Narrativa italiana Romanzi La solitudine dei numeri primi
 

La solitudine dei numeri primi Hot

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.la solitudine fuori e dentro...

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Opinione inserita da lisa
10 Dicembre, 2008
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Questo libro a me è piaciuto e l'ho capito non solo quando ero ingorda nel girare le pagine ma sopratutto quando mi è dispiaciuto chiuderne la copertina! Scritto con un linguaggio quotidiano, mi ha permesso di entrare bene nella trama, anche se però ho trovato troppa abbondanza di disturbi e problemi sociali; per carità, tutto molto reale, ma penso che ad usare troppi colori accesi in una tela possa risultare non armonico ma confusionale. L'idea che mi sono fatta è che comunque nel libro ci sia purtroppo molto dell'autore.

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la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da stefano iaconis
07 Dicembre, 2008
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...non avrei voluto asteriscare il quadrato della lettura consigliata,perche'non avrei saputo,appunto, se consigliarlo o meno...il libro,come ha scritto qualcuno precedentemente,si lascia gustare all'inizio,per poi via via che scorrono le pagine,rendere faticosa la lettura...faticosa perche',ed e'mio giudizio,i personaggi pur drammaticamente rappresentati,sopravvivono perennemente in questa loro drammaticita' che non da mai l'impressione di potersi mutare in una luce diversa...l'atrocita'del loro stesso sentirsi come quei numeri primi che mai si congiungono,soli e condannati a quella solitudine,ma non meno o di piu'di tanti altri,si badi bene,e il dubbio che la loro sofferenza possa magnificarsi nell'assoluto,li rende...antipatici...il contorno nel quale essi si muovono scatena una parimenti incredibile sofferenza,quasi maggiore, in chi si confronta con alice e mattia,tanto da trasformare tutta la narrazione,in un unico,gigantesco,grumo di sofferenza che avvolge tutti..il finale poi,seppur anche'esso "diverso",rende il romanzo quasi inutile,perche'benche'se ne dia un tentativo di immagine di redenzione dal dolore,intatto ed inattaccabile,esso rimane nella solitudine che i due decidono di portarsi dietro,come unico ed ineluttabile destino di chi soffre,perennemente,senza sapersi mai affrancare in maniera almeno infinitesimale da quel dolore....

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Consigliato a chi ha letto... ...non rileggerlo...
 

Matti e acciughe

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Non so se l'autore ha cominciato a scrivere questo libro di getto, imbarcandosi in qualcosa di più complesso di ciò che si aspettava.

La mia impressione è stata molto positiva leggendo le prime pagine.Poi via via mi annoiavo sempre più, mi sembrava di leggere la sceneggiatura di una puntata di Centovetrine o qualsivoglia telenovela.Se decidi di scrivere un libro realistico e asciutto,deve esserlo dall'inizio alla fine secondo me.

Unica chicca...ma forse è solo la mia fantasia e non l'intenzione dell'autore.Ad una ragazza magra come un'acciuga il nome Alice e ad una ragazzo matto schiavo della sua pazzia Mattia...

E un'altra cosa:se la ragazza ha fratturato il perone,perchè la cicatrice è sul bacino?...

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Libro da leggere

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Opinione inserita da Max
06 Dicembre, 2008
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a me questo libro ha trasmesso emozioni e qualcosa di nuovo...forse mi ha coinvolto poichè mi rivedo nei personaggi e nei loro accadimenti,cmq ho avuto piacere a leggerlo,a sfogliare le pagine,a capire cosa sarebbe successo due secondi dopo...insomma mi è piaciuto in tutti i sensi;poi ritengo che qualunque libro che a fine lettura ti lascia un vuoto dentro,ti fa riflettere è un libro che deve essere letto,per carità i gusti sono soggettivi(per fortuna),ma io lo consiglio a chiunque voglia fare una buona lettura...tutto naturalmente dal mio modesto punto di vista

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i primi gemelli

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Opinione inserita da Angelica
05 Dicembre, 2008
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è un libro ke si cresce tra le mani!!!!!!bravo giordano

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Consigliato a chi ha letto... di tutto
 

Poveri noi (e ricco lui...)

