Vita di Pi
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Figlio di diplomatici canadesi, Yann Martel è nato in Spagna nel 1963. Ha vissuto in Costa Rica, Francia, Messico, Alaska e Canada, dove si è fermato. Uscito per la prima volta nel 2001, Vita di Pi è stato uno dei più importanti e sorprendenti casi letterari mondiali degli ultimi anni. Pubblicato in oltre trenta Paesi, vincitore del prestigioso Man Booker Prize 2002, dall'Inghilterra all'India, dal Canada agli Stati Uniti, ha scalato le classifiche di vendita, conquistando milioni di lettori. Con gli anni si è affermato nel mondo come uno dei più apprezzati "classici moderni" e dal romanzo è stato tratto un film 3D, prodotto dalla 20th Century Fox e diretto dal pluripremiato regista Ang Lee.Per Piemme ha pubblicato anche Self e Beatrice e Virgiglio.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 15
Avventura nel blu
Un'avventura coinvolgente, originalissima e delicata, scritta con molta semplicità ma mai banale. Il libro si divide in tre parti, molto diverse tra loro, forse un pò disarmoniche. Ho amato molto la parte centrale: sono ancora vive nella mia mente le immagini descritte, come se avessi visto un film (il film vero e proprio ancora devo vederlo). Mi ha deluso la parte finale, che ho letto velocissimamente per non perdere le sensazioni provate nelle pagine precedenti.
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Piscine Molitor Patel
All’inizio non volevo leggere questo libro, non so bene il perché, ma non mi sentivo attirata, ma il mio sesto senso si sbagliava, infatti mi dispiace di non aver iniziato prima questa lettura.
Questo scrittore canadese mi ha letteralmente incantato dalla prima all’ultima pagina.
Lo stile è semplice e molto incalzante, il lettore rimane estasiato dalle descrizioni e dalla bellezza della storia e non può fare a meno di terminare questo fantastico libro, anche se talvolta è molto spiazzante e violento.
Il libro è diviso in tre parti e queste sono altrettanto divise in capitoli.
L’ultima parte è quella più tragica e cruda, Pi in queste ultime pagine ci farà capire che cosa realmente ha passato e cosa gli è capitato in tutti quei giorni da naufrago.
Passiamo alla trama del libro.
Piscine Molitor Patel era un ragazzino di Pondicherry, una parte dell’India francese. Per gli amici questo ragazzo si chiamava Pi, come la sedicesima lettera dell’alfabeto greco anche se in molti lo denigravano con nomignoli poco gentili.
Pi fin da piccolo aveva problemi con la religione. Lui non riusciva a credere ad una sola Fede.
Un triste giorno la sua famiglia dovette vendere il loro magnifico zoo per andare a vivere in Canada.
Un paese che Piscine ignorava completamente e quasi non riusciva ad immaginare che esistesse.
La partenza fu a bordo di una nave, ma il viaggio non andò a buon fine e Pi si ritrovò a naufragare a bordo di una scialuppa con una feroce tigre del Bengala ed altri animali.
Il lettore farà insieme al protagonista un viaggio emozionante, appassionante e straordinario.
La storia è sempre sospesa tra realtà, magia ed avventura, ma non per questo perde di valore o diventa pesante, infatti lo scrittore riuscirà a tenerci con il fiato sospeso fino alla fine quando ci condurrà ad un terribile ed inimmaginabile colpo di scena.
Un libro che mi sento di consigliare a tutti!
Buona lettura!
“Bisogna prendere la vita come viene e trarne il meglio che si può.”
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Il piccolo princepe indiano
È bello incontrare un libro così, che parla di religiosità in modo serio ma non serioso: Piscine, il ragazzo protagonista di "Vita di Pi" di Yann Martel ricorda il Piccolo Principe di Saint Exupéry nella tenerezza che riserva a tutte le forme di vita di un mondo che gli sembra espressione di un amore universale. E come il Piccolo Principe con la volpe, dovrà addomesticare un animale selvatico: ma nel suo caso si tratta di una tigre del Bengala adulta e affamata, scampata insieme a lui da un naufragio e ospite della stessa scialuppa di salvataggio, in balia dell'oceano Pacifico.
