Immaginate la ragazza Immaginate la ragazza

Immaginate la ragazza

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Immaginate la ragazza, poesie di Giovanni Catalano edite da Lampi di Stampa. Immaginate la ragazza, certo, ma non solo. Perché qui si tratta di un piccolo calibrato canzoniere, fitto di amori e di visioni ottenute attraverso lenti deformanti - o formanti, a seconda dei punti di vista. Scene, luoghi e personaggi dall’oggi che si ripresentano in una sorta di eterno ritorno ma anche improvvise sortite nell’infanzia e nell’adolescenza, o anticipazioni di un futuro ancora lontanissimo eppure già profetizzabile. Prefazione di Gianluca Chierici e postfazione di Domenico Cipriano.

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Immaginate la ragazza 2009-07-13 10:39:58 Giovanni Catalano
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Opinione inserita da Giovanni Catalano    13 Luglio, 2009

Recensione di Antonio Spagnuolo

Giovanni Catalano : “Immaginate la ragazza” – Ed. Lampi di stampa – 2009 – pagg. 80 - € 10,00 –



Il gioco del falsetto, in un rincorrersi di immagini colorate e di improvvise apparizioni, si offre con garbo per una sorta di gioioso sussurro.

“Davi ordine al mondo/ di chiudere gli occhi/ e in un unico gesto/ sfilavi la blusa./ Allora pensavo:/ devo far presto/ a baciarti sul collo/ prima che un bacio/ significhi altro./ Ma il tuo collo/ è così lungo/ che non smetterei mai/ di baciarlo./ E devo far presto/ prima che cominci/ la spalla o l’orecchio,” (Modigliani – pag. 11).

Non è soltanto lo scherzo che imprigiona parole e significati, ma la metafora che si impone con la sua severa valutazione per quella ricerca che fa della poesia una vera e propria rielaborazione della realtà quotidiana. Qui le “occasioni”, presentate in uno stile molto compatto ed asciutto, in una scrittura del tutto personale ed attenta, sono luminosamente proposte, tra le sensazioni che arricchiscono la vita e colmano il verso di preziosismi gentili e giovanilmente aciduli.

“…Quando hai bevuto/ è nei riflessi dei bicchieri/ vuoti o giunge a tratti,/ se per caso batti gli occhi/ o è in un discorso lontano,/ iniziato e mai concluso,/ in un discorso origliato/ ad un tavolo accanto./ Perché è rimasto quasi tutto/ sul tuo volto/ come se da quella sera/ non avesse più piovuto.” (Saranno passati gli anni, mi dicono – pag. 59)-

Poesia di esordio del ventisettenne ingegnere elettronico che ben conosce già da questa sua prima prova, quasi un canzoniere che si dilata fra l’amore di una prima gioventù e le promesse di un futuro dall’equilibrio instabile, i segreti di una scrittura tutta tesa al “fieri”, fortunatamente senza cadute e senza ripensamenti.



Antonio Spagnuolo



http://poetrydream.splinder.com/

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