Zia Mame Zia Mame

Zia Mame

Letteratura straniera

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La trama e le recensioni di Zia Mame, romanzo di Patrick Dennis edito da Adelphi. Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell’America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a vostra zia – che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone di vostro padre – poco dopo effettivamente muoia, nello spogliatoio del suo golf club. Immaginate di venire spedito a New York, di suonare all’indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di vedervi aprire la porta da una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica «Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!», e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l’America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento. Per fortuna sua, e dei lettori, Patrick sceglie la seconda opzione. Di cui questo libro tuttora leggendario (e definito in molti modi, ad esempio come la risposta americana a Mary Poppins) è la lunga storia – una delle poche in cui chi l’ha letta, vedendo la protagonista partire per un nuovo viaggio, abbia la disperante sensazione di vedersi allontanare la parte più lieve, libera e felice di sé.

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Opinioni inserite: 13

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Zia Mame 2013-08-03 17:43:55 Todaoda
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Todaoda Opinione inserita da Todaoda    03 Agosto, 2013
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Evoluzione e distruzione del Grande Gatsby

E' difficile riuscire a creare un personaggio come quello di Zia Mame e renderlo simpatico, divertente e istrionicamente coinvolgente. Certo la simpatia in realtà e' più un riflesso empatico nei confronti del povero nipote ''condannato'' dal destino a sopportare sua zia che un vero e proprio sentimento positivo nei confronti della protagonista; certo, il divertimento e' più implicito che esplicito, più un sottinteso dell'assurdo mondo di zia Mame che un palese frutto di quegli episodi aneddotici che garrulamente infarciscono il libro ma che al giorno d'oggi verrebbero definiti, e forse ingiustamente condannati, come umorismo da slap stick; certo l'istrionicità del soggetto e' affettata quanto e' artificiale il soggetto stesso; eppure, malgrado tutte queste obbiezioni, il libro funziona ed il personaggio di Mame risulta talmente incredibile da diventare credibile, credibile quanto il frutto della sarcastica constatazione che al peggio forse c'è un limite ma alla pacchianeria proprio no.
Zia Mame, se un personaggio del genere esistesse veramente, sarebbe la più strabiliante figura della società moderna e la più ''terrificante'' sciagura dell’uomo normale: nella realtà è arduo ipotizzare che riuscirebbe simpatica a qualcuno, eppure nel romanzo è perfetta, nella realtá è arduo ipotizzare che riuscirebbe a sopravvivere più di qualche giorno, eppure nel libro si ricava sempre la sua opulente nicchia e se la cava egregiamente in ogni situazione, fino a divenire lei il filo conduttore di tutto lo scritto e il faro che emana una luce sfarzosa anche nei momenti più scuri, tristi e deprimenti.
Tutti i critici hanno affermato che non c'è nulla da fare "Zia Mame" o la si odia o la si ama. Sia il primo caso, sia il secondo una cosa è indiscutibile: l'autore è riuscito a creare un personaggio memorabile, la risposta femminile al Grande Gatsby, o meglio la sua evoluta disintegrazione, l'estremizzazione di quel mondo già conosciuto grazie alla penna di Fitzgerald e la sua polverizzazione, poiché se Gatsby, il personaggio, era frutto di quel mondo, Zia Mame ne è addirittura l'artefice: vi entra, o per meglio dire ci si intrufola in ogni modo, lo stravolge, lo deforma e lo reinventa a suo piacimento, in un continuo gioco di creazione e distruzione coincidente coi suoi capricci.
Per dirla in parole povere insomma Mame è Gatsby all'eccesso, e un simile eccesso per risultare credibile può solo essere ironico. Se il primo dunque è considerato un capolavoro letterario, il secondo essendone l'eccesso può essere contemplato solo come capolavoro della letteratura comica. Relegare il libro alla comicità in questo caso però non significa sminuirlo, di fatti come già ribadito è innegabile che Mame sia un personaggio, nella sua vitalità cartacea, nel suo egocentrismo ingenuo e nella sua inossidabile pacchiana eccentricità, memorabile al pari di quello creato da Fitzgerald.
Si è detto che rendere credibile un personaggio del genere e' senz'altro difficile, ma ancora più complesso deve essere stato riuscire a plasmare questo libro narrandone i fatti con uno stile pulito, divertente, irriverente e mai eccessivo. Sì, ancora più difficile, eppure anche qui l’autore non fallisce anzi riesce persino a fare del suo stile l’altro punto di riferimento del romanzo, a renderlo un adeguato contrappeso all’esuberanza della protagonista. Senza dubbio alcuno infatti, l'ironia che condisce le sue gesta sono l'altro filo conduttore di tutta la storia, ed è il loro intersecarsi che crea l'ossatura del romanzo, o per meglio dire gli antitetici opposti di un unico dipinto: Mame e' l'anormalità', l'eccesso, la variopinta sfrontata eccentricità, mentre lo stile con cui e' descritta e' quello dell'uomo comune, dunque la normalità, la misura e la decenza, il loro apparente contrasto ? ciò che regge in piedi tutta l'opera.
E anche se è solo grazie alla dinamica ironia dello scontro tra normalità ed eccesso che si tiene in piedi tutto quanto non va comunque sminuito lo sforzo di Dennis. Poichè se è difficile creare un libro impegnato e drammatico e' altrettanto difficile scrivere un libro leggero e ironico senza che sembri stupido. Patrick Dennis, o comunque si chiamasse o volesse farsi chiamare, ci e' riuscito e per questo gli va riconosciuto il merito.
Certo, non sempre e' tutto oro quel che luccica, talvolta la narrazione ha momenti di stanca, più che altro dovuti alla ripetitività di certi cliché, altre volte sembra fin troppo slegata facendo presumere, e a ragione, che il libro inizialmente fosse stato concepito come una serie di racconti separati, tuttavia anche in questi momenti, la sfarzosa esuberanza, quasi autoironica, di Mame riemerge dalle scure acque del banale e riprendendo per mano il lettore lo riporta sulla via che lo condurrà in un crescendo di divertimento al degno finale di questa strabiliante farsa.
Quando il libro venne pubblicato a metà anni cinquanta rimase in testa alle classifiche per più di due anni; ci sarà stato un motivo, mi ero detto (quando ne avevo letto la breve storia, poichè per motivi anagrafici non ho potuto essere diretto testimone del fenomeno) Quando e' stato ripubblicato un po' di anni fa e' tornato in testa alle classifiche per diversi mesi; ci sarà stato ben più di un motivo, avevo allora pensato, ma malgrado il presunto ottimismo quando mi accinsi ad acquistarlo ero convinto che il suo successo, antico e moderno, fosse, come quasi sempre, frutto di abili manovre commerciali (di cui per altro l'autore poteva dirsi maestro). Non potevo sbagliarmi di più: Zia Mame nel suo genere e' veramente un romanzo indimenticabile. E lei, Mame, la protagonista, e' altrettanto indimenticabile quanto il libro stesso, tanto che se non esistesse andrebbe inventata... ma solo sulla carta stampata, per carità!