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Alex7 Opinione inserita da Alex7
05 Dicembre, 2008
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Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 2009
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Dopo aver letto un'intervista di Giordano su un noto quotidiano italiano, nella quale il giovane scrittore diceva di odiare libri per bambini come "Il piccolo principe" o "Pinocchio", ho deciso di accaparrarmi una copia del suo libro. Pensavo ci fosse un motivo per il successo che stava riscuotendo, ed anche per le osservazioni secche e decise che faceva su certi libri durante l'intervista (li avrà letti?). Vuoi vedere che questo sa il fatto suo? Dopo la lettura del suo capolavoro, volevo quasi scolarmi una bottiglia di whisky per dimenticare. Il titolo, l'unica cosa degna di nota, è stato scelto dall'editor! Mania di protagonismo dell'editor, tanto per far intendere chi comanda. Può essere una questione di gusti, meglio non infierire. In Italia (vivo a Londra), i lettori ci sono, non sono molti, forse meriterebbero migliori proposte. Di sicuro la facilità con cui si legge questo libro ne ha agevolato la diffusione. Mi è parso però un'alternativa ai lettori di Moccia, e nemmeno molto superiore a livello di linguaggio e profondità. In Inghilterra, quando uno scrittore vale, ci sono risposte più entusiastiche da parte dei lettori, che non mi è parso di vedere qui o sui giornali. Mi pare una buona operazione commerciale andata a buon fine. Ai posteri, comunque, l'ardua sentenza. Il problema non è Giordano, ma della la narrativa italiana degli ultimi anni. La colpa sarà degli editori, dei troppi scrittori, o di noi lettori che siamo troppo critici con i nostri connazionali?

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Delusione

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Sono rimasta molto delusa da questo romanzo. Mi è stato consigliato da molte persone e mi aspettavo una storia diversa. L'unica bellezza è nel titolo, originale e strategico.

La storia fin dall'inizio è surreale, forzata e a tratti anche enfatizzata. La sola cosa che riesca a trasmettere Giordano è pizzichi di depressione.

Per me questo libro è nettamente bocciato.

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la solitudine dei numeri primi?

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Opinione inserita da rossodisara
04 Dicembre, 2008
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Questo libro è un bruto libro non per com'è scritto o perchè la trama non regge o perchè il finale delude.... è brutto perchè è totalmente privo di contenuti, di spessore umano, di evoluzione emotiva dei personaggi, di sentimenti, di rabbia, di amore... (quale genitore resta indifferente al dolore di un figlio? quale genitore non si accorge che la figlia è magra come un chiodo? quale figlio resta 10 anni lontano dai genitori? e via dicendo...) non c'è traccia di nulla che sia umano... E' un libro che non arricchisce chi lo legge... non aggiunge e non toglie nulla...

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Consigliato a chi ha letto... ... a chi non va mai al fondo delle cose...
 

la solitudine dei numeri primi

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Uno di quei libri che non vorresti finissero mai...mi sarebbe piaciuto il lieto fine ma era troppo scontato. ...e perchè no?

Spettacolare la scena del servizio fotografico di Alice alla sua ex compagna di classe...

Ottimo esordio, Giordano!

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La solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da lillo
27 Novembre, 2008
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Uno di quei libri che non vorresti finissero mai...mi sarebbe piaciuto il lieto fine ma era troppo scontato. ...e perchè no?

Spettacolare la scena del servizio fotografico di Alice alla sua ex compagna di classe...

Ottimo esordio, Giordano!

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Giordano

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Opinione inserita da Serena
27 Novembre, 2008
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Ho finito di leggerlo ieri sera, mi ha attirato il titolo, forse anticipandomi nella mia mente ciò che trattava. Mi è piaciuto, forse perchè anch'io sono stata un numero primo ed in parte lo continuo ad essere. Anzi credo che in parte lo rimaniamo un po' tutti. Perchè è verissimo che che cio' che è accaduto in pre adoloscenza e dopo di essa in qualc modo ti segna. Non dipende dal ceto sociale visto che io sono figlia di un operaio e una casalinga. Il finale mi ha stordito, forse perchè mi aspettavo sicuramente qualc che portasse conforto ai protagonisti. Ma la vita è cosi....

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La Solitudine Dei Numeri Primi

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Secondo me è un libro da leggere: è sostanzialmente privo di eventi, parla di persone, della solitudine e dell'angoscia di due ragazzi che vediamo crescere durante il corso della narrazione. Sono daccordo con chi l'ha definito sopravvalutato ma comunque non sono stata affatto delusa.

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Sopravvalutato

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Opinione inserita da Tommaso
24 Novembre, 2008
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Non è il peggior libro che ho letto, ma con tutto il clamore e la notorietà di questo titolo, mi aspettavo molto di più.

Pregi: crea una sensazione di angoscia e un'atmosfera cupa in modo molto efficace.

Difetti: Stile pesante, ma soprattutto PREVEDIBILE: a un quarto della lettura si è già capito tutto, si aspetta che succeda qualcosa di nuovo e di imprevisto, ma niente.