L’autore ci trasporta con le sue parole in una realtà quasi incantata, racconta in modo ben argomentato il mondo animale e i rapporti che regolano il mondo umano a quello animale.
Impareremo piccole perle e curiosità sul regno animale e non, conosceremo il nostro protagonista, meglio conosciuto come Pi, attraverso la sua voce ed i suoi pensieri.
Vita di Pi è un romanzo che mescola fantasia, assurdo, azione e riflessione ma non si può individuare un autentico sfondo filosofico all’interno di quest’opera, c’è un sincero ed appassionato studio dell’umanità, diversi spunti di riflessione d’importanza vitale ma che è difficile definire come prettamente filosofici, o prettamente teologici; è sicuramente uno di quei testi che ha la magia di scatenare dentro ogni lettore infinite domande, un libro da leggere e rileggere.
IL FINALE E' STREPITOSO:Sta al lettore percorrere il delicato cammino sul filo d’inchiostro che lo condurrà ad un doppio finale inimmaginabile nonostante le anticipazioni che lo stesso Pi dà all’inizio, un finale a scelta, o forse un finale che illude sul sottile confine fra verità e menzogna o, ancora, un finale che spiega cosa risulta più comodo conoscere per esseri umani, che sono così lontani dal vero, dal divino e dall’assoluto.
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I TRE CAPITOLI DI PI
Era da anni che questo romanzo mi faceva l'occhiolino negli angoli delle librerie, chissà poi per quale strano motivo. Forse è vero, molte volte sono i romanzi a scegliere noi. Purtroppo però ho acquistato questo libro solamente da poco, spinta (haimè devo ammetterlo) del film in uscita nei cinema.
concordo in assoluto con le opinioni lascate prima di me: il libro è un concentrato di allegorie, ma voglio aggiungere qualcosa a ciò che è già stato scritto.
Il libro io l'ho inteso diviso in 3 parti, la prima, che ci introduce al vissuto del protagonista (Pi), un ragazzo non comune, dedito già a 16 anni alla scoperta della propria religiosità. Particolarmente toccanti le analisi sulla sua embrionale religiosità ...ma non voglio svelare nulla per non togliere il gusto della lettura.
La seconda parte è anche quella più scenografica, penso anche quella che a spinto i produttori a trarne un film. Non voglio anche in questo caso anticiapre nulla, ma la capacità dello scrittore nel descrive l'interiorità di Pi durante questo naufragio è davvero sensazionale. Così come suggestivo è il modo di descrivere la natura che respira intorno a Pi durante questa avventura.
La terza parte, quella conclusiva, è composta quasi esclusivamente di dialoghi...ma è l'essenza del libro, è diciamo una sorta di finale a scelta del lettore...
Ripeto, non voglio anticiparvi nulla, stà a chi vorrà leggere questo libro tirare i fili delle tende del sipario.
A me è piaciuto tanto, la scrittura è molto semplice, affatto complessa ma ben strutturata. Lo scrittore ha introdotto argomenti anche complessi aiutandosi solamente con parole "normali". Sono stati inoltre volutamente creati degli spazi alla riflessione su argomenti nobili come appunto la religione, ma anche la spiritualità, i conflitti interiori, i legami affettivi ecc... ognuno penso possa coglierne il frutto più indicato alla propria persona.
Se siete indecisi su leggerlo o meno fatelo, non ve ne pentirete.
