L'eleganza del riccio
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Serve leggerlo...
Un libro fuori dal tempo.. Volutamente inverosimile perchè purtroppo, per ripararci dagli stereotopi dell'oggi, ci si deve affidare a personaggi della fantasia.. Un'attenta e piacevole riflessione sulla pochezza di tante, troppe persone che ci circondano.. Una splendida visione della vita. E non bisogna essere filosofi per capire questo libro.. Buona lettura.
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terribile
Tremendo e pretenzioso! Per chi vuole sentirsi intellettuale a basso costo. L'autrice infarcisce il racconto con un pò di cultura giapponese spicciola, buttata lì a manciate giusto per fare colore, non circostanziata e non esplicitata, diventa mera esibizione. Tremenda anche la fine, assolutamente priva di senso, sembra quasi un facile escamotage per finirla lì e basta.
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Egocentrico!
Un libro che ti lascia sicuramente qualcosa, o perlomeno spunti di riflessione. Interpreti un pò assurdi, ma ci sta, l'idea è molto originale! Peccato che il libro, nella sua originalità appunto, venga rovinato dall'egocentrismo della scrittrice, che a volte pare cerchi certe situazioni per poterci FORZATAMENTE "ficcare dentro" i suoi NOIOSISSIMI E PESANTISSIMI pensieri filosofici, che fanno perdere scorrevolezza e fluidità alla narrazione. Nel suo complesso un discreto libro, ma che si dimentica facilmente. Immaturità della scrittrice.
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forse
letto tardi,ma penso che forse costituisce un buon suggerimento per i "grandi scrittori italiani" intrattenere,farsi leggere, dire cose serie e anche banalità,insomma non preoccuparsi troppo della "bella figura di chi scrive" ma del lettore. Forse avvicinerà qualche nuovo lettore alle librerie, cosa che agli scrittori ed editori italiani non è mai riuscita.
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L'arroganza del riccio
Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura e per questo ritengo la lettura sufficientemente piacevole per essere consigliata. Tuttavia ho trovato i personaggi delle due protagoniste assolutamente inverosimili (insieme al loro modo di esprimersi) e la storia inconsistente, compresa la fine piuttosto banale e "comoda" per l'autrice che evita così di affrontare una conclusione che, per come lei stessa ha disposto gli eventi, appare ardua.
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troppa filosofia
A mio parere troppa filosofia,(scritta da una prof di filosofia)a volte si perde il senso narrativo delle cose.
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ho iniziato arraccando..
Arrivo tardi, ma l'ho letto anch'io finalmente.
finalmente perché mi era stato consigliato da piu' persone, tutte entusiaste.
le prime cento pagine le ho passate a chiedermi il perché di quell'entusiasmo.
un inizio arrogante, in cui l'autrice -sotto le mentite spoglie della portinaia- sciorina tutta la sua cultura, in maniera secondo me pedante, fuori luogo, presuntuosa, decontestualizzata.
davvero, stavo per mollare tutto.
ma ho resistito, e ne sono stata felice.
Via via che la trama prende corpo al di fuori delle citazioni dotte fini a sé stesse dell'inizio, ho iniziato ad appassionarmi.
Il fatto ch'io abbia pianto alla fine significa (per me) che il libro ha fatto centro, che mi ero inconsapevolmente 'attaccata' ai protagonisti, che non mi aspettavo un epilogo del genere.
Non posso dimenticare il fastidio delle prime pagine.. ma nel complesso, a posteriori, un libro che mi sento di consigliare.
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Bello
Bello, rilassante, divertente. Anch'io sono d'accordo con coloro che non lo trovano affatto banale. E` una lettura per tutti.
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un bel libro
molti soloni associano il concetto di banalità a questo splendido romanzo..credo sia un modo come un altro per parlare di loro..
consentiamolo..
Indagine al centro della donna(uomo)eseguita con leggerezza..un valore.
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non ci siamo
..un libro pretenzioso. In realtà scritto bene e abbastanza scorrevole, ma l'ho trovato troppo arrogante e quasi altezzoso. Non capisco perchè la portinaia senta il bisogno di nascondersi. Non amo chi ostenta intelligenza (fasulla)ma qs libro, alla fine, ha ostentato ciò che non era. A mio avviso è più sincera e VERA la sorella di Paloma, ragazza "normale" che vive la vita di un qualsiasi adolescente.
buona lettura Raf
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Emozionante, ma...
