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La presentazione e le recensioni di Life, opera di Keith Richards pubblicata da Feltrinelli. "Era il 1975, un periodo di brutalità e confronto. La stagione della caccia agli Stones era stata aperta dall'ultimo tour, quello del '72, anche detto 'Stp'. Il dipartimento di Stato ci aveva imputato di rivolte (vero), disobbedienza civile (vero anche questo), sesso illecito (qualsiasi cosa sia) e violenza in tutti gli Stati Uniti. Noi poveri menestrelli, tutta la colpa su di noi." Life è la storia del rock'n'roll, è la storia di un'epoca, è la storia dei Rolling Stones. È una vita raccontata da Keith Richards. Da quel lontano dicembre del 1943 quando il piccolo Keith vede la luce in una cittadina del Kent e dalle prime suggestioni musicali trasmessegli dalla madre (Billie Ho-liday, Louis Armstrong, Duke Ellington), passando dagli anni della scuola - dove incontra Mickjagger-fino al riff di chitarra più famoso, quello di (I can't get no) Satisfaction. Una vita vissuta spudoratamente, col passo cadenzato e dinoccolato che lo ha reso famoso e con le impennate di genio e sregolatezza che l'hanno consacrato come uno dei rocker più significativi. Richards non ha mai fatto mistero di essere stato un gran consumatore di droghe, un inguaribile donnaiolo e un indefesso attaccabrighe. Non ha mai nascosto i suoi lati più oscuri, le fantasie più sfrenate e le passioni più estreme. Non si è mai risparmiato. E ora, all'ennesimo apice di una carriera infinita, prende la parola e racconta la sua vita. Life.


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Life 2011-11-15 15:48:38 rivendell
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rivendell Opinione inserita da rivendell    15 Novembre, 2011
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It's only rock'n'roll...but we like it

Chi può impersonificare il rock'n'roll meglio di Keith Richards? Nessuno!
Il suo brutto muso solcato da rughe profonde come il grand canyon è ormai assurto al ruolo di icona sacra della musica rock anni '70.
Quando si pensa a lui viene subito in mente la triade "sesso, droga e rock'n'roll", e non potrebbe essere altrimenti.
Questa biografia verrà letta, sicuramente, da tutti i fans degli Stones e da alcuni appassionati di musica rock, non tutti, ovviamente, perchè molti altri ritengono Mr. Richards "antipatico" (per usare un eufemismo!).
Nel campo musicale purtroppo, esistono fans rivalità tra fans molto agguerrite che sfociano, spesso e volentieri, nell'insulto gratuito al rappresentante dell'opposto schieramento.
Il libro parte con un episodio successo ai due chitarristi degli Stones (Richards e Wood) mentre viaggiavano in auto in una zona rurale degli States nei primi anni '70.
Vedere dei "capelloni" come loro a Londra o a Los Angeles non creava problemi, ma vederli da quelle parti comportava sicuramente un arresto da parte dello sceriffo del paesello.
Non vi dico come va a finire la storia ma, dopo questo prologo, comincia la biografia vera e propria partendo da Dartford, piccola cittadina inglese dove nacque Keith.
La storia prosegue con la sua prima chitarra, l'incontro con il suo amico-nemico Mick Jagger quando erano ancora adolescenti, gli inizi molto difficili a Londra e il blues.
Il blues è stato fondamentale per Keith Richards e gli Stones, la musica dei neri americani, osteggiati in patria, è stata la linfa vitale che ha contribuito alla nascita di una delle due band più famose del pianeta.
C'è anche un breve saggio sull'utilizzo dell'accordatura aperta, molto utilizzata dai bluesman neri dell'epoca e, quindi, anche dallo stesso Keith.
Poi si prosegue con l'amicizia con John Lennon, gli anni a cavallo tra i '60 e i '70 con i dischi migliori degli Stones e la droga, parte fondamentale della sua vita dissoluta.
Si passa dai vari tentativi di disintossicarsi alle ricadute, ai guai con i pusher fino alla decisione, definitiva, di smettere con l'eroina.
Parte fondamentale del libro sono gli anni '70, in particolare il periodo trascorso in Costa azzurra dove registrarono il loro capolavoro: "Exile on Main street".
Gli anni '80, '90 e '00 sono relegati alle ultime pagine, non c'era molto da scrivere, l'ultimo disco di valore è del '78, lui e Mick (poco menzionato sul libro) sono due entità estranee che si vedono solo per i tour, non ha più avuto problemi con la droga e ...è diventato il papà di Jack Sparrow!
Il libro è scritto bene, non è la solita biografia con un elenco di date e avvenimenti, è quasi una storia romanzata, la storia di una vita dissoluta, di un immortale del rock.

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