Molto sopravvalutato

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la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da Michele
21 Novembre, 2008
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LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI TI PERMETTE DI FARE UN VIAGGIO NEL CUORE E NELLA MENTE DI MATTEO E ALICE.

I PERSONAGGI CHE L'AUTORE COSTRUISCE IDENTIFICANO LA VITA COME UNA SPADA DI DAMOCLE A VOLTE INSOPPORTABILE.

SUBISCONO UNA TRAGEDIA CHE SEGNA LA LORO ESISTENZA IN TENERA ETA'; CRESCONO PERCEPENDO IL MONDO COME UN INSIEME DI COSE, PENSIERI, E PERSONE INCOERENTI.

TROVANO RIFUGIO ALLA LORO ESTRANETA' TRAMITE UNA PARTICOLARE AMICIZIA.

UN AMICIZIA CHE COL PASSARE DEL TEMPO SI POTREBBE TRASFORMARE IN AMORE O IN SDEGNO. .

BRAVO GIORDANO A FARCI VIVERE IL CONTINUO SUSSEGUIRSI E RINCORRERSI DEGLI EVENTI LEGATO AL LORO POSSIBILE RIAVVICINAMENTO.

BRAVO SOPRATUTTO A FARCI INTRAVVEDERE UN MONDO ATTRAVERSO L'ESTRANIETA' DI 2 NUMERI PRIMI.

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la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da laura
19 Novembre, 2008
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HO LETTO QUESTO LIBRO PERCHE' CONSIGLIATO DA UN'AMICA CHE E' PAZIENTE DEL PADRE DELL'AUTORE. L'HO LETTO PER CURIOSITA' E DEVO DIRE CHE FIN DALL'INIZIO HA CATTURAATO LA MIA ATTENZIONE TANTO CHE SONO RIUSCITA A LEGGERLO IN DUE GIORNI.
NON MI E' DISPIACIUTO MA IL FINALE MI HA UN PO' DELUSO FORSE PERCHE' PENSAVO CHE ALLA FINE ALICE SI SAREBBE CURATA E SAREBBE RITORNATA CON IL MARITO RIUSCENDO A DARGLI QUEL FIGLIO CHE TANTO DESIDERAVA.
TUTTO SOMMATO IL MIO GIUDIZIO E' POSITIVO.

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mah...

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Opinione inserita da VALENTINA
19 Novembre, 2008
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Libro che si legge molto velocemente perchè scritto semplice.

inizialmente le storie dei due ragazzi prendono ma poi niente di chè...e soprattutto finale deludente!

la prima parte carina, la seconda insomma...



p.s. secondo me un pò autobiografico....

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Lettura consigliata no
 

Mmm...

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Finito di leggere, sono rimasta un pò perplessa...prometteva bene, in alcuni tratti ha saputo commuovermi, ma il finale è stato deludente e irrisolutivo. Il personaggio di Mattia era affascinante, ma dopo un pò ha cominciato ad essere antipatico, mentre Alice non convinceva fin dall'inizio.

La tematica è interessante e c'è da concedere all'autore il merito di non essersi dilungato, mantenendo il tutto entro i limiti del sopportabile, senza sfociare nel patetico...

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la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da camilla
18 Novembre, 2008
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io l' ho letto a scrocco ad 1 amica l'ho trovato molto bello e profondo...lo consiglio a chiunque come me si sente un po' numero primo...

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la solitudine dei nmeri primi

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Opinione inserita da luca
16 Novembre, 2008
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Mi é stato consigliato da un amico. Speravo meglio. In prima battuta sembra un libro che tocca il cuore, ma poi ho riflettuto che i personaggi nonhanno storia emotiva: un fatto accaduto in adolescenza che azzera qualunque voglia di risalire la china. Non ho trovato un personaggio positivo. Inusuale.

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la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da monia
14 Novembre, 2008
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per me è stata una spiacevole sorpresa sopratutto perchè al top delle classifiche , vuoto il contenuto il finale sciapo e non chiaro.

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Lettura consigliata no
Consigliato a chi ha letto... non consigliato
 

la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da simona ferro
14 Novembre, 2008
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Il contenuto del libro riflette ampiamente un retaggio dell'adolescenza, prospettando dei problemi che denotano un'enorme insicurezza in soggetti provenienti da classi privilegiate. Purtroppo lo scrittore trascura quali sono i reali problemi della vita, forse non li ha mai conosciuti data la sua giovane età ed il suo ambiente ovattato di buona famiglia, e si sofferma su problemi relativamente futili fornendo delle giustificazioni ai giovani che invece di crescere restano degli eterni bambini.

Purtroppo la vita riserva ben altro dal non essere accettato dalla compagna leader del gruppo.

