L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani
Saggistica
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Opinioni inserite: 4
Luoghi comuni e Galimberti
Un libro consigliato a chi ogni giorno si incontra/scontra con i giovani.
Interessante l'analisi culturale del nichilismo, un pò deludente per la presenza di alcuni luoghi comuni (professori miopi e annoiati, genitori assenti, deresponsablizzazione dei giovani.....)
Comunque apre uno squarcio sulla realtà
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a tratti stucchevole
Avevo letto una recensione su Repubblica (mi sembra), e come donna, come futura mamma, come insegnante, mi aveva incuriosita.
non speravo certo di trovar risposte, ma speravo di trovare spunti di rilessione.
ne ho trovati davvero pochi.
Piu' spesso, molto più spesso, quasi sempre direi, l'ho trovato asettico, poco attinente alla realtà, pedante nelle sue dissertazioni filosofiche: è più uno sfoggio di cultura personale e teorica che un'analisi concreta della realtà giovanile di oggi.
Probabilmente ho sbagliato io: non avevo letto nulla di Galimberti, avrei dovuto prima informarmi; e magari avrei capito prima di comprare il libro che sarei andata incontro ad aride disquisizioni filosofiche fini a sé stesse.
Opinione personale, per carità, ma davvero non mi ha lasciato nulla.
Poi chiaramente, dipende dalle aspettative di ognuno.
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L'inquietante Galimberti
“Un libro sui giovani, perché i giovani, anche se non sempre lo sanno, stanno male.” Già da questa frase il libro mi aveva dato una cattiva impressione. Che è stata pienamente confermata. E come poteva essere altrimenti? Galimberti, pseudo-filosofo (a me da questo libro appare più un amanuense, il perché basta chiederlo alle 4 o 5 persone che ha copiato) si aggiunge alla inteminabile lista di filosofi, sociologi, psicologi che credono di sapere tutto dei giovani, anche se in realtà non ne sanno niente. La verità è che non si può generalizzare quando si parla di giovani, ognuno è un caso a sé. Inutile cercare 10000 spiegazioni, inutile rifare l’elenco di droga, sesso, scuola che va male, divertimenti pericolosi. Ogni giovane può, secondo me, trovare la giusta strada per conto suo , senza l’aiuto di galimberti e del suo nichilismo, e tutta questa pubblicità sui problemi dei giovani mi pare insensata e controproducente. Davvero Galimberti non sa che ripetendo tante volte a una persona la stessa cosa alla fine quest’ultima si auto-convince? Andando avanti così forse produrremo una nuova generazione di rassegnati, che diranno, oramai convinti dalle continue pressioni: “Mi drogo, perché sono giovane e ho tanti problemi”. Lasciamo la giovinezza ai giovani, senza farci tanti problemi. E soprattutto, caro Galimberti, non generalizziamo. Su come è stato scritto il libro ci sarebbero molte cose da dire, ma mi limito al fatto che le interminabili liste di citazioni lo rendono molto noioso.
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Galimberti e i giovani
Intelligente. Si, veramente intelligente. Dovrebbe diventare un testo fondamentale per noi genitori sempre alla ricerca di chiavi interpretative della nostra società. Il testo da poche risposte, ahimè, ma infonde fiducia: la fiducia che può ritrovare l'essere umano quando incontra sé stesso.
Memorabile la definizione di "analfabetismo emotivo".









