Bianca come il latte, rossa come il sangue Bianca come il latte, rossa come il sangue

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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    23 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 23 Mag, 2012
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L'invito a colorare il bianco

Insomma, mai avrei pensato di ritrovarmi qui a scrivere la recensione di un libro da cui avevo preso le distanze, forse a torto, ma il destino ha rimediato; certo, non sono stato folgorato, ma neanche deluso, anzi.
Apparentemente, il libro può sembrare la descrizione della storia d’amore tra ragazzi, un testo che cerca di capire e di analizzare il mondo giovanile. Tuttavia, appena dietro la scorza di storia romantica, si nascondono tematiche completamente differenti. Il libro è un inno, non solo a cogliere ogni attimo della nostra vita, ma anche a seguire i propri sogni. È grazie ad essi che si nutrono le speranze, le aspirazioni le fondamenta su cui si sviluppa la nostra vita. I sogni non sono pensieri eterei e trascendenti, ma sono (e devono essere) compagni da seguire e raggiungere. Il testo è evidentemente rivolto ai giovani: i capitoli brevi, il lessico colloquiale e a tratti volgare, la sintassi semplice ed estremamente comprensibile riflettono non solo la psicologia dei personaggi descritti nel testo, ma esprimono anche il desiderio dell’autore di fornire ai giovani un romanzo di facile comprensione e riflessione. Ciò è lampante, qualora si considera la semplicità, spesso eccessiva, con cui vengono presentati i ragionamenti del Sognatore e di Leo stesso. Appare dunque, almeno in parte, un buildingsroman destinato a ragazzi digiuni da letture impegnative (ma neanche gli adulti lo disprezzaranno). Ciò non toglie che il romanzo sia abbastanza valido, con contenuti che, se posti in relazione con il panorama sociale attuale, offrono sicuramente spunti di riflessione. Infatti, mentre la grave crisi non solo economica ( ma anche, e soprattutto, ideologica e morale) pone in discussione le certezze, è quanto mai necessario tornare a sperare e confidare nel futuro, senza però trascurare il presente. Il libro, dunque, racchiude un messaggio d’amore e di fede in qualcosa di più grande. Leo è il simbolo di molti ragazzi che presi da musica, sport e chiacchiere non riflettono sul futuro, anzi lo temono. Il messaggio che traspare dal libro è senz’altro condivisibile, anche se la storia creata per sostenere tali tematiche rappresenta un’estremizzazione mendace del mondo giovanile. L’autore, infatti, recupera molti luoghi comuni, spesso non veritieri e li porta al limite. D’altronde resta pur sempre un romanzo ISPIRATO (e non copiato) dalla realtà. Al di là della trama è interessante notare un passo del libro "L'amore non esiste per renderci felici, ma per dimostrare quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore”, frase pronunciata dal Sognatore quasi parallela a quella poco più avanti: “Regalare il proprio dolore agli altri è il più bell'atto di fiducia che si possa fare”. Bene, è questo ciò che differenzia il romanzo da una storia d’amore: una riflessione, tutt’altro che banale, sul dolore e sull’amore, frasi che ci permettono di pensare in un'altra ottica, di aprirci la mente. Tuttavia, probabilmente, “il sugo di tutta la storia” è una frase pronunciata, o meglio, pensata, da Leo: “I sogni guariscono qualsiasi male, qualsiasi dolore. I sogni colorano qualsiasi bianco”. Bianca come il latte rossa come il sangue è l’invocazione a colorare la nostra vita, a sperare e confidare in qualcosa di più grande, accentando il proprio destino, ma trascorrendo quanto più intensamente possibile ogni attimo della propria esistenza. Il romanzo è una chiave di lettura per vedere con altri occhi la paura perché “è normale avere paura. Come è normale piangere. Non vuol dire essere vigliacchi. Essere vigliacchi è fare finta di nulla, voltarsi dall'altra parte. Fregarsene.”
L’autore ci propone dunque, un libro a sfondo quasi filosofico, nel quale l’amore non è che un espediente per poter raccontare: le vere forze in gioco sono i sentimenti, gli stati d’animo e la maturazione; elementi, questi, che seppur espressi diversamente da personaggio a personaggio, anelano alla vita. Alla luce di ciò, mi sento di affermare che non tutti i casi editoriali sono pessimi, alcuni nascondono sorprese inaspettate (e pensare che il bianco è il mio "non"colore preferito). (Scusate la lunghezza)

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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    20 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 20 Mag, 2012
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TUMORE BIANCO

C’e’ il bianco. E poi c’e’ il rosso. C’e’ l’amore e c’e’ il dolore.
C’e’ che magari si e’ solo ragazzi, poi si cresce, seppur continuando ad avere sedici anni.
Leo e Beatrice .
Scritto con una penna fortemente adolescenziale, che devo ammettere non e’ quella che prediligo - per questo il voto medio allo stile - talvolta un po’ prolisso, sono certa che la prosa di D’Avenia possa essere molto piu’ matura all’occorrenza.
Ma la scelta dell’autore in questo suo primo romanzo altro non fa che rendere ancora piu’ coerente e realistico il contenuto. In fondo l’io narrante e’ un sedicenne, che dei suoi pensieri, lunghi tanto quanto un intero anno scolastico, ne fa un libro.
E allora perche’ criticarne lo stile , mi son detta ?
Qui i protagonisti sono sedicenni, lasciamoli esprimere a modo loro.
Ma a voi nella vita’ e’ mica capitato di avere sedici anni per caso ?! A me sì. E qui li ho rivissuti.
Con tutta la debolezza, la rabbia, le incomprensioni, l’immane divario col mondo degli adulti, le scemenze, i motorini, l’ingenuita’, la lealta' e l’incoscienza, la cattiveria, gli sbalzi ormonali, la scuola, le interrogazioni, i mostri o le fate nascoste nell’asettico e misterioso involucro corporeo di un professore.
Essere rabbiosi di un nero che piu’ nero non si puo’, odiare tutto e tutti e poi in un attimo, col volto scavato dalle lacrime camminare per strada cantando a squarciagola perche’ la vita e’ una ed e’ splendida. E spalancando la porta di casa, mamma e papa’ ti osservano rassegnati.
Leo che ama Beatrice.
Di un amore scisso dal sesso, perche’ Beatrice non si sfiora nemmeno con le parole.
Beatrice bisogna solo renderla felice.
E lei che nemmeno lo sa. Beatrice coi capelli rossi come il fuoco. E gli occhi verdi come il paradiso.
E poi c’e’ Silvia, che ama in silenzio.
E poi c’e’ Sognatore, un insegnante trentenne che incuriosisce anche le menti piu’ annoiate, che lascia le sue frasi appuntate col gesso sulla grigia lavagna di un’aula semivuota.
Che tanto sa dare ai suoi ragazzi e forse molto di piu’ riceve.

Semplice, pulito e dolce, commovente, frizzante, profondo e delizioso e’ un inno all’amicizia, alla vita , alla solidarieta’.Visto con gli occhi di un adolescente. Vissuto con la forza sopita e malata di una fatina colpita dalla leucemia.
D’Avenia e’ un insegnante, un giovane insegnante.
Ed io, sia lui come sia, me lo immagino come Sognatore, con uno zaino e un libro, mentre spiega come imparare a coltivare un sogno.

“ Se fosse profumo: la sabbia al mattino presto, quando la spiaggia e’ sola con il mare.”
Buona lettura.

