppate e molto interessanti.

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Via col vento 2014-09-19 09:11:07 Maso
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Maso Opinione inserita da Maso    19 Settembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2014
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Il disincanto tra velluto e sdoppiamenti

Se vivessi nel 1936 avrei un panciotto di tweed nell’armadio, per le grandi occasioni. Berrei il latte nelle bottiglie di vetro gentilmente lasciate dal lattaio, e, probabilmente, giunta la sera domerei la capigliatura con la brillantina. Se vivessi nel 1936, forse, passando davanti alla vetrina di una libreria vedrei numerose copie di uno spesso, imponente libro dal titolo piuttosto melenso. “Gone with the wind”. A quel punto, forse, tirerei dritto lasciandomi alle spalle la libreria senza il benché minimo rimorso decidendo di privarmi di siffatto mucchio di carta. Il fatto è uno solo. Anzi, due. Innanzitutto, bella scoperta, non vivo nel 1936. In secondo luogo, “Via col vento” mi è piaciuto da impazzire. In questo caso specifico, però, ho dovuto sdoppiarmi. Opinabilità fa rima con sincerità, e proprio per questo devo servirmi di un alter ego, di un me medesimo virtuale e in marsina che mi aiuti a comprendere un sospetto che persiste nel suo frapporsi tra il martelletto e la sua base. Il 1936 è infatti l’anno in cui questo romanzo è stato pubblicato, ricevendo immediatamente una risposta entusiasta da parte del pubblico americano, divenendo in brevissimo tempo un caso editoriale di portata storica e rimanendo in testa alle classifiche per più di due anni consecutivamente. Le infinite traduzioni e ristampe hanno contribuito a farne uno dei libri più letti del secolo e, in realtà, di tutti i tempi. Se il mio me del XX secolo fosse stato attratto maggiormente da quella copertina, fosse entrato in libreria, lo avesse comprato e poi letto, molto probabilmente se ne sarebbe amaramente pentito. O, perlomeno, lo avrebbe liquidato con giudizi poco lusinghieri. Ne sono pienamente convinto. Come sono convinto che mi sia piaciuto, oggi, grazie al suo valore storico, più che storiografico. Gran parte della bellezza odierna di questo romanzo, a parer mio, è dovuta al fascino che questo romanzo esercita sul lettore assetato in quanto pezzo di letteratura trasecolata e sublimata da poco meno di un secolo di storia. La polvere che si deposita sulle cose, celandole e per questo rendendole arcane, in questo caso ha giocato un ruolo fondamentale nell’allettare l’interesse e nello spingere verso la decisione. La nomea, l’altisonanza, la cerchia araldica, il primato. Tutti attributi di merito e di fama, tutte onoreficenze che hanno fatto guadagnare lo scettro alla Mitchell e il batticuore alle adolescenti disinibite della prima metà del secolo. Le palpitazioni per sapere, una volta per tutte, se davvero Ashley amerà Rossella, o per sapere se quest’ultima riuscirà a riprendersi dalla rovina e a salvare Tara dalla decadenza. Le tematiche che decide di trattare la Mitchell in questo romanzo sono ben chiare, ben espresse dalla stessa