Una bambina
Saggistica
Editore
A sei anni Sheila non parlava, non piangeva e i suoi occhi erano pieni di odio. Abbandonata sull'autostrada dalla madre in fuga coll'amante, picchiata dal padre alcolizzato, Sheila è assegnata a una classe di bambini irrecuperabili dopo aver tentato di bruciare vivo un bambino di tre anni. Per tutti, ma non per la sua insegnante Torey Hayden, Sheila è persa. Torey ha colto in lei la scintilla del genio.
Torey L. Hayden è nata negli Stati Uniti, nel Montana, ma vive da molti anni in Inghilterra. La sua esperienza di insegnante nelle scuole per bambini emotivamente labili e negli istituti psichiatrici ha fatto di lei una specialista di riferimento nella ricerca sulla psicologia infantile. I suoi numerosi libri, in cui ha raccontato alcuni dei suoi «casi», sono stati tradotti in oltre 20 lingue e sono stati spesso adottati come testi di studio in diverse università.
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Dovevo immaginarlo
"Dovevo immaginarlo.
L'articolo era breve: poche frasi a pagina sei, subito dopo i fumetti. Parlava di una ragazzina di sei anni che aveva rapito un bambino del vicinato. Quella fredda sera di novembre aveva portato il bimbo, di tre anni, in un giardinetto
del luogo, l'aveva legato a un albero e gli aveva dato fuoco. Ora il piccolo era ricoverato in ospedale, in condizioni critiche. Lei era in stato di fermo."
Così inizia la storia di Sheila.
Sei anni ed una pesante storia familiare alle spalle.
Sei anni e precedenti penali che neanche ci si immagina.
Sei anni e mai una lacrima.
Sei anni ed un grande desiderio di sentirsi voluta...
Così entra in scena Tor, Torey Hayden.
Laureata in botanica ma insegnante in una "classe spazzatura", composta da bambini "psicologicamente labili", spesso rifiutati dalla società.
Poco più di vent'anni e tanta voglia di mettersi alla prova.
Così inizia il libro commuovente e coinvolgente narrante la storia del vero e proprio salvataggio di Sheila, altrimenti destinata all'ospedale di Stato. La bambina è, per tutti, "ineducabile", "irrecuperabile". Persa, insomma. Eppure Torey riesce a vedere in lei quello che gli altri non notano. Dietro uno strato di sporcizia, una maglietta ed una salopette si cela una bimba oltremodo intelligente, dolce e desiderosa di affetto. Di qualcuno disposto a starle accanto. Dopo una serie di scontri, di delusioni e svariati tentativi falliti, le Sheila e Tor iniziano ad avvicinarsi, ad affezionarsi l'una all'altra, ad "addomesticarsi" a vicenda (volendo usare una citazione del "Piccolo principe", spesso presente nel libro) e ad intessere un meraviglioso rapporto. Grazie alla tanto cara maestra, Sheila riuscirà a capire che la vita non è sempre brutta come aveva immaginato. E riuscirà, per la prima volta, a piangere. Un pianto che sarà liberatorio per tutti gli anni trascorsi indegnamente. Un pianto che le permetterà di iniziare a vivere veramente.
Dovevo immaginarlo che questo libro mi sarebbe piaciuto tantissimo!









