Storia della mia gente Storia della mia gente

Storia della mia gente

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La presentazione e le recensioni di Storia della mia gente, opera di Edoardo Nesi edita da Bompiani, vincitrice del Premio Strega 2011. C'era una volta la Provincia italiana ricca, felice e molto produttiva. Che commerciava con l'estero, dava del tu ai colossi oltre confine con l'orgoglio di una identità, prima che nazionale, comunale. C'era un tempo in cui anche gli stupidi facevano soldi, in un paese dove il PIL cresceva di due cifre l'anno. Dove i soldi guadagnati con allegria, spensieratezza e persine cafonaggine venivano ben esibiti in beni di lusso. Poi arrivarono i guru della globalizzazione a dire che si doveva cambiare, ad andare in televisione a sponsorizzare mercati stellari in Cina e a sostenere che il vecchio modello, quello dove si stava bene, andava male. Questa è la "storia della mia gente", non solo degli "stracciaroli di Prato", ma di una provincia felice e intelligente, sacrificata alla globalizzazione.

Edoardo Nesi ha pubblicato con Bompiani Fughe da fermo (1995), Ride con gli angeli (1996), Rebecca (1999), Figli delle stelle (2001), L’età dell’oro (2004, Premio Bruno Cavallini, Finalista Premio Strega 2005), Storia della mia gente (2010). Ha scritto e diretto il film Fughe da fermo (Fandango, 2001).

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Opinioni inserite: 7

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Storia della mia gente 2012-02-21 15:29:31 elitta
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Opinione inserita da elitta    21 Febbraio, 2012

striminzito

Striminzito, scontato, noioso, superficiale.
Dov'è la storia della sua gente?
Parla solo di sè e della sua giovinezza spensierata negli states da figlio di papà.
Mi aspettavo un'analisi approfondita con testimonianze dirette del "passaggio di testimone" alla spietata concorrenza cinese.
Invece tabula rasa.
Assolutamente sconsigliato per chi cerca spessore di trame, contenuti e protagonisti.

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Storia della mia gente 2011-09-17 10:14:57 SaraDuranTini
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SaraDuranTini Opinione inserita da SaraDuranTini    17 Settembre, 2011
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Una testimonianza

Il tessuto connettivo costituito dalle piccole e medie imprese italiane che hanno, da sempre, costituito il nerbo dell'economia (caratterizzata dalla vitalità, dalla passione, dall'efficienza e dall'efficacia), questo tessuto oggi è in crisi, alla mercé di una politica economico-finanziaria altalenante, destabilizzante e assai nociva per coloro che fanno parte della filiera industriale, a partire dagli operai. Una classe operaia soggetta a pressioni morali, oltre che psicologiche, colpita dalla crisi economica, che non ha possibilità di guardare al futuro in quanto non vengono delineati i parametri del futuro, una classe operaia in queste condizioni affonda soprattutto se a sorreggerla non c'è una forte dirigenza imprenditoriale.

Questa situazione è il punto di partenza del romanzo scritto da Edoardo Nesi, Storia della mia gente, edito da Bompiani e vincitore del Premio Strega. Nesi concentra la sua attenzione sulle vicende economico-politiche che hanno colpito la città di Prato. Figlio dei proprietari della T. O. Nesi & Figli, uno dei tanti lanifici, dove la lavorazione artigiana si è sposata con le innovazioni in campo meccanico, ha studiato negli Stati Uniti ed ha avuto la possibilità di apprezzare la cultura e la letteratura d'oltreoceano, in particolare quella di Fitzgerald, più volte citato nelle pagine del romanzo. Tornato in Italia, Nesi si è inserito sempre più nell'attività di famiglia carpendo i meccanismi che fanno ruotare le industrie tessili.

L'autore, raccontando la storia dell'azienda di famiglia, racconta la storia di tanti piccoli e medi imprenditori pratesi (e non) che, negli anni, hanno dovuto fare i conti con un flusso produttivo cinese a basso costo, con un fiscalismo opprimente, per passare poi a indigeste manovre da parte di una politica che sembra essere digiuna di una coscienza etica economica e che, di conseguenza, non tutela la propria economia interna, ma ne blocca la crescita favorendone la stagnazione. Questa situazione, nel 2004, ha costretto l'autore a vendere l'azienda della sua famiglia. E' la sua storia ma, ripeto, è la storia di tanti altri industriali o artigiani, comunque lavoratori, che hanno visto sfuggire dalle mani il frutto del loro lavoro e di quello dei loro padri.

Storia della mai gente. Un romanzo, un saggio, un'autobiografia, una testimonianza. Sicuramente una traccia (condivisibile o moeno) che scava negli ultimi decenni della storia economica e personale italiana, dando delle risposte al presente, a ciò che, ognuno di noi, vive quotidianamente.

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Storia della mia gente 2011-09-13 17:10:55 miro
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Opinione inserita da miro    13 Settembre, 2011

leggero e inconsistente

libro leggero e inconsistente, si legge in poche ore. L'autore tratta in maniera troppo superficiale un tema estremamente interessante, quale la trasformazione della realta' industriale tessile dopo l'entrata nel mercato dei prodotti e della manodopera cinese. Non aggiunge nulla a quello che ognuno di noi gia' sa, non approfondisce nulla. E poi, dov'è la storia della sua gente? Narrata in pochi veloci capitoli, non coinvolge, non trasmette emozioni. Dopo lo splendido "Canale Mussolini" vincitore dello Strega del 2010, come mai nel 2011 il premio è stato dato a questo librettino?