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Zia Mame 2012-07-11 15:04:53 Debs
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Debs Opinione inserita da Debs    11 Luglio, 2012
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simpatico...ma niente di più...

Ero in libreria e non sapevo cosa acquistare...passa una collega e mi suggerisce "Zia Mame"...la trama era indecifrabile...ed è vero...è impossibile fornire una vera e propria trama al romanzo..Zia Mame è l'avvicendarsi di una serie racconti narrati attraverso la voce di Patrik, misterioso protagonista del romanzo nonchè nipote della fantomatica zia, centro induscusso di tutta la storia.
Il personaggio è comico, frizzante e del tutto fuori dal comune...talmente eclettico da risultare addirittura poco credibile...però comunque capace di estorcere al lettore un piccolo sorriso.
Il romanzo di per sè però non lascia nulla e il trasporto è scarso. Credo che presto mi dimenticherò addirittura di averlo letto!!!

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Zia Mame 2012-02-10 17:11:50 topodibiblioteca
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topodibiblioteca Opinione inserita da topodibiblioteca    10 Febbraio, 2012
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La zietta che tutti vorremmo avere ( o no? )

Zia Mame, la cara zietta che tutti quanto vorrebbero avere. Impossibile non amarla, non provare simpatia nei suoi confronti, non sorridere di fronte alla sua spontaneità incontenibile. In questa esilarante opera dello scrittore americano Patrick Dennis si narrano le vicende di Patrick. che rimasto orfano in giovane età viene affidato alle (amorevoli?) cure di sua zia.

Ben presto il ragazzo rimane, suo malgrado, travolto dall’irrequietissima e mai banale vita della cara zia. Sullo sfondo della crisi del 1929, il protagonista vive e cresce tra feste, spettacoli a teatro, serate di gala, in quanto la zia non perde mai l'occasione per mettersi in mostra nella società americana del tempo. Il giovane protagonista si trova prima catapultato in una scuola che adotta un metodo di insegnamento molto particolare, poi una volta cresciuto assistiamo alle sue fughe notturne dal college per aiutare la cara zietta perennemente nei guai.

