Narrativa italiana Romanzi storici Giocando con le spade di legno
 

Giocando con le spade di legno Giocando con le spade di legno

Giocando con le spade di legno

Letteratura italiana

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"Mai incrociammo le nostre spade. Furono solo gli sguardi a fondersi, furono le vite a inciampare nel destino. Combattemmo le ombre in mezzo al grano trafiggendo quella che osarono definire legge. Nessuno riuscì a piegarci. Nessuno. Neppure il male di una realtà sbagliata in cui chi si ribellava era Brigante mentre chi gestiva il potere era un Signore. Il serpente e il lupo non accettarono di chinare il capo davanti a chi volle calpestarli."



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Giocando con le spade di legno 2015-03-31 15:33:33 Nadiezda
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Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    31 Marzo, 2015
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Giocando con le spade di legno di Donato Di Capua

Non è il primo libro che viene scritto da questo autore e dopo aver avuto un grande successo con “Il buio della mente, la luce dell’anima” ha deciso di intraprendere la scrittura e pubblicazione del secondo romanzo.
Si tratta di un romanzo storico che racconta la vita di Donato, il quale è figlio di una famiglia contadina della Lucania.
Lui ha sempre lavorato nei campi ed è sempre stato un ragazzo leale ed abituato a seguire i valori che la sua famiglia gli ha inculcato fin dalla più tenera età.
La storia si svolge durante gli anni dell’Unità d’Italia e del Brigantaggio due momenti davvero duri per gli abitanti della nostra penisola.
Come in tutti i libri c’è un filo che continua in tutta la durata della storia, l’amicizia con Carmine, con il quale vivranno molte avventure, alcune di queste molto pericolose.
La scrittura è spesso arzigogolata ed alcuni termini vengono descritti a fine pagina perché non sono avvezzi del nostro linguaggio.
L’autore ha deciso di dare il suo nome al protagonista perché al momento della scelta non era riuscito a trovarne uno adatto al ruolo che ha voluto donare.
Mi sono resa conto che molto spesso Donato, il protagonista, ma probabilmente anche l’autore ricorda con nostalgia i bei tempi passati quando giocava nei campi con le spade di legno (dal quale ne viene tratto il titolo), ed anche se era stanco delle fatiche del lavoro svolto nella giornata, le corse nei campi a perdifiato portavano via tutta la stanchezza accumulata e gli davano nuove energie.
Sicuramente mi sento di consigliare questo libro perché attraverso la sua dialettica, lo scrittore è riuscito a presentarci una storia che ancora non conoscevamo, dove i valori e la lealtà vengono prima di tutto.
Sono molto entusiasta di aver avuto la possibilità di leggere e recensire questo testo anche perché ho scoperto che come per il precedente romanzo i diritti d’autore verranno interamente devoluti a delle associazioni che costruiscono pozzi d’acqua nel deserto.
Vi voglio lasciare una breve citazione che mi ha molto colpito: ’A volte la vita ci riserva bocconi amari, a volte sembra che qualcuno si diverta a giocare con le nostre esistenze mettendo a dura prova i nostri equilibri o è solo lo scorrere del “fato” che organizza tutto per renderci spietati.’
Buona lettura!

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Giocando con le spade di legno 2014-09-18 06:16:21 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    18 Settembre, 2014
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Entrare nella storia come protagonista...

Dopo il grande successo del primo libro, "il buio della mente, la luce dell'anima", per cui l'autore ha ricevuto anche un premio, primo nella classifica editoriale nelle vendite del suo libro, Donato Di Capua si lancia fiduciosamente nel secondo "esperimento letterario" collocato nell'epoca storica dell'Unità d'Italia.
Il protagonista è un personaggio che si inserisce curiosamente in prima persona, nella storia partendo dall'infanzia fino all'età matura.
L'autore si pone come voce narrante e dà il suo nome al personaggio maschile, un cugino del brigante Crocco, colpevole, nonostante le sue buone intenzioni, di trovarsi sempre a combattere dalla parte sbagliata.
Sia Donato che Carmine, crescendo insieme, condividono i medesimi ideali di dignità e di riscatto dai soprusi dei potenti dell'epoca, ma prenderanno due strade diverse.
Mentre Donato riuscirà a introdursi, pur faticosamente nella società mettendosi a servizio dei potenti, Carmine diverrà un brigante ricercato e temuto dalle autorità locali.
E nei ricordi di Donato, protagonista inserito in questa storia così emozionante, si individua la cocente nostalgia di quando ancora bambini, passavano il loro tempo libero "giocando con le spade di legno".
Fra la scoperta di ideali generosi, battaglie sanguinose e la maturazione di un temperamento indomabile all'interno di una natura incontaminata e splendida, cui l'uomo tende a corrompere con il suo atteggiamento distruttivo, la storia si snoda svelando i destini dei due protagonisti, resi fratelli da un patto di sangue.
L'autore si è inserito nella storia, identificandosi con il protagonista, forse per porre un alito di vita a questo personaggio, che risulterà irresistibile, pur nella sua semplicità disarmante...e nella quale molti potranno rivedere gli avvenimenti storici, le lotte contadine di quel tempo, ma sopratutto la faticosa sopravvivenza di chi come i personaggi di quel tempo, ha dovuto combattere giornalmente contro un destino avverso nella speranza che la civiltà arrivasse a portarli in salvo.
Ma non per tutti è stato possibile; ogni epoca offre il suo tributo di sangue per il progresso, per la salvezza di coloro che restano e di quelli che come noi, ormai fuori da questi conflitti sanguinosi, si limitano a commentare...
Ma per questi uomini che, avendo combattuto e sofferto prima di noi, forse è doveroso anche un riconoscimento, per aver riportato la luce, la pace nel nostro mondo.
Sono uomini è vero, ma è giusto che il nostro ricordo li accompagni con rispetto e gratitudine.
Consigliato.
Saluti.
Ginseng666

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