autrice, che non ci nasconde i suoi moti di ripulsa, tipici di una donna sulla via della contemporaneità, verso quella leziosaggine esacerbata che invadeva tutti gli aspetti della personalità e del comportamento nel contesto del Sud America ottocentesto. Gli ultimi retaggi di quella cavalleria, di quell’epoca cortese di stampo pseudo-medievale che il Nuovo Continente non aveva mai posseduto. Un cancro in seno alla storia di un popolo. Un idillio riscaldato e disfatto nelle fondamenta. Ma, soprattutto, una ribelle. Rossella, una stupidella che non ha affatto capito di vivere le ultime ore di un mondo in declino, è, paradossalmente, quella che meglio potrà sopravvivere al tumulto e quella che più facilmente potrà rialzarsi quando questo avrà lasciato solo macerie. E’ la donna giusta nel giusto momento, per quanto ella non sappia nulla di questa coincidenza in grado di trasformare una prigione di trine e stecche di balena, in una prateria di dolori e libertà. Rossella O’Hara è bellissima e caparbia, gli occhi di smeraldo e il piglio pragmatico dell’uomo del sud, ma, soprattutto, è una creazione darwiniana che dell’adattamento fa la propria ragione di vita, con addosso le tende di velluto verde della madre e le mani disfatte dal lavoro nei campi. Io, non mi vergogno ad ammetterlo, sono stato Rossella per tutto il tempo. Qalche pagina in più e mi sarei fatto mandare dei pizzi da Liverpool. “Via col vento” è un grumo di nostalgia, è la copia di una copia, iperuranica, sfacciatamente inattuale, prole incoronata di un demiurgo in gonnella che ha saputo comporre un affresco complesso che trova il suo equilibrio compositivo nel contrasto/compensazione, rappresentato dalla eterea e benpensante Melania, e una sua ragione di esistenza nella figura senza scrupoli, ma per questo genuina, di Rhett Butler. Questo romanzo va letto. Ma va letto con l’occhio disincantato del lettore del nuovo secolo, in grado di apprezzare un revival nel revival, un gioco di specchi che, posti l’uno dirimpetto all’altro creano una profondità di stampo manzoniano in cui immergersi fino a giungere a tempi che sopravvivono solo nella saggistica più spiccia e dichiarata. E su questo sfondo storicizzato si stagliano le figurine ben cesellate, un teatrino delle ombre cinesi, di players infiocchettati e drammatici che vedono la distruzione di quel microcosmo bucolico tanto caro, grazioso, rassicurante. Ashley ne farà una malattia. Intellettuale farlocco dagli ideali immaginifici, proprio lui troverà, in senso figurato, l’epitaffio tra le frasche. Et in Arcadia ego. La festa è finita, bisogna rimboccarsi le maniche. Alcuni ce la faranno, altri no. Inutile parlare della sorte di Rossella e della sua Tara, l’imprendibile piantagione dalla rena sanguigna. Per lei c’è sempre una nuova speranza, c’è sempre qualcosa per cui vivere. Ed in questa forza, commovente e audace, si trova il nodo di un opera frivola ma essenziale che è ancora in grado di galvanizzare il pubblico. E ancora, questo romanzo, proseguirà, un domani, nel proporre i suoi fondali dipinti a chi verrà dopo di noi. Un domani. Poiché, dopo tutto, domani…

