Siena: immagine e realtà nel secondo dopoguerra
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La presentazione e le recensioni di "Siena: immagine e realtà nel secondo dopoguerra", saggio di Massimo Granchi pubblicato da Betti Editrice. Un carattere distintivo del municipalismo italiano è l’insieme delle sue “parti locali” e le rispettive marginalità che si tramutano in caratteri specifici quali elementi di forza della storia e dell’identità locale. Il caso Siena è in tal senso piuttosto emblematico in Italia in quanto la città è dotata di un “linguaggio visivo” talmente carico di valori da permettere un’interpretazione autentica della propria origine medievale. Essa si manifesta negli elementi architettonici ed artistici, in quelli antropologici e sociali, nelle contrade, nel Palio. Risulta possibile, inoltre, riconoscere a Siena l’esistenza di una fitta rete di relazioni umane, istituzionali e culturali che contribuiscono a perpetuare nel tempo i segni della lotta immemore tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione. Questo libro individua, in particolare, un preciso momento storico (1943-1963) in cui la città, dopo quattro secoli di apparente staticità, a partire dalla sconfitta a favore della rivale Firenze nel 1555, rivive contraddizioni storiografiche a lungo taciute, le quali conducono verso il più eloquente rinnovamento strutturale compiutosi negli anni’60 del XX secolo, comunque nel rispetto della tradizione.
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