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Antologia di Spoon River Antologia di Spoon River

Antologia di Spoon River

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Da quando Cesare Pavese la presentò nel 1941 nella bella traduzione di Fernanda Pivano, Spoon River Anthology non ha conosciuto soste nella fortuna presso il pubblico dei lettori italiani. E il segreto sta probabilmente nella poetica, universale verità dei personaggi di quella che è stata definita la commedia umana degli Stati Uniti. Spoon River è qualcosa infatti tra la lirica e la narrativa. La storia di una piccola città americana con le sue mille vite, ognuna chiusa nel suo dramma e raccontata attraverso le lapidi del suo cimitero.

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Antologia di Spoon River 2017-09-11 13:06:03 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    11 Settembre, 2017
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All’ombra de’ cipressi

Sono tante le storie racchiuse tra le pagine di questa celeberrima antologia. Storie di rimpianti, disillusioni, recriminazioni; alcune sono come pugni nello stomaco, altre malinconiche carezze di poesia.
Opera decisamente originale, questa di E.L. Masters, nella quale si dà voce a coloro che voce più non hanno, e che forse, a seconda dei casi, non l’ebbero mai. Davanti agli occhi del lettore sfila una umanità variegata, al di là di ogni tempo e luogo, poco importa che lo sfondo sia quello dell’America puritana tra Otto e Novecento: timorati di Dio e ministri del culto dediti all’alcool, idealisti e avidi di denaro, soldati caduti pro patria che avrebbero preferito finire i loro giorni lontano dal fronte, poeti e scrittori o aspiranti tali, vittime e carnefici, calpestati senza alcuna speranza di riscatto e derisi a cui arride la rivincita, chi non ha compreso niente della vita e chi, infine, tutto… come la buonanima che così sentenzia:

“Da giovane le mie ali erano forti e instancabili
ma non conoscevo le montagne.
Da vecchio conoscevo le montagne,
ma le mie ali stanche non potevano seguire la visione –
Il genio è saggezza e gioventù.”

E intanto “Tutti, tutti, dormono sulla collina”, mentre l’inarrestabile scorrere del fiume Spoon lungo il suo corso, superba metafora dell’esistenza, si porta via tutte quelle piccole storie di ordinario vivere (e morire) per consegnarle all’eternità.

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Antologia di Spoon River 2015-07-30 07:32:25 Kanthel
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Kanthel Opinione inserita da Kanthel    30 Luglio, 2015
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Spoon River, commedia umana del '900

Opera multiforme e polifonica, l'Antologia di Spoon River di Lee Masters è a tutti gli effetti la commedia umana del novecento e proprio perché si pone come commedia umana bisogna non tralasciare i modelli e le fonti dell'autore che non devono essere limitati a quelli della poesia sepolcrale preromantica per la tematica della memoria e dell'effimero e all'Antologia Palatina per la struttura degli epitaffi. Ogni defunto di questo capolavoro si presenta al lettore con un eco dantesca, e certamente Masters guardava alla Commedia come modello principale per i personaggi: i defunti di Spoon River si presentano, dicono sempre la verità (ormai nella morte non hanno più nulla da nascondere), esprimono rimpianti o si lamentano della loro condizione di quando furono in vita, raccontano in breve la loro parabola terrena o un solo episodio che per loro risulta particolarmente importante; lo stesso attaccamento alla terra denunciavano i dannati e i purganti di Dante.
L'Antologia ha una struttura aperta. Possiamo entrare nell'universo di Spoon River da qualunque parte, aprendo una pagina a caso del nostro volume: non è richiesta infatti una lettura lineare e diacronica, in quanto i testi della raccolta, salvo l'introduzione che fa da cornice (The Hill), si presentano tutti in maniera sincronica, apparentemente senza un ordine preciso (l'unico ordine ravvisabile è quello per filoni tematici: verità, memoria, unioni e disunioni, essere e apparire, l'amore, il fallimento, le convenzioni sociali, il vizio e il peccato, la libertà e la felicità, il titanismo, l'effimero, etc...): il viaggio di conoscenza che era necessario in Dante, al lettore moderno (e a Masters) non è più sufficiente per raggiungere la verità, perché una verità non c'è più, e qui è rimarcata la natura novecentesca dell'antologia che esprime una moltitudine di voci ognuna delle quali sembra affermare una verità e una visione del mondo tutta sua. Il lettore non può che ricavarne un'immagine relativistica e straniante. E ancora Boccaccio e Balzac sono da comprendere fra i modelli dell'opera, che ritrae la vita di gente di tutti i ceti sociali, con un'occhiata più marcata verso il borghese medio; è quindi un afresco della società americana dei primi decenni del secolo, ne riporta la visione della realtà, l'ideologia, i problemi (anche ontologici), le insicurezze, dietro cui si cela il pessimismo e la critica sociale dell'autore. Una serie di destini che formano assieme un unico grande destino, quello non solo di una società in crisi, ma di una crisi che è propria dell'uomo del novecento, se non dell'uomo in quanto uomo. Capolavoro indiscusso, spesso sottovalutato.

