Print is dead: books in our digital age
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Chi vuole uccidere Gutenberg?
Il suo libro “Print is Dead” (Morte della Stampa) è una breve ed utile guida ai media digitali. L’autore non è un maniaco tecnologico ossessionato da come funzionano i nuovi aggeggi. Egli vuole soltanto farci comprendere come pensano i “nativi del digitale”, come lui chiama la generazione dei “post-internet” per i quali lo schermo ha già rimpiazzato la pagina stampata. Egli spiega che la “generazione del download” che “scarica” l’informazione, la musica e il divertimento da Internet si è evoluta ed è diventata la generazione dell’ “upload” che fa il copia e incolla di ciò che ha ricevuto, o che crea il suo proprio contenuto, e lo mostra al mondo. Egli analizza e spiega nuovi termini come “mashing”, “microcrunching”, “machinima” e fornisce altre definizioni e affermazioni di molti guru dei media come Marshall McLuhan e Chris Anderson.
Il soggetto sospettato di avere assassinato Gutenberg, inventore della stampa, è il lettore elettronico, l’ “e-reader”, un aggeggio della grandezza di un libro tascabile capace di contenere, per ora!, ben ottanta libri, e che ben presto potrà avere una intera biblioteca. In teoria lo strumento lo si può portare con sé ovunque su questa terra, scaricare qualsiasi libro che si desidera, leggerlo nel corpo e grandezza che si vuole. Sempre in teoria, la convenienza e la versatilità sono fuori discussione. Quando il tutto sarà perfezionato sarà come se uno “tzunami” colpirà il libro, un colpo simile a quello che ha dato l’ipod con la musica. Tutto ciò è ancora teoria. In effetti l’e-book si aggira per il mondo editoriale da circa dieci anni ma i suoi effetti non hanno avuto ancora grossi cambiamenti.
Gomez sostiene che diversi problemi aspettano ancora di essere risolti. Il primo riguarda gli editori i quali devono rendere i loro cataloghi disponibili a diventare digitali. Il secondo concerne l’industria editoriale la quale deve stabilire le strategie dei prezzi che riguardano gli editori, gli autori ed i consumatori. Il terzo problema riguarda gli editori i quali dovranno eliminare le restrizioni sui loro diritti, le quali delimitano l’azione dell’utente nell’uso dei materiali, non permettono ad essi il copia e incolla e la condivisione. Egli rimprovera alle case editrici di avere una paura enorme dei cambiamenti, tanta da paralizzarli. Perché tutto questo? la risposta è chiara ed intuitiva: perché se l’e-book fosse davvero un successo si vedrebbero privati della vendita del loro prodotto, il libro tradizionale. E’ come se un’azienda alimentare che produce fast-food o un produttore di sigarette non volesse, il primo, lanciare la produzione e il consumo di un hamburger privo di grassi, oppure il secondo un sigaretta che non fa fumo. La verità è che, stringi stringi, lui dice, il mondo editoriale si considera una industria antica, se non vecchia, e la cultura del libro qualcosa di “retro”, inteso come cultura del passato che è e deve rimanere immutabile.
E’ qui che l’autore del libro, in quanto autore di romanzi, cede il posto al “guru” di Internet. Sappiamo tutti, ma non tutti lo dicono, che l’oggetto del contendere non è più il “prodotto” libro, variamente confezionato e venduto, bensì il suo contenuto, che diventa proprietà intellettuale presentata in forma di testo ed immagine al lettore il quale, per averlo, paga un prezzo di mercato. Ormai non passa giorno in cui non si discuta in tutte le case editrici del mondo sulla più giusta, possibile e conveniente definizione del termine “diritti elettronici”, le “royalties” da pagare all’autore sull’e-book, oppure il trattamento dei “formats”, vale a dire come gestire la diffusione di quei contenuti. Tutte le discussioni di questo tipo non possono prescindere dal riferirsi ad eventuali ed ineludibili inserimenti su pagine e spazi elettronici come ad esempio MySpace e YouTube. Ogni azienda editoriale sta traducendo il suo catalogo in linguaggio elettronico, anche se molti di loro si sono scottati con l’insuccesso delle aggiunte ai libri in CD-ROM.
L’autore del libro Jeff Gomez sostiene che il mercato crescente dell’e-book eroderà fatalmente il mercato del libro tradizionale, ma comunque non ne causerà assolutamente il decesso. Ci sarà un affiancamento e una convivenza. Le due realtà saranno destinate a proseguire ed ad interagire per chissà quanto tempo. Il tradizionale bibliofilo conviverà con lo “scaricatore” (downloader). Forse l’edizione elettronica del libro avrà lo stesso prezzo di una edizione economica e questo sarà un vantaggio per il consumatore che si vedrà ridurre i prezzi in considerazione del fatto che il libro elettronico può fare a meno della carta, dell’inchiostro, della cucitura, legatura, immagazzinamento, costi di distribuzione e quant’altro. Senza dire del fatto che i grossisti dei libri online non dovranno fare rese. Allora è chiaro che sia gli autori che gli editori non potranno fare molte resistenze nell’abbattere i prezzi dei libri, e nel considerare il loro diventare digitali se rifletteranno sul fatto che il popolo dei giovani “downloaders” e “uploaders” già accede all’informazione gratuita in rete 24 ore su 24.
Le edizioni rilegate trasformeranno il libro tradizionale in prime edizioni da collezione per il gusto ed il piacere del collezionare ed accarezzare un prodotto dell’ingegno umano in maniera tattile e visibile. L’edizione elettronica che seguirà sarà un prodotto per tutti a costo irrisorio o quasi nullo. Il mercato di massa del libro si verrà in tal modo a modificare. Il libro stampato non ne soffrirà se quello stesso libro diventerà una piattaforma complessa ma facilmente gestibile, e soprattutto i suoi contenuti potranno essere realisticamente gestiti ed utilizzati.
Chi fosse interessato a saperne di più sia su questo interessante libro che sull’autore potrà accedere al suo blog sul quale la discussione continua. E potrà anche comprare da Amazon il libro stesso in versione digitale sul nuovo kindle oltre che in versione cartacea.