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Storia della mia gente 2011-08-27 20:14:11 ghippi
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ghippi Opinione inserita da ghippi    27 Agosto, 2011
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questo srega così così....

Libro veloce e leggero(forse troppo per uno strega),l'autore ci racconta con velocissimo escursus della sana e produttiva provincia toscana dagli anni 20 ad oggi,dai fasti degli anni 60 alla grande crisi figlia di un mercato "finalmente libero" e senza regole.
E' il prezzo da pagare per adeguarci alla tanto desiderata globalizzazione,prezzo che pagano caramente anche i pratesi,che manifestano nel finale del libro con la presenza omnicomprensiva delle forze lavorative della città.
L'autore descrive il tutto con una punta di distacco e amarezza,quasi fosse solo spettatore di tutta la vicenda.
Diventa un riconosciuto protagonista quando attinge al suo talento letterario che ci regala qualità ed autenticità.

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Storia della mia gente 2011-08-19 10:24:52 sommo
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sommo Opinione inserita da sommo    19 Agosto, 2011
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la sociologia si fa letteratura

Il canto della fine della società industriale nel nostro paese e della deriva delle piccole aziende. Attraverso la storia della sua famiglia Nesi racconta la perdita irreversibile di un capitale umano e culturale, oltre che patrimoniale e la responsabilità della politica nell'incapacità di tutelare un bene collettivo. La dimostrazione della pericolosità del liberismo selvaggio diventa musica.

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con attenzione i quotidiani.
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Storia della mia gente 2011-08-14 12:53:42 violetta89
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violetta89 Opinione inserita da violetta89    14 Agosto, 2011
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ci salveremo da questa crisi?

da buona Pratese cresciuta tra rocche e telai, non potevo non leggere questo libro... però alla domanda se mi è piaciuto o no, rispondo Nì. Sicuramente ci sono delle parti del libro molto belle, e in alcuni tratti anche molto poetiche e toccanti (almeno per me che faccio parte del mondo del tessile) come per es. la descrizione del rumore della tessitura, o la parte finale quando parla della manifestazione.
Nesi è inoltre molto bravo a descrivere tutte le decisioni economiche e politiche (anche se sarebbe meglio dire tutti gli sbagli...) che hanno causato questo disastro nella nostra città,però a mio parere c'è poco approfondimento su altri temi: nel libro prevale il punto di vista di un ex-imprenditore, che in una calda giornata come questa, dalla sua casa al Forte dei Marmi al massimo "soffre" di nostalgia e di rimpianti, ma che non soffre di certo per la crisi!! Invece viene solo accennato in un capitolo il punto di vista di uno dei megliaia ex operai/artigiani/microimprenditori che sono stati travolti da questa crisi, e che oggi si ritrovano a lottare per non perdere un tetto sopra la testa e mandare avanti la famiglia, insomma che si sono ritrovati da un giorno all'altro senza niente. Quello che manca nel libro è la realtà quotidiana che ci ritroviamo a vivere, una realtà che purtroppo è comune a molte altre zone del nostro Paese, una realtà dove incombe una domanda che fa davvero paura: Cosa ne sarà di noi domani?

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Storia della mia gente 2011-07-29 15:16:55 ant
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ant Opinione inserita da ant    29 Luglio, 2011
Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 2011
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La crisi dell'industria in Italia

Un libro che a mio parere si divide in due importanti sezioni 1)La prima parte riguarda la descrizione della ditta di tessuti di famiglia, l'analisi degli usi e costumi e delle caratteristiche della città di Prato, l'amore per la letteratura da parte dello scrittore soprattutto verso F S. Fitzgerald e i sogni e le ambizioni di ogni ragazzo o giovane che dir si voglia. 2) La seconda parte, su cui mi volevo soffermare per lasciare qualche considerazione, riguarda uno sfogo corale e appassionato contro quei politici italiani che negli anni passati, con una superficialità e un pressapochismo senza eguali, si son recati in Cina a firmare contrati e commissioni che han prodotto i risultati che ora tutti vediamo. Nesi sicuramente espone idee soggettive, che a mio parere hanno però basi e fondamenta più che legittime. La sfiducia e lo scoramento per la chiusura di tante fabbriche in Italia son ben evidenziate in questo romanzo, la letteratura che si fa carico di problemi sociali dandone chiavi ed interpretazioni sia poetiche che soprattutto economiche e di miglioramento della vita lavorativa. Vi consiglio due capitoli di questo testo che esplicitano e racchiudono a 360° tutte le tematiche sopra descritte: * Il cinquantenne che perde il lavoro e che è costretto a rinventarsi con tutte le difficoltà del caso * Una manifestazione di protesta contro la chiusura delle fabbriche di Prato con uno striscione che campeggia su tutto e tutti e che racchiude lo stato d'animo di tanti addetti al settore tessile e non italiano, e anche di tanti operai in genere "E un se ne po' più" Bel libro. Saluti

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romanzi che parlano di problemi sociali
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