Il futuro dell'America Il futuro dell'America

Il futuro dell'America

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La presentazione e le recensioni di Il futuro dell'America, saggio di Simon Schama edito da Mondadori. "Sono in grado di dirvi con esattezza, minuto più minuto meno, quando la democrazia americana è risorta dai morti, perché io ero là: 19.15, 3 gennaio 2008, seggio 53, Theodore Roosevelt High, Des Moines." Simon Schama, uno dei più importanti storici dei nostri tempi, inizia così il suo viaggio nel presente e nel passato degli Stati Uniti per comprendere le nuove prospettive che si sono aperte per questo paese e, di conseguenza, per il mondo intero. E per tentare di individuare i tratti peculiari dell'identità americana, in un momento del tutto particolare, segnato dalla candidatura di Barack Obama e dall'esplodere della crisi economica. Dalla sua indagine emerge una storia contraddittoria, ricca di episodi sanguinosi: dalla guerra di secessione, conflitto fratricida visto con gli occhi di un protagonista, il generale Montgomery C. Meigs, alla deportazione dei cherokee a ovest del Mississippi, dall'espropriazione delle terre ai danni dei tejanos in Texas ai pogrom contro le varie Chinatown o contro gli immigrati non anglosassoni fino alle recenti vicende di Abu Ghraib. Eppure, in mezzo a tanta violenza e a tanta sofferenza, affiora anche un altro paese, quello di Fannie Lou Hamer, il cui canto si è levato contro la discriminazione dei neri; di Grace Abbott, che ha lottato in difesa degli immigrati nelle grandi città; di Fred Bee, l'avvocato dei cinesi che hanno costruito le ferrovie americane; di Sentiero Bianco, l'amico dei cherokee; o di Montgomery Meigs, il discendente del generale, morto da eroe durante lo sbarco in Normandia. "Oggi si gioca un'altra partita: la repubblica chiede a gran voce di essere riedificata. Sarà possibile? Saprà il mastodonte della potenza americana, così grosso e impacciato, così impreparato alla degenerazione delle sue buone intenzioni e al risentimento del mondo, governare l'ultimo atto della propria trasformazione? " A questo interrogativo Schama suggerisce una risposta affermativa, perché, a suo parere, il significato più autentico della "differenza americana", quel tratto del carattere nazionale di cui i cittadini degli States vanno tanto fieri, sta proprio nella loro capacità di sperare nel futuro, di rinnovare e ricostruire il paese nei momenti in cui sembra votato alla catastrofe.

Simon Schama (1945), storico di fama mondiale, insegna storia dell'arte alla Columbia University. Collabora al "New Yorker" e al "Guardian". Da Mondadori ha pubblicato: Cittadini (1989), Le molte morti del generale Wolfe (1992), Il disagio dell'abbondanza (1993),Paesaggio e memoria (1997), Gli occhi di Rembrandt (2000), Il potere dell'arte (2007).

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