L'arte di amare
Saggistica
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Amare è un'arte
Questo libro è un trattato sull'amore, che insegna a sviluppare la propria personalità ed a raggiungere la pienezza affettiva. L’amare è una predisposizione presente nell’individuo: si costruisce come base a partire dall’infanzia, tramite l’interazione ed il rapporto con i nostri genitori, sviluppandosi poi, nel corso della vita, ma sempre in modo imperfetto, da cui la necessità di educarla e migliorarla. Presupposto importante necessario per poter amare è il raggiungimento di un gradino iniziale nello sviluppo della personalità: essere arrivati ad amare sé stessi, per poter creare la stessa disposizione verso l’esterno. Amare qualcuno non è solo un forte sentimento: è una scelta, una promessa, un impegno. L'amore non è un sentimento al quale ci si possa abbandonare senza aver raggiunto un alto livello di maturità. L'amore è un’arte e, come tale, richiede sforzo e saggezza. L’insegnamento è quello di non vivere l’amore in modo egoistico e limitato alla coppia, estraniandosi dal mondo, perché il miglior modo di amare qualcuno è proprio amare il mondo attraverso quella persona.
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Vivere per amare o amare per vivere?
Il saggio di Fromm costitisce un classico della letteraratura psicoanalitica non specialistica e credo sia presente nelle bibilioteche di parecchie generazioni di studenti, adulti, genitori, insegnanti, figli.
Personalmente ho letto il volume durante l'adolescenza e recentemente ho avuto modo di riprenderlo in mano, trovandomi a considerarla adesso da un punto di vista molto diverso.
Fromm apparteneva alla categoria degli "umanisti radicali", era cioè convinto che l'individuo potesse, attraverso l'impegno e la conoscenza di sè, emanciparsi sino a divenire in grado di esprimersi compiutamente nel mondo, quindi ad amare in modo maturo e responsabile sè stesso e gli altri.
Si tratta di una visione idelistica dell'uomo, che può facilmente far presa su un giovane idealista, ma credo che queste argomentazioni siano oggi più difficilmente riproponibili.
Possiamo ancora oggi, in una società sempre più impersonale, tecnicamente organizzata e sempre meno interessata ai sentimenti e alle emozioni umane, emanciparci come individui, costruire la nostra libertà e divenire capaci di vero amore?
Non è che forse oggi l'amore è invece un'ancora di salvezza per non precipatare nel baratro di una società, in cui solitudine e disagio di vivere sono sempre più forti?
La domanda è forse in questi termini: è davvero possibile vivere sino a diventare capaci di amare, o forse si ama per cercare, in qualche modo, di sopravvivere?
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L'arte di amare, ovvero far parlare chiaro l'amore
"E' l'amore un'arte? Allora richiede sforzo e saggezza.". Soltanto così, l'autore dice, l'uomo può raggiungere la capacità di amare: con desiderio attivo di autocoscienza, di crescita personale e di superamento dell'atavica paura della solitudine. E' questo il percorso di maturazione che porta l'uomo a gestire il compromesso tra fusione con il mondo esterno e separazione da esso, condizione imprescindibile all'esistenza dell'amore.
Denso di concetti sull'amore in tutte le sue forme e manifestazioni, sull'uomo e la religione, non risulta quasi mai difficile da capire anche per chi come me non è un addetto ai lavori. Interessante la critica rivolta al suo grande maestro Freud sulla stantia "teoria della libido", agli schemi di pensiero rigidi e radicati e alla società. Pubblicato nel 1956 è perfettamente al passo con i tempi.
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L'arte di amare
Il libro è un saggio abbastanza breve e non troppo difficile da comprendere anche per chi non ha basi di psicologia. In alcune parti mi è sembrato abbastanza scontato. Bello invece il confronto- critica con la teoria freudiana sull'eros e sull'amore.
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consigliato anche a chi vuole vedere/analizzare l'amore dal punto di vista psicologico.









