Perpetua zòvane... casìn in canonica
Saggistica
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 2011
riaccesi gli splendori del bel tatro dialettale
Ricordavo il bel teatro Goldoniano... recitato magari da Baseggio... una gioiosa parentesi sopita da tempo. Questo gioiellino me l'ha fatta rivivere.
Comico, divertente, scanzonato e ben costrito, una commedia da leggere... e speriamo presto... da vedere
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mamma che risate!!!
Devo dire innanzitutto, che l'acquisto e la successiva lettura di opere in dialetto è colpa di Stefp. La sua recensione del libro sul dialetto "anconetanto" mi ha fatto venire la "smania" di leggere qualcosa nel mio dialetto. CHE NON E' IL DIALETTO VENEZIANO. E NEANCHE VENETO!Con buona pace di chi vuole "insegnarlo a scuola", il dialetto, almeno in queste zone, CAMBIA! Ma non da paese a paese, bensì da FAMIGLIA a FAMIGLIA. Perché è una cosa che riguarda la bocca e non la mente! Il cuore forse, ma non il cervello! E quindi...? Beh, e quindi ho trovato questa piccola commedia teatrale in tre atti, di Dante Callegari proprio nel dialetto che più si avvicina a quello di casa mia!
E' una commedia molto semplice, basata sull'equivoco e sulle "ciàcole": in canonica, arriva una giovane perpetua piuttosto avvenente. Don Mosé, prete anzianotto, deve vedersela col nipote fannullone, Suor Mariana dalle "paturnie" in testa, le pie donne dalla "ciàcola" facile, un morto che non è ancora morto, ma che fa le prove per prendersi avanti... Il tutto rigorosamente nel dialetto "trevisan", una parlata cadenzata che si presta ottimamente a questa brillante commedia.
Ottimo acquisto, sicuramente procurerò altre opere di questo "artista dea lengua trevisana"... soprattutto per le grasse risate che mi ha fatto fare...









