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La casta dei radicalchic

La casta dei radicalchic

Saggistica

Autore Massimiliano Parente

Editore

Casa editrice Newton Compton


La presentazione e le recensioni di La casta dei radicalchic, saggio di Massimiliano Parente edito da Newton Compton. C’è una “casta” nella cultura italiana? Tra i cosiddetti intellettuali “liberi”, gli opinionisti televisivi, i critici per tutte le stagioni? Secondo Massimiliano Parente sì. Questo libro è uno spietato manuale di sopravvivenza per difendersi dalla mediocrità culturale, quella dei romanzi che invadono le librerie e le recensioni, quella che impoverisce il cinema, la musica, la televisione, la destra e la sinistra. Lobby mediatiche si danno battaglia, fingono rivalità inesistenti, e di nascosto si mettono d’accordo per non pestarsi mai i piedi. Un’ignoranza arrogante e contagiosa che l’autore attacca con lucidità, cinismo e distaccata ironia. Dal Premio Strega a Sanremo, dai David di Donatello alla Biennale di Venezia fino ad arrivare all’Isola dei Famosi. Questo libro è una vera cassetta degli attrezzi per denunciare i personaggi di cartapesta, i vecchi cliché elevati a sistema di pensiero, gli alibi, le scuse, le autoassoluzioni di figure che vorrebbero essere tutte diverse e invece sono tutte uguali. È anche un viaggio esilarante dove scopriremo dizionari per riconoscere i trucchi e le paraculaggini in trasmissioni di successo come Annozero di Michele Santoro. Massimiliano Parente, scrittore politicamente scorretto, ci guiderà nel provincialismo culturale del tragicomico Paese nel quale viviamo: cialtrone, snob, ipocrita e finto-buonista.

Massimiliano Parente è nato a Grosseto nel 1970. Ha pubblicato i romanzi Incantata o no che fosse, Mamma, Canto della caduta, La macinatrice e, nel 2008, Contronatura, un’opera monumentale acclamata dalla critica. Nel 2001 è stata organizzata una conferenza stampa da un gruppo di intellettuali, tra cui Giordano Bruno Guerri, Giampiero Mughini e Vittorio Sgarbi, per difendere le trasgressive opere di Parente dalla censura. Ha pubblicato, tra l’altro, anche un saggio su Marcel Proust, L’evidenza della cosa terribile. È attualmente la firma più provocatoria de «Il Giornale». Massimiliano Parente non è un giornalista.

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