Il cecchino e la bambina Il cecchino e la bambina

Il cecchino e la bambina

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La presentazione e le recensioni di "Il cecchino e la bambina. Emozioni e ricordi di un inviato di guerra", saggio di Franco Di Mare edito da Rizzoli. "Incontrammo Amira alla fine del giro degli avvoltoi, quello che noi inviati facciamo quando, a corto di notizie, dobbiamo comunque mettere in piedi un servizio. Indossava un abitino azzurro con disegni piccoli. Sembrava sorridesse ma era immobile, fredda e grigia come il letto di metallo su cui era stesa, nella morgue dell’ospedale. Il cecchino l’aveva colpita appena era uscita dal cortile a raccogliere la sua palla, sotto gli occhi inorriditi degli amichetti". Così, ancora attonito, Franco Di Mare rievoca un servizio fatto a Sarajevo nell’ormai lontano 1992. È solo il primo dei suoi tanti ricordi di inviato nelle zone calde del pianeta, dall’Iraq al Kosovo, dal Libano al Ruanda, dall’Algeria all’Afghanistan, passando per la Somalia e il Mozambico. Sono storie commoventi come quella del mangiafuoco di Kabul che allieta i bambini dell’orfanotrofio, scenari terrificanti — per esempio, una valle dell’Eritrea disseminata di cadaveri —, episodi sconvolgenti — una donna croata scopre che il marito la tradisce nel peggiore dei modi, passando dalla parte dei carnefici —, o flash surreali quanto può esserlo solo quello su una miss, incoronata regina di bellezza in una Sarajevo ridotta in macerie. Sorgono spontanei inquietanti interrogativi: che cosa spinge l’uomo a comportamenti disumani? C’è un senso, qualsiasi senso, nelle carneficine che negli ultimi vent’anni hanno coinvolto tanti innocenti? E può sopravvivere la vita dentro la guerra? Alle prime due domande, forse è impossibile dare una risposta. Mentre è proprio “la vita dentro la guerra” a emergere in questo libro intenso e coinvolgente, testimonianza preziosa che unisce vicende di atroce violenza a momenti di altissima umanità.

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Il cecchino e la bambina 2009-06-14 14:25:25 Sandra Cervone
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Opinione inserita da Sandra Cervone    14 Giugno, 2009

Un libro sicuramente da leggere!

"Il cecchino e la bambina" di Franco Di Mare è un bel libro... Anzi un libro drammaticamente bello! E per "bello" intendiamo ovviamente "pieno", "vero", terribilmente reale... Una fotografia ben fatta (perchè fedelissima) di realtà orrende...guerra, sopraffazione, egoismo bestiale... La tentazione sarebbe quella di nasconderle queste brutte realtà... e invece è sempre utile mostrarle (e pure con la giusta maestria!), senza tradire lo squallore e la tristezza di storie al limite, purtroppo accadute.... Quotidianamente vissute e consumate nelle solitudini più nere... Storie di morte e di dolore. Di pianto e di miseria. Di sforzi sovrumani e di distruzioni istantanee. Ci vogliono tempo e pazienza per costruire, attimi e superficialità per distruggere. Per ammazzare, umiliare, calpestare. Leggendo queste storie, quindi, ci rendiamo conto di quanto fragile sia il confine tra Bene e Male, di quanto sia inutile tentare di giustificare l'utilizzo della violenza per mascherare veri e propri egoismi collettivi, riconducibili semplicemente alla pura bestialità. Ci rendiamo conto di quanto il Male arrivi ancora ad affascinarci, a tentarci, nonostante secoli di Cristianesimo, nonostante i mille buoni propositi di Pace universale, di costruzione del Bene comune... Affascinati -scrive Di Mare- come quando guardiamo il "buio senza fondo di un abisso, incapaci di staccarci dall'orlo del baratro". E di baratro davvero si tratta, visto che l'odio, la violenza, l'egoismo non potranno che annientare il Mondo... Cos'è quella "forza mostruosa che riesce a trasformare un uomo qualunque in uno spietato criminale"? Eppure, in questo mare desolato e desolante di brutture, non mancano certo scintille di luce, di speranza, di pace... Voci flebili, piccoli sorrisi, cuori generosi, grandi insegnamenti. Quelli di chi, nonostante tutto, sa ancora scegliere da che parte stare. Come Malika, la donna algerina che "insegnava alle sue allieve che non bisogna abbassare mai lo sguardo e che bisogna resistere" ; come le sue due nipotine, barbaramente sgozzate perchè andate a scuola senza il velo, come la piccola Amira, colpita a morte da un cecchino a Sarajevo mentre rincorreva la sua palla in un cortile... come le tantissime persone che ogni giorno, "in diverse parti del Mondo, combattono battaglie enormi semplicemente per affermare diritti elementari, come quello all'educazione, al lavoro, all'uguaglianza, alla vita stessa". Battaglie che "si compiono, si perdono e si vincono con piccoli, grandi gesti". E' questa "vita dentro la guerra" che permetterà di sopravvivere e di superare l'orrore stesso? Quanti altri innocenti dovranno morire perchè cessi la violenza atroce e si torni finalmente a costruire un futuro più degno? Interrogativi inquietanti, quindi, episodi sconvolgenti: un libro di storie, di flash surreali e scenari terrificanti per dire "basta!" e per cogliere con commozione quelle luci che pure brillano ed hanno brillato in zone "calde" del Pianeta: dall'Iraq al Kosovo, dal Libano all'Afghanistan, dalla Somalia al Mozambico...

Grazie Franco! Grazie perchè la VERITA' va urlata. E tu la urli...senza strafare... semplicemente comunicando le tue sensazioni e rivelandoci una grande umanità, oltre che una professionalità impeccabile. Un libro da leggere. Per non dimenticare. E per domandarsi ogni giorno quale Mondo vogliamo vivere, quale FUTURO costruire. (Sacer)

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