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Opinione inserita da elisa    15 Mag, 2012

Commovente

Leggendo la prima volta questo libro, mi sono trovata più o meno d'accordo con un commento precedente. Ma rileggendolo nuovamente, mi sono accorta che il libro non parla solo di colori o di cose noiose: ci vuole anzi insegnare. Beatrice sta per morire. Ma lei non è affatto preoccupata, perché ha la certezza che la vita non finisce. Si, ha il rimpianto di non aver vissuto molte esperienze, ma con l'affetto e la compagnia di Leo, le prove queste sensazioni, anche se non sono del tutto vere. Questo libro ci vuole dire di non avere paura della morte, e di riuscire a vivere tranquillamente e, per così dire, felicemente, gli ultimi momenti che ci restano. Consiglio davvero a tutti di leggerlo, e anche se molti lo trovano pesante o noioso, di fare più caso al vero contenuto del libro. Beatrice vede la vita in un modo diverso dagli altri: riesce ad apprezzare anche la più piccola cosa, essendo in fin di vita, e non pensa quasi mai a quello che accadrà. Dovremmo davvero prendere come esempio questa ragazza, e io vorrei davvero avere il suo coraggio, perché si tratta solo di questo: anche se sa quello che le sta succedendo, non vuole sentirsi dire che guarirà e andrà tutto bene, ma è realista, e dice apertamente che sta per morire. La seconda volta che l'ho letto, e ho capito il vero significato, ho pianto come non mai.

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Opinione inserita da Ice    03 Mag, 2012

Pesante...

Non ho amato molto questo libro, sebbene la trama mi potesse intrigare, tanto da indurmi a comprarlo. L'ho trovato pesante, non si è presentato come una lettura fluida o emozionante. Inoltre considero lo stile eccessivamente altisonante, ricco di figure retoriche come similitudini che non hanno né capo né coda e sembrano essere inserite solo come esempi di bravura stilistica. Il tono è talvolta noiosamente moralistico, soprattutto negli interventi del professore, e i pensieri del protagonista non sono sicuramente adatti all'età che gli viene attribuita (esempio: riflessioni filosofiche adatte a un adulto e non ad un alunno, tra l'altro non particolarmente brillante). La trama non è pessima ma scontata.
In sostanza questo libro non mi è piaciuto, e, subito dopo averlo iniziato, contavo già la pagine che mi separavano dalla fine.

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PICCOLO P. Opinione inserita da PICCOLO P.    23 Aprile, 2012
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e l'azzurro dei suoi occhi.....

Dicono che il colore che diciamo di odiare e con il quale non ci vestiremmo mai sia invece inconsciamente il colore di cui abbiamo più bisogno. Io ho sempre odiato il rosso..........e adesso ho imparato ad apprezzarlo, riuscendo ad identificare esattamente quale emozione può trasmettere un colore. Grazie allo stupendo libro di Alessandro D'Avenia. Un libro che mi ha stupito per la grande quantità di riflessioni che contiene in (relativamente) poche pagine. Sono perfettamente d'accordo con chi ha scritto una recensione prima di me: le frasi da ricordare sono tantissime e trasmettono sentimenti come amore, paura, odio, tragedia con una grande delicatezza. Questo libro lo rileggerò senz'altro. E consiglio a tutti di leggerlo. Soprattutto a quanti fanno ancora fatica ad attraversare la materialità delle cose per riuscire a vedere esattamente di cosa è composta la natura umana. E per cercare di capire, una volta per tutte, cosa realmente muove il mondo e dà un senso alla nostra esistenza.

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Opinione inserita da Nicoletta    12 Aprile, 2012

Da non perdere..

Ho letto questo libro tutto d'un fiato.. scritto benissimo dal grande Alessandrio D'avenia.. ricordo che segnavo con un evidenziatore tutte le frasi che piu' mi colpivano.. risultato?...Un libro quasi interamente giallo!!..
Mi è piaciuto davvero molto questo libro, pieno d'amore e scritto nella maniera piu' dolce e delicata possibile..
Lo consiglio di tutto cuore!!

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leggere libri Opinione inserita da leggere libri    24 Marzo, 2012
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Bianca come il latte, rossa come il sangue

"Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Solo il silenzio è bianco......"

Lo scrittore assegna un colore ad ogni emozione e sa descrive molto bene il senso di inadeguatezza tipico dell'adolescenza.

Il giovane protagonista deve rapportarsi con la grave malattia di una compagna, cosa non facile a soli 16 anni.

Probabilmente non è un libro con un grande valore letterario, ma è bello, semplice e commovente.
A me è piaciuto.


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Opinione inserita da cecilia    10 Marzo, 2012

la bellezza coi colori

con la classe abbiamo fatto la discussione sul libro e ne è venuto fuori che sembra solo un libro per ragazze e invece non è verooo!! è un libro che possono leggere persino i ragazzi, da cui magari possono prendere spunto per capire un po' di più noi ragazze! ;)
i paragoni ai colori come dei nostri attegiamente e bellissimo: come il bianoc che è il silenzio che inquieta, e questo anche per me è bellissimo!
l'autore si è immedesimato benissimo sia nel prof. che in Leo, riuscendo a cogliere tutte le emozioni, gli atteggiamenti e le caratteristiche di un adolescente.
anche il modo in cui descrive il maturare della mentalità di Leo di come affronta il problema della malattia di Beatrice.... è stato bravissimo!
consigli a tutti di leggerlo, perchè è un libro capace di farti riflettere, anche se qualcuno dice che la trama è un po' poco piena... a me sembra perfetta! :)

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libro semplici, scorrevoli ma con anche riflessioni profonde e filosofiche, ma alloo stesso tempo divertente!
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Opinione inserita da mariaaaa    07 Marzo, 2012
Ultimo aggiornamento: 07 Marzo, 2012

molto bello

CONTIENE SPOILER

Allora,
ho letto questo libro in poco tempo, e mi è piaciuto. Mi avevano già detto che Beatrice sarebbe morta e quindi non è stata una sorpresa; di sicuro è un libro molto interessante e, per chi non sa come andrà a finire, molto triste. Leggendo gli altri commenti ho visto che alcuni pensano che questo libro sia stupendo, e altri pensano addirittura che sia ridicolo; io la penso diversamente: penso infatti che D'avenia sia un grande scrittore molto filosofico, anche se di filosofia so poco perchè non vado nemmeno al liceo, e che sia ben scritto, ma fin troppo ben scritto; nel senso che un ragazzo di 16 anni non potrebbe mai fare delle riflessione così profonde, come invece viene scritto nel libro. Di molto bello vi è il bellissimo sentimento di Leo nei confronti di Beatrice, e la fa sembrare la ragazza più importante del mondo, cosa che pochi ragazzi al giorno d'oggi fanno; mi è piaciuto molto anche quando Leo distraeva e intratteneva Beatrice quand'era malata, ma soprattutto la perseveranza di Leo, che non smette mai di amare Beatrice.
Alla fine penso che questo sia un bel libro, ma dato che ho letto molti altri libri, posso dire che è stato bello ma non come altri che mi hanno appassionato di più e forse se ci fossero state un po' meno riflessioni, sarebbe stato più scorrevole.
L'ultima cosa che dico è che ringrazio D'avenia per questo libro e mi congratulo con lui, perchè essendo il suo primo romanzo ha avuto successo ed è stato bello.

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Opinione inserita da Sofiaaa    20 Febbraio, 2012

emozionante

sono stata costretta a leggerlo dalla mia insegnante di italiano, che giovedì ci torturerà con un'interrogazione senza precedenti nella storia, non pensavo che mi sarebbe piaciuto così tanto. io sono una fan sfegatata di Twilight, e il titolo mi attirava abbastanza. ho cominciato a leggerlo e mi stavo per addormentare; "ma che problemi si fa questo", mi chiedevo... ma ieri l'ho finito, dopo un mese che era chiuso nel cassetto, e ho pianto per tutto il pomeriggio. la trama sarà anche un po' scontata, ma è terribilmente romantico e dolce come me... insomma, questo libro mi ha fatto annegare nelle lacrime come mi era successo solo un'altra volta in vita mia... con Twilight, appunto.
spero di non essere stata banale con le mie emozioni,
Sofia

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Opinione inserita da CrossEyedMary    17 Febbraio, 2012

Quasi ridicolo...