un saluto a tutti
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Fame di vita
Chi ha letto questo fantastico libro, ha avuto l'opportunità di vivere un'esperienza unica nel suo genere. L'intera esistenza di Pi non è altro che la dimostrazione di quanto la fede, in Dio, nelle proprie capacità, nella consapevolezza di se stessi possa aprirci la via verso l'infinito, verso quel mare di meraviglie che distrattamente scegliamo di ignorare. Il suo lento navigare, i dettagli descritti minuziosamente dall'autore ci svelano la vera essenza del viaggio, attraverso il purissimo sguardo del protagonista. Diviso in 3 parti, il romanzo si articola perfettamente anche se, secondo il mio modesto parere, il periodo dell'infanzia è il migliore. Da subito possiamo percepire che Pi non è un ragazzo comune, la fede nel Dio degli uomini, a prescindere da come sia rappresentato, va oltre ogni logica ma tutto questo sembra essere irrilevante per lui che abbraccia religioni come l'induismo, il cristianesimo e l'islamismo unendole, facendo del suo credo , verità assoluta. Dio ha vari modi di manifestarsi, quindi perchè scegliere un solo modo di vederlo? giusta osservazione. La seconda parte, quella più difficile, altro non è che la constatazione della fede. Attraverso la Iena, l'Orango, la Zebra possiamo vedere quanto sia difficile coesistere con "esemplari" diversi, in uno spazio ristretto. La piramide sociale. Il più fragile soccombe miseramente al più forte fino ad arrivare al vertice. Abituati alla lotta, sicuramente tenteremmo di sopraffare l'altro per guadagnarci il nostro posto sulla "barca", senza temere più avversari....oppure, tentare di convivere, con il nemico/amico che è da stimolo per la sopravvivenza. Richard Parker altro non è che lo stimolo di Pi per superare lo scoglio della paura, quella che ci distanzia dal supremo, ciò che non comprendiamo. Il tutto termina con una rivelazione straordinaria....un duplice finale...sta a noi se credere o no!
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Un naufragio allegorico
Ho amato questo libro, letteralmente divorato. I miei occhi non si staccavano dalle pagine e mi dispiace averlo scoperto solo grazie alla pubblicità del film (che non ho ancora visto).
Inizia già con un atmosfera sopra le righe. I nostri polmoni da lettori si riempiono di India e l'odore pungente dello zoo. Il protagonista dall'originale nome di Piscine Molitor Patel, vive la sua confusione spirituale con semplicità, dedicandosi sia all'Induismo che al Cristianesimo e persino all'Islam, diventando un credente ineccepibile e mosso da grande fede in Dio. Pi, per la sua giovane età congiunge il tutto pacificamente.
«Gli Indù nella loro capacità di amare sono in effetti cristiani calvi, proprio come i musulmani, nella loro abilità di vedere Dio in ogni cosa, possono dirsi Indù barbuti e i cristiani, per la loro devozione a Dio, musulmani senza il turbante»
Ma la vera storia comincia con il naufragio della nave che deve portare Pi e la sua famiglia con alcuni animali in Canada.
Qui inizia l'avventura di Pi, il giovane ragazzo che si ritrova con un orango, una iena, una zebra e una tigre del Bengala. Deve sopravvivere e cercare di domare Richard Parker, la letale tigre che sopravvive insieme a lui.
La storia è tutta una continua allegoria, cominciando dalla tigre e finendo con l'isola di alghe carnivore. Richard Parker è paradossalmente il motivo per cui Pi sopravvive per mesi sulla sua barca di otto metri. Combatte, pur non avendo più niente da perdere.
«Combattiamo all'infinito. Combattiamo senza curarci di quanto ci costa, delle sconfitte che incassiamo. dell'improbabilità del successo. Combattiamo fino all'ultimo respiro. Non è una questione di coraggio. L'incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse semplicemente stupida fame di vita.»
E alla fine rimarrete sconvolti. Sceglierete voi in cosa credere, proprio come ha fatto Pi.
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La paura, è lei l'unico vero avversario.
Avete presente quando si guarda il sole? Per qualche minuto, dopo, rimane una macchia nera davanti agli occhi. E’ il prezzo da pagare per aver assaporato un qualcosa di molto bello. Ne vale la pena. Le cose belle, a me, lasciano sempre quel retrogusto amaro. Sarò paranoica ma vedo sempre il rovescio della medaglia. La storia narrata in questo libro mi ha lasciato la stessa sensazione. Un qualcosa che, pur avendo la sua bella morale, lascia molte domande. Io non ho scoperto Dio con questo libro, magari fosse così semplice ma mi ha fatto riflettere su molte cose. Cose che, vivendo affannosamente (come tutti purtroppo facciamo), sono diventate una debole patina invece di essere la parte principale e materiale di noi stessi.
E’ facile perdere la spiritualità nella vita. Non dico la fede, perché quella non tutti ce l’hanno o ce la vogliono avere, intendo proprio quella scintilla che ci permette di elevarci a Essere pensante. E’ raro che ci si metta a pensare. “Bisogna produrre, ragazzi!” questo è il motto dei nostri tempi.
