Temperya Temperya

Temperya

Letteratura italiana

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Cos’è Temperya? È una piccola isola situata in un luogo imprecisato del mondo. Quest’isola è però completa di foreste, grotte, spiagge, vulcani, ghiacciai, deserti e, come se non bastasse, di abitazioni e persino di un imponente castello. Come può una sola isola contenere tutto ciò? Nessuno lo sa, ma sembra esserci qualcosa di magico che rende Temperya un mondo a sé, introvabile e allo stesso tempo senza uscita. Ma gli abitanti non sono preoccupati per questo. Sono più preoccupati per il malvagio sovrano di Temperya, il proprietario del tenebroso castello che s’innalza nella parte est dell’isola. Grazie ai suoi fedeli scienziati e tirapiedi, è in possesso delle maggiori tecnologie e nessuno osa schierarsi contro di lui. Nessuno, o quasi…



Recensione della Redazione QLibri

 
Temperya 2012-10-18 14:26:06 lilith shadows
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
2.0
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2.0
lilith shadows Opinione inserita da lilith shadows    18 Ottobre, 2012
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Temperya- Recensione

Apprezzabile l’intento di fondere elementi di generi differenti - fantasy epico, fantascienza e thriller fantastico, per esempio; anche se risulta forse un po’ azzardato mischiarne tanti insieme e il risultato sembra a volte forzato. Soprattutto se si tratta di figure con una già ben definita connotazione nell'immaginario collettivo, come elfi e gnomi (es. elfi posseduti da demoni), per accennarli soltanto in brevi passaggi non molto rilevanti invece di creare una nuova identità ben caratterizzata e inserita nel contesto narrativo; si rischia di confondere il lettore piuttosto che sorprenderlo per originalità.
Interessante la costruzione della storia stile matrioska, con singole avventure che si susseguono: tutte con un obiettivo e un nemico ogni volta diverso che, collegate in un qualche modo tra loro, riconducono a un unico antagonista e battaglia finale. Anche qui però la buona premessa si perde nello sviluppo delle diverse avventure, durante le quali si dovrebbero svelare il nocciolo della storia in un crescendo di tensione fino all'epilogo. Ma le avventure in sé paiono abbastanza ripetitive, condensate in una carrellata di scene di lotta anch'esse spesso molto simili, che a volte si risolvono con un po’ troppa facilità – così come altre situazioni; col risultato di non riuscire a mantenere costante l’interesse del lettore.
Tuttavia, ciò che rende realmente difficoltosa l’immedesimazione nella storia e nei protagonisti è la mancanza di una solida ambientazione ed efficace caratterizzazione dei personaggi, mancando così di credibilità. Sono presenti diversi buoni spunti per creare un contesto abbastanza originale (a iniziare dall'isola di Temperya stessa, che stuzzica l’immaginazione con la sua diversità, piccolo mondo nel mondo, inserita nella nostra dimensione eppure sconosciuta ai più) ma spesso si concretizzano in pochi aggettivi che rendono solo un’idea piuttosto generale dell’ambiente in cui si svolge l’azione. Lo stesso per i personaggi, non tanto per la descrizione fisica, ma per i pensieri , le azioni e le reazioni emotive che ne dovrebbero definire la personalità dandogli spessore, ma che qui non sempre risultano coerenti, o non sufficientemente da renderli credibili. Così come avviene per diverse situazioni descritte. Accattivante, per esempio, l’idea dei nemici che si trasformano in alleati, ma ciò avviene sempre troppo rapidamente senza un’evoluzione della situazione e delle emozioni dei personaggi, per giustificarlo. A volte nel romanzo pare mancare quel crescendo di situazioni ed emozioni che aiutano a creare un certo livello di pathos durante la lettura (come avviene per la storia romantica tra il protagonista Lann e la fidanzata Gem. Non perché sia repentina, ma perché mi pare non sostenuta da una narrazione atta a crearne un'evoluzione e atmosfera) . Molto spesso è la voce narrante (punto di vista esterno e onnisciente, per lo più) a riportare direttamente domande, dubbi, riflessioni dei personaggi, anche nel mezzo dell’azione spezzandone il ritmo – ma che non bastano, comunque, a rendere verosimili comportamenti ed episodi.
In generale lo stile narrativo è abbastanza scorrevole. L’uso di frasi brevi negli episodi d’azione a volte azzeccato. Purtroppo la grossa pecca che inficia le discrete premesse è proprio la mancata credibilità negli eventi narrati e una caratterizzazione convincente dei personaggi.

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