Forse la tua grande popolarità nasce dal fatto che nasci da una famiglia ricca? Visto che ha i capito niente?

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Lettura consigliata no
 

la solitudine ....

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bucintoro Opinione inserita da bucintoro
14 Novembre, 2008
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Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 2008
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come inizio non c'e' proprio niente male, anzi!!. gran bel libro per il giovane Giordano. ha scalato le classifiche di vendite e soprattutto,di gradimento in un fulmine. il libro e' impregnato di tristezza, di una specie di impotenza a reagire allo scorrere lento e spietato della vita. fa pensare e , dopo averlo letto forse, anche solo per un attimo, si ama un po di piu la "vita".

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Consigliato a chi ha letto... lei cosi amata, il bacio della medusa
 

La solitudine dei numeri primi

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Libro originale e convolgente. Un esordio davvero notevole, forse un po' autobiografico! Veramente bello

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Commento sul finale....

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Opinione inserita da Roberta
03 Novembre, 2008
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Finale aperto…che lascia spazio alla fantasia personale… quasi scontato, ma del resto l’autore non poteva tradire il titolo stesso del romanzo “La solitudine dei numeri primi”. Durante la lettura (che avviene tutto d’un fiato) si ha l’impressione che prima o tardi i due protagonisti, Alice e Mattia, troveranno un momento di condivisione totale, d’amore, di calore… ma sfortunatamente non è stato così né quando erano ragazzini, né da adulti.

Purtroppo sia Alice che Mattia sono stati segnati dalle vicende che li hanno visti rispettivamente coinvolti da piccoli dalla grande malattia dell’anoressia e dalla perdita di una sorella, e tutto ciò se lo porteranno dietro per tutta la vita! Credo però che entrambi si siano mascherati dietro le loro personali vicende…non siano stati capaci di uscir fuori le unghie e combattere contro gli altri e contro se stessi… si sono chiusi dentro se stessi, personificandosi così sempre di più nei “due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”.

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ad un esame più attento...

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Opinione inserita da milly
30 Ottobre, 2008
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penso che l’autore voglia soprattutto far riflettere sui tanti problemi che vi sono al giorno d’oggi e che tante volte sembrano molto lontani dalla nostra realtà quotidiana: l'anoressia, i complessi degli adolescenti con manie autolesionistiche, l'omosessualità, l' incomunicabilità tra genitori e figli, il bullismo...Temi che non sono stati troppo approfonditi, forse per lasciare a noi più libertà di giudizio e di interpretazione.

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Consigliato a chi ha letto... si perchè nonostante "istighi alla depressione" può far vedere da dentro problemi che a volte ci sembrano troppo distanti dalla nostra realtà quotidiana
 

bella idea

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Un inizio molto buono, due protagonisti difficili e "sgradevoli" e una storia di incomunicabilità, solitudine e frustrazione.

I due protagonisti si conoscono, si cercano ma non sembrano in grado di conoscersi e amarsi. Attorno a loro persone che li cercano, li vogliono, li costringono, li forzano ad atti che non sono richiesti e voluti.

Dopo la prima parte però, il racconto perde tono, si avvia a soluzioni più convenzionali ed a un finale consolatorio che lascia l'amaro in bocca.

La scrittura però è bella ed interessante, in futuro potrebbe nascere qualcosa di veramente originale.

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la solitudine dei numeri primi

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molto triste,un buon debutto per Giordano..aspettiamo il prossimo libro per poter valutare meglio.

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Consigliato a chi ha letto... lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
 

l'impossibilitá di comunicare

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Opinione inserita da Daniela Pietrini
29 Ottobre, 2008
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Perché i giovani spesso non sanno comunicare quello che hanno dentro, hanno paura di se stessi prima che degli altri, le famiglie restano nell'ombra, le madri -che "dovrebbero" prenderli per mano- si ritirano nel silenzio, i padri non riescono a compensare i propri sensi di colpa e si perdono in una quotidianità sterile. E non resta che il proprio corpo sul quale sfogarsi, il proprio se stesso dal quale non si riesce a uscire.

Chi cerca in questo libro delle risposte resterà deluso, ma non credo che oggi la letteratura possa più dare risposte, è già molto se solleva domande, e di domande questo libro ne pone tante.

Non è un film hollywoodiano dove alla fine i protagonisti si mettono insieme e vivono felici e contenti, è una storia di solitudini autoprovocate, ma non colpevoli, di responsabilità irresponsabili, di parole che non dicono niente e di silenzi che parlano anche troppo, di gesti che non scaldano e di distanze che sfiorano.