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Via col vento 2014-01-03 21:40:29 LittleDorrit
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LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    03 Gennaio, 2014
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Pensavo fosse amore e invece.....

Rossella O'Hara, è una giovane donna, un fiore selvatico cresciuto a Tara, una piantagione della pigra Georgia sudista.
Qui, tra languidi paesaggi soleggiati e malinconiche nenie intonate dagli schiavi negri dediti alla raccolta del cotone, vive una vita prospera e agiata con la sua famiglia.
Corteggiata ed ammirata dai giovani del posto ma tenuta a distanza dalle coetanee per il suo carattere egocentrico e vanitoso, la ragazza ama segretamente il mellifluo Ashley Wilkes, rampollo della tenuta confinante delle Dodici Querce.
Ashley, però, è già promesso alla dolce e caritatevole cugina Melania Hamilton con la quale sta per convolare a giuste nozze.
La notizia dell'imminente matrimonio, colpisce Rossella quanto uno schiaffo in pieno viso.
Dominata, infatti, da un carattere capriccioso ed egoista, mal sopporta l'idea di arrivare seconda.
Durante una festa alle Dodici Querce, chiusi nella penombra di una stanza, Rossella si abbandona ad una vibrante dichiarazione d'amore, ma nello stesso luogo c'è qualcuno che, ben nascosto, ascolta divertito.
L'anonimo ascoltatore, che si rivelerà solo all'uscita di scena di Ashley, è l'avventuriero Rhett Butler, uomo di mondo dalla dubbia fama e mercenario della peggior specie, privo di scrupoli e sfacciatamente ricco.
Rhett, che capisce sin da subito l'indole di Rossella, la punzecchia divertito pur restando molto colpito dalla sua bellezza.
La ragazza, al contrario, falsamente scandalizzata dalla strafottenza e dall'irriverenza dell'uomo, risponde per le rime ed esce di scena.
Si chiude così il primo incontro/scontro tra i due protagonisti che gettano le basi di un rapporto tormentato che si protrarrà per molti anni della loro esistenza.
Sullo sfondo di queste dinamiche amorose, il meccanismo perverso della guerra di secessione americana muterà i panorami e dissolverà le certezze incidendo, a suo piacimento, sui destini di tutte le persone coinvolte.
Romanzo unico della scrittrice americana Margaret Mitchell, ebbe un enorme successo di pubblico e portò alla ribalta due anti eroi emblemi di un'America arrivista e senza scrupoli.
In tanti hanno amato il personaggio di Rossella, donna dalle mille risorse, coraggiosa e scaltra ma pronta a calpestare tutto e tutti pur di raggiungere i propri scopi e saziare i propri bisogni.
Personalmente, e non me ne vogliate per questo, l'ho detestata.
Non v'è alcun dubbio sullo spessore del personaggio che resta un capolavoro assoluto di caratterizzazione ma per me è stata quasi impossibile da sostenere anche solo attraverso la semplice lettura, che ho dovuto interrompere più volte. Rossella concentra in sé troppe negatività risultando esasperante e inconciliabile con la mia visione della vita, dei sentimenti e dei rapporti interpersonali. Apparentemente la sua figura sembra riscattarsi attraverso l'amore per Tara, l'amata terra natia, ma in realtà è solo un fuoco fatuo perché l'amore per la terra non le appartiene realmente, esso è stato semplicemente ereditato dal padre irlandese quindi è innato nel suo dna. Espressa questa piccola critica non posso che dir bene di tutto l'apparato narrativo messo su dalla Mitchell.
Potente e appassionata la ricostruzione degli scenari di guerra. Indimenticabile la fuga da un'Atlanta assediata dai nordisti. Romanzo storico che sfiora l'epopea epica mancando, però, di poesia e di tenerezza. Impossibile non considerarlo un capolavoro. Impossibile non amarlo ma io mi tiro fuori.

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Via col vento 2013-03-23 19:51:12 Ale96
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Ale96 Opinione inserita da Ale96    23 Marzo, 2013
Ultimo aggiornamento: 05 Ottobre, 2013
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Rossella, Rossella, Rossella...

Ricordo ancora il momento. Era una giornata assolata dell'estate di 2 anni fa. All'ora di pranzo tornò mia madre con il mio mensile di storia preferito. Sfogliandolo, notai un articolo che ricostruiva la guerra di secessione americana (1861-1865) con alcune immagini prese dal famosissimo film Gone with the wind. A quel nome avevo associato l'idea di un interminabile film di guerra, invece non era così. Rimasi talmente colpito da quelle poche figure che cercai immediatamente il film. Fu in quel momento che la nostra storia iniziò. Guardai il film tante e tante volte, ogni giorno vi era l'ora dedicata a quella vicenda ricca e appassionata e a quel personaggio all'apparenza egoista, cinica, avida e viziata ma che dominò, domina e sempre dominerà il mio cuore: Rossella O'Hara.
All'inizio dell'anno scolastico la nostra relazione cominciò a incrinarsi gradualmente fino al punto che ci perdemmo di vista. Però nel Febbraio del 2013, non ricordo come ma mi cadde l'occhio su una certa Margaret Mitchell. Improvvisamente il mio cuore si accese. Fuoruscì tutta la passione che avevo provato per Rossella e immediatamente comprai il libro: ora nessuno separerà me e la giovane O'Hara. Nessun umano con il senno proverà a incrinare questo amore che mi terrà per tutta la mia vita, nonostante nell'agosto del 1949 la fautrice della nostra relazione morì investita da un tassista ubriaco. Le sue parole però continueranno a riecheggiare via col vento....