Costretta a leggerlo per la scuola, e se questo libro davvero viene definito "un grande capolavoro" siamo messi male...
Ma quanto può essere scontata la storia del ragazzino che ama una coetanea e la sua migliore amica innamorata di lui?? Poi inventiamo la parte tragica, una malattia incurabile, e quache frasetta degna di Volo per scontatezza e falsa filosofia..
Classico libretto per adolescenti depressi che dovrebbe "insegnare a vivere l'amore in tutti i modi"
Per favore, finitela di rifilarci queste banalità che cercano (senza riuscirci) di sembrare storie intellettuali e profonde.

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Laura96 Opinione inserita da Laura96    16 Febbraio, 2012
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Stupendo

La storia mi ha commosso tantissimo.Leo così innamorato di Beatrice e Silvia così innamorata di Leo. Il libro è bellissimo , ma non è come tutti gli altri perchè purtroppo lei muore ma nella vita non è tutto rose e fiori . L'ho letto tutto in un giorno perchè la storia mi ha coinvoloto davvero tanto , non potevo smettere e non sapere cosa sarebbe successo alla fine. Troppo bello questo libro. Mi è piaciuto TANTISSIMO .

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Opinione inserita da Alessia    09 Febbraio, 2012
Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 2012

Non so cosa pensare...

Mh... Subito dopo averlo letto ero pazza di questo libro, mi piaceva molto. Ma poi leggendo altro mi sono resa conto che non è niente di che, è sopravvalutato. Sicuramente è un libro carino, però da un insegnante di lettere mi aspettavo qualcosina in più; Potrebbe andare bene per chi è alle prime armi, ma non per i lettori esperti...
La trama è maledettamente scontata e D'Avenia mette in bocca frasi "filosofiche" (se così si possono chiamare) a ragazzi di 16 anni che forse non sanno nemmeno il senso di quelle parole. Inoltre il protagonista spesso si perde in riflessioni contorte e che si potrebbero anche evitare. Ripeto, sì, può essere una lettura interessante per gli adolescenti, ma quando si iniziano a leggere altri libri di un certo spessore (mi riferisco ai contenuti) questo libro passa in secondo piano. E parlo da adolescente.
E poi mi ha fatto pena la lettera alla fine del libro scritta dal Sognatore che dice a Leo di aver fatto un ottimo lavoro. Lo trovo un vano tentativo di autocompiacimento.
Oltre tutto questo, bisogna dire che scorre bene e il metodo di D'Avenia in qualche modo riesce a catturare l'attenzione.

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C l a r a Opinione inserita da C l a r a    03 Febbraio, 2012
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2012
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Tutte le mattine, mi ricorderò di dire GRAZIE!

Leo è un sedicenne come tanti altri.
Nickname: il Pirata.
Non si pettina mai, ama le gare in motorino, il calcio, il suo ipod e la musica in generale, odia la scuola e il suono della campanella è atteso ogni giorno con impazienza.
La vita di Leo è una vita a colori: il bianco ,indica il vuoto assoluto, che fa paura. La professoressa di filosofia è grigia e nera. Silvia, fedele compagna di classe, è azzurra e infonde tranquillità e sicurezza. E poi c'è lei, il suo Sogno: Beatrice è decisamente il rosso... Come i suoi capelli, come l’amore, come il coraggio, come il sangue. Sì perché Beatrice ha la leucemia e il suo sangue sta diventando sempre più bianco...
Nel corso di un anno scolastico, tra un supplente di filosofia particolarmente ispirato, il torneo di calcetto, le discussioni coi genitori Leo insegue disperatamente il suo Sogno e si confronta con cose più grandi di lui, l’amore, il dolore, Dio (se davvero esiste.) In 200 giorni, nel corso di un anno scolastico, Leo è nato, morto e ri-nato un po’ più uomo.

D'Avenia è capace di dipingere i Sogni, come solo un Sognatore sa fare. Egli spinge adolescenti (e non) a guardare in alto, rimanendo però con i piedi saldamente ancorati a terra, tendendo continuamente ad abbracciare l'Infinito, dietro il quale si cela un progetto immenso e tutto da scoprire... Problematiche e riflessioni adattate ad un linguaggio semplice e lineare, un tono scanzonato e irriverente, insomma una lettura sicuramente piacevole!
Questo libro, che io ho letto tutto d'un fiato, è una pausa dalle corse quotidiane, uno spunto per iniziare a riflettere sulla Bellezza della Vita, a goderne e a dar valore solo a cose che lo meritano davvero.
Chiudo con una piccola riflessione dal libro, che per la forza e l'intensità con cui mi ha colpito, ho copiato su un post-it e appiccicato sullo specchio della mia camera:

"Il dolore mi costringe a chiudere le palpebre, a nascondere gli occhi. Ho sempre pensato che avrei divorato il mondo con i miei occhi, come api si sarebbero posati su tutte le cose per distillarne la bellezza ma la malattia mi costringe a chiudere gli occhi: per il dolore, per la stanchezza. Solo a poco a poco ho scoperto che a occhi chiusi vedevo di più, che sotto le palpebre chiuse tutta la bellezza del mondo era visibile, e quella bellezza sei tu, Dio. Se tu mi fai chiudere gli occhi è perchè io stia più attenta, quando li riapro."

Buona lettura a tutti!

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alessiapotenza Opinione inserita da alessiapotenza    28 Gennaio, 2012
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Alessandro D'Avenia... Grazie!

Ringrazio il professor D'Avenia per questo fantastico libro! A giorni leggerò anche il suo ultimo, già definito, capolavoro. Io sono una ragazza e ho una professoressa fantastica che mi rende ancora più piacevole la lettura consigliandomi lei stessa dei libri e prestandomeli. Penso che un professore debba fare anche questo e andare oltre la paginetta del libro di antologia. Questo libro mi ha fatto commuovere. Quello che D'Avenia descrive è un amore forte ma allo stesso tempo debole, "rosso" ma allo stesso tempo "nero"... saper accostare queste immagini non è facile, eppure con questo libro la lettura diventa un piacere. Penso che tutti debbano leggere questo libro, soprattutto gli adulti.

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Rosetta Savelli Opinione inserita da Rosetta Savelli    23 Gennaio, 2012
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Entusiasmarsi come Leo per il Sognatore !

Ciao Alessandro, sono Rosetta e sono qui per dire " Grazie " come hai scritto tu nel tuo romanzo bello e fresco ! Dico grazie alla Prof. di Italiano di mio figlio Raffaele ( 3° media) che oltre a fare imparare a memoria ai suoi studenti poesie come " Il passero solitario " o " Il sabato del villaggio" di quell' infinito e " sfgto" poeta quale è l' immenso Leopardi, fa leggere anche molti romanzi e fra questi il tuo. Io sono una mamma e sono anche una scrittrice, ma a convincermi di leggerti è stato un ragazzino sveglio e normale , come tanti, come il tuo Leo ! Sono a metà e mi hai regalato una gioia e una freschezza davvero grandi. Le cose sono più o meno sempre quelle, ma è il modo di dirle che fa la differenza. Tu racconti i drammi di sempre e di tutti con la leggerezza e la falsa superficialità dei ragazzini di oggi che se vogliono, sanno essere profondissimi. Il tuo è un romanzo di Magia. Magia di colori e di sentimenti e di intuizioni e di riflessioni in perfette sincronie. Ed infine la Magia più bella è quella che riesci ad entusiasmare nello stesso modo, sia i ragazzini da una parte che i grandi dall' altra........ se mai ci fossero poi due parti così nitide nella loro divisione ! Quindi grazie anche a te per il tuo libro che si fa sfogliare con gioia e che tiene lontana la noia !! Ciao Rosetta

ps: devo aggiungere anche un voto per lo stile ! Beh qui ti do 5 perchè è proprio lo stile narrativo che qui diviene un tuo punto di forza !!