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La Poesia Americana, Whitman, Dickinson, Dante, Boccaccio, Balzac, T. S. Eliot.
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Antologia di Spoon River 2012-09-18 14:40:15 Claudio
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Opinione inserita da Claudio    18 Settembre, 2012

Emblematico

Come sono differenti le persone nella loro vera essenza e nel loro intimo rispetto a quello che appaiono! In questo caleidoscopio di personaggi ognuno può ritrovare una parte di sé stesso e delle persone che gli stanno intorno. Quante falsità, compromessi,raggiri economici,ingiustizie ci sfilano davanti agli occhi e sembrano far riferimento a persone ed avvenimenti dei nostri giorni e non di un secolo fa. Senz'altro molto più godibili, per me, i primi due terzi del libro in quanto l'ultima parte diviene nettamente più metafisica e spirituale, più poetica forse, ma con riferimenti e descrizioni che almeno io non sempre sono riuscito a capire ed apprezzare. Dopo aver letto il libro ascoltate o riascoltatene l'interpretazione di De André nell'album "Non al denaro, non all'amore né al cielo".

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Antologia di Spoon River 2012-05-13 10:48:47 LittleDorrit
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LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    13 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2013
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Oltre la morte

Spoon river é un villaggio divenuto piccola opera d'arte visiva. Uomini e donne che furono, raccontano le lore vite, i loro sogni, le loro peregrinazioni, i loro istinti piú reconditi e i loro rimpianti e sconfitte attraverso epitaffi su fredde lapidi.
Master rispolvera un genere già noto ( il romanticismo é pieno di riferimenti sepolcrali e lugubri) rinnovandolo nello stile e rendendolo accessibile anche ai non amanti della poesia. Ogni composizione non resta uno sterile susseguirsi di versi; ogni protagonista riesce a mettere in atto un dialogo interiore con il lettore ; attraverso le esperienze del trapassato ci si riscopre e si tenta di non commettere gli stessi errori o di non avere gli stessi rimpianti o addirittura di sentirsi felici per non essere i protagonisti di una fine violenta. Una sola lettura non basta....questa antologia deve essere letta e riletta per trovare sempre nuovi significati. Il racconto per eccellenza? A mio parere é quello di Ollie McGee che cito : " avete visto aggirarsi per il villaggio un uomo con gli occhi bassi e il viso scarno? É mio marito che, per una segreta crudeltà inconfessabile, mi tolse giovinezza e bellezza; talché alla fine, rugosa e coi denti ingialliti, senza piú orgoglio, in umiltà vergognosa, sprofondai nella tomba. Ma sapete cos'é che rode il cuore a mio marito? L'aspetto di ció che ero, l'aspetto di ció che mi ha reso! Ció lo sta trascinando al luogo dove io giaccio. Nella morte, perció, son vendicata."
Una donna dalla vita solitaria ed incompresa che gode del rimorso del marito scellerato e un uomo che paga a caro prezzo i propri torti....in un cosí breve componimento si poteva rendere meglio due vite con altrettanti stati d'animo? Ai posteri l'ardua sentenza.

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Antologia di Spoon River 2012-05-04 04:50:35 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    04 Mag, 2012
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Attraverso i defunti la comprensione della vita.

«Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso nella miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morí in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina».


Masters, di professione avvocato, nel tempo libero era assillato dal desiderio di scrivere qualche cosa del suo villaggio, una storia che racchiudesse in sé personaggi che riflettessero le principali caratteristiche umane, vale a dire i (molti) difetti e i (pochi) pregi.
A seguito anche della lettura di Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray nacque così l’idea di una raccolta poetica alquanto originale essendo costituita da epitaffi, come se fossero stati presi pari pari dalle lapidi di un camposanto di un immaginario piccolo paese della provincia americana.
Furono pubblicati uno ad uno sulle pagine del Mirror di St. Louis, incontrando subito uno straordinario successo, perché in queste 244 epigrafi, nel riportare le vicende del piccolo microcosmo di Spoon River, in una serie di quadri di grande effetto, Masters descrive in pratica la vita dell’uomo, con un’abilità, unita a un’ironia sottile e mai impertinente, che avvince il lettore, sorpreso da certi possibili raffronti con personaggi anche attuali.
Ma è anche un libro che parla con passione e senza enfasi di pace, che segue altresì un percorso da un’agnostica pace a un convinto antimilitarismo, da un’idea di socialità a una razionale convinzione che il capitalismo è una stortura; il tutto è espresso in modo garbato, piacevole e soprattutto chiaro.
Se ancor oggi, a quasi un secolo dalla pubblicazione, l’Antologia di Spoon River continua a riscuotere consensi è proprio per la sua attualità: l’uomo non è sostanzialmente cambiato e la storia lo dimostra.
Su quelle lapidi mai sarebbero apparsi gli epitaffi di Masters, perché è solo passeggiando per i viali di un cimitero che viene spontaneo chiedersi, leggendo le tante epigrafi che parlano di marito esemplare, di uomo pio e onesto, di persona amata da tutti, come mai l’umanità buona sia propria solo dei defunti.
E il grande merito di quest’opera è che attraverso la morte ci insegna la vita.
Se ora ci è possibile leggerla dobbiamo essere riconoscenti alla prima traduttrice della versione in italiano, Fernanda Pivano, capace di plasmare le parole senza nulla togliere allo spirito e alla bellezza dell’originale.
Questa raccolta, che fra l’altro ispirò anche Fabrizio De André, è di fatto ormai un grande classico, meritevole, quindi, di essere letto.

