Narrativa italiana Romanzi Com'era triste Trieste
 

Com'era triste Trieste Com'era triste Trieste

Com'era triste Trieste

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Sullo sfondo di una superba Trieste negli anni Trenta e Quaranta, si intrecciano le storie di una famiglia ebrea e di un amore vissuti fra la triste e famosa Risiera di San Sabba e le altrettanto tristi e famose Foibe. Era il 18 settembre 1938 quando Benito Mussolini lesse per la prima volta, dal balcone del Municipio di Trieste in piazza Unità in occasione della sua visita alla città, il manifesto delle leggi razziali appena emanate dal regime fascista per accondiscendenza alla dittatura nazista di Hitler. Non a caso fu scelta Trieste per tale proclama, perché proprio dal porto di questa città, dove risiedeva una consistente comunità ebraica, in quegli anni migliaia di ebrei in fuga dalle persecuzioni nell'Europa centrale e orientale s'imbarcavano verso la terra promessa in Palestina.



Recensione della Redazione QLibri

 
Com'era triste Trieste 2015-01-05 16:43:09 Nicolò Bonato
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Nicolò Bonato Opinione inserita da Nicolò Bonato    05 Gennaio, 2015
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Tristemente deludente

Nonostante il numero esiguo di pagine, la lettura di questo libro è stata davvero difficile.
La completa mancanza di credibilità dei dialoghi rende penosamente lente scene che dovrebbero essere rapide e piene di pathos, mentre l'autore enfatizza momenti poco significativi allo svolgersi della trama e che hanno tuttalpiù un risalto storico.
Anche l'aspetto storico del romanzo è molto deludente, in quanto mancano approfondimenti interessanti di qualsivoglia genere, limitandosi a ribadire concetti, date e fatti arcinoti. L'integrazione stessa di romanzo e storiografia è molto deludente, si assiste a veri e propri scarti di tono, l'autore passa bruscamente dall'uno all'altra, senza riuscire ad amalgamarli e a produrre quindi un autentico romanzo storico come (immagino) da intenzione.

Infine la trama è delle più scontate e banali, completamente priva di punti d'interesse, di brio, la cui mancanza, accompagnata da una prosa stantia e inopinatamente aulica, affossa definitivamente il libro.
Un libro che ricorda nel peggior modo possibile “I Promessi Sposi”, riprendendo dal famoso romanzo più di un espediente narrativo.

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Com'era triste Trieste 2014-10-17 07:54:28 Nadiezda
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Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    17 Ottobre, 2014
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Com’era triste Trieste di Antonino Crisafi

Tempo fa per caso avevo letto un libro di questo autore, intitolato “Gocce d’amore ovvero la malinconia del successo” nel quale si parlava di una ragazza veneta di umili origini. Ricordo bene la trama di quel libro perché mi aveva molto colpito.
Adesso sempre per caso mi è capitato tra le mani un altro libro di questo autore.
Questa volta la storia è ambientata a Trieste negli anni Trenta e Quaranta.
È già ben noto che ho una passione per i libri che parlano di periodi di guerra accaduti nel nostro territorio e quando ho visto che questo romanzo narrava: le vicende di una famiglia ebrea, i fatti accaduti nella Risiera di San Sabba, le leggi antisemite e delle Foibe, me ne sono perdutamente innamorata.
La storia è verosimile, i personaggi descritti non sono realmente esistiti tranne in alcuni casi.
Le vicende seguono i fatti principali della guerra e raccontano anche del discorso fatto da Mussolini direttamente dal balcone del Municipio di Trieste che si affaccia sulla bella Piazza Unità d’Italia.
Questo luogo dapprima molto caro ai protagonisti perché aveva fatto nascere degli amori ed aveva fatto passare giorni spensierati, dopo il 18 settembre del 1938 diventerà un incubo e teatro di varie tragedie.
Persino il bel Molo Audace che aveva ospitato e dato una bella sceneggiatura agli amori appena sbocciati, non sarà più un luogo così paradisiaco dopo quella data.
La storia di Marco e Sara inneggia l’amore in un periodo così duro e triste della storia.
Purtroppo e per fortuna i sentimenti più puri non guardano in faccia a nessuno ed il loro giovane e delicato Amore continuerà ad esistere sopra ogni cosa.
Lo stile è semplice e quasi melodioso quando racconta la storia d’amore dei due protagonisti.
Una storia portata avanti incondizionatamente anche se sullo sfondo la guerra avanza e porta solo sangue, terrore e morte.
L’autore con la sua penna cattura il lettore fin dalla prima facciata e secondo il mio parere, Marco e Sara sono dei protagonisti così dolci e puri che verrebbe voglia di incontrarli.
Infatti la storia è sapientemente narrata ed in molti punti fa persino commuovere.
È un libro molto triste perché racconta le brutalità della guerra.
Un testo che non vuol far dimenticare che cosa è accaduto in quei tragici anni.

Vi auguro una buona lettura.

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