E-mail

Un Gioco d'Azzardo

Un Gioco d'Azzardo

Letteratura italiana

Autore Corrado Guzzon

Editore

Casa editrice Il Foglio Letterario


La presentazione e le recensioni di Un Gioco d'Azzardo, poesie di Corrado Guzzon edite da Il Foglio Letterario. Prefazione di Renzo Montagnoli. Anziché le classiche dediche all’inizio della silloge sono riportate tre riflessioni, o meglio tre aforismi. Uno è del poeta che sull’autore ha esercitato il maggiore influsso, cioè Charles Bukowski, un altro è di Andrea G. Pinketts, mentre il terzo è di Guzzon stesso, tratto dalla sua silloge Un Deca sul Bancone. Quest’ultimo è il più interessante per definire la filosofia del poeta e testualmente recita “Gli anni se ne vanno prendendoti in giro”. Un’amara presa di coscienza sugli sforzi dell’uomo per dominare il trascorrere del tempo: gli anni volano, quasi sbeffeggiandolo, e allora l’importante è non prendere mai troppo sul serio le cose e, soprattutto, se stessi. (Dalla prefazione di Renzo Montagnoli). Il mio azzardo va letto come una sfida, una prova che è giusto tentare. Parlo del gioco in sé, dell’amore - un lancio di dadi in attesa del numero vincente -, di scelte esistenziali che occorre rischiare, per dare luce ai propri giorni e superare per sempre certe monotonie. (L’autore)

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 4

Voto medio: 
 
5.0
Stile :
 
5.0   (4)
Contenuto :
 
5.0   (4)
Piacevolezza:
 
5.0   (4)
 
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile *
 
Contenuto *
 
Piacevolezza*
 
Indicazioni utili
 sì
 no
Commenti*
 

magari la poesia fosse tutta così!!!

Voto medio: 
 
5.0
Stile :
 
5.0
Contenuto :
 
5.0
Piacevolezza:
 
5.0
Trovi utile questa opinione?
Si No
Opinione inserita da Blueann
07 Agosto, 2009
Commenti (0)
Segnala questa recensione ad un moderatore
 
0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Non posso differenziare il voto tra stile, contenuto e piacevolezza. E' 5 per tutti e tre. Finalmente mi lascio portare da poesie vere, da versi che hanno stile, appunto, e che ti conducono per mano nelle riflessioni, nelle storie, nei sorrisi e nell'ironia di questo nuovo ma - per me - grande autore/poeta. E' come se non ti accorgessi che stai girando le pagine continuamente, vai avanti a leggere con un trasporto piacevolissimo, rapito dai versi e dalle parole di questo gioco d'azzardo. Ho scoperto un poeta che mi piace. Mi fa sorridere e pensare. Mi fa osservare il mondo fuori e dentro di me con nuovi occhi. Cercherò subito gli altri suoi libri. Ve lo consiglio vivamente!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
 

Corrado Guzzon: uno sguardo poetico sulla realtà

Voto medio: 
 
5.0
Stile :
 
5.0
Contenuto :
 
5.0
Piacevolezza:
 
5.0
Trovi utile questa opinione?
Si No
0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Ho finito di leggere “Un gioco d’azzardo”, anche se non si può mai finire di leggere un libro di poesie: ogni poesia si legge e rilegge in continuazione ed ogni volta ci stupisce e ci appare in modo diverso come le mille sfaccettature del diamante.

Mi piace moltissimo la musicalità dei versi, lo sguardo poetico sulla quotidianità, sugli oggetti, le persone, i gesti, il cielo.

Tra tutte le liriche una menzione speciale a “Un mosaico a pezzi” con il suo Capitano, stanco, davanti al mare, segnato dal vento, dalle donne, dalle poesie, ladro di sogni altrui...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
 

Ottima prova

Voto medio: 
 
5.0
Stile :
 
5.0
Contenuto :
 
5.0
Piacevolezza:
 
5.0
Trovi utile questa opinione?
Si No
Opinione inserita da Barbara Ferraresi
08 Febbraio, 2009
Commenti (0)
Segnala questa recensione ad un moderatore
 
0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Aspettatevi un inconsueto piacere di lettura, per qualità di stile e di merito.

Le poesie sono una raccolta di momenti di brillante, distillata quotidianità, raccontati con una leggiadra apparente semplicità.

Si è presi dallo scorrere dei versi, scritti con ritmo dosato, sino all’affondo finale, dove la chiusa sempre riassume o congela il significato.

Una raccolta di poesie come un quadro, composto di tante pennellate ed il cui titolo è la tesi: ritengo che “Ancora una volta” la possa riassumere:



Proverei l’azzardo

ancora una volta

e non m’importa

sapere adesso

dove la sfera

andrà

a cadere



i numeri, come i giorni,

sono brillanti

impolverati:



occorre una mano

che li afferri

e poi li sfiori,



e li incastoni

nel gioco della vita

come versi nuovi

in

una

poesia.









Perfetta.

Barbara Ferraresi.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
 

Gli anni se ne vanno prendendoti in giro

Voto medio: 
 
5.0
Stile :
 
5.0
Contenuto :
 
5.0
Piacevolezza:
 
5.0
Trovi utile questa opinione?
Si No
0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Anziché le classiche dediche all’inizio della silloge sono riportate tre riflessioni, o meglio tre aforismi.