Mi ha emozionato, è scritto bene e in maniera coinvolgente,l'ho letto con piacere e tutto d'un fiato, apprezzandone ora l'ironia, ora la leggerezza e ora il lirismo. Nonostante questo alcune cose non mi hanno convinto. I personaggi non sono a mio avviso molto credibili...troppo coerenti, monolitici, senza cedimenti, da subito buoni o cattivi, simpatici o antipatici. Non bisogna però dimenticare che le loro descrizioni sono filtrate dall'occhio delle due protagoniste, quindi da un punto di vista parziale, che si coglie da subito. La storia scivola via un po' troppo in fretta, soprattutto verso la fine... e il finale a mio parere rovina il libro, rompendo l'incanto della favola senza aggiungere niente al suo significato.
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snob alla francese
Tutta "l'altezza" culturale di questo libro sta nel lanciare stucchevoli sintesi di un pensiero filosofico completamente decontestualizzato. Penso alla critica (parolone) fatta alla fenomenologia di Husserl... un po' come prendersela con le formule matematiche del tipo "beh io x non ho mai visto in giro a fare la spesa non capisco perchè si ostinino a metterle in quelle baggianate chiamate formule matematiche"
Un grande prodotto capace di far sentire intelligente anche un deficiente. Banali oltre ogni modo i due personaggi: voglio dire se credi che io consideri nullità portinai, domestiche e spazzini e questo è il tuo punto di partenza non ci siamo proprio. Il successo è direttamente proporzionale alla vacuità e alla miseria di questi tempi, ci sentiamo persi e siamo atratti da tante piccole lampadine ad incandescenza che si spacciano per splendidi soli.
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l'Eleganza del ricio
Il libro dimostra la cultura dell'autrice che non ce la risparmia di certo, anzi la esibisce con dovizia ed un cero snobismo. L'idea di due voci narranti, due donne, di età diversa ed estrazione sociale differenti, potrebbe funzionare, ma l'autrice non ha ritenuto necessario cambiare tono o linguaggi ( a meno che non sia dovuto alla traduzione), perciò, la portinaia parla , si esprime, ragiona come la bambina. Non si gusta, perciò, lo svolgersi parallelo della storia, nè la differenza dei punti di vista (anche se portinaia e bambina sono delle "rivoluzionarie") Il meglio, per quanto improbabile, è il signor Kakuro che rappresenta un outsider (personaggio necessario perchè proveniente dal "fuori" e da altra cultura, per poter apprezzare le due devianti.
Banalissima la conclusione, con la provvidenziale morte della filosofa e la nascita della potenziale suicida che ha trovato (ma quale?) una ragione per vivere.
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Da cosa si giudica un libro?
Intendiamoci: se la "scorrevolezza" della lettura è un pregio, va bene; se citare a sproposito filosofi e compagnia fa sentire il lettore colto come la portinaia, pure. Ma qualcuno vuole spiegarmi che cosa c'entra la "scorrevolezza" col valore letterario di un'opera? E perché tale "scorrevolezza" dovrebbe coprire difetti enormi? Insomma, con questo criterio dovrei buttare nel cestino la Divina Commedia o Landolfi e tenermi Dan Brown...
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L'eleganza del riccio
è sicuramente uno dei romanzi contemporanei più belli che abbia mai letto. Ti scorre velocemente, quasi sotto pelle, e ti colpisce dritto al cuore. Attenzione: non è neanche lontanamente una romanticheria sdolcinata, bensì una storia di relazioni vere e sincere, tra persone molto poco comuni e invece molto speciali.
Mentre lo leggevo, ricordo di aver pensato che questo è forse uno dei libri che i nostri figli e nioti studieranno al liceo, quando sarà diventato un grande classico.
Voglia di leggerlo, rileggerlo e provare anche l’originale versione in francese dopo averlo imparato a memoria in italiano!
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a chi ha letto Mille splendidi soli
Perché tanto successo????
Non riesco a capire perché questo "romanzo" abbia avuto tutto questo successo.
Suona falso, stucchevole, banale, pretenzioso. Non dice nulla di nuovo, e quel poco che vorrebbe comunicare viene detto male.
