Autobiografia spirituale Autobiografia spirituale

Autobiografia spirituale

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La presentazione e le recensioni di Autobiografia spirituale, saggio di Dalai Lama edito da Mondadori. Tenzin Gyatso, il quattordicesimo Dalai Lama, ha settantaquattro anni, "ma la sua coscienza si estende per sette secoli di storia". Collocandosi in una linea di reincarnazione che risale al 1391, la sua esistenza costituisce un ponte tra passato e futuro, e assume una dimensione universale che ha valore esemplare per l'intera umanità. Ecco perché la decisione di raccontarsi in un'"autobiografia spirituale" rappresenta un evento che consente a ognuno di noi non solo di conoscere una personalità d'eccezione nella sua ricchezza e complessità, ma anche di diventare più consapevoli della nostra condizione attuale, per migliorarla e preservare così l'avvenire delle generazioni più giovani. Trasformarsi per trasformare il mondo, questo è l'insegnamento che Sua Santità intende trasmetterci attraverso la propria esperienza di uomo, di religioso, di capo spirituale e portavoce del Tibet, occupato dal 1950 dalla Cina e soggetto da decenni a reiterate violazioni dei diritti umani. Il Dalai Lama parla di se stesso con grande immediatezza, rievoca i ricordi d'infanzia, gli aneddoti, le gesta delle sue vite anteriori, ricorda le figure dei predecessori, si sofferma sulle difficoltà della condizione di esiliato, sul suo ruolo pubblico e sull'impatto che ha in ambito internazionale. Senza mai dimenticare i tre principali impegni della sua vita e della sua missione: come essere umano riafferma l'importanza di sviluppare le qualità del cuore per il bene di tutti; come monaco buddhista esorta al dialogo con le altre religioni, con i non credenti e con gli scienziati; come Dalai Lama, in prima linea per la causa tibetana, promuove una politica tesa all'altruismo e alla solidarietà. Tuttavia continua a considerarsi una persona normale, parte della comunità degli uomini, anche se il suo concetto di umanità trascende gli ordinari limiti della nostra condizione. Seguendo il suo esempio, ci sollecita a diventare pienamente "umani": la strada maestra della conoscenza interiore e della compassione ci condurrà, sul piano collettivo, a un maggiore senso di responsabilità verso il mondo e alla diffusione di una cultura della pace e della nonviolenza. Una testimonianza viva, pervasa di serenità e saggezza, in cui la parola del Dalai Lama entra in intima comunione con il lettore offrendo preziosi spunti di riflessione, che senza nascondere la problematicità del nostro tempo ci incoraggiano a non restare passivi, ma a diventare protagonisti di una rivoluzione etica e spirituale.

Tenzin Gyatso (Taktser, Tibet, 1935) è il quattordicesimo Dalai Lama. Leader politico e spirituale del popolo tibetano, autorità religiosa, voce tra le più ascoltate del pacifismo mondiale, nel 1989 è stato insignito del premio Nobel per la pace. Dal 1959 vive in India, a Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio. Da Mondadori ha pubblicato: La via del buddhismo tibetano (1996), Incontro con Gesù (1997), I sentieri della sapienza e dell'incanto (2001), I consigli del cuore (2002); con Howard C. Cutler, L'arte della felicità (2000) e L'arte della felicità sul lavoro (2005), con Daniel Goleman, Emozioni distruttive (2003), con Thomas Laird, Il mio Tibet (2008) e, a cura di Jeffrey Hopkins, La strada che porta al vero (2004), Lungo il sentiero dell'illuminazione (2006), La via dell'amore (2007), Conosci te stesso (2009), Autobiografia spirituale (2010).

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