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Vale.sospesa Opinione inserita da Vale.sospesa    20 Gennaio, 2012
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Unico.

Un racconto unico, dove la forza dell'amore supera la malattia e la morte. La storia del protagonista potrebbe essere quella di ognuno di noi, in un mondo confuso, dove non si sa veramente cosa si vuole e si sogna e l'unica certezza è l'amore, che però non può essere vissuto.

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Opinione inserita da Desideria    13 Gennaio, 2012

Travolgente

Sono pieni di sfumature gli occhi del professore quando racconta le storie delle Mille e una notte, quando racconta di uomini umili che non sanno di avere un tesoro sotterrato davanti all'uscio di casa e di viaggi a perdifiato attraverso il deserto alla ricerca di un sogno. Il professore "Sognatore", secondo la sua classe di liceali sedicenni, non sa niente della vita reale: dopo tutto è solo un supplente "sfigato"… ma quando guarda quei ragazzini scomposti e assonnati gli si para davanti tutta la tavolozza dei colori della terra e si accende di entusiasmo.
Per Leo, invece, le cose della vita possono avere solo due colori: il bianco e il rosso. Bianco è il vuoto, la noia, il silenzio, la solitudine. è la tremenda sensazione, che provano tutti i ragazzi, che il mondo ti sia completamente indifferente e avulso, che tutto sia insignificante e estraneo. Il rosso invece è il sangue che pulsa nelle vene prima di una partita contro la seconda D, è l'adrenalina che sale quando scatta "lo sfidone" in motorino con Nico. Rosso è Beatrice. Ogni mattina dopo la scuola Beatrice, con i suoi capelli rossi, aspetta alla fermata dell'autobus, mentre Leo le sfreccia davanti a tutta velocità rischiando ogni volta la vita. Farebbe qualunque cosa pur di attirare la sua attenzione, perché Leo è innamorato, è pazzo di Beatrice.
Per un ragazzo di sedici anni, stretto nella morsa di due genitori sempre presenti e attenti, non ci sono filosofie di vita da abbracciare, o sistemi morali da seguire. Non esistono le sovrastrutture e i giri di parole, l'autorità che i genitori devono dimostrare e la socializzazione forzata della scuola, gli orari, gli obblighi e le verifiche di matematica. Agli occhi di un adolescente innamorato l'unica cosa che conti è la vita, e la vita è un'eterna trepidazione. A volte, però, anche ai ragazzini belli e promettenti come Leo può succedere che tutto si sfaldi tra le mani. A volte, nella peggiore delle ipotesi, può succedere che l'entusiasmo si spenga all'improvviso, che i fili si spezzino di colpo, che il sogno di tutta la tua vita, quella cosa fragilissima e preziosa che faceva muovere ogni tuo passo, ti esploda in faccia.
Allora restiamo a guardare basiti. Noi, il professore sognatore che lo insegue per i parchi e le panchine della città, la sua mamma, che lo vuole tenere stretto come un bambino, e anche Silvia, la sua amica del cuore che vorrebbe regalargli per magia tutta la forza di cui può essere capace solo una donna.
All'improvviso nella vita di Leo tutto diventa bianco, come il sangue di una persona che ha una malattia in grado di spegnere, consumare, tutto il rosso che abbiamo nel corpo. Bianco come il dolore folle di chi non sa minimamente come si fa ad affrontare una malattia del genere, come la paura che ci fa scappare, correre lontanissimo, più in fretta che possiamo, lontani dalla morte.
Ed è scritta con un cuore semplice e una penna delicata, questa storia di adolescenti ricchi e per bene. è scritta da un professore di liceo che ha messo in ogni riga non solo i sentimenti, ma anche molte citazioni, immagini e rimandi che brillano di saggezza

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roberto mercaldo Opinione inserita da roberto mercaldo    06 Gennaio, 2012
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incalzante e non scontato

Un singolare connubio tra la leggerezza di un'età che si assume spensierata e la tematica sempre complessa del dolore. L'autore riesce a rendere perfettamente lo stato d'animo di un adolescente che lotta a suo modo contro quella che lui reputa un'ingiustizia, incompatibile con il concetto di Dio e di quell'ordine universale che cerca nel suo quotidiano. Pochi i personaggi, ma non così scontati i loro atteggiamenti e in particolare apprezzabili i dissidi interiori del papà, diviso tra la volontà di un'austera educazione e la voglia di mostarsi un adolescente cresciuto, passato attraverso gli stessi percorsi e gli stessi tormenti del figlio. La storia non è certo originale e la trama si snoda secondo un copione ampiamente prevedibile, ma questo toglie poco o nulla al valore di un libro che non vuole certo appassionare per gli accadimenti; al centro della vicenda il conflitto invisibile tra i piccoli, banali crucci di un sedicenne, calciodimensionato e in tutto simile ai suoi coetanei, e l'enormità di un percorso senza ritorno, toccato in sorte proprio alla donna dei suoi sogni, a quella che un po' tutti a sedici anni hanno amato in silenzio, più negli intriganti labirinti dell'immaginazione che non nei tormentati e spesso invalicabili sentieri della realtà. "Bianca come il latte, rossa come il sangue" gioca sui colori non solo nel titolo, ma in tutto lo sviluppo della storia, ma forse vuol dirci proprio che non ci sono un bianco e un rosso, ma che la vita mescola le emozioni in modo disordinato e convulso. Discreto lo stile, non infrequenti frasi significative e toccanti. Nel complesso lettura consigliata per ogni fascia di età.

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AllieJulietA Opinione inserita da AllieJulietA    04 Gennaio, 2012
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Meraviglioso.

Di questo libro mi ha subito incuriosito il titolo, così misterioso e poetico che mi aveva quasi preparata ad un poliziesco sanguinolento o a un giallo con scene forti.
Eppure mi ha stupito come questo "nuovo" autore (questo è il suo primo libro) è stato in grado di raccontare una storia drammatica ambientata nella vita di adolescenti.
Lo stile è quasi giornalistico, con frasi brevi, scorrevoli e ad effetto. Sono espressi a fondo i sentimenti del protagonista e i personaggi sono interessanti e dalle personalità articolate.
Posso dire che mi ha fatto riflette, mi ha emozionata ma non nel modo che solitamente usano gli scrittori: questo è un bellissimo libro con un tema importante, magari un pò scontato, ma raccontato con forza e innovazione.

Mi è piaciuto davvero molto!

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Alice a Opinione inserita da Alice a    02 Gennaio, 2012
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Fantastico!

Ho trovato questo libro fantastico!!!
L'ho letto tutto in un solo respiro... ma ho fatto male! Quando l'ho finito ho pianto, Beatrice... Leo... Silvia... sono personaggi diversi che aiutano a continuare... Leggetelo! Alessandro è un tipo ingamba, questo non è un libro drammatico solo commovente e ti fa capire che i sogni non si possono spegnere...