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Antologia di Spoon River 2011-12-27 15:11:58 floria di tosca
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floria di tosca Opinione inserita da floria di tosca    27 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 2011
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Ovvero, della libertà della mente

Edgar Lee Masters è uno dei poeti del secolo scorso che meglio di altri ha saputo incarnare le contraddizioni americane ( e non solo). E l’imaginaria Spoon River ne è la testimonianza.
Nel suo cimitero si celebrano vanti, peccati, desideri e rimpianti di chi non c’è più.
Anche se a lungo censurata in Italia, questa antologia racchiude in sé, in ogni verso e in ogni personaggio, una domanda pesante e mastodontica, di fatto costantemente glissata, almeno da me.
Ma io, sono davvero quello che faccio? Ovvero, cosa si dirà di me quando morirò?
Mi sono recentemente accostata alla lettura de “Il libro Rosso” di Jung, nel quale ho trovato ben più di una risposta a questo atavico interrogativo.
Anche questa antologia, nella sua semplicità, per certi versi mi aiuta a trovare il senso della risposta che giace nel fondo oscuro del mio lato d’ombra e che fatica ad emergere per ignavia.
Ecco: senza analisi freudiane, senza lunghe sedute di psicoterapia questa antologia apre un varco in chi ha voglia di guardarsi dentro.
Sempre che non ci si fermi ad una sbirciatina.
Chiaro, no?

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Antologia di Spoon River 2011-07-17 10:33:46 R๏гy.o°
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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
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Antologia della Vita e della Morte

Spoon River: un villaggio, un sobborgo, una città.
Una sintesi di anime così diverse tra di loro, ma così somiglianti al tempo stesso. Una raccolta di canti, di ultime preghiere, di ricordi, di elogi, di soliloqui, di imprecazioni, di un paese intero; in cui si intrecciano passato e presente attraverso le voci di padri, figli, mogli, insegnanti, armaioli, contadini, giudici, casalinghe, nonni, avvocati, nipoti, e così via. Forse c’è più vita in queste pagine, che ridanno voce per l’ultima volta ai morti, che in altre opere.
Io sono rimasta sconvolta dall'intensità e dalla bellezza sublime di questa antologia, il cui punto di forza è la semplicità con cui vengono esposte preziose perle di saggezza sulla vita e sulla morte.

Forse questa è la più bella, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta:
“Quando vi sarete arricchiti l'anima
il più possibile,
con i libri, la riflessione, il dolore, la conoscenza degli uomini,
la capacità d'interpretare sguardi, silenzi,
le pause nei grandi mutamenti,
il genio della divinazione e della profezia;
sicché vi parrà a volte di tenere il mondo
nel cavo della mano;
allora, se per l'affollarsi di tanti poteri
entro il cerchio della vostra anima,
l'anima prende fuoco,
e nell'incendio dell'anima
il male del mondo è illuminato e reso intelligibile -
siate grati se in quell'ora di visione suprema
la vita non v'inganna”.
(Jonathan Swift Somers)

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Antologia di Spoon River 2011-04-25 00:16:36 Kyriacos Ray
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Kyriacos Ray Opinione inserita da Kyriacos Ray    25 Aprile, 2011
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Grande

Queste sono le prime poesie di cui mi sono innamorato per davvero!
Nessuna poesia mi ha mai colpito così tanto, prima di leggere quelle contenute in questo libro. Nelle parole scritte vedo i luoghi, le vicende, le persone, le emozioni. Vedo la vita. Poesie piene di vita che nel raccontare la vita da quando non se ne ha più, fa nascere in noi un sentimento di ravvicinamento a quel valore che è l' amore condiviso, il lavoro rispettato e quella vita sociale piena di rapporti veri con persone vere fatti di vere emozioni.
Una grande bella scoperta. Un gran bell' autore.

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Antologia di Spoon River 2009-01-28 11:42:42 FrancoCentola
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FrancoCentola Opinione inserita da FrancoCentola    28 Gennaio, 2009
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Antologia di Spoon River

Bisogna leggere questo libro per accostarsi alla poesia. Come narrazione, come ritmo, come racconto della vita stessa. Spoon River è un luogo che racconta se stesso e lo fa attraverso i propri morti, i propri epitaffi. Coloro che erano vita si trasformano in parole di ricordo, parole a volte spietate, a volte amare, a volte rinunciatarie. Ma sempre poetiche.

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