L'autrice pretenderebbe di alzare il livello culturale del libro citando nomi di filosofi, musicisti e pittori ma facendolo purtroppo senza coerenza, quasi casualmente, anzi a volte disturbando i veri estimatori di tali artisti per il modo poco signorile col quale vengono trattati. Cosa direbbero gli estimatori di Mozart circa il Confutatis che attacca nel momento in cui si tira lo sciacquone al bagno? Che idea originale! Che brava scrittrice: è talmente colta da sapere anche che Mozart ha scritto un Requiem!!! ...quale altro commento a questa "trovata" narrativa?
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Ultimo aggiornamento: 06 Agosto, 2008
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L'ELEGANZA DEL RICCIO
Si lascia leggere con facilità, è ricco di significati che ci lasciano riflettere sull'importanza dell'essere........quello che gli altri vedono in noi è ciò che vogliono vedere, molte volte non corrisponde alla realtà!
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l'eleganza del riccio
io credo che questo libro non solo colpisca e tramite le sagaci riflessioni delle due protagoniste demolisca le spesso rigide e prive di significato preconvinzione del tutto infondate sulla rigidità dello schema sociale, ma smascheri anche attraverso la storia di Reneè, i suoi pensieri e le sue convinzioni ciò che per molto tempo è stato pensato come inverosimile, ovvero che una persona povera fosse dotata di tali capacità intellettive e, viceversa, persone di inestimabile valore dal punto di vista sociale, si riducono ad uno spesssore di un folgio dal punto di vista personale. credo che questo libro riesca a delineare con ottimo rigore un pensiero che dovrebbe fare riflettere molti: non importa come ci chiamiamo, da chi discendiamo, quanto sia prificuo il nostro lavoro o quanto sia appetibile il nostro coneo in banca, ciò che realmente ci contraddistingue e fa di noi quello che siamo è ciò che pensiamo, come ci comportiamo, ciò che diciamo. insomma qualsiasi onore materiale è ben poca cosa rispetto all'onore spirituale e quello di reneè è telmente alto che nemmeno ha bisogno di mostrarlo algi altri come trofeo, perchè dentro di sè ha già ben chiara l'ide di essere una persona completa, una persona che gli altri, tutti i riccastri del lussuoso condominio dovrebbero prendere come modello. per questo non ha senso commentare questo libro dicendo che la storia è improbabile quanto le caatteristiche psicologiche e morali dei personaggi, perchè il messaggio del libro và molto oltre tali profili e si concentra in un significato profondo che dorebbe essere preso ad esempio da tutti. ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione sociale, è unica e l'importanza e la difficoltà di tale messaggio esplicitano che il vero significato della vita è riconoscere tale precetto e vivere di conseguenza, nutrendo il proprio corpo e coltivando il prorio spirito
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l'eleganza del riccio
uno dei migliori e più originali libri che abbia letto recentemente lo consiglio a tutti
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Non importa che sia verosimile
E' vero. Alcune parti del libro possono sembrare sofisticate e volutamente troppo intellettuali, ma forse anche in questo sta il fascino di questo straordinario libro, pieno di ironia, humor, riflessioni argute che provengono da dove meno te le aspetti. Non devi capire tutte le citazioni letterarie o filosofiche: sono solo accessori utili al contorno, per rendere il senso della profondità delle due protagoniste.
Ed è altrettanto evidente che non è un racconto verosimile al cento per cento. Né ha la pretesa di esserlo. Ma è una narrazione che risveglia emozioni e stimola pensieri, in cui si ritrovano tante delle disillusioni di noi "ricercatori del bello" nell'arte e nella cultura, tanti aspetti stereotipati del vivere moderno (su cui si può ridere o sorridere), alcune manie e altrettanti paradossi.
Non è un libro di avventura, non è un saggio.
E' un bellissimo racconto "realistico" ma volutamente "iperbolico" (il che porta con sé una satira, a volte amara, delle mode e delle convenzioni) sostenuto da una prosa che non sconfina nell'accademico ma resta sempre piacevolmente leggera, senza essere banale.
