Il medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters
Saggistica
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Recensione della Redazione QLibri
Ultimo aggiornamento: 03 Gennaio, 2012
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Interessante saggio...
Devo dire che questo libro mi ha colpito positivamente.
Uno stile scorrevole e armonioso, un contenuto di tutto rispetto.
La giovane autrice analizza la figura di Ellis Peters, scrittrice inglese del primo novecento, tratteggiando all'inizio la sua storia che risulta essere insolita, anche dal punto di vista personale: è infatti una donna che ha voluto adempiere il servizio militare, traendone poi relativi spunti per alcune sue opere letterarie.
Segue poi l'analisi approfondita delle sue opere.
Ellis Peters viene paragonata ad Agatha Christie, per la qualità dei suoi romanzi gialli, per aver fatto del delitto il tema centrale delle sue opere.
In ogni romanzo esaminato sono riportate delle citazioni rigorosamente in inglese, cioè nella lingua madre dell'autrice e ciò può essere magari difficoltoso per chi non conosce la lingua, ma lo si può chiaramente ovviare con una doverosa traduzione.
L'ambientazione del Medioevo e delle relative usanze di questo affascinante periodo storico, completano il valore intrinseco di questa opera.
A me è venuto il desiderio di conoscere questa autrice e i suoi romanzi.
Se lo scopo di Chiara Albertini era questo direi che è stato raggiunto in pienezza.
Consigliato e promosso a pieni voti.
Saluti.
Ginseng666
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Opinioni inserite: 1
Un'ottima opera di divulgazione
Alcune considerazioni - in ordine sparso - dopo aver letto il tuo primo libro.
La tenacia è tutto (o quasi) nella vita: lo testimonia benissimo la biografia della tua Ellis Peters, che con la sua forza di volontà è riuscita, da commessa di farmacia, a diventare scrittrice di successo, con decine e decine di romanzi (più di trenta?), dopo esser stata anche ufficiale della marina, con compiti a terra, nella seconda guerra mondiale. Nell'esistenza della Peters mi par di intravedere tutta la serietà della civiltà inglese, così dignitosa, così precisa, così responsabile...
Grazie al tuo libro ho scoperto così un filone letterario che merita attenzione, che non conoscevo assolutamente, che appena posso cercherò di avvicinare: tra l'altro l'editore delle traduzioni in italiano è Longanesi, un editore che ho sempre ammirato.
La cosa che mi attira di più, in base alla tua esposizione, è l'opera di ricostruzione tentata dalla scrittrice: ha ridato vita all'Inghilterra e al Galles del XII secolo, alla guerra civile dell'epoca, alla vita religiosa assieme a quella quotidiana. E lo ha fatto in tanti libri. Quindi significa che è stata in grado sviluppare e analizzare una realtà ed una società con grande padronanza. Qualcosa che lei conosceva, grazie ai suoi studi e alle sue ricerche, molto bene, e che, con altrettanta bravura, è riuscita a divulgare abilmente nei suoi romanzi “gialli”. Quindi più che di romanzi gialli bisognerebbe parlare di veri e propri romanzi storici... se ho ben capito.
Cara Chiara Albertini mi complimento con te per lo stile della tua prosa. Non che io sia un grande intenditore ma, con quel poco di esperienza che mi deriva dall'aver letto per dieci anni di fila quello che scrivevano gli altri (avevo a quei tempi un giornale tutto mio), ho apprezzato la nitidezza della tua scrittura: chiara (… come il tuo nome, 'nomen omen' come dicevano i latini... il nome, un destino!), semplice, che va al dunque delle cose, e senza nessuna concessione accademica.
In attesa del tuo secondo libro, un caro saluto
Giuliano Ghirardelli