I protagonisti da adulti sono inconsistenti? Lasciamoli crescere...

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......

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a me questo libro x quanto se ne parla molto non è piaciuto...l'ho trovato angosciante e irreale...ma trppo forzatamente...

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danno

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Opinione inserita da p.solazzo
22 Ottobre, 2008
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Restiamo incollati a leggere fino alla soluzione. Perchè? Il lettore cerca la soluzione del danno subito dai due protagonisti. Perchè l'autore ha voluto lasciarli fino in fondo tali e quali, distanziati da quel numero pari che sembra incancellabile? Avrebbe potuto, l'autore, lo scrittore, lasciar sciogliere infine la distanza: Mattia lasciarsi amare, Alice dare a Mattia l'informazione sulla sorella scomparsa. Peccato!

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la solitudine dei numeri primi

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4.0
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Opinione inserita da mari
19 Ottobre, 2008
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Ho letto il libro di Giordano in 2 giorni,l'ho trovato scorrevole e la storia mi ha appassionato.mi sono sentita dentro al romanzo:meraviglioso!!!!Effettivamente il finale mi ha lasciato perplessa porta comunque a chiedersi se ci sarà una continuazione che spero fortemente!!!

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La solitudine dei numeri primi... secondo me!

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Opinione inserita da Cassandra
16 Ottobre, 2008
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Allora. Ho acquistato il libro molto tempo fa, ma l'ho letto solo ora. Beh, tutto sommato un buon libro. Parte con fuochi d'artificio, la storia ti attanaglia, poi però da metà in poi a mio avviso si perde. L'angoscia è palpabile lungo tutta la lettura, e si annaspa per arrivare il più velocemente alla fine nella speranza che....beh, leggetelo, è davvero una lettura DA FARE, ma penso che i 3/4 delle persone che si accingano alla lettura de "La solitudine...." investano davvero troppe aspettative in un romanzo buono, sì, ma spaventosamente triste.

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la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da francesca
15 Ottobre, 2008
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L'ho letto in un sol fiato...entri a far parte della vita e delle sofferenze dei due protagonisti, in punta di piedi!

speri sempre in qualcosa...che purtroppo non avverrà mai...la grande tristezza di questo romanzo!!

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Possibile mai?

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Opinione inserita da ZioAldo
13 Ottobre, 2008
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A me il libro è, tutto sommato, piaciuto.

Soprattutto mi è piaciuto lo stile asciutto e diretto e i continui riferimenti scientifici di Mattia (in questo l'autore ha messo del suo).

Però un libro, soprattutto scritto da uno scienziato in erba con l'attitudine al rigore, deve essere verosimile.

E verosimile non è quando ci fa credere che un medico possa frequentare per anni una anoressica, sposarla e solo dopo tre anni accorgersi del suo problema.

E poi tutta questa angoscia diffusa a profusione su tutta la storia... e ancora, tutte le volte che "il corpo gli/le diceva di fare quella cosa... e, regolarmente, lui/lei non facevano nulla".

Bhe leggetelo, che comunque è meglio che guardare la tv.

Buon lavoro per il prossimo.

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17enne che lo trova...da leggere

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Opinione inserita da Valeria
11 Ottobre, 2008
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direi...signori e signori..avete vissuto così a lungo...ma poco intensamente...! questo libro...è degno dl premio ricevuto! certo..anche altri lo avrebbero meritato..ma la fortuna si è rivolta a Giordano! non ho esperienza in fatto d recensioni e commenti a libri..ma vorrei esprimere la mia opinione..e magari farVi riflettere un pò di più. E' un libro particolare..totalmente diverso dalle porcherie firmate Moccia o altri...rendono banali molti di noi giovani..invece di educarci e farci riflettere! cosa che a mio avviso ha tentato di fare Gordano ( a proposito grazie)..inserendo tematiche importanti..ha dato una SCOSSA..una SCOSSA che doveva arrivare..qui e ora...! era però solo l'inizio..e a mio avviso si dovrebbe proseguire in qualche modo..!! AVANTI!

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La difficoltà di comunicare

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Maristella Opinione inserita da Maristella
10 Ottobre, 2008
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Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 2008
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“Mattia pensava che lui e Alice erano così,

due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma

non abbastanza per sfiorarsi davvero.”





Premio Strega 2008. Se lo aggiudica il giovane esordiente Paolo Giordano, laureato in Fisica presso l’Università di Torino, con questo libro dal titolo indubbiamente intrigante: “ La solitudine dei numeri primi”, scelto sapientemente dall’editor Mondadori Antonio Franchini.

