Lei così amata Lei così amata

Lei così amata

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La presentazione e le recensioni de Lei così amata di Melania Mazzucco, edito da Einaudi. Annemarie fu scrittrice, fotografa, giornalista; colta, ricca e bellissima, "sembrava incarnare tutta la storia d'Europa". Sullo sfondo della società letteraria cosmopolita degli anni Trenta fu una donna sempre in attesa, in fuga, che non smetteva mai di cercare: parole per i suoi libri, immagini per i suoi reportage, donne da sedurre, uomini da incantare. Senza realizzare mai il suo sogno di vivere di scrittura. Avrebbe potuto avere una vita agiata e oziosa invece ha scelto di portare il suo corpo androgino, il volto nobile, i fluenti capelli biondi tagliati corti continuamente in viaggio: ha attraversato l'Europa in guerra, l'Afganistan, l'Iran, il Congo da sola per far fotografie, alla ricerca di un senso. Scelse di essere fedele a se stessa pagandone le conseguenze. Ruppe con la famiglia, con una madre che detestava la sua libertà, e scivolò in una vita errabonda, in amicizie appassionate e distruttive, come quella con i terribili figli di Thomas Mann che la iniziarono alla tossicodipendenza, fino alla morte. Melania Mazzucco, con l'attentissimo e appassionante "Lei così amata", toglie dall'oblio "una vita che riassume in sé i grandi classici delle esperienze della gioventù del '900: dalla ribellione contro la società borghese, al desiderio di essere eterni adolescenti, senza doveri e responsabilità. Eppure è anche la storia di un'utopia: di essere salvati dalla scrittura. Quella che si infila nelle crepe della vita".

Melania G. Mazzucco nasce a Roma nel 1966. Esordisce con il romanzo Il bacio della Medusa (1996), a cui fa seguito La camera di Baltus (1998). Del 2000 è Lei cosí amata, sulla scrittrice Annemarie Schwarzenbach, della quale poi cura e traduce la raccolta di racconti La gabbia dei falconi (2007). In Vita (2003, Premio Strega) reinventa la storia di emigrazione in America della sua famiglia all'inizio del Novecento. Il romanzo ha grande fortuna in Italia e all'estero. Nel 2005 pubblica Un giorno perfetto, da cui il regista Ferzan Ozpetek trae l'omonimo film. Al pittore veneziano Tintoretto Melania Mazzucco dedica il romanzo La lunga attesa dell'angelo (2008, Premio Bagutta) e Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (2009, Premio Comisso), biografia del maestro e dell'amatissima figlia Marietta, che ricostruisce centocinquant'anni di storia di Venezia. Nel gennaio 2011 riceve il Premio letterario Viareggio - Tobino come Autore dell'Anno. Nel 2012 Einaudi pubblica Limbo (Supercoralli). I suoi romanzi sono tradotti in 23 paesi.

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Lei così amata 2012-05-07 14:19:34 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    07 Mag, 2012
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Lei così amata

La Mazzucco elabora un romanzo complesso e incredibile attorno alla figura di una donna il cui ricordo col passare degli anni si è sbiadito fino ad essere dimenticato: si tratta di Annemarie Schwarzenbach (1908-1942), cittadina svizzera , figlia di aristocratici e industriali, scrittrice e giornalista.
Quella di Annemarie fu una vita complicata, corrosa da un mal di vivere, dalla ricerca continua e disperata di un felicità che sguscia via, compromessa dall'uso di droghe, annientata dalla solitudine, sfruttata da amici non sinceri.
Quale è l'intento della Mazzucco? Scrivere una biografia?
Ebbene no.
La penna poderosa e geniale dell'autrice, partendo da un lavoro di ricostruzione fedele e minuzioso, ci regala l'anima di una donna d'altri tempi, estremamente moderna nella sua forma mentis, nel suo sentire, nel suo provare emozioni, nel suo bisogno di svincolarsi dagli stereotipi impostigli dalla famiglia e dalla società cui appartiene; un'anima libera e intrappolata al tempo stesso, un'anima incompresa anche da chi la dovrebbe amare incondizionatamente, un'anima che cerca appagamento e serenità.
I dolori e le inquietudini di Annemarie bucano queste pagine prepotentemente, non per rispondere ad un puro dovere cronachistico; bensì per farne il simbolo di tutte le persone che si sentono nate in un tempo ed in un luogo sbagliato, di tutte le persone che si gettano a capofitto in esperienze folli e pericolose alla ricerca di una luce sfuggente, di tutte le persone in fuga da una vita stretta e insoddisfacente.

La narrazione calda e corposa della Mazzucco riporta alla vita una donna dimenticata dalla storia e dalle cronache, una donna scomoda da ricordare, una donna ribelle e controcorrente che scandalizzò la sua epoca tanto da interpretare la sua diversità e la sua tristezza come sintomo di pazzia.

Un ritratto forte e affascinante, che trasmette tanta commozione al pubblico; un racconto che scorre come un fiume in piena, impetuoso e inarrestabile.
Per chi conosce lo stile raffinato e rigoglioso dell'autrice, questo romanzo ne conferma la grandezza e la potenza di un narrare in profondità, entrando nel cuore del suo personaggio, cogliendone le sfumature, i pensieri, come pochi sono in grado di fare.
Per coloro che non conoscono la Mazzucco, l'impatto provocato da questa lettura, a tratti può essere soffocante, in quanto l'autrice non concede pause, ma ti trascina in una galleria di osservazioni e di analisi, dove il particolare assurge ad elemento chiave per comprendere l'animo dei sui protagonisti.
Ben studiata e pertinente l'amalgama creata tra i fatti realmente accaduti e documentati dai diari dell'epoca, e le immagini partorite dalla fantasia dell'autrice; nessuna stonatura, nessuna incongruenza, anzi, la fluidità narrativa è impeccabile.

E' una lettura impegnativa ma preziosa, ricca, avvolgente, che ci consente di confermare la Mazzucco tra le più grandi narratrici italiane contemporanee.

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Il bacio della medusa
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