Steve Jobs
Saggistica
Editore
Walter Isaacson è stato caporedattore della rivista «Time», amministratore delegato e presidente della Cnn. Attualmente è presidente dell'Aspen Institute. È l'autore di Kissinger. A Biography (1992), Benjamin Franklin. An American Life (2003) e, con Evan Thomas, di The Wise Men: Six Friends and the World They Made (1986).
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Opinioni inserite: 8
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"La gente non sa quello che vuole fino a quando un
"La gente non sa quello che vuole fin quando uno non glielo mostra". Questa frase può benissimo racchiudere la vita e la filosofia di Steve Jobs, fondatore della Apple nel lontano 1976.
Premetto che sono un appassionato di informatica e che conoscevo Steve Jobs molti anni prima che venisse santificato dalle masse. Ed è per questo che ho voluto leggere con grande attenzione questa biografia, l'unica autorizzata dallo stesso Jobs.
Il libro può intimorire il lettore per via della sua mole, più di 600 pagine, e per gli argomenti trattati, poichè si ripercorre la storia dell'informatica dagli anni '70 fino alla diffusione dei gadget elettronici nei giorni nostri. In realtà, non c'è ragione di temere questo libro: lo stile è chiaro e semplice, i capitoli nè troppo brevi nè troppo lunghi e le storie raccontate riescono subito a catturare il lettore. Walter Isaacson è un esperto di biografie e si vede, avendo curato, tra l'altro, la biografia più riuscita e più completa di Albert Einstein.
In poche parole, la lettura procede spedita e si possono leggere diverse pagine al giorno senza nemmeno rendersene conto!
La biografia ripercorre tutta la vita di Jobs, dalla nascita fino alla passione per l'elettronica e il design (soprattutto quello italiano!) passando per i travagliato periodo all'università conclusosi con il suo abbandono. Le esperienze con le droghe allucinogene, la vita in una comunità hippie e la meditazione Zen, fino a passare alla nascita della Apple e alla sua cacciata per mano dello stesso consiglio di ammnistrazione. Poi l'autore si concentra particolarmente sul ritorno alla Apple nel 1997, quando all'azienda erano stati pronosticati due mesi di vita, fino al successo strepitoso dell'Imac, Ipod,Iphone e Ipad.
L'aspetto più interessante della biografia è che non scade nel difetto tipico di molte biografie: fare un santino del personaggio. Isaacson, infatti, non dimentica di raccontare i difetti di Jobs, i suoi limiti, i suoi violenti cambi d'umore, le sue cattiverie gratuite (sembra che lo stesso Jobs abbia consigliato l'autore di non tralasciare gli aspetti più negativi del suo carattere).
Alla fine della lettura, al lettore sorge spontanea la domanda: chi era veramente Steve Jobs? Come faceva a conciliare le sue contraddizioni palesi? Com'è possibile che un uomo, venuto da un ambiente hippie e "di sinistra" sia poi diventato l'emblema del capitalismo americano più aggressivo?
Non era un inventore nel senso stretto del termine (come, ad esempio, lo può essere Alan Turing), eppure sapeva riconoscere il talento e sapeva circondarsi di grandi geni che solo sotto la sua guida riuscivano a esprimere tutte le loro capacità. Chi era veramente Steve Jobs e come si spiegavano le sue contraddizioni?
Mi viene in mente una frase di Fabrizio De André, che forse può spiegare questo personaggio della nostra epoca, così geniale così folle così affascinante: "Sono coerente con le mie incoerenze..."
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Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre, 2012
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Steve jobs
Nell ' accostarmi a questo romanzo ero un pò intimorita, mi chiedevo se una lettura del genere ( oltre 600 pagine n.d.r.) e un argomento così distante da me ( l'informatica) non mi avessero reso impossibile portare a termine la lettura. Invece così non è stato, ho scoperto un ottimo autore di biografie, che non tralascia nulla del personaggio di cui racconta, dalla vita privata alle vicende societarie, utilizzando sempre un linguaggio semplice e chiaro che rende scorrevole e piacevole la lettura .