Senza svelare troppi particolari come non ricordare l’episodio in cui la bizzarra zia Mame, comunque dotata di un gran cuore e di notevoli disponibilità economiche, decide di adottare una serie di bambini orfani che definire come discoli è un complimento: forse per l’unica volta nella vita della zia, le giovani pesti riusciranno veramente a metterla in difficoltà ed a farle perdere il suo proverbiale buonumore.

Insomma si ride, ci si diverte e si prova un po’ di invidia per un nipote così fortunato ad avere una zia così sui generis.

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Zia Mame 2011-11-07 12:36:54 C l a r a
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C l a r a Opinione inserita da C l a r a    07 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 31 Mag, 2012
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Evviva la leggerezza!

"Caro libraio,
quel cialtronello di mio nipote Patrick ha scritto un libro su di me che trovo estremamente scurrile. E soprattutto per niente veritiero. Pensa, racconta che una volta mi sarei fatta beccare nuda in un dormitorio di Princeton. Smentisco nel modo più categorico: non era Princeton, era Yale. Dunque, sappi che farò causa a Patrick. Farò causa all'editore. E, nel caso tu venda una sola copia del libro, farò causa anche a te.
Baci, baci, baci.
Mame."

Che dire? Ho letto questo libro nell'estate 2009, incuriosita dal fatto che fosse recensito positivamente da quasi tutte le riviste che mi capitavano sottomano.
All'inizio, in realtà, non capivo il perchè di tutto quest'entusiasmo nei confronti di un libro che, sì, si faceva leggere ma non era certo un capolavoro, andando avanti con la lettura però mi sono ritrovata senza neppure accorgermene completamente innamorata di questa zia folle e completamente fuori dal mondo.
"Zia Mame" ci porta nell’America degli anni 20-40, l’America dei salotti, dei telefoni bianchi, del whisky, delle sete e voile. Nel mondo affascinante e bizzarro della zia verrà coinvolto anche il giovane nipote Patrick, che, affidato alla sua tutela, trascorre le vacanze in rocambolesche e folli avventure, sviluppando stima e profondo affetto verso questa zia, che è un pò quella che tutti vorremmo. L'affetto di Patrick verso la zia è l'affetto dei lettori che leggendo di essa non possono che amarla e stimarla per il suo essere fuori dagli schemi e terribilmente moderna.
Le vicende descritte elegantemente e sobriamente, rendono quindi il romanzo piacevole e leggero, senza tormenti ed introspezioni; esso scorre in maniera fluida e piacevole sino alla fine.
Per questo motivo mi sento di consigliarlo a tutti quelli che non cercano una lettura impegnata, ma che hanno voglia di uscire per qualche ora dalla travagliata vita quotidiana e non disdegnano un sorriso, o meglio ancora una risata.

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Zia Mame 2011-05-09 11:52:05 Manem
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Manem Opinione inserita da Manem    09 Mag, 2011
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Non è il mio genere

Ho preso questo libro per leggere qualcosa di divertente e spensierato in vacanza. Mi sono ritrovato con un bel mattoncino in mano. Dopo oltre 150 pagine non sono riuscito ad andare! Sarà per un linguaggio volutamente molto costruito, ricercato, lento, sarà per la protagonista che a me non ha poi fatto così ridere, sarà per i capitoli estremamente lunghi e noiosi di oltre 30 pagine l'uno, sarà che forse è una lettura più da donne (senza voler offendere gli uomini che lo hanno letto), insomma mi è rimasto proprio indigesto o meglio non era quella lettura spensierata e scorrevole che cercavo per leggerla in vacanza!

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Zia Mame 2011-03-24 07:53:18 phoebe1976
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phoebe1976 Opinione inserita da phoebe1976    24 Marzo, 2011
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L'inestinguibile brillio di Zia Mame

Su questo libro è stato scritto tutto ed il contrario di tutto: noioso, brillante, frivolo, vuoto, divertente.
In realtà secondo la mia modesta opinione è un piccolo gioiello di gaia lievità. Chi non vorrebbe una zia come zia Mame? Una meravigliosa affabulatrice, un pifferaio magico vestito all'ultima moda? Chi non vorrebbe essere Patrick bambino immerso nel suo circo?
Il libro si lascia leggere, è innegabile. La sua forza è l'attraversare gli anni con spietata leggerezza d'intenti, come una farfalla che batte le ali.
Divertente e poliedrico.