1861: nella Georgia schiavista la viziata Rossella O'Hara, donna dal focoso sangue irlandese del padre e dai delicati tratti francesi della madre, vive tra gli ozi e i lussi, una esistenza spensierata nell'onirica piantagione di Tara. Essa vivace, furba e affascinante è la ragazza più corteggiata, più lodata, più graziosa della contea. Avendo avuto sempre tutto ciò che desiderava, si invaghisce dell'unica persona che non l'abbia mai corteggiata: Ashley Wilkes. Uomo riflessivo e sognatore ha un'anima totalmente diversa da quella esuberante e pragmatica di Rossella che nelle sue meditazione non comprende altro se non che lui è sicuramente innamorato di lei. Ciononostante viene a sapere che presto sposerà una cugina di Atlanta, Melania Hamilton, donna “che non conosceva se non bontà e semplicità, verità e amore; una bimba che non sapeva cosa fosse il male e che vedendolo non lo avrebbe neppure riconosciuto”. Il fidanzamento viene annunciato durante una splendida merenda data dai Wilkes nella loro piantagione, le Dodici Querce, dove sono presenti tutti i personaggi che avranno molto a che fare con Rossella: oltre all'amato Ashley e a Melania la quale, nonostante Rossella la detesti, sempre sarà accanto a lei difendendola e incoraggiandola vi è Rhett Butler, rinnegato di Charleston, che, malgrado l'ipocrisia della signorina O'Hara, è viscido, avido, egoista e narcisista come lei. E poi la Guerra Civile, quel mostro che in brevissimo tempo devasterà la tranquillità di Tara, priverà Rossella di tutto ma lei, a differenza dell' abbattuto Ashley, si tirerà sempre in piedi con l'obiettivo di divenire talmente ricca da poter essere felice. Ma possono veramente il denaro, la ricchezza, lo sfarzo dare la felicità?

Margaret Mitchell con il suo stile appagabile, meraviglioso, sublime dalle particolarissime descrizioni ha favorito il mio legame con la protagonista la quale, benché abbia una corazza apparentemente impenetrabile formatasi nei duri anni della guerra e della ricostruzione del Sud, rimane sempre una bambina delusa di non essere diventata come sua madre Miss Elena, emblema della compassione, della sicurezza, della bontà e delle virtù cristiane.

Via col Vento mi ha mostrato quale sia veramente la passione che si può provare per un libro il quale- narrando la storia di un'anima ribelle e focosa che si è sempre ritirata su, che ha cercato di sopportare la povertà, i lutti, le disgrazie sempre a testa alta- ha conquistato il mio cuore e il quale rimarrà per me il Libro per eccellenza.

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Via col vento 2012-03-11 09:36:13 AngeloDeiSogni
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AngeloDeiSogni Opinione inserita da AngeloDeiSogni    11 Marzo, 2012
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Amore, Guerra e Coraggio

Via col vento è un romanzo datato, scritto nel 1936 e ambientato in un panorama geografico e temporale ancora più lontano: sembra quindi impossibile che possa attrarre lettori del 21esimo secolo, che vivono in una realtà apparentemente estranea alla Guerra di Secessione e per i quali i valori di metà ‘800 sembrano astratti e insensati. In realtà tutto questo fa solo da sfondo: è l’esuberante Rossella O’Hara, testarda e ambiziosa, che ha fatto da eroina per intere generazioni di donne, a catalizzare l’attenzione del lettore. È inevitabile immergersi a pieno nel romanzo e seguire con il fiato sospeso le disgrazie della guerra e le piccole gioie dell’amore che la trasformeranno dalla viziata bambina che conosciamo all’inizio del romanzo, alla giovane donna matura e consapevole che lasciamo a malincuore nell’ultima pagina. Via col vento è un romanzo che ancora oggi può offrire molto, che riesce a conquistare tanto profondamente da costringere, a fine lettura, a prendersi un momento per riuscire ad abbandonare la storia e i suoi protagonisti e tornare alla vita di tutti i giorni. Margaret Mitchell riesce a dare ad ogni personaggio che incontriamo uno spessore tale che molte volte ci si ritrova a stupiti che non siano persone in carne e ossa, ma rappresentazioni incorporee legate a storie d’amore che riescono a far sognare lettori d’ogni età da ieri fino a oggi. Queste figure perfettamente delineate e inserite nel loro contesto si incastrano geometricamente con una trama avvincente e ricca di colpi di scena, che ci porta a conoscere, passo dopo passo, la storia di Rossella O’Hara, che cade continuamente in ginocchio ma continua imperterrita ad alzarsi.