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Un vero maniaco del controllo
Ho letto questo libro per caso ero curiosa di conoscere la storia di questo personaggio ma temevo fossero 600 pagine a base di tastiere processori e microchip insomma una sorta di manuale per addetti ai lavori invece sorpresa !!!
Mi sono appassionata fin dall'inizio perché l'autore racconta molto anche dello Steve essere umano nn solo dell'imprenditore quindi lo Steve studente con le sue marachelle e i suoi primi amori lo Steve figlio adottivo con tutte le conseguenze psicologiche del caso lo Steve che si appassiona allla tecnologia con tutte le sue manie di perfezione la sua passione per il design e la sua fissazione per il bianco.Cosa dire un vero maniaco del controllo talvolta con comportamenti poco convenzionali a discapito dei rapporti umani che spesso nella sua vita son risultati disastrosi con amici colleghi e familiari pero' non si può certo dire che nn fosse onesto con gli altri anzi una sua particolarità era dire sempre quello che pensava senza alcun filtro ,un'altra cosa che mi ha colpita molto e' la capacita ' che aveva di distorcere la realtà e di negare l'apparenza per le cose che riguardavano se stesso come quando la sua fidanzata e' rimasta incinta o come quando gli hanno diagnosticato il cancro ma del resto son convinta che le persone così geniali abbiano sempre una vena di follia.Una lettura molto piacevole la consiglio molto anche ai giovani chissà per prender spunto per il futuro.
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Genio e sregolatezza
Un tuffo di oltre 600 pagine che descrivono dettagliatamente la vita di questo autentico genio capace di costruire un impero partendo dal garage sotto casa. Steve Jobs è l’emblema del sogno americano che diventa realtà. Non ha semplicemente creato un’industria informatica di hardware e software, ma attraverso i Mac, gli iPod, iPhone, iPad ha inventato un mondo, uno stile di vita, ponendosi come un “punto di rottura” nello sviluppo della tecnologia ed abbinando sapientemente creatività ed, appunto, tecnologia. I prodotti Apple hanno rappresentato, e tuttora rappresentano, una vera e propria esperienza da vivere intensamente: il design curato nel dettaglio in maniera maniacale, la loro semplicità di utilizzo, la loro funzionalità, sono caratteristiche intrinseche cercate ed apprezzate dai milioni di appassionati che dimostrano la propria fedeltà al marchio della mela accettando di passare ore ed ore in fila davanti agli “apple store” pur di potere dire “c’ero anche io quella volta”.
Ma come spesso capita ai geni, il talento innato è accompagnato da una serie di comportamenti ed atteggiamenti alquanto discutibili. Steve Jobs infatti verrà ricordato anche per il suo carattere da despota nei confronti dei sui collaboratori, concorrenti, familiari. Citando le sue testuali parole riteneva che il mondo si dividesse tra “geni e teste di cazzo”: famose sono rimaste le sfuriate ed esasperazioni rivolte al suo staff, spesso accusato di scarsa dedizione alla causa Apple e ritenuto poco capace di produrre soluzioni innovative in grado di sbaragliare il mercato. Così come alcuni suoi “pallini” come quello di abbracciare la dieta vegana o la scarsa propensione alla pulizia che, soprattutto in giovane età, quando non aveva ancora fondato la Apple, aveva obbligato il suo datore di lavoro ad “isolarlo”, relegandolo ai turni notturni, perché per qualsiasi collega era impossibile sopportare il suo cattivo odore !
In definitiva si tratta di una lettura consigliata per chiunque abbia voglia (e tempo) di approfondire la conoscenza di quest’uomo dalle mille risorse, capace di reinventarsi continuamente, creando valore anche all’industria dei cartoni animati durante il periodo “Pixar”.
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Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 2012
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Geniale inventore o furbo commerciante?
Geniale inventore o furbo commerciante? Quella di Steve Jobs è una figura controversa e le scuole di pensiero a suo riguardo sono molteplici. Personalmente sono sempre stata affascinata dal personaggio di Jobs e dalla rivoluzione apportata alle vite di tante persone dai prodotti Apple, a partire dal famosissimo spot pubblicitario "Ecco perchè il 1984 non sarà come 1984" (riecheggiando Orwell) che introduceva sul mercato il Macintosch.
