Le spie nella Bibbia Le spie nella Bibbia

Le spie nella Bibbia

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La presentazione e le recensioni di Le spie nella Bibbia, saggio di Rose Mary Sheldon. Nel suo libro Spie nella Bibbia Rose Mary Sheldon sottolinea l'importanza dello spionaggio e ricostruisce il ruolo delle operazioni speciali nella storia ebraica, dall'esodo dall'Egitto alla rivolta di Bar Kokeba. In molti si sono contesi il Vicino Oriente per millenni, e buona parte del confronto è consistito non già in grandi battaglie campali, bensì in azioni di guerriglia su piccola scala, ed in conflitti a bassa intensità. Per le operazioni della guerriglia e per gli attacchi di sorpresa è fondamentale sapere dove si trova il nemico, in altre parole è indispensabile possedere informazioni precise e tempestive. Gli Ebrei combatterono da guerriglieri quando, ancora popolo nomade nel deserto, cercarono di conquistare la terra di Canaan. Più tardi, vittime dell'occupazione straniera, combatterono tre guerre di liberazione con tro Greci e Romani, ricorrendo, ancora una volta, agli strumenti della guerriglia ed alle tattiche terroristiche, ed organizzandosi nella clandestinità. L'ironia dei tempi moderni è che oggi sono gli Ebrei a rappresentare il potere costituito nella loro terra, mentre i Palestinesi sono impegnati nella guerriglia con la loro Íntifada. Sembra quasi che in questa terra, per effetto delle sue dimensioni, un conflitto debba esprimersi necessariamente in forma di guerriglia. Qui, pertanto, lo spionaggio avrà sempre un peso rilevante. Questo testo di Rose Mary Sheldon è la prima opera dedicata specificamente alle guerre dell'antico Vicino Oriente e al ruolo della raccolta di informazioni in Terra Santa. Il libro prende in esame anche la storia dell'Ultima Cena, il processo a Gesù al cospetto di Ponzio Pilato, l'attacco a Masada, la rivolta dei Maccabei e le battaglie di Beth Horon, Emmaus e Beth Zur.

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Le spie nella Bibbia 2009-01-04 12:41:41 prupitto
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prupitto Opinione inserita da prupitto    04 Gennaio, 2009
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Le spie nella bibbia

Specializzata nella storia dello spionaggio,l'autrice-direttrice del Dipartimento di Storia presso il Virginia Military Institute-esamina con estrema compentenza filologica e storiografica le modalita' conflittuali attuate da Israele nel periodo compreso tra l'esodo dall'Egitto fino alla campagna militare del 132-135 d.c. di Bar Kobeka contro I Romani per affermare la propria identita' politica e religiosa.Il ricorso ad agenti infiltrati-presenti gia' al tempo di Mose' e Giosue'-per contrastare il nemico ,l'utilizzo di abili e astute donne in qualita' di agenti operativi in grado di svolgere operazioni di disinformazione e di eliminazione -quali per esempio Rahab, Giuditta e Dalila-dimostrano uno sviluppato senso del comando e una elevata capacita' di pianificazione militare tanto quanto il ricorso-assai frequente in verita'-all'imboscata -come nel caso di Gedeone-e alla guerriglia.Se non c'e' dubbio alcuno che le covert operations sotto la monarchia unificata di re David svolsero un ruolo determinante almeno quanto il ruolo attribuito alla dimensione topografica per conseguire vantaggi tattici di rilievo,alla guerriglia verra' attribuita una importanza enorme -come dimostra l'addestramento accurato che Giuda Maccabeo diede al suo popolo per contrastare con successo I Seleucidi-determinata dalla disparita' numerica e dal gap tecnico degli armamenti tra l'esercito ebraico e I suoi nemici,disparita' che fu possibile superare anche attraverso il ricorso sistematico-fatto dalla setta dei Sicari-al rapimento,al saccheggio e alle operazioni terroristiche tout court.L'utilizzazione spietata ed accurata insieme di queste tecniche furono ampiamente legittimate dalla feroce repressione cui furono sottoposti gli ebrei durante il dominio romano che,con la eliminazione di Gesu' -sotto Pilato-considerato un pericoloso sovversivo in qualita' di capo guerrigliero e quindi giudicabile secondo il crimine di ribellione,dimostrarono al di la' di ogni dubbio di essere in grado di controllare in termini capillari l'ordine interno. Tuttavia anche I grandi imperi hanno il loro tallone di Achille come dimostra la guerra intrapresa da Kokeba nella riappropiazione delle alture della Giudea e di Gerusalemme che ricorse ad una tattica mobile e sfrutto' con relativo successo le risorse difensive del deserto ai danni dell'imperatore Adriano che non ebbe altra scelta che quella di ricorrere ad una politica di sterminio per domare la rivolta abbinata ad una guerra d'assedio nella quale l'uso della controguerriglia svolse un ruolo determinante.

GAGLIANO GIUSEPPE

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