Q'anto ti amo Q'anto ti amo

Q'anto ti amo

Letteratura italiana

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È possibile raccontare la storia di un paese attraverso racconti d’amore? Questa è la sfida di Q’anto ti amo. Possiamo affermare tranquillamente che la sfida è stata raccolta e il risultato è più che lusinghiero, come potrete verificare dalla lettura di questo volume. Nel bando abbiamo indicato sommariamente dei periodi storici all’interno dei quali doveva avvenire la narrazione. Dalla guerra al boom economico, dalle rivoluzioni culturali della fine degli anni sessanta agli anni di piombo, dalla superficialità degli anni ottanta alla disillusione dei giorni nostri. Gli Autori sono stati capaci di realizzare un affresco davvero rappresentativo di tutti questi periodi, le storie raccontano di uomini e donne che vivono con intensità le loro vicende personali ma non dimenticano affatto ciò che li circonda, tutt’altro. Questi racconti hanno il pregio di raccontarci vicende coinvolgenti ed emozionanti e nello stesso tempo ci accompagnano ad una rilettura della storia italiana degli ultimi sessant’anni. Chi ha vissuto i periodi raccontati non faticherà a ritrovarsi e chi non li ha vissuti potrà vivere quegli anni attraverso le parole, i pensieri e le azioni dei protagonisti del racconto. Un modo forse particolare di rivivere la nostra storia ma assolutamente realistico e pregnante. L’unica cosa che davvero cambia poco, in questi ventiquattro racconti così differenti, in fondo è ciò che li accomuna: l’amore.



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Q'anto ti amo 2014-04-12 18:42:25 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    12 Aprile, 2014
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Anni Sessanta is better than Ottanta???

“Q’anto ti amo” è una raccolta di ventiquattro racconti che hanno il filo conduttore in un’idea di fondo: raccontare la storia italiana degli ultimi cinquant'anni attraverso storie d'amore.
Ogni racconto proposto è infatti ambientato in uno di questi momenti storici: il dopoguerra (1945-1958) - il boom economico (1959-1966) - la stagione delle rivoluzioni culturali (1966 - 1974) - gli anni di piombo (1975-1980) - gli anni rampanti (anni 80/90) - la rivoluzione dei media (anni 2000/2010) - gli anni della disillusione (cioè periodo attuale).
Gli autori raccontano di uomini e donne che vivono con intensità le loro passioni e vicende personali, sempre collocate in una rilettura della storia italiana degli ultimi sessant’anni.
Così i primi racconti hanno guerra e Olocausto sullo sfondo, mentre le vicende degli anni cinquanta e sessanta hanno l’ideale colonna sonora di un oggetto – ahinoi - ormai scomparso: il mitico juke box… La scatola romantica e – per quei tempi – tecnologica che serbava nel suo seno i 45 giri in vinile. Sogni circolari racchiusi in solchi musicali.
Anch’io ho raccolto la sfida di Damster Edizioni e nonostante io continui a sognare (ad occhi aperti) i fantastici anni Sessanta (che per me equivalgono a rivoluzioni intellettuali, epoca hippy, creatività, pacifismo, dialettica studentesca e vivacità delle idee) ho affrontato lo stimolo collocando negli anni Ottanta “Lo zimbello”, un noir animalista (!) che trae spunto da una vile pratica di caccia e dal ricordo dell'antinomia, più apparente che sostanziale, tra Duran Duran e Spandau Ballet.
Naturalmente ho letto con grande curiosità come gli altri co-autori hanno interpretato il tema del contest in questa raccolta che consente di attraversare i decenni tra sogni sentimentali (i miei si sono infranti. Tutti.) e ricordi (quelli ancora vivono e mi sospingono), per affrontare la tragica contemporaneità: gli anni drammatici della disillusione…

Bruno Elpis

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