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l'eleganza del riccio
è quasi più divertente leggere le recensioni che il libro stesso. Due partiti ben distinti uno pro e uno contro e con le medesime motivazioni.Chi lo ha amato alla follia e chi lo ha trovato sopravvalutato. Naturalmente io appartengo al secondo partito. Si legge davvero in un giorno, prosa semplice e scorrevole, contenuti volutamente ermetici, elucubrazioni senza nè capo nè coda. Due protagoniste così false e irritanti da essere quasi ridicole. Tanto sfoggio di cultura per una tesi che più banale e scontata non si può: la ricca borghesia
ovviamente vuota superficiale e ignorante dove solo una marmocchia di 12 anni, arrogante e supponente e senza un briciolo di umanità, ha capito tutto della vita. Meglio sorvolare sulla figura della portinaia, una domanda su tutte: ma che bisogno aveva di nascondere la sua cultura? A che serve la cultura se non ad aprire il tuo cuore alla comprensione degli altri specialmente quelli più diversi da te.La cultura fine a se stessa chiusa in un bozzolo è sterile e molto spesso dannosa.
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Da rileggere
Ho faticato a "entrare" nel libro...ma poi..Ho amato le riflessioni profonde di Renée,un po' meno quelle di Paloma, anche perché è davvero poco credibile che una ragazzina di dodici anni abbia il profilo intellettivo ed emotivo descritto. Mi ha fatto pensare tuttavia la sua visione disincantata del mondo e della società, a volte mi ha messo inquietudine.. Bellissima la prosa...consigliato per chi non ama le letture facili.
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Il contrario del riccio
“Essere vivi è proprio questo:
andare alla ricerca degli istanti
che muoiono”.
Muriel Barbery, insegnante di filosofia, nata nel 1969 a Casablanca, è l’autrice del caso letterario del 2007. Il suo secondo libro, “L’eleganza del riccio”, complice anche il passaparola, ha scalato in brevissimo tempo le classifiche e ha vinto numerosi premi ( Prix George Brassens 2006, Prix Rotary International 2007, Prix des libraires 2007).
In un signorile condominio parigino, sito in Rue de Grenelle numero 7, costituito da otto ampi e lussuosi appartamenti abitati da famiglie della medio-alta borghesia francese, vive e lavora Renè Michel, l’atipica portinaia dello stabile. La sua apparenza “corrisponde fedelmente al paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire”. E’ “vedova, bassa, brutta, grassottella e in certi giorni ha l’alito di un mammut”. Vive sola con Lev, un grosso e pigro gattone che quando si indispettisce ha le zampe puzzolenti. La sua televisione è sempre accesa su programmi nazional-popolari e dalla sua cucina escono gli effluvi tipici dei cibi considerati dall’immaginario collettivo “cibi da guardiola”.
In realtà Renè è un’eruditissima autodidatta che vive la sua cultura nascondendola accuratamente con l’uso di una personale strategia difensiva, volta soprattutto verso i ricchi con cui ha a che fare, i quali secondo i suoi ragionamenti ed i suoi pensieri, in un clichè animato da un vero e proprio “odio di classe”, vengono presentati al lettore come figure stereotipate, antipatiche, insulse e vuote e con un lessico così imperfetto da provocare consistenti sussulti letterari. La vita di Renè è immersa in citazioni di Marx, Proust, Kant, negli studi di Hassel, nell’Arte e nella Musica ( uno dei suoi preferiti è Purcell, principe della musica barocca) e nell’amore per la cultura e il cinema d’essai giapponese (gli improbabili film di Ozu). Anche il nome del gatto, Lev, è un omaggio alla letteratura russa e a Tolstoj.
La sua unica amica è straniera. Si chiama Manuela ed è, secondo Renè, un’aristocratica dentro ma di fatto fa la colf ad ore in vari appartamenti della palazzina.
Qui abita anche Paloma Josse, geniale e saggia dodicenne, dotata di una cultura al limite della credibilità e di una intelligenza veramente fuori norma. La ragazzina, figlia di un diplomatico sbrigativo, appartiene ad una famiglia descritta come superficiale: madre maniaco-compulsiva e sorella finto impegnata. Il libro è narrato a due voci, quella di Renè e quella di Paloma. Due sono le traduttrici: Cinzia Poli per Renè ed Emanuelle Caillat per Paloma ed anche il carattere di stampa usato è differente per ognuna delle protagoniste.
