Vivere non basta Vivere non basta

Vivere non basta

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La presentazione e le recensioni di Vivere non basta, opera di Marcello Veneziani edita da Mondadori. Le celebri lettere di Seneca a Lucilio sono uno dei classici della letteratura latina, ma nessuno ha mai potuto leggere le risposte che quest'ultimo - poeta ormai ritiratosi dagli incarichi pubblici e dai negotia mundi - indirizzava all'anziano filosofo. Chi era Lucilio e che cosa rispondeva ai consigli che gli indirizzava il suo maestro? Come ne sollecitava i commenti e le opinioni? Come stimolava le sue riflessioni? Marcello Veneziani immagina che, nel recente crollo della Casa del Moralista a Pompei, città natale di Lucilio, siano rinvenute le sue epistole al famoso filosofo e letterato latino, coetaneo di Cristo, precettore e poi consigliere di Nerone. Con duemila anni di ritardo Lucilio, attraverso la voce di Veneziani, completa così la corrispondenza, e dialogando con Seneca affronta temi e argomenti di carattere universale: la felicità e la fortuna, la bellezza, la gioventù e la vecchiaia, la vita, la morte e l'eutanasia, senza tralasciare il sacro, i miti e gli dei, il corpo e l'amore, il potere e gli intellettuali. A lui rivolge domande e pone obiezioni, fa valere la sua visione poetica e narra esperienze di vita in cui molti lettori potranno riconoscersi. Emerge dalle missive lo spirito della sua epoca. Ma, insieme, anche della nostra: una visione del mondo per vivere nella verità, spostando l'asse da noi, singole foglie, all'albero perenne di cui siamo solo una fioritura; un testo per educare alla vita, alla morte e alla felicità. Attraverso un'opera lieve, non accademica, tra la morale e la filosofia, Veneziani ci ripropone una delle più acute riflessioni esistenziali dell'epoca classica, tratteggiando l'affresco vivo di un mondo affascinante, che rivela sorprendenti analogie e parallelismi con il tempo presente, e guidandoci in una profonda, intima meditazione sulla nostra esistenza quotidiana.

Marcello Veneziani, laureato in filosofia, editorialista di diversi quotidiani, ha fondato e diretto settimanali, riviste, case editrici, e curato opere di filosofia, storia e cultura politica. E' autore di vari saggi, tra i quali: Processo all'Occidente (1990), Sul destino (1992), La rivoluzione conservatrice in Italia (1994), L'anti900 (1996), il secolo sterminato (1998), Comunitari o liberal (1999), Vita natural durante (2001), Di padre in figlio (2001), La cultura della destra (2002), La sconfitta delle idee (2003), La sposa invisibile (2006) e, per Mondadori, Il segreto del viandante (2003), I vinti (2004), Contro i barbari (2006), Rovesciare il 68 (2007), Sud (2008) e Amor fati (2010).

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Vivere non basta 2011-04-16 10:13:39 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    16 Aprile, 2011
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Della vita dedicata

Veneziani immagina che dalle macerie,causate dalla dabbenaggine tutta italiana di non aver cura dei propri tesori, della “Casa del Moralista” a Pompei alcuni archeologi rinvengano degli antichi papiri che si scoprirà contengono un fitto scambio epistolare tra Seneca ed un suo alunno Lucilio. Dalla raccolta di queste epistole nasce questo saggio incantevole e toccante che ,alla fine, non è altro che un atto d’amore dello scrittore pugliese verso il suo Maestro di sempre:Seneca. Dunque Lucilio parla con Seneca della filosofia,della vita, dell’amore,del sesso e della morte ma soprattutto della Felicità. Al centro di tutto il discorso , credo di aver individuato un concetto, che mi è piaciuto su tutti: “la vita non va solo pienamente vissuta, va anche pensata e poi dedicata…una vita non può essere dedicata a se stessa, cioè ripiegata sulla sua stessa ombra, ma a qualcosa che la superi, la preceda e la sopravanzi,qualcosa che la riempia. La vita non può disperdersi come una freccia scagliata nel buio. Una vita senza dedizione è oscura,nemmeno vissuta ma subita, decisa dalle occasioni e dagli impulsi. Per dedicarla devi però nutrire una convinzione: ciò che facciamo lascia un segno, non scivola e non svanisce ogni cosa, ma di tutto resta una traccia. A proposito di vita dedicata ricordo il passo toccante dell’incontro di Lucilio con Pietro. Sulla strada per Roma i loro sguardi si incrociano, lui pagano osserva il moribondo sulla croce e guardandolo negli occhi guarda verso terra,il posto dove finiremo tutti,la fine di ogni cosa?, San Pietro guarda il pagano, a testa in giù sulla croce ha il cielo su di sé,guarda in alto pur nella fine, l’inizio non la fine! Altro momento delicato è quello dei soldati di Cesare che aspettano sotto le stelle ,( de sideribus scrive Cesare, da qui la parola desiderio) i commilitoni che tornano dalla battaglia, dal carnaio!L’attesa affidata alle stelle si chiama desiderio, esso è ciò che ci rende umani perché la felicità è desiderio, è un ritorno dalla sofferenza alla vita. Tutti temi raccontati con semplicità e chiarezza, dopo Amor fati , un altro saggio sulla “meraviglia” come la chiamava Aristotele: la Filosofia che eleva l’uomo capace di interrogarsi sull’esistenza e non si lascia irretire dalle sirene del materialismo nichilista.

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amor fati, testi di filosofia, divulgativi
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