- E che si scomodino i poeti maledetti, Rimbaud in testa o Pasolini, cos’è tanto per non aver altro da dire?
Cos’è se non ciò che non abbiamo mai incontrato?
Ovvero ciò che non abbiamo avuto la fortuna d’incontrare.
Quale forza che ha velocità d’un fulmine in una frase che in due, tre o anche quattro righe ci narra un dramma che richiede poi qualche decina di pagine di spiegazione?
Qualcosa mi ricorda Beatrice Niccolai, qualcosa ch’è facile controllare: frasi brevi e all’apparenza monche di una Anna Maria Ortese in alcune lettere a me o a Dario Bellezza nel descrivere la propria solitudine, ma anche il disincanto o la spesa per i farmaci.-
Beppe Costa dalla Prefazione di “Gramigna”
Gramigna
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Letteratura italiana
| Autore | Beatrice Niccolai |
Editore
| Casa editrice | Ennepilibri |
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