Memorie di una ragazza per bene Memorie di una ragazza per bene

Memorie di una ragazza per bene

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La presentazione e le recensioni di Memorie di una ragazza per bene, opera di Simone de Beauvoir edita da Einaudi. Infanzia e adolescenza costituiscono la trama quasi romanzesca di Memorie d'una ragazza perbene, prima parte dell'autobiografia di Simone de Beauvoir. Le tappe obbligate d'una educazione sentimentale, l'inevitabile scontro con la famiglia e l'ambiente sociale dell'alta borghesia francese conservatrice e bigotta, i meschini pregiudizi d'un mondo in declino insieme con i primi dubbi, i contrasti sentimentali, le tensioni, accompagnano il lungo viaggio verso la conquista di sé, fino agli anni dell'università e l'incontro con alcune tra le piú note figure della cultura francese, da Simone Weil a Raymond Aron, da Merleau-Ponty a Roger Vailland e Jean-Paul Sartre.

Simone de Beauvoir (Parigi 1908 - 1986) compí i suoi studi letterari e filosofici alla Sorbona. L'incontro con Sartre, che le sarà compagno per tutta la vita, è del luglio 1929. Gli anni della guerra e del dopoguerra furono fervidi di battaglie politiche, incontri e esperienze, come l'esordio della rivista «Les Temps Modernes» e l'amicizia con Camus, Leiris, Giacometti, Genet, Vian, Nelson Algren.

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Memorie di una ragazza per bene 2011-05-27 14:03:09 Rosaliaa
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Rosaliaa Opinione inserita da Rosaliaa    27 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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Mémoires d'une jeune existentialiste rangée

Primo volume del colosso autobiografico. Opera noiosa, lunghissima se letta unicamente nella primaria chiave memoriale, ma Simone opera in ben altri settori. La messa in gioco della propria vita, azzardata (potrei dire) in una storia letteraria in cui di donne- scrittore si sa ben poco, è l'espediente per la riuscita di una massiccia opera esistenziale: cosa più dell'esistenza può "creare" l'esistenzialismo? Non sarà la prima volta che Madame metterà la propria esistenzia al servizio del romanzo esistenzialista: se ne servirà anche per il suo capolavoro, Les Mandarins, campo minato in cui giocherà con l'esistenza degli altri, primo fra tutti Camus, che dal movimento ne uscì (con Le Mythe de Sisyphe) ancor prima che Sartre se ne saltasse fuori con La Nausée. Che dire dell'autobiografa? Sottile, lucida, fredda, rigorosa, sembra che nulla la riguardi personalmente. Unico, grande e vero scrittore esistenzialista, più ancora di quel Sartre che valeva solo nella teoria.

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