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The twilight saga...
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Ironkarlo Opinione inserita da Ironkarlo    30 Dicembre, 2011
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Bellissima esperienza

Quando uscì rimasi colpito dalla copertina, molto bella e significativa.
Poi leggendo la trama decisi di procurarmelo, e ieri l'ho finito di leggere.
Il linguaggio e le situazioni sono proprie dei teenagers dei nostri giorni con i vari problemi che vanno dal motorino senza freni, alla poca voglia di studiare e alle varie cotte tra gli "abitanti" della scuola frequentata.
Il nostro protagonista parte da una visione pessimistica della vita in cui tutto ciò che è brutto e non gira nel verso giusto lo identifica con il bianco; di conseguenza l'innamoramento per una ragazza "rossa" per lui è segno di elevazione spirituale e salvazione (guarda caso Lei si chiama Beatrice)....
La successiva malattia di quest'ultima porterà Leo a starle vicino finalmente, e ad imparare molto sulla vita e l'amore; questo anche grazie ad un suo insegnante filosofo ed alla sua migliore amica.
Non mi dilungo troppo sulla trama per non rivelare troppi particolari.
Posso dire che il testo vi emozionerà, ci sono molti pensieri profondi ed il finale lascia il lettore soddisfatto.
Promosso prof.

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noi, la solitudine dei numeri primi.
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VD18 Opinione inserita da VD18    30 Dicembre, 2011
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Bel libro.

Sinceramente io l'ho trovato un bel libro che affronta temi non proprio comuni nell'adolescenza. Infatti non capita a tutti di essere innammorati di qualcuno che ha la leucemia. E non credo nemmeno che sia uno di quei libri tipici in cui lo sfigato della scuola realizza il suo sogno. Anzi alla fine questo ragazzo non è per niente sfigato ... Mi è piaciuta molto la descrizione di Beatrice , ho immaginato subito i suoi capelli rossi che a mio parere legano tutta la storia. Complimenti all'autore!

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LetyDarcy Opinione inserita da LetyDarcy    26 Dicembre, 2011
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Scontato ma piacevole

piacevole, delicato, dolce. Niente di che, in realtà. Un "libro pausa", da leggere in autobus. Mi è piaciuto, è scritto da un professore che secondo me capisce abbastanza i ragazzi. La trama è diventata ovvia dopo le prime pagine, ma in alcuni punti mi ha sorpreso per delle frasi profonde o spunti di riflessione niente male.

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libri leggeri, semplici
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Opinione inserita da edoardo    25 Dicembre, 2011

molto bello ma con trama scontata

un romanzo molto bello,capace di darti molte lezioni di vita che parla di sogni e mostra molti temi importanti dell'adolescenza,alcune frasi riescono a sorprenderti e c'è sempre un netto contrasto tra i colori che in certe situazioni rappresentano degli stati d'animo.per quanto riguarda la trama invece è molto scontata soprattutto l'evolversi della stessa,già a metà libro cominci a immaginarti come finirà e infatti alla fine del libro i miei sospetti iniziali si sono rivelati esatti.
il libro mi è piaciuto molto anche se c'erano alcuni difetti.

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Opinione inserita da Pulcetta    28 Novembre, 2011

commovente e vero

un libro assolutamente da leggere, un percorso interiore semplice profondo, che commuove grazie alla semplicità del linguaggio e dei contenuti, ma anche grazie alla profondità a cui riesce ad arrivare. Per essere un libro per ragazzi giovani, non ha nulla a che vedere con Moccia e compagnia bella, dentro c'è molta profondità, c'è paura e c'è coraggio, c'è la vita e la morte, il rosso ed il bianco...gli opposti che si contrappongono e poi si riuniscono, in un'armonia maggiore, l'armonia della crescita dopo il dolore e di una visione, più consapevole e più adulta.

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Little_Dolly Opinione inserita da Little_Dolly    27 Novembre, 2011
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Ridicolo

L'autore cerca di trattare temi importanti e profondi, peccato che non ci riesca minimamente.
Il libro viene consigliato agli adolescenti, ma perchè gli adolescenti dovrebbero leggere unicamente queste cretinate??
I protagonisti sono patetici, noiosi e incredibilmente scontati.
Tutti quanti parlano e agiscono secondo dei precisi clichè e il personaggio più imbarazzante di tutti e quello in cui probabilmente l'autore si rispecchia:il supplente.
D'Avenia cerca di incantare il lettore inserendo frasi da ragazzina di seconda media in piena tempesta ormonale.
La storia è banale e prevedibile. Pur sforzandosi non riesce ad essere commovente.
NoNoNo

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Giusy T. Opinione inserita da Giusy T.    25 Novembre, 2011
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Scorrevole

Semplicemente, stupido, scontato...ma che poi, verso la fine ti prende, e un pò comincia ad interessarti...
non volevo leggerlo, lo consideravo stupido e da adolescenti, mi è capitato tra le mani, e ho pensato, "perchè no!", come mi aspettavo...scorrevole, molto scorrevole...la storia, abbastanza conosciuta, anche se possiede molte parti irreali, e a volte troppo esagerate, come il suo amore x una persona con la quale nemmeno parla, e amarla cosi tanto! la fina, la si capiva già da metà libro, e cosi è stato....non stupisce, è un libro sul quale gia sai, storia, percorso e fine...però a volte colpisce, alcune parti sono particolari, ti fanno riflettere per un pò...e per questo merita alcuni punti , il linguaggio mi è piaciuto molto, ti fa entrare nel corpo del protagonista, ti rende partecipe del libro...ed è anche molto divertente...spesso fa ridere...per il resto....è sufficiente!

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Di Tutto!
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Opinione inserita da Davide    08 Novembre, 2011

Un romanzo moderno, profondo ma piacevole.

Questo è un romanzo particolare.
Posso dire che a tratti mi sembrava la continua lana di un ragazzino di 15 anni, ma tutto questo si scontra a metà del libro con la dra realtà della vita.
Il sono si infrange davanti alla realtà tormentata della vita.
Questo "colpo di coda" assicura un "secondo tempo" più maturo, il processo di crescita interiore del personaggio si scontra l'orrore per il vero, la paura per il destino oscuro, anzi, bianco.
Ma di certo D'Avenia ci insegna che il processo per realizzare i propri sogni non è facile, nè semplice, richiede rande forza di volontà, amore e, in particolare, grande coraggio!

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A Tutti, in particolare a chi ama il cinema francese :)
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Opinione inserita da Agne    05 Novembre, 2011

Bianca cone il latte rossa come il sangue, un libr

Secondo me questo libro non è da considerarsi solo per adolescenti, come alcuni hanno detto. Io ho solo 14 anni ma Bianca come il latte rossa come il sangue mi é stato consigliato da un adulto che è stto molto colpito da questo libro. Personalmente il contenuto mi è piaciuto molto e anche il.modo in cui é stto espresso.... Ma sopttutto i ringraziamenti agli alunni perchè, come i professori insegnanti insegnano ai propri alunni, cosí anchegli alunni hanno molto da dare agli insegnanti, basta comprendersi.

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Sami_Brown Opinione inserita da Sami_Brown    31 Ottobre, 2011
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Non molto gradevole come libro.

Un libro che, secondo me, lascia molto a desiderare.
Già la trama, non è stata molto convincente, poi...La solita storia, ripetuta in almeno seicento libri e film.
Il solito sfigato della scuola incontra una persona che riesce ad aiutarlo nei suoi intenti.
Quante volte abbiamo visto, letto, sentito una storia simile? Non so voi ma io tantissime volte, e, a dir la verità, mi sono scocciato.