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Zia Mame 2010-09-17 12:05:30 Frans
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Frans Opinione inserita da Frans    17 Settembre, 2010
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Anacronistica zietta

Esce negli anni '50 ma sulla storia non si notano i segni del tempo.
La comicità vive di epoche, a volte perde brillantezza con il tempo. Forse questo capita quando ricalca stereotipi e canovacci tipici del momento presente.
Ma non è questo il caso. Zia Mame brucia le tappe, è un personaggio anticonvenzionale e dissacrante anche oggi.

Senza mai sconfinare nel pacchiano o nel volgare, Patrick Dennis, uno degli pseudonimi utilizzati dallo scrittore che fu anche Virginia Rowans, racconta la storia e utilizza uno stile per cui l'impressione che si ha inizialmente è quella di trovarsi di fronte un racconto autobiografico.
Una strategia che colpisce la curiosità e aggancia il lettore.
Andando avanti la sensazione si sfibra un po’, e la storia si dimostra per quello che è: pura invenzione.

Lettura leggera, divertente, piacevole
L’ho letto da poco, non posso dunque valutare se supera la prova del tempo: la persistenza nella memoria di chi legge.

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Zia Mame 2010-08-18 05:51:31 MUSTO
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MUSTO Opinione inserita da MUSTO    18 Agosto, 2010
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divertentissimo...

Appena terminato Zia Mame. Non è un libro ma una commedia esilarante che vi terrà incollati fino all'ultima pagina tra l'incredulità e le ristate. La protagonista è un istrionico esempio di come alcune persone siano capaci di cambiare continuamente gusti ed interessi pur di riempire la propria vita e di ficcarsi nelle situazioni più assurde, facendosi paladine di ideali o tutrici di verità, che cambiamo di continuo al mutare del loro umore. E' in assoluto il libro piu' divertente che abbia letto negli ultimi anni.... correte a comprarlo.

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Zia Mame 2010-06-16 21:38:37 maria
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Opinione inserita da maria    16 Giugno, 2010

brutto libro

tanto brutto e noioso che nn sono riuscita a finirlo. Storia stiracchiata e stile narrativo stentato.

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Zia Mame 2010-02-12 08:44:29 Pulpaola
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Pulpaola Opinione inserita da Pulpaola    12 Febbraio, 2010
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Operazione editoriale

Credo sia stata solamente una operazione editoriale. Per qualche motivo che mi sfugge i critici hanno cominciato a recensirlo in maniera positiva e tutti lo abbiamo letto da brave pecore acculturate.
In pratica è l'esercizio stilistico di un autore privilegiato che racconta le inverosimili avventure di una riccona sconsiderata.
Bah.Forse gli eredi avevano finito l'argent de poche...

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Kinsella et similia
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Zia Mame 2010-02-05 19:00:33 CHIARA
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Opinione inserita da CHIARA    05 Febbraio, 2010

Spensierato

Piacevole, un testo non troppo impegnativo, scorrevole, allegro.

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Zia Mame 2009-12-23 19:13:21 gibe
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Opinione inserita da gibe    23 Dicembre, 2009

Grande Zia Mame!

Leggero, allegro, con uno stile snello e coinvolgente. Si legge tutto d'un fiato ed è un peccato finirlo.

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a chi ha letto e amato il giovane Holden
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Zia Mame 2009-10-26 00:15:56 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    26 Ottobre, 2009
Ultimo aggiornamento: 02 Novembre, 2009
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Divertente e leggero

Un bambino di 11 anni alla morte del padre viene affidato all'unica parente rimasta: una zia che lui non ha mai conosciuto e che viene preceduta dalla fama di folle eccentrica.

Effettivamente Zia Mame è parecchio anticonformista per l'America dell'epoca (il romanzo inizia nei primi anni venti del novecento), ma anche generosa, infaticabile, ottimista, insomma un autentico uragano, spesso precursore di mode e costumi...spesso un pò troppo in anticipo...

Il piccolo Patrick cresce e ci narra la propria vita e quella della sua straordinaria zia come riflessi nello stesso specchio, a volte complici, altre in aperto contrasto ma mai una crepa in un sentimento familiare tanto improbabile in teoria quanto invece solido nella pratica della vita.

Nello stesso tempo l'autore ci narra le vicende di un'America in fermento ed in crescita sia politica che sociale che culturale, temi anche spigolosi come la guerra ed il razzismo vengono affrontati con la sottile e disincantata ironia dei protagonisti.

Alcune parti del libro sono assolutamente esilaranti , altre , soprattutto verso la fine, mostrano un pò la corda. Nel complesso si tratta di una lettura magari "leggera" ma decisamente piacevole.

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