Uno è del poeta che sull’autore ha esercitato il maggiore influsso, cioè Charles Bukowski, un altro è di Andrea Pinketts, mentre il terzo è di Guzzon stesso, tratto dalla sua silloge Un Deca sul Bancone.

Quest’ultimo è il più interessante per definire la filosofia del poeta e testualmente recita “Gli anni se ne vanno prendendoti in giro”. La frase sembra un po’ criptica, ma, se si esamina la produzione di Guzzon e in particolare quella della presente silloge, appare assai chiara, perché è il frutto di un’amara presa di coscienza sugli sforzi dell’uomo per dominare il trascorrere del tempo: gli anni volano, quasi sbeffeggiandolo, e allora l’importante è non prendere mai troppo sul serio le cose e, soprattutto, se stessi.

Così, verso dopo verso, troviamo a volte il percorso della memoria che riporta all’epoca spensierata della fanciullezza, quando c’era il sottile incosciente piacere di rubare l’uva, per mangiarla poi in riva al fiume in attesa del tramonto e far corte alle ragazze, per ottenere un difficile bacio (Un'altra scuola).

Ma c’è anche l’età della ragione, in cui i sogni sembrano svanire, salvo che un gesto del tutto inatteso risvegli Il fanciullino per farlo nuovamente volare (Con un salto). Questa riscoperta della parte più genuina e naturale che è in noi, spesso occultata, soffocata dalla quotidianità, se pur appena accennata, rientra in effetti nel mito platonico del Pascoli, quasi un’antitesi alla rassegnata consapevolezza che la vita è fatta solo di gesti ripetuti e meccanici che finiscono con l’isolare l’individuo in quella moltitudine di cui al tempo stesso desidera e teme di far parte.

Il riaffiorare di ciò che ancora è incondizionato lo ritroviamo anche in Un minuto è già un romanzo, con il rinnovarsi dello stupore per le stelle cadenti.

Tuttavia resta l’eterno contrasto fra la nostra spinta intima a volare e la realtà degradante, asfissiante, che tende progressivamente a inaridire, splendidamente espressa in Autunni diversi.

Che il tempo e il destino si prendano gioco di noi, in pratica pedine di una commedia di cui non conosciamo il testo, è inevitabile anche nell’amore, dove tutto sembra o è frutto del caso, come nel gioco d’azzardo e Gioco d’azzardo è una poesia che dà il titolo all’intera silloge.

E all’amore sono dedicati molti versi, riproponendolo in occasioni diverse della giornata, sempre venato da una malinconica visione di un rapporto che sembra seguire il suo corso indipendentemente dalla volontà dei soggetti, semplici marionette che un burattinaio invisibile muove secondo un copione solo a lui noto.

In questa raccolta è marcata una visione disincantata della vita, da non prendere mai sul serio; infatti è indispensabile ironizzare su noi stessi, unica possibilità perché il tempo passi senza che il nostro coinvolgimento sia di attivi partecipi a un progetto a cui non crediamo, e in questo senso la raccolta comprende una poesia il cui ultimo verso è costituito solo da un nome e cognome: Charles Bukowski.

E’ certamente un omaggio al maestro e finisce con il ribadire che, per quanto nulla sia da prendere sul serio, in noi resta sempre la traccia di quel Fanciullino che ci porta anche ad entusiasmarci, magari solo per i versi di un altro autore che più di noi ha saputo ascoltarlo e dargli voce.

E non è un caso se la copertina è del tutto particolare. Dovete sapere che Guzzon, che fin da giovane ha collezionato tutte le edizioni di volumi di Bukowski, anche quelle americane, di cui alcune numerate e firmate dall’autore, riuscì a ottenere, grazie a Fernanda Pivano, l’indirizzo di casa del poeta, a cui scrisse una lettera includendo una delle sue cartoline che lo ritraevano alla macchina da scrivere, con la preghiera di ritornargliela autografata, il che avvenne. Questo accadeva nel gennaio del 1994, due mesi prima (9 marzo) che Bukowski morisse. Dopo quasi quindici anni il retro è la base della copertina di questa bella silloge di cui consiglio vivamente la lettura.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
 
 
 

Login QLibri

Principali novità editoriali

Ultime recensioni inserite

La principessa di ghiaccio
Valutazione Utenti
 
4.0
Opinione inserita da gracy
"Bell'esordio, un giallo convincente, ma per favore basta paragonare tutti gli scrittori del gener..."
Shining
Valutazione Utenti
 
5.0
Opinione inserita da matta
"Bellissimo!!!!!! Devo ammettere di aver visto prima il film, ma proprio per questa ragione mi son..."
La lettrice bugiarda
Valutazione Utenti
 
4.5
Opinione inserita da matta
"Molte persone l'hanno descritto pesante e confusionario. A me è piaciuto tantissimo!!!! La fine è..."
Un'inquietante simmetria
Valutazione Utenti
 
2.5
Opinione inserita da muffina
"chiunque sano di mente abbia letto il primo libro di questa autrice non puo trovarlo degno di ess..."
Le figlie del libro perduto
Valutazione Utenti
 
4.0
Opinione inserita da sabrinat2601
"Buonissimo romanzo, ben descritto l'aspetto storico, diverse epoche che si intrecciano rivelando ..."