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Moccia
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SaraDuranTini Opinione inserita da SaraDuranTini    21 Settembre, 2011
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Controverso

Si possono dire tante cose del romanzo di Alessandro D'Avenia, Bianca come il latte rossa come il sangue, edito da Mondadori, per esempio che è giudicato da molti un libro rivolto agli adolescenti, ma nel quale possono ritrovarsi anche gli adulti. Oppure si può sottolineare il fatto che ci troviamo di fonte a delle tematiche, il primo amore e la morte, la sofferenza causata da una malattia, trattate e forse, talvolta, bistrattate.

In questo caso siamo di fronte ad un romanzo controverso nel senso che, se da un lato è visibile la volontà dell'autore di affrontare temi delicati, dall'altro ci sono parecchie fratture che inducono a pensare una modalità di raccontare che volge alla sintesi, all'immediatezza, alle sensazioni veloci e facili da afferrare soprattutto per un cuore giovane, non avvezzo alla potenzialità della letteratura.

Il romanzo racconta la storia di Leo, un ragazzo come tanti che ama la musica, non si stacca dal suo ipod, esce con gli amici, studia anche se non volentieri e critica i professori. Una delle sue ossessioni è il bianco, il bianco come colore, anzi come non-colore, che gli ricorda il vuoto, il nulla, qualcosa di sospeso, immateriale. Ed ecco che nella sua vita si fanno spazio tre personaggi che, in modo differente, avranno una qualche rilevanza per il suo futuro: Silvia, l'amica del cuore, segretamente innamorata di lui, con la quale però Leo cercherà, ignaro dei sentimenti della ragazza, di tenere un comportamento amichevole; il suo cuore infatti è per Beatrice, la ragazza dai capelli lunghi e rossi, che sprigiona quella freschezza e quell'ingenuità propria di una sedicenne, tuttavia Leo non riuscirà a svelarsi a Beatrice, cercherà di attirare la sua attenzione senza mai dichiararsi; e poi un professore, un giovane supplente di storia e filosofia che insegna ai ragazzi, attraverso le letture e le discussioni in classe, ad inseguire i propri sogni, ad avere dei progetti e quindi a credere nel futuro.

Questo professore (nel quale probabilmente possiamo ravvisare l'autore) fa breccia nel cuore di Leo. Il ragazzo infatti inizia a seguire i suoi consigli: realizzare i propri sogni, che per Leo si traduce nel conquistare il cuore di Beatrice, la ragazza dai capelli rossi.
Ritornano i giochi di colori, il bianco, il non-colore freddo, vuoto, rappresentante del nulla e dell'immateriale, e il rosso che invece evoca l'amore, la passione, il calore. E' anche un gioco di diapositive che scorrono di fronte al lettore per lasciare il posto al altre immagini.

E nel momento in cui Leo crede di essersi liberato dalla sua ossessione, il bianco appunto, ecco che il non-colore ritorna proprio in Beatrice, colpita da una tremenda malattia: la leucemia. Leo viene messo con le spalle al muro dalla vita stessa, una sola domanda sembrerebbe farsi strada in un questo viaggio che dovrebbe portare alla maturità, alla riflessione: Leo verrà risucchiato dal bianco, dal pallore che coincide con la malattia di Beatrice oppure il rosso, alla fine, trionferà?

Veloci fotografie che raccontano la malattia di Beatrice così come, forse, veloce può sembrare l'approfondimento e lo spazio che viene dato ai sentimenti di Leo nei confronti di questa tragedia. Il ragazzo infatti sembra essere più concentrato sulla rielaborazione del suo sogno mancato che non sul rapporto nei confronti della malattia di Beatrice.
Come si diceva all'inizio, il tutto potrebbe rimandare ad un modo di raccontare che rivela delle mancanze in alcuni punti dell'intreccio narrativo, anche se non ci si può sottrarre dall'evidenziare le qualità dei temi trattati.
Emerge quindi un romanzo controverso che lascia perplesso il lettore che punta l'attenzione sull'espressione contenutistica nonostante il coinvolgimento dato dalle tematiche.

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Opinione inserita da Massimo    04 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 06 Settembre, 2011

Non solo un libro per adolescenti.

Il sogno più grande per Leo è il suo amore per Beatrice ed è così potente e immenso che si convince che il suo sangue ucciderà la malattia cattiva che vuol portare via la sua amata. Il sogno però si infrange perchè la realtà segue la sua strada e Beatrice diviene la porta di accesso per Leo verso il mondo degli adulti più consapevoli ad accettare gli interrogativi che il dolore e la morte portano con sé.
A pagina 226 ci sono quattro frasi che da sole valgono le cinque stelle che ho assegnato a questo romanzo e vorrei riscriverle qui nel mio commento.

Dio, non servono più le stelle: Spegnile una a una.
Smantella il sole e imballa la luna.
Svuota l'oceano, sradica le piante.
Ormai più nulla è importante.

Quando i sentimenti sono trattati con questa intensità, con delicatezza e tanta poesia anche una persona come me che ha quarantanove anni si commuove e piange.
Complimenti all'autore.

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Opinione inserita da Antonina    31 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 02 Settembre, 2011

Questa storia l'ho vissuta con i miei occhi

La mia ragazzina, come il personaggio del libro, un adolescente al suo primo amore che vede morire in solo 15 giorni in un letto di ospedale per un cancro a soli 19 anni... i suoi sogni si infrangono, resta la sua disperazione ed io che 2 anni prima della tragedia ero stata colpita dalla stessa malattia e l'avevo superata... mi sentivo persa... ero vissuta... per vedere questo strazio... sono passati 2 anni... lei è fantastica... piena sempre di interessi e poi è bravissima a scuola eccellente dicono... malgrado la lotta continua in ospedale per il ritorno di una sindrome... che aveva avuto fino ad 11 anni e poi piano piano si era allontanata... la Sindrome del vomito ciclico... tornata per gli avvenimenti drastici... mi sono soffermata su questa pagina... e ho letto un dolore che mi apparteneva... ho voluto lasciare una testimonianza.

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Opinione inserita da emiii    31 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 02 Settembre, 2011

mi ha tenuta incollata fino all'utima parola

un libro fantastico che ti fa venire voglia di vivere al meglio la tua vita, sempre con un sorriso con le labbra. un libro che ti fa capire come si costruiscono i sogni, perchè basta solo cercare gli ingredienti giusti. Il libro me lo ha prestato un'amica ma poi mi sono subito precipitata a comprarlo per poterlo rileggere. tutto il mondo dovrebbe leggerlo. ti schiarisce le idee sul mondo. questo libro è rosso in mezzo a centinaia di ibri bianchi che non parlano quasto libro sembra urlare.

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Opinione inserita da benedetta    29 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 2011

una freccia diretta al cuore

semplicemente straordinario. all'inizio sono stata quasi costretta a prenderlo dal mio professore di lettere che mi riempiva la testa con questo d'avenia, ma poi 1, 2, 10, 50, 100 pagine non riuscivo più a staccarmi dal libro... l'ho letto in 2 ore, forse le più significative di queste vacanze... e poi l'ho riletto in seguito altre due volte quando avevo bisogno di una mano da leo... troppo bello, intrigante, diretto, "in"... altri 1000 di questi libri Alessandro... sono stata anche a una sua conferenza al Cavanis a sentire lui che spiegava con quella semplicità di un ragazzo, diretto, senza problemi e paura di "far piangere", mi faceva venire i brividi.
Io vivevo il libro, a differenza di leggerlo; speravo, sognavo, piangevo, sussultavo, m'irrigidivo, ridevo, avevo paura... paura del bianco, del nulla! è stato il miglior libro che ho letto, incredibile, come un libro possa cambiarti la vita! grazie sognatore e grazie anche per la dedica che spero mi porterà tanta fortuna e... tanti sogni avverati! non hai idea di come mi ha fatto piacere, mi ha aiutato e mi aiuterà questo libro... perchè ho 13 anni e lo userò come un'enciclopedia!

