I Savoia
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Gianni Oliva (Torino 1952), studioso del Novecento, da anni si occupa degli argomenti meno indagati della storia nazionale recente. Oltre a numerosi saggi su riviste specializzate, ha pubblicato da Mondadori: I vinti e i liberati (1994; premio Walter Tobagi), I Savoia (1996), La resa dei conti (1999), Umberto II (2000), Foibe (2002), Duchi d'Aosta (2003), L'alibi della Resistenza (2003), Le tre Italie del 1943 (2004), Profughi (2005, vincitore del Premio Roma), "Si ammazza troppo poco" (2006), L'ombra nera (2007, vincitore del Premio Carlo Levi).
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I Savoia
Quanti direbbero che i Savoia durarono quasi mille anni come dinastia? Sicuramente pochi tra coloro che non abbiano approfondito la loro storia. Gianni Oliva con il suo “I Savoia. Novecento anni di una dinastia” ce ne offre un’ampia possibilità partendo dalle loro origini, forse un po’ romanzate con il capostipite Umberto Biancamano. Prima conti, poi duchi e infine Re con il Regno di Sardegna e poi quello d’Italia. “Dei Savoia si può scrivere tutto e il contrario di tutto” esordisce giustamente l’opera. Certamente l’introduzione non narra gli episodi più edificanti dei Savoia trattando il periodo che va dall’abdicazione di Vittorio Emanuele III alla fuga di Umberto II, pagine indecorose di una storia che ha saputo per forza regalare anche spunti di dignità nei secoli. Il controllo del Moncenisio e del San Bernardo regalarono le prime fette di potere nel territorio da parte dei Savoia. Per secoli riuscirono, tra espansioni e contrazioni, a governare territori che mutavano a seconda della potenza dominante,ora la Francia, ora la Spagna, ora l’Austria. Non si contano le alleanze stipulate e tradite, un vizio che poi tramandarono alla stessa Italia unita che contribuirono fortemente a formare malgrado questo non fosse l’interesse primario che rimase sempre la conservazione della monarchia compreso il drammatico ventennio fascista, digerito sacrificando il popolo italiano alla propria esistenza