Anche Paloma, come Renè, cerca di tenere basse le sue prestazioni mentali e di esternare agli altri molto meno del suo minimo intellettivo. Nonostante ciò, anche a scuola, è sempre la migliore. Ormai è arrivata all’amara conclusione che la sua intelligenza, che la fa sentire superiore a tutti gli altri, non possa farle trovare alcuna bellezza nel mondo, per affrontare il quale sente la necessità di rintracciare in esso qualcosa o qualcuno di bello per cui valga la pena di esistere. Paloma vuole discostarsi dalla gente comune che “ crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia” e quindi, per salvarsi da questa fine che non trova consona alla sua persona, ha deciso di togliersi la vita il giorno del suo tredicesimo compleanno. L’arrivo di un nuovo condomino, un ricco giapponese, raffinato, colto, enigmatico e certamente equilibrato, Monsieur Kakuro Ozu, porterà alla luce tutta l’eleganza d’animo delle protagoniste, soprattutto quella di Renè, ben nascosta e difesa come fa il riccio, che con pungenti aculei e finta indolenza protegge una solitudine fatta di rara semplicità e di delicatezza.
E’ un romanzo che si avvale di uno spunto originale ed abbastanza inconsueto, che regala molte pagine tenere, divertenti e anche profonde. La prima parte del libro, però, esibisce un esagerato sfoggio pseudo-filosofico, sfoggio che ha tutto il sapore di un autentico, convinto e autocelebrante narcisismo che partendo da una deformazione professionale dell’autrice (che certo non nasconde le sue conoscenze con la stessa eleganza delle sue protagoniste) diventa fastidioso, pieno di frasi fatte e di elucubrazioni a volte al limite della comprensibilità. Il lettore deve quindi bere a piene dosi tutta questa filosofia spicciola, troppo rigida e molto schematizzata, con ripetizioni prolisse e ridondanti. Le protagoniste, poi, sembra che parlino e pensino nello stesso modo e in particolar modo la figura di Paloma, alla luce di una confusione totale tra cultura ed intelligenza, è talmente artefatta e innaturale da non riuscire a provocare neanche un brivido di empatia. La conclusione, infine, per quanto possa coinvolgere per l’amarezza di un destino ingrato, ha un po’ il sapore di una “soap opera” televisiva e come tale non ci esime dalla lacrimuccia finale che ha pur sempre un bell’effetto catartico, evitandoci così disturbi psicosomatici peggiori.
Ma questo è solo il mio punto di vista. Tanti infatti hanno apprezzato questo microcosmo condominiale, assaporandone il connaturato universo. Hanno accolto con entusiasmo le riflessioni filosofiche ampiamente esemplificate che la docente Barbery ha escogitato per un maggior intendimento del testo, le rabbie verso la superficialità e la vanità borghese, certe chicche di pensiero buttate qua e là, la dolcezza e l’amarezza di alcune pagine che anch’io ho ritenuto valide così come è apprezzabile il concetto di saper intendere, attraverso la quotidianità, la bellezza e la poesia delle piccole cose per sapere sempre coglierne l’essenza attraversando la barriera dell’apparenza. Il libro rivela così un grosso potenziale che non viene espresso in pieno per il mancato fluire di una naturalezza che avrebbe potuto, nella semplicità e nel garbo dei contenuti rinvenuti, essere più genuino e spontaneo.
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L'eleganza del riccio di Muriel Barbery
L’eleganza del riccio di Muriel Barbery
Incipit: siamo a Parigi, in età contemporanea, in un elegante palazzo al numero 7 di rue de Grenelle, abitato da famiglie dell’alta borghesia. Un romanzo a due voci, da un osservatorio privilegiato, la guardiola della portineria, Renée vede passare la sua vita e quella dei lussuosi condomini e Paloma, una dodicenne ricca abitante dello stesso palazzo.