In Matematica i numeri primi sono dei numeri che hanno la particolarità di essere divisibili solo per se stessi e per uno. Ma ci sono dei numeri primi ancora più singolari: i numeri primi gemelli. Essi sono coppie di numeri primi vicini ma separati da un unico numero pari che si frappone tra loro. Gli studiosi ci dicono che, proseguendo nella sequenza numerica, i primi gemelli sono sempre più rari ma, ogni tanto, ecco che possiamo sempre incontrarne una coppia che cerca di abbracciarsi senza mai incontrarsi per davvero, pur viaggiando sulla stessa strada.

Così sono i protagonisti di questa storia: Mattia e Alice. Due persone speciali che pur trovandosi molto vicine sono predestinate a non incontrarsi mai sul piano relazionale.

Alice, costretta dal padre a frequentare una scuola di sci, dopo un brutto incidente rimarrà menomata.

Mattia si porterà dentro l’intensa colpa di aver abbandonato la sorellina handicappata che scomparirà senza che di lei si sappia più nulla.

Seguiremo la loro vita attraversando la loro infanzia, l’adolescenza e l’età adulta con tutto il carico di problemi consequenziali ai loro traumi infantili e partecipando a tutte le loro fragilità, alla loro incapacità di esprimersi e comunicare, alla loro diversità che li fa riconoscere ed attrarre, al loro rifugio nel rifiuto, sia esso del cibo, dell’amicizia o dell’amore, al loro precario equilibrio, alla loro lenta emancipazione che si avvererà solo con un’accettazione totale della propria solitudine, delle proprie forze e dei propri limiti.

Sicuramente interessanti i capitoli dedicati all’adolescenza: il “ non detto”, le chiusure in silenzi tenaci, le scelte prese d’impulso che avranno la capacità di condizionare il futuro, l’inquietudine che opprime, le relazioni familiari prive di parole, incapaci di contenere dolore e rabbia costretti così ad implodere frantumando l’anima. Il libro è carico di tematiche importanti, come l’anoressia, l’omosessualità, l’autolesionismo, l’emarginazione, il bullismo, le problematiche familiari, l’insoddisfazione nei rapporti di coppia, spesso però vestite più da luoghi comuni che da vere e proprie esplorazioni interiori.

Il mondo adulto, poi, è evanescente o quasi inesistente, inesplorato, con personaggi non delineati, scoloriti, dai contorni vaghi ed imprecisi.

La scrittura è scorrevole e lineare, alcune metafore e similitudini indovinate, il lessico non particolarmente ricco ed entusiasmante, i ritmi scanditi in sezioni temporali cadenzate in capitoli brevi, ognuno contrassegnato dall’anno e strutturato intelligentemente in modo da invogliare il lettore a non interrompere la lettura ed è anche per questo che si legge molto velocemente. Il finale è aperto e sapientemente ci sottrae ad un tragico epilogo o a un irreale coronamento di felicità anche se è scarno nei particolari e non completamente coinvolgente.

Un autore giovane che, per la sua scrittura semplice ed essenziale e per le tematiche affrontate, si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, lasciando però ai lettori più adulti numerosi spunti di riflessione sicuramente degni di un maggior approfondimento, in attesa di una sua seconda opera per meglio giudicarne il talento.

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La solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da Giovanna
10 Ottobre, 2008
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Ok! ammetto che il libro lo si divora in pochissimo tempo, ma non potrebbe essere altrimenti, la scrittura è talmente semplice.

Concordo pienamente con chi ha già definito i personaggi principali Alice e Mattia, come inconsistenti, nessun'altra definizione assieme ad "irreali" mi pare più azzeccata...bho! io rispetto tutti, il lavoro dello scrittore, l'impegno che sicuramente avrà impiegato per relaizzare il libro, le persone alle quali è piaciuto questo libro... ma a me ha lasciato talmente poco che non riesco neppure a trovare la voglia di commentarlo!

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I contorni sfumati della realtà