E sia chiaro, ben venga l’affannarsi a vivere per concludere qualcosa di concreto ma, diamine, respiriamo ogni tanto.
Il libro pullula di spunti di riflessione, leggetelo, è una bella storia. (che personalmente, non me ne voglia l’autore, poteva finire almeno una cinquantina di pagine prima, ma vabbè)
Un’unica cosa: di “soldati romani” ne troveremo tanti nella vita, che faranno vacillare le nostre certezze, ci derideranno, ci umilieranno…impariamo a ignorarli, continuiamo per la nostra strada e soprattutto facciamo in modo anche noi di non essere il “soldato romano” di qualcuno, perché non sempre ce ne rendiamo conto.
E alla fine, come nella vita, spetta a noi scegliere. Perché dobbiamo capire che si ha sempre la possibilità di scegliere. Ricordiamocelo.
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Libro IMPERDIBILE
Per i veri appassionati di romanzi scritti decisamente bene. Sono rimasta a dir poco affascinata dal modo di scrivere dell'autore. La cosa che più mi ha colpito è stato il modo in cui è stato scritto questo libro. Scritto in prima persona, riesce a "catapultarti" nella storia come se tu fossi lì con il protagonista a percorrere le strade spirituali e non che lui stesso a percorso. Molto interessante come i capitoli della storia vera e propria si alternino con le considerazioni dell'intervista che l'autore fa a "Pi". Per quanto riguarda la storia è a dir poco emozionante. Descritta nei minimi particolari, ti prende completamente e ti fa leggere tutto d'un fiato. I personaggi sono tutti ben delineati, con una loro personalità molto definita. Per di più dal finale originale.
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SPIRITUALITA' E SIMBOLISMO
Romanzo molto bello, scritto in modo fluido, interessante, non ripetitivo, non noioso, se pur da un certo punto in poi, il protagonista sia un ragazzo, ed una tigre del Bengala.
Pi è un giovane indiano,vissuto a contatto degli animali da sempre, in quanto il padre gestisce uno zoo.
Pi è un ragazzo molto particolare, profondo, con una spiritualità importante, ricca per la sua età ed una grande fede.
Pi è forte, ottimista, molto intelligente.
Pi si ritrova nel mezzo dell’oceano a bordo di una scialuppa di salvataggio, in compagnia di diversi animali selvatici, in seguito al naufragio della nave sulla quale viaggiava con la famiglia, per cominciare una nuova vita in Canada.
Mi ha conquistato la profondità di certe riflessioni dell’autore, il grande simbolismo legato al romanzo.
Una tigre, significato allegorico di forza, coraggio, incarna il concetto di giustizia, una iena, rappresentante i bassi istinti, una zebra, che rappresenta l’integrazione degli opposti all’interno di noi stessi; Pi rappresentante del genere umano, giovane, di animo nobile, intelligente con un cuore puro.
Questa storia è un inno alla forza caratteriale, alla fede, all’ingegno della nostra mente, è un inno alla natura, alla sua bellezza, quanto alla sua capacità distruttiva, è un inno al “ credo” inteso come presa di coscienza che esiste un Dio a cui l’uomo sente l’intimo bisogno di rivolgersi, nel quale trova conforto e senso.
Cito testualmente:” quando hai sofferto molto, ogni ulteriore dolore è insopportabile e allo stesso tempo irrilevante. La mia vita è come uno di quei dipinti con il memento mori: accanto a me c’è sempre un teschio sogghignante che mi ricorda la follia delle ambizioni umane.”
Romanzo molto originale, ne consiglio vivamente la lettura. Personalmente ne sono rimasta soddisfatta, penso che andrò a vedere anche la trasposizione cinematografica, attualmente nelle sale.
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Vita di Pi
Dire che è fantastico non rende giustizia. Non credo di sbagliare quando dico che è uno dei libri più belli che abbia mai letto, l’ho “divorato” in tre pomeriggi. Mi dispiace solo di esserne venuta a conoscenza grazie al film, che per fortuna vedrò dopo aver letto il romanzo.