Trovo davvero interessante il dibattito riguardo al mondo della tecnologia e al potere di controllo che questa esercita o meno sulle nostre vite. Tuttavia, ammetto di aver comprato questo libro sull'onda emozionale della morte di Jobs e nonostante ciò ho cercato di leggerlo e valutarlo in modo obiettivo.
La mole del libro è davvero consistente e Isaacson ci accompagna in questo lungo viaggio che ci catapulta nel mondo di Jobs promettendoci di svelarne non solo le luci ma anche le ombre della sua vita privata e professionale.
Sicuramente il libro è interessante, ben scritto e ricco di informazioni a volte anche molto tecniche e settoriali, non accessibili a tutti forse. Ci racconta non solo i momenti positivi e luminosi della vita di Jobs, ma anche i momenti bui, anche se il racconto dei momenti bui mi sembra a volte "troppo luminoso." Non dico che questo libro sia una lode senza fine di Steve Jobs ma durante la lettura mi sono trovata più volte a mettere in dubbio la totale onestà con cui è stato scritto.
Nonostante ciò mi sento di consigliarne la lettura poichè penso che una figura come quella di Steve Jobs, indipendentemente dal giudizio positivo o negativo che si può avere nei suoi confronti, sia interessante da conoscere. Ovviamente il mio consiglio è di non prendere per oro colato quello che viene raccontato. E' necessario, come sempre, armarsi di spirito critico!!
Un aspetto assolutamente positivo è che, almeno per me, in alcui punti è stato d'ispirazione
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Steve
Premettendo che non ho mai utilizzato un solo prodotto Apple, direi che mi ha incuriosito molto poter leggere la sua biografia e devo dire che questo libro racconta in modo interessante e dettagliato molti aneddoti della vita di uno degli uomini più influenti degli ultimi tempi.
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Molto Interessante il rovescio della vita di Job
Il libro è molto interessante perchè narra della vita più intima di Steve Jobs.
Attraverso le parole di Isaacson si riescono capire le scelte che hanno portato a cambiare lo stile di vita di molte persone che conoscevano direttamente Jobs.
Il capitolo più interessante, a mio avviso, è quello dove si narrano delle vicende della Pixar, dalla nascita fino al capolavoro di Toy Story, perchè si riesce a vedere il lato più caritatevole di Jobs visto che lascia carta bianca a Lasseter per creare i personaggi di del film di animazione.
Il capitolo meno interessante è quello dove parla degli amori di Jobs, perchè attraverso i racconti delle sue amanti si riesce a capire che era un uomo molto passionale a tratti e a tratti molto superficiale, quasi indifferente con le sue amanti che spaziano dalla Joan Baez fino alla moglie Laurene.
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Il carisma di Jobs
Premessa:non sono una seguace dei prodotti con la mela!
Chiarito questo suggerisco la lettura della biografia.I motivi sono molteplici:è l'unica autorizzata dal diretto interessato, Steve Jobs è senza alcun dubbio un uomo che ha segnato i nostri tempi,la storia umana di talenti del genere và a mio parere sempre approfondita.
Il libro è molto dettagliato,(fin troppo quando entra in particolari tecnici ingegneristici che noi comuni mortali ignoriamo),in alcuni tratti ripetitivo, ma quello che affascina, e che appaga il nostro voyeurismo, è che ci permette di entrare dalla porta principale nella vita di un uomo spesso mitizzato ma di cui si conosce(va) poco.Si scopre un Jobs nevrotico, scostumato, reticente all'igiene, ossessionato dalla perfezione a tal punto da lasciare le sue case senza mobili perchè incapace di fare la scelta di arredamento perfetta, intrappolato nelle sue convinzioni in modo arrogante, a volte cattivo.... ma di sicuro vincente.In alcuni momenti della lettura ci si ritrova quasi a detestarlo!Ma...poi...alla fine del libro, ci sono molte immagini private tratte dagli album della famiglia e il fastidio verso gli atteggiamenti nevrotici e incoerenti di Jobs scompare dinanzi all'immagine di un uomo che aveva negli occhi un innegabile e coinvolgente carisma.