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Opinione inserita da Lucia
09 Ottobre, 2008
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Ho letto questo libro in 3- 4 giorni e mi ha coinvolta tantissimo...solo oggi, con mio grande stupore, ho visto alcune recensioni, molte delle quali danno giudizi molto negativi... il primo istinto è stato quello di mettere in dubbio il mio metro di giudizio...ma non sarebbe giusto, dopotutto ciò che la lettura di un libro ti lascia dentro è una cosa troppo soggettiva per dire "hai ragione" o "stai sbagliando"... posso dire solo che trama, stile e immagini, dentro di me, si fondono in modo da tenermi inchiodata al libro...spazio da un genere all'altro, sono abituata da sempre a leggere di tutto e a non ricondurre nulla a una corrente, a un genere...considero tutto in modo assoluto, secondo quello che trasmette a livello di emozioni, di sensazioni...e di questo libro ho amato i contorni sfumati...non sempre l'autore è obbligato a dire tutto... l'onniscienza è irreale...le persone e le loro situazioni ci passano accanto, ci sfiorano e, anche se possiamo seguirle in varie fasi della loro esistenza, non sapremo mai in modo esaustivo ogni dettaglio, come se fossero nati nella nostra mente...i contorni sfumati creano un'atmofera rarefatta, una coltre di nebbia che nasconde e lascia vedere solo le sagome di tutto ciò che sta intorno al mondo interiore dei protagonisti. Alice e Mattia, i numeri primi "gemelli": 1 e 3, 11 e 13, così vicini, ma troppo lontani per toccarsi. E' una metafora della decadenza, il trionfo dell'antieroe, dell'idiota...non sono casi limite, preferisco considerarli simbolo dell'alienazione, dell'incomunicabilità... non sono un'anoressica e un autolesionista: la loro psiche è uno specchio che riflette un'immagine che non è deformata, ma pura, assoluta, spogliata da ogni attenuante, da ogni edulcorazione, da ogni giustificazione. Pura come un numero..il ricorso al linguaggio della matematica non è uno sfoggio di erudizione di P. Giordano, è una chiave di lettura, un modo di interpretare la realtà, quando le parole e le immagini hanno già detto tutto.

E non importa se chiudi il libro con la sensazione che non si è risolto nulla. La vita continua al di là delle pagine, non è e non può essere rinchiusa fra le pagine di un libro. Qualcuno parla di "messaggio morale"...ma ho la sensazione che la letteratura di oggi sia andata da un po' al di là degli intenti didascalico- morali...

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La solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da Cinzia Esposito
08 Ottobre, 2008
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Un libro intenso e vibrante. I due personaggi, Alice e Michele, sono descritti con tocco asciutto ma partecipe, e le loro vite rappresentano due universi che vorrebbero sempre attrarsi e toccarsi, senza mai riuscirci. Due solitudini assolute e, malgrado il sentimenti, inconciliabili. Come i numeri primi.

Struggente davvero!

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LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

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Opinione inserita da rossi78
08 Ottobre, 2008
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Sarà anche la prima opera dell'autore... ma ne deve ancora fare di strada l'autore per arrivare al lettore... La storia intrecciata di Mattia ed Alice si snoda su disagi adolescenziali del mondo di oggi come l'anoressia e problemi derivanti da un'infanzia difficile... Secondo me pero' l'autore non è in grado di rendere a pieno nel lettore il dramma portato da questi tipi di disagi. Alla fine troviamo una ragazza che soffre di anoressia da più di 15 anni (senza alcun problema di salute se non che qualche calo di pressione) e Mattia ragazzo autolesionista per la scomparsa improvvisa della sorella gemella Michela (causa della scoparsa tra l'altro restata secondo me in sospeso nel libro).Un finale del libro molto incerto, anzi chiuso il libro mi sono proprio domandata "ma Alice è guarita o no?", "Mattia ha trovato il senso della sua vita o no?", "Michela è morta o no?"...

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Lettura consigliata no
 

metafore: e che altro?

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Opinione inserita da callettino
08 Ottobre, 2008
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se questa è la scrittura dell'era 3000, siamo messi proprio male. non rilevavo tante metafore in un romanzo dai tempi di Tomasi di Lampedusa. un giovane autore che scrive come un vecchio del primo '900: e non è certo un complimento. la storia magari intriga, ma la scrittura è tutto sommato semplicotta e dotta: in una parola, degno del premio strega.

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Consigliato a chi ha letto... boh
 

Grigio

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Opinione inserita da Dania
04 Ottobre, 2008
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Un libro grigio, con personaggi grigi e inconsistebti. Come scrittore questo ragazzo non ha cuore, risponde agli studi fatti di fisica teorica, potrebbe scrivere testi scolastici.

Sò di essere severa, ma sono anche una lettrice

accanita, e mi è capitato di leggere libri non

premiati e recensiti veramente belli e coinvolgenti.

Non lo consiglierei ai depressi o anoressici

per non dar loro l'illusione di poter vivere in quello stato senza farsi aiutare.

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io lo consiglio

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Opinione inserita da Ele
04 Ottobre, 2008
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leggo parecchio commenti negativi, che onestamente non mi aspettavo.

per lo meno non me li aspettavo così trancianti, duri.

