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Il tempo che vorrei
 

Ripongo la mia fiducia nel prossimo libro

Voto medio: 
 
3.3
Stile:
 
4.0
Contenuto:
 
3.0
Piacevolezza:
 
3.0
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Opinione inserita da Martina
16 Febbraio, 2010
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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Premessa: ho letto tutti i libri di Fabio Volo, meno il primo, e fin dalle prime pagine sono rimasta colpita. Mi piace il modo in cui racconta storie coinvolgenti e pensieri quotidiani che appartengono un pò a tutti noi con la sua semplicità molto diretta, ma non per questo scontata o noiosa.
Da questo libro, però, mi aspettavo di più. Ho sentito maturare Fabio Volo in "Un Posto nel Mondo" e in "Il giorno in più", per cui mi aspettavo un'ulteriore crescita - più che altro nei contenuti - che di fatto non c'è stata.
Lo stile ricorda tanto quello di "E' una vita che ti aspetto", vale a dire tanta introspezione (troppa!) e trama scarsa.
E' un libro sicuramente piacevole e scorrevole, se l'avessi letto senza conoscere gli altri termini di paragone l'avrei apprezzato certamente di più! Ecco perchè sa di letto e riletto.
Nota positiva per come affronta la tematica del rapporto col padre. Se di crescita vogliamo parlare, non può che stare proprio qui.
Carina la scelta di narrazione, l'alternarsi di capitoli dedicati ai più svariati aspetti della sua vita e capitoli dedicati esclusivamente alla "Lei che se n'è andata e che tra un mese e mezzo si sposa", la stessa Lei di cui non viene rivelato il nome se non nell'ultima, breve, frase del libro.
Un finale che fa guadagne qualche punto in più ad una storia altrimenti banale... Intenso, tiene col fiato sospeso fino alla fine, e - per fortuna - lascia l'amaro in bocca.

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