La banalità del male La banalità del male

La banalità del male

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La presentazione e le recensioni di La banalità del male, opera di Hannah Arendt edita da Feltrinelli. La filosofa si reca a Gerusalemme quale inviata del New Yorker per il processo contro il nazista Adolf Eichmann, imputato di crimini contro l'umanità, il popolo ebraico e crimini di guerra. Da qui nasce la riflessione sulla natura del Male, banale e per ciò stesso più terribile: i suioi servitori non sono demoni, ma solamente grigi burocrati.

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La banalità del male 2010-12-08 16:08:40 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    08 Dicembre, 2010
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Il ragioniere e la Morte.

C'è un ragioniere seduto sullo scranno dell'imputato.
Il ragioniere ha gli occhi velati da occhiali spessi, tipici di chi è avvezzo a far di conto con matite copiative e carte di recupero.
Non è, questo mite omarino, l'Eichmann mefistofelico di Vonnegut e di "Madre Notte"...affatto.
E' quello vero, il simbolo.
Intorno alle sue orecchie di contabile sono state piazzate cuffie a graffa...siamo alla fine degli anni '60 e la traduzione in tedesco si può comunicare in tribunale solo così.
E siamo a Gerusalemme, grazie a Dio, siamo dopo.
Il ragioniere presenta un tic nervoso all'angolo sinistro della bocca che, di conseguenza, si contrae e si rilascia continuamente.
Gli hanno piazzato intorno allo scranno una cabina di cristallo antiproiettile, ma Adolf l'inane non comprende.
In verità non comprenderà mai, nemmeno quando verrà impiccato.
Intanto i conti non gli tornano : sei milioni col fischio! A lui risulta un bel po' di più.
Ma anche a non voler sottilizzare, che diavolo ci si aspettava da lui? Che si opponesse?
E gli chiedono anche, palesemente innervositi,se non si sente colpevole...ma se ha fatto solo il suo lavoro?
Può essere poco gradevole, ma è un lavoro.
Dopotutto lui se n'era andato in Argentina...aveva tolto il disturbo.
E' il Mossad che vuole chiudere i conti, mica lui.
D'altra parte lui i conti li sa fare.
O no?

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato vivamente ai negazionisti e a tutti coloro, e sono tanti, che pur di negare l'evidenza sarebbero disposti a passare per cretini.
E ci riuscirebbero senza difficoltà.
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