è affascinante come uno stesso libro possa essere recepito in maniere così differenti, distanti.



io questo libro l'ho amato molto.



non sarà un capolavoro, forse (ma chi siamo noi per etichettare un libro come eccellente o come scadente? e cos'è un capolavoro? cosa davvero meriterebbe un premio letterario?), però io l'ho trovato godibilissimo nello stile, e dolce e profondo nei contenuti.



più delle cose che ho letto, mi hanno toccato le cose che non si dicevano, che si lasciavano intuire: non deve essere cosa facile restituire un sentimento di solitudine con un'atmosfera o con un silenzio.. e a parere mio Giordano ci è riuscito.



la solitudine emozionale dei protagonisti io l'ho sentita forte.

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eccellente

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Opinione inserita da Gigi
03 Ottobre, 2008
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bellissimo libro, un capolavoro agile nella scrittura e profondo nei contenuti.

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la solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da sliced
01 Ottobre, 2008
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me lo sono portato dietro per due giorni perchè una volta iniziato dovevo finirlo.

Bello nella sua tristezza, profondo, descrive benissimo ciò di cui oggi, tutti siamo vittime; l'incomunicailità con genitori, la difficoltà di coltivare affetti.Bella la fine piena di speranza e di consapevolezza che in fondo tutti siamo soli, inutile raccontarsi frottole.

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La solitudine dei numeri primi

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Opinione inserita da Alessio
26 Settembre, 2008
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All'inizio ho avuto voglia di interrompere la lettura. Dopo non riuscivo a staccarmi dal libro.

Ho trovato fastidioso il lassismo di Mattia, una persona straordinaria che aveva l'obbligo di guardare avanti e di recuperare il rapporto con i suoi genitori e con la vita. Alice, mai cresciuta veramente e malata...La fine, l'avrei voluta diversa, avrei preferito che i numeri s'incontrassero.

grazie

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Da brividi

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Opinione inserita da Alessia
25 Settembre, 2008
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Questo libro non sarà un capolavoro ma mi ha colpito in molte parti (la scena di lei che cade quando il marito la colpisce... terribile!)

L'ho letto in un momento in cui ero particolarmente giù di morale e forse per questo l'ho trovato sofferto.

Leggendolo però mi sono chiesta come avesse potuto un ragazzo così giovane scrivere cose così tristi, forse è lui Mattia?

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Noioso

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Opinione inserita da Stefano
24 Settembre, 2008
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L'ho trovato scontato e poco profondo. Non basta addossare ai propri personaggi un alone di disgrazia per poter dire di aver scritto un libro "serio". Lo stile è fin troppo semplice e piano e bisogna rilevare che dopo un po' le metafore in salsa fisico-matematica stancano e risultano davvero forzate.

Se mi si passa il paragone si potrebbe dire che Giordano sia un "Moccia degli sfigati".

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Un libro da spiaggia

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Opinione inserita da Oleg
21 Settembre, 2008
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Certo il libro non e' un capolavoro anche se non e' nemmeno da buttare, che poi abbia vinto il premio strega la dice lunga o sulla giuria o sulla qualita' degli altri candidati.

La cosa piu' fastidiosa e' l'uso continuo di metafore inutili e di uno stile talvolta inutilmente troppo descrittivo. La storia dopo un buon inizio scivola via su un piano inclinato con un finale deludente anche se non troppo. La lettura e' nel complesso piacevole.

E' chiaramente un libro da spiaggia, complimenti comunque all'autore per il successo che e' un dato di fatto.

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Umano

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Opinione inserita da Tsubaki Hime
19 Settembre, 2008
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Devo ammettere che questo libro, come altri che hanno vinto il Premio Strega, mi ha lasciata un po' sconcertata: non reputo "La solitudine dei numeri primi" un libro 'degno' di entrare nelle classifiche italiane dei libri più letti, e vedo il successo che ha riscontrato un po' fuoriluogo. Tuttavia, "merito immeritato" a parte, ho trovato la storia piuttosto ben pensata: l'angoscia della solitudine e la difficoltà nel comprendere e/o farsi comprendere sono certamente tangibili nel corso di tutto il romanzo. E' forse anche grazie a questo suo stile aspro e freddo, a volte arido, è vero,( ma su questo chiuderei un occhio: Giordano è, in fondo, un matematico; chi, giovane come questo autore, scrive un buon libro, ha seguito solitamente studi umanistici)che emerge l'immensa tristezza di due persone che non trovano un posto nel mondo.

Mi risulta perciò difficile,dunque,dare un voto a questo libro; profondamente umano, la storia è altrettanto difficile da valutare.

Una cosa è certa: dopo averlo letto il proprio piccolo inferno personale risulterà un po' meno terribile di quanto lo sia :)

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Consigliato a chi ha letto... Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti
 
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