Renée, vedova 55enne, dall’aspetto sciatto e trasandato, nasconde un’anima raffinata e colta, dalle letture filosofiche, di letteratura, d’arte, un tradimento costante del suo archetipo perchè nessuno degli abitanti del condominio sospetta. Dagli altri è vista come un complemento della guardiola alla quale vengono richieste le sue mansioni di portinaia, senza prestarle alcunché di attenzione come persona. Solo la sua unica, amica, portoghese, Manuela comprende la bellezza del suo animo e la delicatezza dei comportamenti. Paloma, dotata di una acuta intelligenza, finge di essere una ragazzina dalla sottocultura comune a tanti, cercando di ridurre le sue prestazioni a scuola, giudica un disastro la vita degli adulti, come mosche sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, si deprimono e stanca di vivere, ha programmato la sua fine. Queste due anime sensibili e accomunate da uno stesso sentire, incroceranno per un attimo le loro esistenze, condividendo medesime impressioni e sentimenti: trait d’union, il ricco e colto giapponese, Ozu che ne ha avvertito le loro vere essenze, senza lasciarsi ingannare dalle false apparenze. Una storia originale e ben orchestrata, in uno stile colto e distillato da considerazioni filosofiche e da una prosa caleidoscopica che trasmette suoni, colori ed emozioni. Il finale lascia amarezza e rimpianto per una vita spesa ai margini della società in cui la ricchezza d’animo e l’amore per la bellezza sono stati oscurati da un fato capriccioso e avverso. Il caso è prodigo per alcuni e per altri ignora i meriti e inibisce animi altamente nobili.
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l'eleganza del riccio
Questo libro smentisce in maniera implicita da parte della protagonista ciò che la società ci ha sempre "costretto" a vedere le apparenze. Perchè mai una portinaia dovrebbe restare in quel suo piccolo mondo fatto di pochezze e banalità quando a sua disposizione può avere tutto ciò che può far vagare la mente altrove?!
Proprio questo è il messaggio del libro non la storia o le vicessitudini dei personaggi ma il simbolo che rappresentano nella vita.
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L'eleganza del riccio
Questo libro mi è piaciuto molto. E' uno di quei libri da leggere in poche ore che ti coinvolgono e ti fanno dimenticare tutto ciò che ti circonda. Secondo me, per apprezzare un libro del genere non bisogna soffermarsi sui personaggi, più di una volta criticati in altre recensioni che ho letto, ma bisognerebbe leggere fra le righe e assaporare le emozioni che trapelano da esse. In questo caso: sofferenza e felicità. Sofferenza dovuta al fatto di dover vivere in un mondo banale e ricco di stereotipi che nasconde però tante piccole bellezze da scoprire e da curare, tanto da amarle e provare felicità nel riconoscersi in esse.
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Peccato per il finale
E' un romanzo stuzzicante, pieno di spunti di riflessione sulla nostra società enunciati con simpatica presunzione. Banale il finale, peccato!
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L'eleganza del riccio
Emozionante con tanti spunti di riflessione e perchè no attimi di sublime prosa.
Uno dei pochi libri che appena letto mi è venuto voglia di rileggerlo.
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La bellezza dell'eleganza del riccio
Bello! Bella l'idea della doppia scrittura; bella l'idea della "cultura" vissuta in due modi completamente diversi (anzi tre se includiamo il signore giapponese). La bambina che la vive come sofferenza, come un qualcosa che la distanzia dalla sua famiglia dai suoi cari, che la fa vivere in solitudine. René che la vive come una sua cosa intima da non esporre, e l'aiuta a vivere distante dal mondo che lo circonda e l'aiuta a vivere la sua "solitudine". Quindi distanza e solitudine due sensazioni che ricorrono ma in modo diverso. Ma ecco che arriva lui, Ozu, che vive invece la cultura esponendola in maniera quasi (ripeto quasi) pacchiana (anche lo sciacquone viene coinvolto). sembra pero' di capire che lo possa fare perchè è...ricco, e la cultura se sei "povero" o sei non "riconosciuto" comuque dalla società come tenutario di cultura, la devi vivere in solitudine. Ma in realtà la cultura unisce .. René, Paloma, Ozu, niente di simile tra di loro tranne l'amore per la cultura che in questo libro viene anche associata ad un enorme sensibilità umana di tutti e tre i personaggi. Sentibilità che però..... bhe leggetelo e capirete cosa combina questa sensibilità...
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Cioccolato Novi
trovo le recensioni dei lettori più interessanti del libro stesso. Ritengo veritiere entrambe le posizioni. Chiedo indulgenza ai detrattori (è vero, i protagonisti sono irreali e la filosofia trattata con banalità), pensando che nelle vetrine mettono anche Vespa e cabarettisti, e meno entusiasmo (ma è un buon libro, su) da parte degli estimatori. Cioccolato Novi, via di mezzo.
