La guerra della rosa La guerra della rosa

La guerra della rosa

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La presentazione e le recensioni di La guerra della rosa, saggio di Piero Ottone edito da Longanesi. Il gruppo Mondadori-Espresso, formato alla fine degli anni Ottanta attraverso la fusione di due gloriose case editrici, era il più importante complesso editoriale in Italia: pubblicava un quotidiano nazionale, la Repubblica, tre newsmagazine, L’Espresso, Panorama, Epoca, una quindicina di quotidiani locali, settimanali di varietà e femminili. Era inoltre il primo editore di libri. Principale azionista: Carlo De Benedetti. Ma Silvio Berlusconi decise di affrontarlo, per strappargli il controllo. Nacque così uno scontro frontale che fu poi chiamato la Guerra della Rosa, prendendo lo spunto dal simbolo della casa editrice fondata da Arnoldo. Oltre ai due personaggi già citati che guidavano i rispettivi schieramenti, numerosi protagonisti della vita pubblica italiana parteciparono in un modo o nell’altro alla guerra: Carlo Caracciolo ed Eugenio Scalfari, la famiglia Formenton e Fedele Confalonieri, Enrico Cuccia e Giuseppe Ciarrapico, e altri ancora, con Bettino Craxi e Giulio Andreotti sullo sfondo. Piero Ottone, lui stesso rivestito allora di incarichi alla Mondadori, conosceva da lungo tempo i vari personaggi, e assisteva allo scontro in prima fila. Quando ancora le sorti del gruppo non erano decise, Ottone scrisse e pubblicò questo libro, raccontando gli eventi con la partecipazione del testimone e con il distacco dello spettatore. C’è stato un seguito. La guerra finì con un armistizio e una spartizione, che ha avuto conseguenze importanti nel delicato settore dell’informazione. La Repubblica, mantenendo la sua indipendenza, ha svolto e continua a svolgere la sua parte. Nel 2007 i giudici hanno però definitivamente accertato che una sentenza decisiva per la proprietà del gruppo era stata comperata a beneficio della Fininvest di Berlusconi attraverso la corruzione di un giudice, e il Tribunale civile di Milano, in seguito a tale corruzione, ha condannato la stessa Fininvest a pagare alla CIR di De Benedetti un risarcimento di settecentocinquanta milioni di euro. In questa nuova edizione, Ottone ripercorre gli ultimi avvenimenti rileggendoli alla luce del preoccupante stato dell’informazione in Italia.

Piero Ottone, nato a Genova nel 1924, ha diretto Il Secolo XIX e il Corriere della Sera.

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