Le olimpiadi dei nazisti. Berlino 1936
1224
1Metti in biblioteca
Saggistica
Autore
Editore
Casa editrice
La presentazione e le recensioni di "Le olimpiadi dei nazisti. Berlino 1936", saggio di David Clay Large edito da Corbaccio. Dopo la conquista del potere nel 1933, Hitler non tardò a intuire che i grandi Giochi Olimpici di Berlino, programmati per il 1936, si sarebbero prestati a una grande operazione di regime. Lo sforzo organizzativo fu rigoroso e scrupoloso. I tecnici del Comitato olimpico tedesco, con la regia di Leni Riefenstahl, prepararono minuziosamente il trasferimento della fiamma olimpica dalla Grecia a Berlino. Il problema non era soltanto logistico. Si voleva gettare un ponte tra la Germania e l’Antica Grecia, dare una base storica e spirituale al neopaganesimo che sarebbe stato da quel momento la vera religione del Reich. Al programma politico e ideologico del regime hitleriano corrispose una forte campagna per il boicottaggio dei Giochi lanciata dalle comunità ebraiche con l’appoggio di forze politiche anti-naziste e anti-fasciste. Prevalse tuttavia la convinzione che l’interesse sportivo dovesse prevalere sulle considerazioni politiche e, addirittura, la speranza che i Giochi avrebbero dato un grande contributo alla riconciliazione internazionale e alla pace. Il libro di David Clay Large dimostra come questi nobili principi fossero illusori e velleitari. I Giochi furono sin dall’inizio, inevitabilmente, una festa politica, sceneggiata e orchestrata in funzione delle ambizioni e della strategia della Germania di Hitler. Vi fu per il Reich un episodio imbarazzante: le quattro medaglie conquistate da un grande atleta nero americano, Jesse Owens. Ma il successo dei Paesi autoritari (l’Italia fascista conquistò 22 medaglie) sembrò dimostrare che le grandi democrazie erano afflitte da un processo di graduale decadenza. E l’apparizione della televisione negli stadi (quattordici unità mobili create da Telefunken e DaimlerÂBenz per venticinque sale di spettacolo) consolidò l’immagine della Germania come potenza scientifica e tecnologica. Questo libro non è soltanto una storia dei Giochi di Berlino. È anche storia del movimento olimpico, della sua evoluzione, del contesto politico internazionale in cui le Olimpiadi del 1936 furono realizzate, del modo in cui quell’evento è ricordato nella Germania d’oggi.
Recensione Utenti
Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!