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l'eleganza del riccio
sorprendente!
se si ha la voglia di superare l'iniziale antipatia per le due presuntuose protagoniste si scoprirà un libro veramente "wabi". Alla fine la bellezza dei sentimenti e dei contatti umani superano la passione per la filosofia e per la grammatica. Emozionante la descrizione della pioggia d'estate.
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L'eleganza del riccio
E' come la cioccolata fondente: o piace o non piace, senza via di mezzo.
E' sicuramente un libro "wabi", come da una citazione del libro stesso.
Ho adorato questo libro, l'ho termianto proprio ieri e questa mattina, prima di riporlo nella libreria, gli ho fatto nuovamente una carezza sulla copertina.
L'intreccio della storia fa' si che il lettore si stacchi con difficoltà dalla lettura, la scrittura l'ho trovata molto semplice ed elegante, forza e leggerezza inaspettata pervadono ogni riga, mai pesante e arzigogolato nonostante la presenza di alcuni concetti filosofici, della quale da' sublime sfoggio la scrittrice. Sicuramente un ottimo libro per ottime riflessioni.
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L'eleganza del riccio
Ho iniziato questo libro un pò titubante, i libri molto acclamati mi lasciano sempre un pò così. Devo dire che questo libro è stata una piacevole scoperta; è sicuramente evidente la cultura dell'autrice, che non evita nessuna scusa per mostrarla, ma è così bello finalmente poter leggere qualcosa che trabocca di cultura!! magari meno convincente una bimba di 12 anni che parla con scioltezza di grammatica e filosofia, ma direi che un tocco di "fantasia" può essere concesso a chiunque. Il finale non mi vergogno a dirlo mi ha fatta piangere. Consiglio decisamente di leggerlo.
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la vera eleganza non si fa notare
in questi giorni, tornavo a casa con la voglia di leggerne qualche altra pagina.
mi ha fatto ridere, mi ha fatto piangere.
un libro da leggere, da toccare, da sottolineare, da vivere.
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Presuntuoso
Francamente pensavo meglio! Inizialmente la scrittura ricca e articolata mi ha invogliato molto alla lettura. Tuttavia ha cominciato scadere proprio nel momento in cui è iniziata la vera storia del romanzo - che è tra l'altro verso la fine! -, appesantendo ogni pagina di discorsi presuntuosi che non fanno altro che rispecchiare il modo di pensare dell'autrice. Non esiste una caratterizzazione del personaggi: le due protagoniste - diverse solo per l'età! - parlano e sparlano di filosofia e grammatica in maniera decisamente presuntuosa. Piuttosto preferisco dilettarmi con romanzi veri, in cui possa trovare un intreccio narrativo e dei personaggi psicologicamente realistici!
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L'eleganza del riccio
Bel libro! spice tantissimo finirlo!
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L'eleganza del riccio
Stile pretenzioso, lettura difficoltosa per i contenuti banali, a tratti irritanti, troppo pieni di ovvietà e luoghi comuni.
La portinaia autodidatta è molto poco credibile e l'adolescente supponente e MOOOLto antipatica.
Meglio un buon gelato piuttosto che un pessimo libro!
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felicità pura
Per me questo libro è stato felicità pura. Gioia, dolore, riso e lacrime, tutto in un unico, magnifico, e forse irripetibile libro.
Imperdibile.
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tanto rumore per nulla
Avevo diverse volte evitato l'acquisto, poi su giornali e radio ne hanno fatto l'apologia e ci sono cascata.
Mentre lo leggevo mi chiedevo perchè stavo continuando a leggere una sfilza di ovvietà talmente sciatte che se mi avrebbero irritato anche sel'avessi lette su Donna Moderna.
Brutto, proprio brutto.
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leggete Perec
Meglio leggere l'originale: "La vita, istruzioni per l'uso" di Perec.
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L'eleganza del riccio
Un libro molto piacevole, che incanta, ci cattura pagina dopo pagina. Direi da leggere tutto d'un fiaco ma accompagnato da piacevoli pause riflessive per non farsi scappare nulla.