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libri che permettono di credere crede nella forza delle donne che, nonostante tutte le sofferenze da sopportare, hanno ancora il coraggio di dire “domani è un altro giorno”.
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Via col vento 2011-03-15 07:19:04 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    15 Marzo, 2011
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Domani è un altro giorno...

Avevo questo libro in biblioteca, e l'ho rispolverato, perchè nel fare l'inventario a volte succede che vengono alla mano anche libri che si pensava di aver dimenticato, o al quale non si pensa più, presi come siamo dalle novità librarie dell'editoria...
Che dire? L'epopea di un capolavoro, una storia bellissima di un'eroina viziata e convinta che il mondo deve girare per forza intorno a lei...la bella e cinica Rossella vive in una ricca dimora, circondata dal lusso e da schiere di ammiratori osannanti...innamorata senza speranza di un uomo che non la vuole, come spesso capita alle persone vanitose e piene di sè...scoprirà che la guerra, calamità che spazzerà via tutte le sue sicurezze economiche e affettive, la guerra sarà un tornado di distruzione, ma che maturerà notevolemnte il suo carattere....
Decisa a vivere e a sopravvivere nonostante la guerra, la miseria, le privazioni, la morte della madre...sposerà più per provocazione che per amore il bellissimo Reth, ma continuando a macerarsi in un amore senza speranza...per l'altro uomo, un biondo scipito, che non capisco ancora come le potesse piacere...
all'ultimo quando scoprirà di amare il marito, sarà troppo tardi, poichè....egli oramai stanco della sua indfferenza...la lascerà...
Molto suggestiva e piacevole la trasposizione cinematografica, attinente al libro, nonostante per motivi ovvi siano stati fatti dei tagli...e mi ha colpito l'affermazione della protagonista che non si crogiola nel pianto, neanche dopo l'abbandono del marito, ma afferma coraggiosamente: "Ma si, domani è un altro giorno" e rialza la testa. Cosa che dovremmo fare anche noi quando le brutture e le asperità della vita pesano massicciamente sulle nostre spalle.
Grandiosa lezione di vita. Da leggere o da rileggere se qualcuno l'avesse già visionato.
Saluti.
Ginseng666

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Via col vento 2009-01-04 18:14:06 Serena
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Opinione inserita da Serena    04 Gennaio, 2009

Personaggi indimenticabili!

Ho visto il film del '39 che vinse parecchi Oscar da ragazzina e dopo vari anni ho letto il libro e per me Rossella sarà sempre Vivien Leigh, cosi come Rhett sarà sempre Clark Gable. Il film è fedele al libro(nonostante inevitabili tagli).

Questo è uno dei libri che amo di più, l'ho riletto almeno 10 volte e credo di avere una cotta per Rhett Butler (il mascalzone dal cuore d'oro) e vorrei essere risoluta e coraggiosa come Rossella.

Bellissimo anche l'affresco storico realizzato dalla Mitchell, che descrive in modo magistrale la Guerra Civile Americana e la fine del Vecchio Sud.

L'unica pecca secondo me è il finale, che lascia un senso d'incompiuto, forse la Mitchell aveva in mente un seguito che poi non ha mai scritto.

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