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Il marchio del diavolo
 
Il marchio del diavolo 2012-08-24 17:31:35 Elisabetta.N
Voto medio 
 
2.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    24 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 25 Agosto, 2012
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Sospirando

Ho sospirato...
Quando leggo non lo faccio mai perchè sono completamente persa in un luogo nuovo, in una nuova storia.
Ma stavolta la magia non mi ha colpito e mentre leggevo sospiravo chiedendomi "arriverò mai alla fine?"
Faccio fatica a capire il perchè non sia scattata la scintilla, gli ingredienti per un bel romanzo c'erano tutti: una setta misteriosa, ritrovamenti archeologici, complotti...
A parte un forte senso di deja-vu per la somiglianza in molti punti con Angeli e demoni di Dan Brown, poteva essere un buon libro.
Lo stile, inoltre, mi è piaciuto, semplice (a volte fin troppo) e abbastanza coinvolgente, ma tutto ciò non è bastato.

Devo dire innanzitutto che ci sono troppi personaggi e altrettanti punti di vista, tantè che anche adesso, arrivata alla fine, alcuni nomi ancora mi sfuggono, dovrei tornare a leggere qualche pezzo per potermeli ricordare.

Un altro punto a sfavore sono gli innumerevoli cambiamenti di tempo che, a mio avviso, sono anche posizionati in modo traslato rispetto alla vicenda del presente a cui sono collegati (es SPOILER: al ritrovamento degli scheletri nel colombario doveva seguire il capitolo sulla morte di Balbillo, cos' come ai dubbi di Elisabetta circa il perchè delle modifiche al testo B, doveva seguire il capitolo del 1500 in cui Marlowe spiegava il perchè...)

Inoltre lo scrittore ha voluto spiegare la presenza di una coda nei lemuri adducendo che il genotipo controlla il fenotipo e quindi i lemuri sono geneticamente malvagi e incapaci di provare rimorso, hanno la coda che è anche il simbolo del male.
Beh, sinceramente io non mi ero chiesta del perchè della presenza di una coda e questa spiegazione così semplicistica mi ha lasciata basita. Avrei accettato semplicemente il mistero.

E cosa dire poi della scelta della protagonista? Una suora...
Capisco la necessita di introdurre un personaggio molto religioso visto l'ambiente in cui si doveva muovere, ma una suora?
Per me che cerco sempre il lato un po' romantico in ogni libro, non c'è stata nemmeno questa soddisfazione, nemmeno una piccola speranza che qualcosa di romantico potesse accadere.
Cosigliato?
Sì e no.
Per me ha molti difetti, è vero, ma non è stata una lettura difficile da portare a termine (sospiri a parte!)

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