L'unica cosa che conta
Saggistica
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Non l'avrò capito...
Ho provato una certa insoddisfazione per tutta la lettura del libro.
Strano, non è da me.
Di solito tendo a ricercare anche nei testi meno interessanti qualche spunto di vita culturale proficua.
Qui non è accaduto.
L'ho trovato banale, stereotipato, riassuntivo, autoreferenziale, a tratti addirittura autocelebrativo.
Personalmente ritengo che lo studio (il testo sembra impostato a mo' di lezione) del nostro profondo sia qualcosa di importantissimo.
Io mi occupo d'altro e questo, senza dubbio, costituisce un dubbio preventivo.
Ma quando leggo i libri di questo signore, perché questo ahimé non è il primo e temo non sarà l'ultimo, unitamente a quelli di Crepet...mi domando tante cose.
Gli studiosi del profondo che conosco io,che lavorano in altri dipartimenti ma sotto il mio stesso tetto, mi hanno insegnato che la forza dell'introspezione è condita di silenzio e sudore.
In altre parole chi "rusca" sul serio riguardo a questi temi non si vede praticamente mai.
Morelli anche da queste pagine che, ripeto, come medico oncologo non avrò capito (c'è sempre da tenere in buon conto la presenza e l'apparente assenza del male che si contrastano)risulta un divulgatore di consigli "della nonnina".
Io non avrò compreso, e mi scuso.
Ma chi soffre veramente e ricorre a questo libro?
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Ultimo aggiornamento: 02 Febbraio, 2011
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L'unica cosa che conta
Il libro rappresenta un vero inno al benessere psicofisico di ognuno, scritto con estrema semplicità diventa molto scorrevole nella lettura. Trattasi di descrizioni di alcuni argomenti che a parere dello scrivente sono poco approfonditi da un punto di vista tecnico ma probabilmente proprio per questo di facile fruibilità da ogni lettore. La vita di ognuno è vista come lo sviluppo di una pianta e delle sue paure in varie fasce della sua esistenza, paure create dalle false aspettative e dall'immagine che di essa ha chi la guarda. Anche se non sono propriamente d'accordo su alcune osservazioni presenti all'interno dell'opera, sono comunque dell'avviso che se il libro possa aiutare, con i suoi suggerimenti, al raggiungimento di un po' di benessere, quindi vada letto. Vi consiglio vivamente l'ultimo capitolo che riguarda gli anziani ed il loro mondo all'interno del quale vengono incastrati dai figli e dalla società.
P.S. nell'inserimento della scheda l'autore è stato registrato con un altro nome, Andrea, ma il suo vero nome è Raffaele Morelli.
Buona lettura.
Syd










Opinione inserita da Jan 04 Febbraio, 2011