La storia è meravigliosa, un miscuglio di etologia (comportamento animale) e teologia ben miscelato, dove l’istinto di sopravvivenza prende il sopravvento su tutto e l’immaginazione aiuta, anzi è indispensabile per superare questa prova. La linea che separa fantasia e realtà è sottilissima; si inspessisce un po’ con l’apparizione dell’isola assassina e dei suricati.
E’ impressionante come l’uomo combi la sua natura “umana” e la sua mentalità pur di mantenersi in vita. Pi ci è riuscito: un indiano vegetariano con una fede immensa verso Dio che è riuscito a navigare per 7 mesi sull’oceano Pacifico in compagnia di una tigre. La presenza di Richard Parker (la tigre) sarà proprio la salvezza di Pi. Ma chi è Richard Parker? L’ultimo capitolo del libro è stato sconvolgente e fantastico allo stesso tempo: la mente è davvero una grande arma.
Finire il libro è stato un po’ come scendere dalla scialuppa insieme a Pi e aver concluso l’avventura come lui. Le descrizioni, i pensieri sono talmente ben scritti da rendere tutto “palpabile”, se così si può esprimere. Non un attimo di noia, né nell’incipit, né durante le riflessioni teologiche (che anzi fanno riflettere davvero molto, come tutto il romanzo d’altronde!), men che meno sulla barca in mezzo all’oceano e sul finale spettacolare.
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Bello, mai noioso, avvincente.
Storia originale che ti prende sempre più ad ogni pagina. Quando ho chiuso il libro ho fatto fatica a tornare alla realtà, mi sembrava di aver viaggiato su quella barca.
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una parabola di sopravvivenza
Libro incredibile..davvero incredibile. Quando ho iniziato a leggerlo mi sembrava di aver trovato un libro degno di Robinson Crusoe...sbagliavo!!! E' anche meglio!! E' davvero un libro spettacolare, la storia è originalissima e ben raccontata, i personaggi sono ben sviluppati e il linguaggio utilizzato è scorrevole e mai noioso...Ancora adesso ripenso a Richard Parker con una punta di nostalgia..lo consiglio a tutti!!
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Un classico
La storia di Piscine Molitor Patel è una storia fantastica, all'inizio estremamente divertente riesce ad essere delicata e ironica anche nelle situazioni più drammatiche. E' la storia di un naufragio e della convivenza a bordo di una scialuppa di salvataggio di un ragazzo insieme ad una zebra ferita, ad un orango, una iena ed una tigre del bengala. Soltanto un ragazzo indiano con il nome di una piscina può trovarsi coinvolto in una situazione così surreale. Se amate genio ed ironia non perdetevelo!!
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Il manuale del giovane naufrago addestratore
Appassionante. Coinvolgente. Tenero e crudele. Vero ed impossibile. Una bellissima lettura. L'ho divorato. All'inizio è divertente, quasi comico in certe situazioni. Poi, improvvisa, la tragedia ed il giovane Piscine si ritrova su una scialuppa di salvataggio nel mezzo dell'oceano assieme ad uno stupendo esemplare di tigre del bengala.
La scialuppa è un 8 x 2. Mica uno yacht briatoriano. Già sarebbe complicato condividerlo con un bipede umano. Figuriamoci con un quadrupede di oltre 200 kg, per giunta di bocca buona e denti aguzzi. E' proprio questa l'idea strabiliante del romanzo: uno compagno di sventura assurdo ma indispensabile. Che impedisce al nostro eroe, cresciuto nello zoo del padre, di addormentare mente e spirito e morire di inedia.
E' un inno alla vita ed alla forza incredibile dell'uomo che si sprigiona nei momenti di difficoltà. Uomo che non accetta di morire senza combattere, che rimane aggrappato con i denti a questo mondo. Che ritorna animale.
Piscine è vegetariano convinto, ma inizia a mangiare tartarughe marine e suricati. Diventa un provetto pescatore. Mantiene se stesso e la tigre. Ed alla fine... Leggetelo. Non penso ve ne pentirete.
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Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 2010
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Bello
Bello, bello, bello.
Storia alluccinante, comica all'inizio e da mettere i brividi successivamente.
Ti dici: è incredibile, non è possibile qui si sta esagerando, e poi scopri che è una storia vera.
E la fine ti sconvolge ancora di più di tutto il resto del romanzo.
Da leggere.