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penultima lucertola a destra di don marco pozza
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Rowan Opinione inserita da Rowan    18 Agosto, 2011
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Beatrice

Dieci, cento, mille stelline ad Alessandro D’Avenia.

Perché Beatrice è impossibile da dimenticare. Perché Beatrice è rossa, come il sangue, come il cuore, come l’amore. Come qualunque cosa valga la pena di conoscere.

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Voglio vivere prima di morire, La custode di mia sorella
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manu chan Opinione inserita da manu chan    16 Agosto, 2011
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Peccato per il camaleonte...

Il libro che mi ha stregato appena letto, ora è diventato per me un po' come la saga di Twilight: appena commercializzata ben bene ha perso l'interesse che aveva suscitato ai primi tempi dalla sfornata. Leo è un ragazzo che può senza dubbio rappresentare i dubbi e le convinzioni degli adolescenti come me. L'amore per una ragazza che soffre di leucemia lo migliora dentro, lo fortifica nel rapporto con lei e con il mondo che gli sta attorno e l'amica di sempre per lui rimarrà quasi sempre tale (fino agli ultimi colpi di scena), anche lei cerca qualcosa di più che un intenso rapporto di amicizia. Il professore, per quanto possa sembrare vero, non lo è. Sarebbe un sogno avere un prof per amico, e forse non tanto buono, perché una cosa è un professore e un'altra è l'amico. La fine è abbastanza prevedibile vista la malattia di Beatrice e data l'assenza di una pozione magica inventata dal camaleonte di turno per guarirla. Il mondo dei giovani è visto sicuramente con positività, sebbene i protagonisti siano troppo "dentro" per dare al lettore uno sguardo obiettivo. Un libro che va bene per le ragazze che come me, l'hanno letto a 12 anni (con tutto il rispetto di questa età).

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Lida Opinione inserita da Lida    05 Agosto, 2011
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Indifferente

La trama è molto semplice e prevedibile e lo stile non si distingue da quello di tanti altri. Mi ricorda un pò la scrittura di Fabio Volo: qualche bella frase quà e là ma poco contenuto reale e una scrittura che lascia desiderare. Molti dicono che è un libro da adolescenti ma io, che adesso ho diciotto anni e conseguentemente il ricordo di quegli anni è fresco nella mia memoria, vorrei fare presente che non è che gli adolescenti sappiano apprezzare solo questi romanzi leggeri dalle trame banali e niente più, anzi. Per il resto niente di speciale. Un libro che potrebbe essere stato scritto da molti e che non consiglierei se non come lettura breve e leggera (la malattia della ragazza amata dal protagonista viene presentata in maniera molto lieve quasi inesistente) quando ci si vuole rilassare un pò. Ci sono belle frasi da segnare ma sono come oasi nel deserto. A mio parere la fama di cui gode il libro è, come in tanti casi, ingannevole.

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il_caimano Opinione inserita da il_caimano    24 Mag, 2011
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INCREDIBILE (che qualcuno lo abbia pubblicato)

Perdonate il mio giudizio drastico: rispetto il lavoro ed i gusti di ciascuno, ma davvero non credo negli ultimi anni di aver letto un libro così melenso, loffio, improbabile, assolutamente lontano dalla verità di una fase esistenziale difficile quale è l'adolescenza come questo "bianco come il latte...".
Aldilà del gioco del titolo (che io oltretutto non condivido), ho cercato dell'altro e non ho trovato alcunchè: personaggi accettati, un amore impossibile, il dolore come momento di crescita esistenziale, un rapporto difficile con i genitori e con gli altri a significare le difficoltà dei sedici anni. Shake all the rest....
Salvo una certa abilità (ma neanche troppa) nel raccontare le vicende ed appassionare il lettore, ma quando leggo gli intermezzi tra il protagonista di volta in volta con il padre, con la madre della sua adorata, e con la sua amica Silvia mi viene da urlare per le banalità vendute come verità esistenziali condite con un occhio generazionale che è superato da quel dì. Moccia era na spanna sopra....almeno quello era davvero intrigante!

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Greta Opinione inserita da Greta    18 Aprile, 2011
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Improbabile

Ho adorato questo libro. Dire che l'ho letto tutto d'un fiato può sembrarvi banale: infatti nel mio caso non rappresenta la realtà. Grazie alla mia esperienza nel campo, posso affermare che un libro inghiottito con gli occhi in poche ore non viene adeguatamente apprezzato: sono inoltre, quindi convinta che un romanzo debba essere pregustato e masticato, per fare in modo di gustarselo in tutte le sue sfumature. Avete capito il senso? Preferisco leggere in più giorni e accorgermi di particolari rilevanti, piuttosto che non notarli leggendo in meno tempo.
Così, io mi sono comportata.
Lo stile espressivo del d'Avenia mi è piaciuto particolarmente: si è adattato a un gergo tipico di noi adolescenti, favorendo la leggibilità e la piacevolezza del libro. L'autore ha fatto del suo meglio, e il risultato è stato ineguagliabile, ma non ho potuto fare a meno di notare che ha messo in bocca a personaggi qualunque frasi filosofiche assolutamente improbabili! Questo è stato un particolare piuttosto rilevante che, a mio parere, ha reso un po' noiose le pagine del romanzo.
Per il resto (contenuto e piacevolezza) non ho niente da dire: infatti do loro un certamente meritato 5/5!

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Lo consiglio soprattutto a chi desidera ottenere risposte riguardo le crisi adolescenziali e i vari problemi consueti in questo specifico periodo della vita.
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emi1973 Opinione inserita da emi1973    14 Aprile, 2011
Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 2011
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i sogni

molto bello specialmente per chi crede nei sogni e per chi crede che insegnare a scuola non sia una perdita di tempo

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Opinione inserita da Tatiana    08 Marzo, 2011

Bianca come il latte,rossa come il sangue

Non ho mai letto un libro così bello,e devo dire che di libri non ne leggo tanti anche se amo leggere.
Questo libro mi ha trasmesso tanto,è un libro forte e sentito da ki kome me è molto sensibile.
Ho pianto,ho pianto nel capire certe kose, nel accettarle...
Nella vita come in questo libro viene dimostrato, non tutto va a meraviglia come nelle favole,come nei film, TUTTO FINISCE BENE.
Ma nella vita non è così,dipende tutto da noi,siamo noi che ci costruiamo ogni singola cosa.
QUESTO LIBRO MI HA INSEGNATO TANTO!

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Fermìn90 Opinione inserita da Fermìn90    14 Febbraio, 2011
Ultimo aggiornamento: 24 Mag, 2011
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I colori della vita

Devo essere sincero , i primi capitoli di questo libro non mi avevano per nulla entusiasmato. Si parlava di un ragazzo e della sua vita, fatta di motorino, scuola , calcio , musica … ma soprattutto di un amore quasi Platonico per una ragazza (una certa Beatrice, ma quale citazione dotta!). Il tutto raccontato direttamente dal protagonista con un linguaggio, tipico dei giovani di oggi, fatto di frasi brevi, spigolose, non tanto connesse tra loro. Una sorta di flusso di coscienza che risultava parecchio fastidioso. Ma il romanzo è un romanzo di formazione e così cambia insieme al suo protagonista. Leo è dovuto crescere velocemente , imparare che nella vita i sogni vanno protetti strenuamente contro le avversità della vita, ha dovuto rivedere i suoi rapporti con gli altri e le priorità della sua esistenza. Fino al tragico epilogo , che rappresenta la sua completa maturazione; e così nel corso dell’opera si evolve anche il linguaggio, che si fa più maturo , consapevole, fortemente introspettivo.
Il resoconto di un cambiamento , raccontato con una delicatezza e una semplicità disarmante , ma che ci fa comprendere alla fine come le cose che vale la pena ricordare siano quelle raccontate con il rosso, nelle pagine bianchissime della vita.
Non sempre i libri si possono giudicare dalle prime pagine , e a volte ricredersi rispetto ad una valutazione troppo affrettata è meraviglioso…

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Consigliato agli adolescenti e ai più maturi, perchè in fondo tutti siamo accumunati dal bianco e dal rosso della vita.
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rondinella Opinione inserita da rondinella    12 Febbraio, 2011
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Oltre le righe..