Avvicinandomi alla fine del libro, mi sembrava di comporre un puzzle, dove alla fine tutto combacia. Anche se non sembra, anche l'ultimo tassello combacia perfettamente. Leggendolo capirete.
Buona lettura.
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carino, ma con un potenziale inespresso
Un libro diverso e nuovo, che si fa leggere tutto d'un fiato. Bellissima la ricostruzione dell'alta borghesia parigina e delle atmosfere di condominio chic. Interessante e avvincente la trama, ben delineati i personaggi. Ma il libro ha un potenziale inespresso, è come "frenato" da inutili e noiose citazioni culturali, per lo più ovvietà che lo rendono in qualche modo irritante.
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felicità
Questo è un libro che rende felici, la scrittura è raffinata, lo stile intenso e particolare. Protagoniste del romanzo sono due donne, Paloma un'adolescente complessa e complessata ed una portinaia che sconvolge tutti i luoghi comuni a cui siamo abituati sull'argomento. Cosa hanno in comune questi due personaggi apparentemente agli antipodi? Beh, sono personaggi ''nascosti'', che al di là dell'esistenza ''ufficiale'', mantengono una vita segreta ed intima. L'occasione per conoscersi sarà rappresentata dall'arrivo del signor Ozu, un ricco giapponese che saprà smascherare il segreto ben custodito di Renée e riuscirà ad instaurare un rapporto fatto di sguardi, silenzi, parole e lacrime con la giovane Paloma. Buona lettura:)
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l'eleganza del riccio
un libro che stava per imbrogliarmi. lo stile elegante ma nonn sempre facile da seguire e i concetti "pesanti" (e gli ultimi mesi passati a macinare solo gialli e simili) mi hanno fatto un po' penare nell'approccio tanto da pensare di abbandonarlo. poi, per merito del libro o per adeguamento personale al livello di lettura, qualcosa è scattato. la vicenda è ben studiata, i personaggi accattivanti. la trama e lo svolgimento funzionano e ci troviamo immersi nel mondo del palazzo francese di cui una delle due protagoniste principali è portinaia. il libro si rivela appieno e, alla fine, si rivela bello. lo consiglio.
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l'eleganza del riccio
E' estremamente coinvolgente, suscita una punta di invida sulle capacità della scrittrice di comunicare impressioni tanto brillanti quanto semplici e alla portata di ognuno. In una o più parti possiamo trovare qualche cosa che sta dentro di noi e che non abbiamo evidentemente mai verbalizzato o di cui non eravamo consapevoli. SI tratta di piccoli dettagli, o di piccoli ragionamenti e di dettagli che costituiscono il nostro essere. E' interessante e coinvolgente. E poi non è importante se lei racconta che una quadro di un famoso pittore sta nel bagno dei protagonisti, è il messaggio che vuole dare che è importnate, non la veridicità del fatto. Bisogna avere l'elasticità di comprendere quanto la scrittrice ci vuole dire. A questo punto si entra in sintonia....
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eleganza spassosa
Piacevole sorpresa... ha momenti brillanti e altri decisamente divertenti. E non ho potuto evitare di innamorarmi di Paloma. Unica nota stonata le punte di invidia che mi sucitavano le due protagoniste, per essere così tanto inverosimilmente speciali.
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noia e antipatia
piuttosto noioso e ho in vero odio le due donne protagoniste
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Noiosetto
Noiosetto, quà e là arguto ma largamente sovrastimato.
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RUFFIANO
Libro un pò ruffiano, scandito da banalità filosofiche (irritanti) comprensibili ai più e da momenti, rari, di delicatezza emotiva. Da leggere in un giorno, due sono spesi male.
Consolatorio ma lascia il tempo che trova
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l'eleganza del riccio
premetto di non essere generalmente una divoratrice di libri..ma l'eleganza del riccio mi ha davvero travolta in una lettura che non riuscivo ad interrompere! è tradotto in un italiano che trovo spettacolare, talvolta ricercato ma al tempo stesso piacevole (chissà che bella la versione originale in francese..mi sa che me la compro!!)
impossibile non essere curiosi di quel che succederà in ogni pagina!
Buona (e appassionante!) lettura!!!
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Opinione inserita da Sartori 11 Giugno, 2008