Il mio consiglio è di vedere oltre le righe, qualcosa che tutti notano, ma passano, più interessati alla classica/ripetuta/assurda storia rosa del libro.
Leo vuole crescere; Leo si "innamora" di una ragazza che non conosce e che all'inizio nemmeno gli parla; Leo verrà messo a confronto con una realtà che non è affatto quella comoda e agiata in cui si trova. E si fa delle domande, domande che si fanno gli adolescenti quando iniziano a maturare, domande sull'amore, sull'amicizia, sulla scuola, sulle ingiustizie della vita, sul valore che la vita stessa ha. Ed è qui che bisogna guardare e capire, cosa c'è nella testa di un ragazzo comune, e cosa succede quando viene messo per la prima volta a confronto con la cruda realtà. Non è un "modello standard"; è un romanzo, che però ci invita a riflettere sui alcuni temi che cercano fortemente chiarimenti nel primo periodo della nostra vita.
E' scritto in modo fluido e scorrevole, moderno e semplice; si legge tutto d'un fiato.

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maryam Opinione inserita da maryam    31 Gennaio, 2011
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il suo libro e fantastico

scusi se mi intrometto ma il suo libro ripete sempre che cosa pensa Leo del bianco ,ed e brutto !! cosi !

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legettelo fa capire come accettare gli altri !
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Elizabeth Opinione inserita da Elizabeth    25 Gennaio, 2011
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Un bel messaggio

Un libro sul valore della vita. Il valore della vita che dovrebbe essere trasmesso a noi giovani, che pensiamo sempre al passato o al futuro senza mai soffermarci sul presente. La vicenda di Leo fa capire quanto importante sia la vita in ogni suo singolo istante. Infatti ogni momento deve essere vissuto a pieno e deve trasmetterci qualcosa di importante. Certo, la storia poteva essere strutturata meglio, ma il messaggio è arrivato comunque. Bravo D'Avenia, anche per la sua vicinanza a noi giovani. Promette bene!

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    05 Dicembre, 2010
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Storia di Leukos e Aima

Questa è la storia di Leo, 16 anni , prima Liceo segni particolari: Bianco.
Questa è la storia di Beatrice, 16 anni, prima Liceo segni particolari: Rossa.
Questa è la storia di due colori:
il bianco (leukos in greco): il colore del nulla,della sconfitta, della resa.
e del rosso (aima in greco): il colore del sangue, della forza, della vita.
Se mettete insieme, il bianco e il rosso, il leukos e l’aima viene fuori
LEUCEMIA: questa è la storia di una combinazione di colori molto particolare.
Questa è la storia di un bambino poverissimo che sognava di partecipare alla più bella festa in maschera ma non poteva. Vedeva passare gli amici con abiti sgargianti e lui non poteva. La madre lo guardò, sentì la tristezza riempirle il cuore, raccattò nella piccola casa tutti i pezzi di stoffa che non servivano e cucì tutta la notte. Il mattino dopo offrì al figlio un vestito fatto di mille colori e disse: “Ora puoi andare Arlecchino.”
Arlecchino partecipò al Carnevale e il bambino più povero fù il più ammirato.
In fondo la vita non fa altro che ritagliarti un vestito multicolore addosso, fatto di notti bianche, giornate nere, grigie,azzurre,rosse,dorate; tanti svariati pezzi di stoffa quanti sono e saranno i tuoi anni
e proprio quando ti sentirai il più povero, il più inutile, il più “bianco” ti accorgerai che la vita ti sta cucendo addosso il vestito più bello.


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betti Opinione inserita da betti    17 Ottobre, 2010
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bianco ... rosso

bianco: il nulla sconfinato, la tristezza, la malinconia; rosso: la passione, l'amore, il sangue .... qualsiasi cosa che ti fa battere il cuore. Leo, ragazzo sedicenne, compara la vita con i colori, cerca di capirla nella sua durezza. Leo vede tutto bianco ,ma il rosso dei capelli di Beatrice lo attrae,lei però diventa sempre meno raggiungibile: nel suo sangue prevale il bianco del male. grazie ai suggerimenti del prof. sognatore riuscirà ad accettare le cattiverie delle vita trasformandoli in attimi da vivere nella sua pienezza. riuscirà a confessare il suo amore per Beatrice, la aiuterà a sopportare la sofferenza della malattia, scoprirà se stesso attraverso le righe di pace che lei scrive a Dio. E' un libro che ti tocca il cuore.

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Ivan21 Opinione inserita da Ivan21    18 Settembre, 2010
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Un percorso dentro l'anima

Il percorso di un adolescente alla ricerca di se stesso rappresenta la chiave di lettura dell’affascinante romanzo di D’Avenia. Operando un transfert completo, egli s’immedesima nella psicologia dei giovani; sembra proprio il diario scritto da un ragazzo, con il linguaggio tipico, la fuga nel virtuale, le ossessioni, le corse frenetiche. Ma in realtà c’è qualcosa di più: Leo ad un certo punto si arresta e si pone delle domande sul suo modo di essere, sui rapporti, sull’amore, l’amicizia. E così, attraverso un indagine profonda, si rivela, si scopre, capisce che non si può stare rinchiusi nella propria cappa, che sa di niente. Bisogna andare oltre e cogliere i valori essenziali, che danno un senso alle proprie giornate, individuando ciò per cui vale la pena di esistere. E cosa c’è di più bello dell’amicizia, che ti consente di donare gratuitamente, senza aspettarti nulla? E di più grandioso dell’amore, che ti avvolge con la spinta verso l’infinito di luce? E proprio qui s’innesta la diversificazione operata da D’Avenia tra il bianco e il rosso: il “bianco” è l’apatia, l’assenza, il vuoto: il “rosso” invece rappresenta la passione, la voglia di vivere, di sentirsi unici, protagonisti di un romanzo singolare, che è la propria esistenza. In fondo tutti quanti, non solo i giovani, si dibattono tra questi due poli, incapaci a volte di cancellare l’anonimato e il grigiore della banalità espressa nel”bianco”. Per Leo arriva l’amore che travolge, l’amicizia pura e la guida di un professore saggio: il Sognatore. I giovani avrebbero bisogno di una vera guida, di un maestro, che li aiuti nel difficile percorso della vita, aiutandoli a smuovere gli ostacoli paralizzanti. L’insegnante dovrebbe essere un novello Socrate, che con l’arte di una nuova maieutica permetta ai giovani di annullare gli echi fallaci della società massificata e senza cuore, facendo emergere dall’anima ciò che essi veramente sono, le potenzialità inespresse. Mi piacerebbe sentire un professore che, come D’Avenia, scenda dalla cattedra, si avvii con i giovani sulla loro strada, dicendo loro:”Leggendo tra le pieghe del cuore, potete diventare quello che neanche voi immaginate”. In definitiva il successo del romanzo di D’Avenia non è casuale, trova la sua motivazione nel proporre contenuti e valori di grande spessore formativo. E di questo alimento noi tutti ne abbiamo un bisogno infinito…..

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